Oh, noi la pizza ce la siamo mangiata.
Vediamo un po' cosa continua a... succedere in quel 19 luglio di sessanta anni fa. Le loro parole sempre al centro, noi mettiamo solo titoli, ma questo dovresti già saperlo.
Presiede sempre Saragat, e va bene. Poi lo sostituirà Grandi.
Grandi chi? Grandi quello? Lo abbiamo messo nei nomi?
Noone, al tempo!
Mac, non cominciare!

Dicevamo: sta continuando la discussione sulle dichiarazioni del Presidente del Consiglio De Gasperi.
Certo che sessant'anni dopo, esatti esatti...!
Per favore, mac, sentiamo.

E' la volta di tal Martino Gaetano. A quale Gruppo appartiene?
Al Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale.
Lo abbiamo messo nei nomi?
Noone, non ancora. Stiamo a sentire.
Guarda, sta parlando di Arturo...
brillante
Il professor Arturo Labriola,
nel suo brillante discorso dell’altro giorno,
disse una cosa esatta,
e cioè che tutti i Governi tendono
all’abuso dei poteri,
che tutti i Governi, anche quelli democratici,
amano l’eccesso di potere.
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non perfettamente
Ma io direi ancora di più:
più che i Governi è la burocrazia
che ama l’abuso di potere
quando non esiste il freno
del Parlamento legislativo,
soprattutto quando alla direzione dei dicasteri
si trovano - come spesso accade -
persone non perfettamente fornite
di sufficiente conoscenza
della materia della loro Amministrazione.
Wow

Io non sono di coloro i quali dicono
che i Ministri dovrebbero essere dei tecnici;
tutt’altro:
io ritengo che i Ministri
debbano essere soprattutto dei politici.
vivi: Governo di tecnici, governo di politici.
Essere o non essere.
Se non ricordo male, di governo tecnico si parlò anni fa dopo Tangentopoli e la cosiddetta fine della Prima Repubblica.
È così???...
mac: Se è per questo se ne è parlato anche prima.
Governi tecnici, ministri tecnici.
In genere, erano quelli che dovevano maneggiare l'economia.
Poi è stata la grancassa degli amministratori tecnici, la società civile dei tecnici... Mmaahh! quello che penso te lo dico poi, sulla differenza non differenza tra tecnici e politici.
Per ora diciamo che vengono definiti così quelli non provenienti o non propriamente legati a doppio filo ad un Partito, tutto qui.
Come fu per Ciampi Carlo Azeglio Presidente, già Ministro tecnico di un Governo di centrosinistra.
Oh, s'è svegliata, eh!
N.d.r.: vedi fuoco d'artificio...
sia auspicabile
Ma penso che
una certa competenza
da parte del Ministro politico
alla direzione di un determinato dicastero
sia soprattutto auspicabile
per evitare appunto che il Ministro
finisca con l’essere un semplice strumento
dei suoi uffici,
un semplice strumento
della burocrazia.
[...]

timore di tediarvi
Altri esempi potrei fornirvi
se non avessi timore di tediarvi.
E questo proprio oggi
che tanto si torna a parlare in Italia
di autonomia universitaria?
[...]

La verità: tediato ci avevi tediato, Gaetano.
Infatti, ti avevamo un poco tagliuzzato.
Però, questa dell'autonomia universitaria...

autonomia universitaria
Io segnalo al Governo quest’argomento
dell’autonomia universitaria.
Nella dichiarazione programmatica del Governo
non ho visto nessun altro accenno
alla pubblica istruzione
se non l’assicurazione
che il nuovo Ministro
non avrebbe fatto nulla di nuovo.
vivi: Oggi, oggi c'è l'autonomia universitaria...
Inertia sapientia, diceva Napoleone.
Due anni fa Gustavo Colonnetti
scriveva queste parole:
“Qualunque ingerenza dello Stato
nell’amministrazione universitaria,
sia pure la più discreta
e la meglio intenzionata,
è inammissibile

