Tutto è iniziato nel lontano maggio 1974, data di pubblicazione da parte della WAR ON WANT dell'opuscolo "L'uccisore di bambini", un resoconto sulla malnutrizione e sulla pubblicizzazione di pratiche artificiali di nutrizione nel Terzo Mondo.
Lo stesso mese il Gruppo d'azione per il Terzo Mondo di Berna (ADgW) traduce l'opuscolo della "WAR ON WANT" e lo pubblica in Svizzera.
E la Nestlè che fa?
Li cita in giudizio, per diffamazione, naturalmente.
E arriviamo al 1975 con la prima seduta sul caso Nestlè.
Il consiglio internazionale delle industrie di cibo per bambini (ICIFI), formato da 8 compagnie COW & GATE, DUMEX, MEIJI, MORINAGA, NESTLE', SNOW BRAND, WAKADO and WYETH, produce un volontario "Codice di condotta".
Risposta delle associazioni del settore: non è sufficiente...
E nel 1978... il boicottaggio alla Nestlè si estende al Canada, alla Nuova Zelanda e all'Australia.
Il 23 Maggio 1978 il sottocomitato alla salute e alla ricerca scientifica del Senato USA, presieduto dal senatore E. Kennedy, ascolta testimonianze sul problema della nutrizione dei bambini da professionisti del Terzo Mondo, rappresentanti della Chiesa, autorità internazionali nel campo della medicina e del marketing, e funzionari di azienda. Dottori ed infermiere del Terzo Mondo descrivono il negativo impatto della pubblicizzazione e dell'uso di latte artificiale nelle loro regioni ed i rappresentanti della Chiesa evidenziano l'indifferenza delle industrie alle critiche.
I rappresentanti delle compagnie negano di avere responsabilità per le condizioni socioeconomiche nel Terzo Mondo, ma ammettono di non avere prova per le loro dichiarazioni.
Nel 1979 le organizzazioni non governative si riuniscono per formare l'IBFAN (International Baby Food Action Network), in modo tale da poter esercitare una pressione costante sulle industrie di cibo per bambini.
Nel 1980 le industrie ritirano l'impegno di fermare la pubblicità. La Nestlè ed altre tre industrie americane ritirano la parola di sottoscrivere le raccomandazioni OMS/UNICEF. Quando gli viene chiesto che cosa la sua ditta avrebbe cambiato come risultato dell'incontro il rappresentante della Nestlè risponde: «Non mi sembra che sia necessario alcun cambiamento».
Nel giugno dello stesso anno la BMAC (Baby Milk Action) lancia il boicottaggio in Gran Bretagna.
Per tentare di arginare questa situazione UNICEF e OMS nel 1980 hanno redatto un Codice Internazionale che bandisce queste "Inappropriate pratiche nutritive che portano alla malnutrizione infantile, alla malattia e alla mortalità in tutti i paesi, e pratiche improprie nel marketing di sostituti del latte materno possono contribuire a questi gravi problemi di salute pubblica".
Questo codice viene accettato a stragrande maggioranza alla trentaquattresima Assemblea Mondiale Sanitaria (WHA). Gli USA sono l'unica nazione a votare contro: 118 favorevoli, 1 contrario, 3 astenuti. Il presidente dell'Assemblea elogia singoli cittadini e associazioni per aver attivamente partecipato alla stesura del codice.
Nel marzo 1982 la Nestlè pubblica un orientamento per seguire le direttive O.M.S./UNICEF.
Ma solo nel gennaio 1984 la Nestlè acconsente a sottoscrivere il codice dell'O.M.S.. Dopo sette anni di intenso boicottaggio, la Nestlè promette di mettersi in regola con il Codice Internazionale ovunque tranne che nell'Europa dell'Est. Rimangono alcune divergenze fra la Nestlè e l'INBC (International Nestle' Boycott Committee), sulla fine della distribuzione gratuita di prodotti ai reparti maternità degli ospedali, ma la Nestlè insiste che su questo punto il codice e' ambiguo, quindi si decide di attendere chiarimenti da parte dell'O.M.S. e dell'UNICEF.
