Negli archivi della Camera dei Deputati troviamo una scarna scheda riguardante Ottavia Penna Buscemi.
Di lei sappiamo che è nata a Caltagirone in provincia di Catania. Omettiamo la data di nascita perché pensiamo che alla baronessa, sì perché abbiamo scoperto che Ottavia è baronessa Buscemi, avrebbe potuto sembrare troppo poco cortese rivelarla.
Guardando la sua fotografia, vediamo una bella e altera donna. Per il resto, la conosciamo grazie alla sua elezione nel XXIX Collegio Elettorale di Catania. Eletta all’Assemblea Costituente il 10 giugno 1946 nella lista del Fronte dell’Uomo Qualunque, rimane nel gruppo parlamentare, unica donna, dal 6 luglio 1946 al 15 novembre 1947.
Candidata alla Presidenza della Repubblica
Abbiamo anche scoperto che Ottavia Penna Buscemi viene candidata dal suo partito alla poltrona di Presidente della Repubblica in competizione con Enrico De Nicola. Nel candidarla, Giannini segretario dell’Uomo Qualunque la definisce «una donna colta, intelligente, una sposa, una madre» (1). La baronessina ottiene però solo 32 voti, contro i 396 di De Nicola.
Dal 19 al 24 luglio 1946 partecipa, come componente, alla Commissione per la Costituzione. Il 15 novembre 1947 lascia il Partito dell’Uomo Qualunque per entrare nell’Unione Nazionale e rimanerci fino alla conclusione dei lavori dell’Assemblea Costituente.
Sembra una donna schiva, più spettatrice che protagonista dell’agone politico ma, colpo di scena, prima dello scioglimento dell’Assemblea, la nostra subisce una querela per diffamazione a mezzo stampa da parte della giornalista Ester Lombardo, cioè rischia un procedimento penale per aver offeso la reputazione della stessa.
Non conosciamo i fatti, forse tutrice di una certa tradizione moralistica Ottavia doveva esserlo, ma fortunatamente la richiesta di autorizzazione a procedere non ha sèguito per mancanza di dati oggettivi.
A questo punto della donna politica perdiamo le tracce.
Moglie e madre
Nel manuale Gli Ex Parlamentari della Repubblica, del 1986, ci dice che questa esperienza parlamentare fu «per un capriccio del destino una breve parentesi politica per ritornare con amore alla vita felicemente scelta».
vivi
(1) 3/COME SI FA UN PRESIDENTE - Una signora può illuminare un intero settennato. First lady, un'insidia nella partita Quirinale di SEBASTIANO MESSINA – in la Repubblica.it )