pillole di storia patria

Un bel dì in Italia venne sciolta la Camera dei Fasci e delle Corporazioni.
Aaaahhh…
Questo è un respiro di sollievo scritto, oggi.
Prima, la Storia scrive di dittatura, guerra, resistenza, morti e morti e distruzione.
Insomma, la Storia e le storie.

Sempre la Storia stabilì che gli Italiani, alla fine della guerra, avrebbero eletto una Assemblea Costituente a suffragio universale diretto e segreto, per organizzare la nuova forma di Stato e preparare la nuova Carta costituzionale. 

Qui non ti annoiamo con la sfilza di decreti regii o luogotenenziali.
La facciamo breve: furono creati degli organismi per accompagnare l’Italia nella cosiddetta transizione, per ridare, almeno idealmente, continuità tra la Camera dei deputati precedente al Fascismo e la Costituente a venire. 

Il potere legislativo era ancora nelle mani del Governo provvisorio, però la legge elettorale per l'Assemblea costituente fu decisa dalla Consulta nazionale, organismo tipico dei periodi di transizione, quando mancano ancora quegli organi parlamentari che solo la riorganizzazione dello Stato rende possibili.
Si sentiva insomma il bisogno di un potere che, anche se non elettivo, affiancasse il Governo su questioni normative importanti.

Si decise pure che la scelta sulla forma istituzionale dello Stato doveva essere affidata ad un referendum popolare.
Nel caso in cui la maggioranza degli italiani si fosse pronunziata per la Repubblica, l'Assemblea costituente, come suo primo atto, avrebbe eletto il Capo Provvisorio dello Stato. 

E si decise che le elezioni della Costituente si sarebbero svolte con sistema elettorale proporzionale.
L’Italia fu idealmente divisa in un tot di collegi elettorali, che dovevano portare all’elezione di un tot di deputati.
Però non si votò a Bolzano né a Trieste né a… Zara, ma questa è un’altra storia.
Te la raccontiamo poi, o meglio, te la racconteranno Loro.
Fatto sta che i Costituenti effettivamente eletti furono 556.

La campagna elettorale fu assai vivace.
L'affluenza alle urne altissima.
Sarebbe bello qui fare anche un po’ la Storia di quel diritto al voto dato (conquistato? concesso?) alle Italiane.
Interessante anche andare a vedere chi e perché era contrario.
Anche a sinistra, dove comunque vi era la maggioranza dei favorevoli, si temeva un voto per la conservazione, per la Monarchia insomma.
Non era un pensiero bislacco.
Le donne erano persone - non ancora cittadine... - molto ma molto legate alla tradizione. Almeno, lo era la loro maggioranza.
Diciamo, per ora, e dovrebbe bastare, che erano quasi tutte analfabete, anche se sommamente esperte di una cosa chiamata spese quotidiane di guerra.
Allora come oggi, dove c'è una Guerra.

E diciamo pure che la partecipazione (armata, non armata, quotidiana, eroica) alla Resistenza fu tra le credenziali che le organizzazioni delle donne, come l'Udi, posero sul piatto della bilancia per avere quella concessione.
Eh sì, la faremmo veramente lunga. 
Abbiamo detto: pillole….
E poi, il discorso uscirà ancora.
Insomma, vinse la Repubblica.

La scheda per le votazioni del Referendum era carina, con i simboli della repubblica  e della monarchia: per la prima, due fronde intrecciate di quercia e di alloro con al centro la donna turrita, che già raffigurava l'Italia sul francobollo da quattro lire; per la seconda, lo stemma sabaudo sormontato da una corona.

Oh, un piccolo particolare ci ha colpito, tra quelli trovati nel sito della Camera, forse perchè la dice lunga sulle ristrettezze finanziarie dell'epoca: il verbale ufficiale di proclamazione dei risultati fu battuto a macchina su un foglio di carta a quadretti, pensa!

Al Sud, con qualche macchia di leopardo… prevalsero i voti a favore della Monarchia. E va bene.
Quanto ci sarebbe da dire, anche qui.
Ma s’è detto: non divaghiamo.

Per quanto riguarda i risultati per le formazioni politiche di quel momento, solo tre Partiti superarono il 10 per cento.

Chi? allora, vediamo un po':
Democrazia Cristiana 37 virgola due.
Socialisti 20 virgola sette.
Comunisti 18 virgola sette.

Che t'avevo detto? Anche qui avremmo dato i numeri!
Va bene, solo questi.
Una cosa sola, piccula piccula.
Eh, no. Dài, chè si fa tardi e voglio entrare.
Non essere impaziente, e poi sono numeri importanti.



Sono di due anni dopo, di un'altra campagna elettorale.
Abbiamo scritto tra 46 e 48, no? 
Allora, prima di addentrarci nella pancia della Costituente, facciamo un salto e ti chiediamo di confrontarli.

Le donne Costituenti erano 21 su 556 e siamo nel 46.
Già detto.
Le elette nel 48 saranno 39. Ma su 574.
Bella roba, e allora?



No, aspetta, è un'altra la cosa interessante.
I partiti che fine hanno fatto in poco meno di due anni due?
Non lo so, ma penso che stai per dirmelo...
Democrazia Cristiana 48 virgola cinque.
Fronte Democratico Popolare 31 secco.
Unità socialista 7 virgola uno.
Questi i tre partiti maggiori.


Uhmmmm..

Vedi? Basta così.
Te li volevamo solo far guardare, questi numeri.
Non vogliamo qui ripercorrere tutta l'intensa Storia di quei due anni e commentarla.
Te la racconteranno Loro, con le loro parole, lunghe due anni.

Ogni pezzo che troverai in nonsolocostituzione è fatto di una seduta o poche più.
Altrove diamo conto di altri numeri, se proprio ne avrai voglia.
Se riusciremo ad appassionarti, così come è stato per noi, ti sembrerà un romanzo e di più. Ovviamente a puntate.

Per Loro è giugno, noi si comincia che è già autunno, ed è 2005. Obiettivo di massima? La primavera, manco a dirlo…
Vedremo di onorarlo.

Solo una cosa è certa, la prima puntata di nonsolocostituzione porta una data: 25 giugno 1946. L’ultima sarà dell’aprile 1948.

In mezzo? Un mare di storia, politica ed emozioni.
Entriamo?



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