E il boicottaggio viene chiuso...
Nel febbraio 1984 i gruppi impegnati nel boicottaggio si incontrano in Messico e decidono di sospendere il boicottaggio per 6 mesi, così da dare tempo alla Nestlè per mettere in pratica le sue risoluzioni. Nel dicembre, dopo 6 mesi di ragionevole impegno della Nestlè nel mantenere le sue promesse e dopo ulteriori sottoscrizioni dei dirigenti per impegnarsi al massimo anche in futuro, i gruppi decidono di chiudere il boicottaggio.
Nel dicembre 1985 un comitato di esperti dell'O.M.S. e dell'UNICEF chiede la fine delle distribuzioni gratuite perché interferisce con la propaganda dell'allattamento naturale e dovrebbe venir interrotta: "l'uso frequente di sostituti del latte materno, che è non solo inutile, ma anche pericoloso, dal momento che viene usato al posto dell'allattamento materno, non dovrebbe essere consentito negli ospedali. Non si devono fornire gratuitamente sostituti del latte materno agli ospedali".
Ma la favola dura solo 3 anni. Nel giugno 1988 il gruppo IBFAN, operante negli USA (ACTION) indice una conferenza stampa dichiarando che se la Nestlè e la American Home Products (AHP) non smetteranno di inviare rifornimenti gratuiti agli ospedali sarà lanciato un nuovo boicottaggio. La ACTION chiede che la Nestlè e la AHP pubblichino un programma in cui espongono il modo in cui finiranno i rifornimenti gratuiti. Dichiara che se entro il 4 Ottobre non sarà presentato questo programma lanceranno il boicottaggio.
E riparte il boicottaggio...
Nel 1988 la ACTION lancia il boicottaggio alla Nestlè e alla AHP negli USA. Il gruppo IBFAN tedesco, AGB, lancia il boicottaggio alla Nestlè e una campagna pubblicitaria contro la Milupa. Gruppi in Francia, Austria, Svezia, Norvegia, e Gran Bretagna promettono di aderire al boicottaggio. Altre 12 nazioni promettono di sostenerlo.
E nel 1991 arrivano le adesioni importanti.
La Chiesa di Inghilterra aderisce al Boicottaggio contro la Nestlè. Da quel momento le vendite di Nescafé nel Regno Unito sono diminuite del 3%.
Nel 1993-1994 inizia il boicottaggio in Italia. In varie città si sono organizzati comitati che hanno diffuso il boicottaggio con diverse iniziative (volantinaggi, interventi su stampa, radio locali e anche nazionali, assemblee informative). Dovunque la campagna ha riscosso l'adesione di molte associazioni per la cooperazione Nord-Sud, di studenti medi e universitari, pacifisti, volontariato laico e cattolico, ecc...
E il nostro eroe, Beppe Grillo, nel 1994, denuncia il problema durante il suo spettacolo televisivo su RAI UNO.
Nel Giugno 1994, 27 sacerdoti della diocesi di Novara hanno inviato una lettera alla multinazionale dichiarandosi non disponibili a collaborare al concorso "Disegna la famiglia, vinci l'America" promosso dalla Nestlè.
Attualmente sono attivi gruppi di boicottaggio in molte città italiane fra cui Asti, Bergamo, Brescia, Chiavari, Cuneo, Ferrara, Firenze, Genova, Imola, Imperia, Livorno, Mantova, Milano, Padova, Pisa, Reggio Calabria, Roma, Seregno, Torino, Trento, Trieste, Varese, Verona e altre. Molti altri gruppi si stanno organizzando in altre città.
Ma una domanda sorge spontanea...
Perché, a distanza di 12 anni, in televisione non si parla più della questione?
Non fa audience?
roc
torna in sconsigli per gli acquisti
torna in casaacorte