perché fatalmente
si tradurrebbe in una ingerenza
nella sua funzione scientifica e didattica.
vivi: ...però dobbiamo dire che, senza i finanziamenti dello Stato, la ricerca universitaria è al collasso tanto che i cervelli scappano.
Ah! Siamo un paese senza cervello! E vuoi mettere il lievitare delle tasse, che i poveri studenti devono pagare?
essenzialmente
Ora, lo Stato è
essenzialmente incompetente
in fatto di cultura.
vivi: Beh, magari gli uomini che lo gestiscono...
cli: Avete capito?! Dunque abbiamo scoperto una tara originaria dello Stato. Forse è per questo che ultimamente il nostro Stato sembra considerare la cultura del tutto inutile, se non addirittura dannosa! O Speme, ultima Dea!
roc: Alzi la mano chi non è mai stato sfiorato dall'idea che i nostri onorevoli dovrebbero tornare a scuola! Non dico all'asilo, ma almeno alle scuole elementari, ad imparare quella lingua per loro così ardua, l'italiano e la sua grammatica.
necessariamente
Esso è necessariamente ridotto
ad apprezzare della cultura
le manifestazioni esteriori
e le applicazioni immediate,
ispirandosi nei suoi giudizi
a quelle che sono le sue ideologie
e a quelli che sono i suoi fini politici.
E l’università non può accettare
di venire asservita
né a questi fini, né a quelle ideologie.
Essa sola è competente
a fissarsi le sue mete
e a giudicare
dei risultati che consegue,
perché essa sola possiede il metro
con cui quei risultati vanno misurati”.
vivi: Non fa una piega.
mac: la misura col metro, poi...
Come dicevo, non da ora
si parla di autonomia universitaria.
È una vecchia molto dibattuta questione.
cli: In effetti è ancora dibattuta! Non si è ancora ben chiarita questa differenza tra scuola autonoma, scuola privata, scuola di stato…E comunque, quelli facevano questioni di sublimi Summe, noi qua facciamo questioni di sublimi somme.
mac: carina, questa scercula di termini tra Summe somme...
roc: un servizio di Report ha indagato sulle convenzioni che i Ministeri stipulano con le Università. Adesso non venitemi a dire che non esistono Università asservite ai fini politici, che la cultura è imparziale... Se quello che il Nostro dice fosse vero queste persone non sarebbe autorizzate a comprarsi una laurea, ma dovrebbero studiare come tutti i comuni studenti. Ma sarebbe chiedere troppo...

amore per i dilemmi
Mezzo secolo addietro
Giovanni Pascoli, precorrendo l’onorevole Nenni
nell’amore per i dilemmi,
in un pubblico discorso esclamava:
“le università italiane saranno autonome
o non saranno”.
[...]
cli: Chissà se oggi ascoltando certi esami di certe autonome università resterebbe convinto di trovarsi in una università?
mac: bella pure questa dell'amore di Nenni per i dilemmi, me la segno.
scusate, divago...? comunque, una cosa è certa: a Gaetano, nel senso di Martino, Aldisio, ci piacciono i proverbi. Ops, volevo dire avverbi!
grossolanamente
Non bisogna dimenticare che
anche il lavoratore è una macchina
e che le condizioni sanitarie del Paese
sono oggi molto più gravi
di quello che grossolanamente non appaia.
vivi: Sta parlando della sanità...
Ma, ma...cosa???
Il lavoratore è una macchina??
??
roc: Dai, vivi, non prendertela!
È stato poco diplomatico, ma quello che diceva era giusto...
Per risollevare le sorti dello Stato bisogna migliorare le condizioni sanitarie dei lavoratori. Ha solo sbagliato le parole...

Ssssttt!
Ora parla della Sicilia...
politica di abbandono
... se le correnti indipendentistiche
hanno trovato
tanto facili consensi
ciò è perché
i siciliani hanno timore
non già della politica di rinnovamento
(come spesso è stato detto
da osservatori superficiali delle cose nostre),
ma della politica di abbandono.

vera genesi
Qui è la vera genesi del separatismo siciliano:
nel fatto che i siciliani,
desiderosi di rinnovamento
economico e sociale,
hanno perduto ogni fiducia nell’opera
del Governo centralizzato di Roma.
cli: Ops! Roma ladrona!Che bossiane parole!
mac: solo che i siciliani allora avevano molte più ragioni di Bossi, e da vendere. Il pensiero è mio e lo gestisco io.
[...]
ciò si deve
Si fa presto a dire,
onorevoli colleghi,
che se la Sicilia
è così poco progredita in confronto
con le altre regioni italiane,
ciò si deve ai siciliani,
ciò si deve alla mancanza
di iniziativa dei siciliani.

sanno dar vita
Ma come si spiega allora
che i siciliani si mostrano capaci
di tante iniziative quando sono fuori della Sicilia?
Come si spiega che
quando essi sono fuori della Sicilia
sanno dar vita con tanta facilità,
con tanta fortuna,
alle industrie e ai commerci?

