olimpiadi, che passione!

È successo con la vela, che ci ha tenute sveglie fino alle cinque del mattino: con gli occhi semichiusi a far finta di capire cosa andava dicendo quello strano signore in giacca a vento... in uno studio televisivo, e per giunta chiusa fino al mento!
Per notti e giorni e notti è accaduto di sentir parlare di strambate anche chi, in vita sua, non ha mai visto da vicino manco una boa.
E’ accaduto con la scherma e il tiro con l’arco, un po’ meno con la carabina, e lo dico senza timore: per fortuna...!

Noi tutte e tutti, senza alcuna distinzione, sarà anche lì un fatto di… Costituzione, siamo così, dalle Alpi alle Piramidi, forse laggiù un po’ meno, fermiamoci a Pantelleria chè è meglio, italiane ed italiani tutti, in fatto di sport, che ci possiamo fare: ci appassioniamo!
In fatto di sport e anche d’altro ci prendono furenti passioni, passeggere quasi sempre, amanti menzognere cui votiamo il corpo e l’anima (molto più del corpo) per... settimane intere. Ci dedichiamo a loro, in un certo senso le studiamo, aggiornandoci sulle ultimissime perdute nel frattempo.

De Coubertin chi sia neanche lo sappiamo, ma una cosa è certa: noi partecipiamo, nel senso che prendiamo parte, entriamo in mezzo, apparteniamo.
C’è un risvolto positivo in tutto questo: anche se solo per qualche tempo, passa in secondo piano la passione delle passioni, quel calcio che costituisce giornaliero sollazzo per un italiano su un italiano e mezzo.

In questi giorni è scoppiato un nuovo amore: il curling. Ne parlano tutti, ottima ragione per non parlarne troppo, per non sforzarsi neanche a divertire con la scorta a poco prezzo di metafore in cui qualcuno si è lanciato, forse per snobismo, pescando a piene mani nel più puro casalingato: pentola a pressione per la stone, intesa come pietra e non la sharon, uno disteso in posa plastica a spolverare sotto il letto e quei due che scopano o, meglio, dilavano sul ghiaccio. Non mi appassiona più di tanto né lo sport in sé e per sé né chi discetta intorno alla nuova moda fredda. Tanto, passerà come è passato altro. Come se niente fosse, la passione passa, lo dice la parola stessa.

Se mai, rifletto su quanti miracoli può compiere la tecnologia, anche sulle coscienze e le culture: la madre di tutti i curli è roba da pensionati di quart’ordine, secondo i più, e a nominarla si storce sempre un po’ la boccia… pardon la bocca.

Se mai, penso a quanti saranno in Italia i nuovi e antichi ricchi che ordineranno ghiaccio a volontà per il giardino, per installare venti metri quadri di curlin’ a prezzi da capogiro, e poi telefonare agli amici: c’ho pure io la stone e pure il pack, te lo vuo’ fa’ nu giru?

Se mai, l’angoscia che mi prende, pensando a tutto questo, è un po’ parente di quell’altra pensata che con altri disperati siamo andati a fare, quando tutti ma proprio tutti si sono fatti il condizionatore.

Lo sai tu, nuovo sportivo dei miei stivali…
lo sai tu, amministratore pronto a noleggiare la prossima pista in pieno centro storico…
tu stesso che in altro frangente ti sforzi di propagandarti ecologista…
lo sapete entrambi quanto il ghiaccio finto costa?
Non solo in termini di soldi, che nel primo caso comunque sono solo tuoi, ma nel secondo un poco pure miei?
Lo sapete quanto ozono va a farsi benedire, ogni volta che accendete quella spina? Quello stesso che preserva i veri ghiacci, la vera neve? Lo sapevate? Bene, basta così allora, come in ogni cosa, basta saperlo: ciò che conta come sempre è nella testa, mica nel curlo.

E’ domenica ed abbiamo, intesi come Italia, un altro oro e che ti devo dire, son contenta! Sarà che, in fondo in fondo, di sport invernali conosco solo quello. Sarà per le montagne intorno, per il silenzio, per la natura e tutto quel bianco con le sue sfumature, per gli strusci degli sci in curva, una magia.
Mò te lo dico: evviva il fondo e pure la sua tecnologia! Evviva i Di Centa e gli altri cento e mille che sciano e sciamano su quell’incanto, viva la fatica, la determinazione, i muscoli dei glutei e tutti gli altri appresso, evviva il sudore, quanto, quanto, quanto.

Il ghiaccio finto e altro si produrrà in cassetta, ma prova un po’ a riprodurre Valpusteria, Sestriere e tutto quel contorno!
La prima, per par condicio, la trovi sulla destra venendo da sud prima dell’Austria.
Il secondo a sinistra dove sappiamo.
Il resto, che solo per fare prima chiamo contorno, il resto lo trovi al centro, sopra, sotto e ovunque nel mondo lotteremo affinchè resti.

domenica 26 febbraio 2006                         mac 

p.s.:
Rileggo e alla fine correggo "resti", prima c'era scritto "rimanga". E' che mi fa pensare ad una tremenda rima. Ad una cosa affascinante e orrenda, tutta o niente naturale. A seconda.
Anche di quello, prima o poi, se ne dovrà parlare. 

Ora ti lascio. Piuttosto, un'altra cosa piccola, levissima, quasi da nulla.
Proprio in questi giorni mi hanno parlato male di una cosa molto lieve, che un poco ha a che fare con la neve.
Piccola grande cosa, nel senso di acqua minerale che da una vita bevo come una forsennata. Insomma, quella cosa altissima, purissima, ganzissima. Ecco, hai capito, proprio quella. Pare che non sia da fare.
Perchè? Logico, appartiene alla Nestlè, rispondono schifate almeno in tre. Ma io che ne sapevo? Mica si può sapere tutto a questo mondo!
Oh poverina, e mò lo sai.
Se non si fosse capito, questo è un assaggio dei nostri oi dialogoi.
Mentre che andiamo in stampa, ci aggiorniamo.
Più in là faremo un link con tutte le parole al posto giusto. Promesso.
La sottoscritta nel frattempo ha già cambiato gusto.
Detto fra noi, sia fra noi detto: hai mai provato con quella del rubinetto?

 

 

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