
1973. 16 gennaio
Va bene che la liberazione è individuale, ma il femminismo dovrebbe essere una tappa dell’umanità come il buddismo, il cristianesimo che hanno improntato di sé una civiltà.
Non che su questa ipotesi mi abbandoni a sogni di risoluzione terrestre, ma neppure potrò escluderlo a priori.
Il femminismo non è solo rabbia, denuncia, ma anche autocoscienza e liberazione, è tutto l’arco, tutte le fasi di un processo: il risultato è sempre la scoperta si sé, ma l’essere in un processo invece che in un altro modifica la civiltà.
Si, lo so, è come scoprire un pezzo di cielo dietro le nuvole; c’è sempre l’azzurro, ed è sempre uguale, ma d’altra parte il cielo è così, infinito, infinite sono le nuvole che lo tengono al di là, e infiniti sono i tempi e gli esseri umani, allora fanno questa rotazione sull’uguale.
[Carla Lonzi - Taci, anzi parla. Diario di una femminista. - 1978 - Pag. 213]

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