Sandro Pertini

Sembra un vecchietto non ancora incanutito, magro e scavato, non si direbbe un tipo pericoloso. Questo 22 luglio Sandro non ha nemmeno 50 anni: una buona metà sono di carcere, confino e lotta partigiana. E si vede.

Un ragazzo promettente
Fino al 1924 nella sua amata Liguria fa in tempo a diventare avvocato, guadagnarsi una medaglia d’argento al valor militare sull’Isonzo, prendere una seconda laurea in scienze politiche, iscriversi nel PSI ( ah, quelle lezioni di filosofia al liceo con Baratone, collaboratore di Turati!), aderire al movimento antifascista Italia Libera, e farsi devastare due o tre volte lo studio di Savona. Più tardi dirà:"Sono stato bastonato perché il Primo Maggio andavo in giro con una cravatta rossa. Sono stato mandato all’Ospedale perché, nella ricorrenza della sua morte, ho appeso alle mura di Savona una corona di alloro in memoria di Giacomo Matteotti. Sono stato arrestato per aver diffuso un giornale significativo: "Sotto il barbaro dominio fascista". Ho vissuto i miei vent’anni così e non me ne pento."

A trent’anni…
Nel 26, condannato a 5 anni di confino, in una notte scura e tempestosa fugge da Savona in motoscafo. Tutta la notte rischia di affondare. All’alba raggiunge il porto di Calvi, Corsica.Con lui è Filippo Turati, il Maestro amatissimo.Da Calvi passa a Nizza. Farà il muratore, il taxista, il verniciatore, la comparsa cinematografica, si costruirà una radio per mantenere i contatti con l’Italia. Poi la polizia lo scopre, lo processa, lo condanna… Infine, nel marzo del 29 torna in patria, con passaporto falso.La carriera di clandestino dura 15 giorni: poi nuovo arresto, nuovo processo, nuovo rifiuto di difendersi. Comincia così un tour di 14 anni per tutti i più rinomati ergastoli e luoghi di confino: Santo Stefano, Turi, Pianosa, Ponza, Ventotene…Dappertutto rapporti burrascosi con secondini e direttori: pretende di essere trattato, lui e gli altri detenuti, con umano rispetto! Ottiene celle di punizione, isolamento, bastonature supplementari, trasferimenti, aggravi di pena. La sua salute diventa così precaria che la madre presenta domanda di grazia alle autorità. Lui rifiuta con parole durissime: "Non ti puoi immaginare il male che mi hai fatto e il dolore che mi hai dato […] nella vita talvolta è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza". E in carcere nasce l’amicizia profonda con Gramsci, Spinelli, Enrico Rossi, al di là delle differenze politiche.

A quaranta… 
Il 7 agosto 43 è finalmente libero. Un mese dopo, l’8 settembre, è con Emilio Lussu e Luigi Longo a Roma, a combattere contro i tedeschi a porta San Paolo. Prigioniero delle SS e condannato a morte per non aver denunciato Nenni, evade da Regina Coeli con Saragat grazie a un gruppo di partigiani che avevano falsificato documenti di scarcerazione. Il nostro Sandro è ormai uno dei capi indiscussi della resistenza. E’ a capo delle operazioni militari del CLNAI. Attraversa più volte le linee nemiche, percorre l’Italia a piedi, in macchina, in barca, come capita: a Roma, a Genova, a Torino, a Firenze, ad ogni battaglia di liberazione lui è lì sul campo.Si oppone alla svolta di Salerno. Il 25 aprile 1945 a Milano proclama alla radio lo sciopero generale:«Lavoratori! Sciopero generale contro l'occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire.» Negli stessi giorni ha modo di innamorarsi di Carla Voltolina, giornalista e staffetta, e decretare col direttivo CLNAI la condanna a morte di Mussolini.

A cinquanta…
Nell’Italia ormai libera, lo troviamo fresco di nozze, eletto alla Costituente, segretario del PSIUP, deputato, direttore dell'Avanti! Ha vissuto fino in fondo tutto il travaglio e lo slancio del socialismo riformista, ha pagato di persona un prezzo altissimo e ha conservato un cuore pieno di ottimismo e di rigore. E, a proposito di rigore, il suo problema ora è questo: l’amnistia.

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Sandro Pertini parla il
22 luglio 1946 > don chisciotte alla camera

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