Umberto Terracini

Quando la famiglia decide di trasferirsi da Genova a Torino, non sa che per il piccolo Umberto di soli 4 anni quella è una scelta decisiva, perché il piccolo crescerà, andrà a scuola, e a scuola incontrerà Antonio Gramsci e Angelo Tasca. Incontri fatali.

Controcorrente
Comincia ad allenarsi a 16 anni tra le file della Federazione Giovanile Socialista di cui diviene ben presto dirigente provinciale; giusto qualche anno per maturare uno sguardo personale e siamo ai suoi 21 anni: l’Europa vive il dramma della prima guerra mondiale, i socialisti scelgono di non aderire né sabotare, ma Umberto si schiera e si schiera contro la guerra e lo fa con un’intensa attività di propaganda. Risultato: viene arrestato e il tribunale di Vercelli lo condanna a 4 mesi di reclusione; poi lo inviano, come soldato semplice, al fronte, in zona di operazione.
Torna a 26 anni, ma la lezione non gli è bastata: laurea in giurisprudenza e impegno nella direzione nazionale del Partito Socialista, ala rivoluzionaria. Ben presto lascerà i riformisti di Turati e sarà tra i fondatori del PCI (1921). Ma a Mosca si scontra con Lenin e Trotzki, dichiarandosi contrario alla direttiva del Fronte Unico con i socialisti.
E ancora nel 1924, dopo l'assassinio Matteotti, è contrario alla svolta dell'Aventino.
Ma il momento più drammatico e coraggioso data certamente dall’agosto 1939.

Ventotene Resort
Siamo a Ventotene, un’isoletta a sud di Ponza, «una ciabatta in mare» - dirà Camilla Ravera - lunga poco più di 2700 m. e larga meno di 900. Umberto vi è arrivato già da un paio d’anni, dopo aver scontato 11 dei 23 anni di carcere cui lo aveva condannato il Tribunale speciale nel ’26 per complotto contro lo Stato. Sembra una concorde comunità di circa 800 antifascisti, per metà comunisti: gestiscono sette mense e una lavanderia, coltivano un podere con bovini, conigli, pollame, scriveranno più tardi un manifesto che è ancora la Bibbia dell’europeismo democratico. Ed ecco il temporale: nel ’39 Stalin ed Hitler firmano il patto di non-aggressione. Dal loro remoto confino, Umberto e Camilla esprimono il loro dissenso. Risultato: esiliati dai compagni di confino, Umberto è sospeso dal Partito e vivrà per oltre tre anni accanto al compagno Scoccimarro senza mai lo scambio di una parola. Eppure, sembrano «venuti fuori da un romanzo di Thomas Mann», lei «con quegli occhi luminosi», lui, «lindo, netto, dai brevi gesti aggraziati. Si direbbero diretti a un concerto». Così Alberto Jacometti, un socialista ospite anche lui del Ventotene Resort, descriverà più tardi questa coppia di "reprobi".

Dal confino a Montecitorio
Col ’43 Umberto, ebreo comunista, evade da Ventotene per andare in esilio volontario in Svizzera. Poi, mentre il Partito vaglia se riabilitarlo o no (lo riabiliterà), passa nella Repubblica partigiana dell’Ossola come segretario della giunta di governo. Dopo la Liberazione rientra in Italia, nella direzione del PCI, eletto alla Consulta e poi alla Costituente.

Avvocato? Giornalista?
Di questa Assemblea il nostro Umberto è il Vicepresidente, un campione della libertà di pensiero, di parola, di stampa che aveva cominciato a difendere diciannovenne sul foglio Avanguardia, poi dalle colonne di Ordine Nuovo – che aveva fondato con l’amico Gramsci-, e ancora dalle pagine dell’Avanti e dell’Unità, di cui era stato direttore. Un giornalista, dunque, che faceva anche l’avvocato per difendere i perseguitati politici e le vittime della violenza. Tuttavia al suo stesso processo, il 4 giugno del ’28 davanti al Tribunale speciale non pronunciò un intervento in sua difesa, ma una memorabile requisitoria contro il fascismo.
Abbiamo visto come andò a finire.

                                                                  cli

 

 

Umberto Terracini parla il:

28 giugno 1946 >>> chi all'estero e chi fuori di testa

16 luglio 1946 >>>> i dubbi di piero 
16 luglio 1946 p.2 > il giorno del picconatore 
16 luglio 1946 p.3 > conigli scorticati e amici comunisti
20 luglio 1946 >>>> botta e risposta

Viene citato in:


16 luglio 1946 p.3 > conigli scorticati e amici comunisti
18 luglio 1946 >>>> mica uno qualunque!

(continua)

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