cli: Come lo spieghi?
La verità è che tutte le iniziative
hanno trovato ostacoli
molto maggiori che altrove.
cli: Ah, ecco!
[...]
ebbi l’occasione un anno e mezzo fa
di interessare le competenti autorità
all’istituzione di un centro
per la fecondazione artificiale
presso l’istituto di medicina veterinaria
dell’Università di Messina,
centro che potrebbe essere molto utile
all’economia della Sicilia e della Calabria,
soprattutto se si tiene presente che,
con un probabile ritorno
ad una economia di mercato,
noi dovremmo necessariamente abbandonare
gran parte delle nostre colture cerealicole
e che dal punto di vista zootecnico
l’Italia non è purtroppo
uno dei Paesi più progrediti.
mac: centro per la fecondazione artificiale????
coro: veterinario, mac!
in Russia
La fecondazione artificiale
nel Paese di Lazzaro Spallanzani,
che ne fu il pioniere,
è assai poco conosciuta
e il nome del calabrese Giuseppe Amantea,
alle cui ricerche sperimentali si devono
i recenti progressi della fecondazione artificiale,
è da questo punto di vista
forse più conosciuto in Russia che in Italia.
cli: niente di nuovo sotto il sole! Nemo propheta in patria!
Se vuoi continuo…
roc: ancora la fuga dei cervelli! Una delle altre caratteristiche tutte italiane che con il tempo peggiorano...
mac: Lazzaro Spallanzani ce l'ho, mi manca Giuseppe Amantea. Chi ce l'ha la figurina di Giuseppe?

Questo progetto avrebbe importato
la spesa di
20 milioni di lire.
non dico... ma neppure
Nonostante l’esiguità della somma,
nonostante il pronto e caloroso interessamento
del Ministro Gullo, alla cui perspicacia
e chiaroveggenza
desidero rendere omaggio,
nonostante la mia tenacia
(potrebbe farci testimonianza l’onorevole Aldisio),
questo progetto non si è potuto, finora,
non dico realizzare,
ma neppure avviare.
mac: Pure Gullo ce l'ho.
coro: Sembri un album della Panini!
mac: appunto.
Ora, onorevoli colleghi,
sarebbe bastato, io penso,
l’interessamento concreto ed efficace del Governo
a questi problemi della nostra economia
per risolvere, prima ancora dell’autonomia forse,
il problema politico della Sicilia.
cli: Interessamento concreto ed efficace: quanto mi piacciono queste parole. Vagheggio l’avvento di una politica che sia tutta “interessamento concreto ed efficace”. Per favore, non mi tacciate di qualunquismo, che in questa aula troverei buoni alleati. E comunque, proprio per questo tentiamo a modo nostro l’arena politica, o no? 
mac: perchè dici tentare? E' un verbo che dice una perdita di partenza.
Bùttati, prova, portati un paracadute.
Magari col pensiero di poter tornare da dove si è partite.
Senza troppe ferite.
E non è vero che il popolo siciliano
voglia in questo tragico momento
– esso che è uno dei popoli più generosi della terra –
disfarsi del proprio dovere di solidarietà
con il resto della Nazione.
mac: Sì però Gaetano quanto la fai lunga....

Io vi dico al contrario che,
nella loro stragrande maggioranza,
i siciliani oggi aspirano soprattutto a contribuire
al consolidamento dell’unità della Nazione,
dell’unità della Patria.

Io vi dico che essi,
nell’attuale immane tragedia della Nazione,
aspirano soprattutto a contribuire,
con tutte le loro forze e con tutta l’anima loro,
alla salvezza del popolo italiano.
(Applausi).
[...]
cli: Hai visto mai? I termini sono proprio ribaltati rispetto al discorso che fa oggi la Lega! Chissà che qualcun oggi leggendo questi discorsi ripensi all’autonomia e la confronti con la devolution: e magari s’illumini di…quest’immensa Costituzione!
mac: Devolution. E' pure brutta, sta parola. Mo che ci penso.
Brutta brutta. Vuoi mettere con... autonomia? Altra storia. Altra lingua.
Se è per questo, allora...
Ne diranno ancora delle belle, in... virilità di una Repubblica!
E questo giorno non è ancora finito.
Dopo tocca a Riccardo, nel senso di Lombardi.
Ma solo di cognome.
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