Published on cittadinanze.it (http://www.cittadinanze.it)

se siamo in mano ad un caimano

By loredana
Creato 31/03/2006 - 19:04

Italia non è un paese normale.
E’ infantile, forse adolescente.
Straordinaria. Imprevedibile.
In sessant’anni ha attraversato dopoguerra, tentativi di golpe, stragi impunite, terrorismo e corruzioni fino al midollo.
Non ha mai smesso di fantasticare.
Né di essere preda di chimere.

Fino a qualche tempo fa, ci veniva bene anche sperare.
Stupenda cosa la speranza, più della fantasia. Senza la prima, l’incanto italico si ridurrebbe a surrogato per sfornare madinitaly.

Qualche giorno fa in un cinema romano, qualcuno mi ha detto che ci saremmo messi nelle mani di un caimano. Che fantasia!
Che bella immagine, sferzante e masochista quanto basta!
Il fatto che in origine non era neanche sua, solo un dettaglio.

Parte la grancassa delle chiose. Fin da lì dentro, fin dalla poltrona del Maestoso, a chi più fa a gara nell’autoflagello: non è tanto di quello lì che il Nanni vuol parlare, ma di noi tutti, di certi nostri piccoli e grandi difetti.
E poi lo conosci, no? E' proprio Moretti.

Finito il film, le immagini, i pensamenti, l’apprezzamento per i significati più nascosti, resta una domanda, che non avrà inventato lui, ma che lui ha scelto di mettere in mostra questa primavera.
Dice che la coincidenza non conta, sono altri che hanno deciso di andare a votare proprio quando lui usciva nelle sale. Se fosse detta come iperbole e col sorriso, l'apprezzeremmo. I dubbi vengono proprio perché sembra volerci convincere. Ma perché? Che c’era di male a dire che l'avevi fatto apposta? O che se apposta non lo avevi cominciato, apposta lo avevi pur finito?

Va bene, è un piccolo dubbio, al cospetto di quella domanda vera, che c’era e resta. Siamo o non siamo in quelle fauci? E come ci stiamo?
Se così fosse, non dovremmo preoccuparci di molte cose.
Prima fra tutte, la speranza.
Visto che, dalla bocca di un caimano, non ci sono molte alternative alla sua panza.

Se così fosse stato, l’italico partito di assoluta maggioranza, quello del meno peggio, avrebbe forse un dì deciso di optare per quella bocca, al posto o in mancanza d’altro.

Diciamolo subito in premessa: per noi così non è.
E questo sarebbe il meno.

Il cinema resta metafora ed iperbole.
Anche in questo frangente, sarebbe il caso che, nel bene come nel male, lì rimanesse. Con tutto il rispetto per il cinema, pertanto, avremmo qualcosa da dire al girotondo.

Buffo, a ripensarci adesso. Un regista non molto tempo fa si sgolava dalle piazze, e ancora prima: dìcci qualcosa di sinistra, o pio D’Alema.
Insieme a tanti altri godeva un po’ fuori del Palazzo, ma sempre da un pulpito appropriato.
Godeva o almeno ad orgasmarsi ci provava, nel dire agli altri, fuori e dentro quel Palazzo, a tutti ma proprio tutti, che non capivano un amato c…!

Sia chiaro: come nel caso del caimano, non è con la persona individuata e individuale che alla fin fine ce l’abbiamo. Potrei sempre scegliere altro animale. Come s’è detto e ridetto nelle chiose cineaste: non è tanto di persone, ma di comportamenti che parliamo.
Come nelle migliori tradizioni italiche confessionali, note per la propria somma ipocrisia, dopo aver indicato nome, cognome e molto d’altro, anche qui aggiungeremo: è il peccato ciò che conta, mica il peccatore.

E’ l’unico vero sport nazionale: si spara a zero su tutto e tutti, ma quasi sempre a salve.
Così, alla fine, quanto meno ci si saluta, da buoni cristiani: salve, tutto bene!

Ma dicevamo: girotondi.
Si è girato e rigirato anche dalle nostre parti, in tondo, in lungo e in largo.
Anche noi, qui, a chiedere qualcosa di sinistra.
Per poi accorgerci che, via via, a scalare, ci si poteva anche accontentare.
Anche qualcosa di meno eversivo, anche un che di liberale.
Senza l’ardire di voler citare, qualcosa che ci facesse dire: siamo un paese normale!

Così non era, e da quel dì. Molto prima che arrivasse quello lì.
Di chi è la colpa? O meglio, di chi la responsabilità?
Peccati, peccatori e sensi di colpa fanno parte di bagaglio noto e tutto nostro. A volte ci pigliano anche sensi di inferiorità verso altri costumi, altri luoghi e istituzioni. Se solo, anche lì, la smettessimo di esagerare, se si provasse ad essere laicamente, dico per dire, anche solo un pochetto protestanti.

Se è vero che ci siamo messi in certe mani, in certa bocca, e ancora un po’ ci siamo, forse saremo, sempre se così fosse...

Se è vero che questa cosa infausta è accaduta alla stragrande maggioranza di Italiani...

Se è vero che questo accidente va ben oltre un comportamento elettorale...

Se è vero che questa roba è entrata un poco a tutti nelle ossa con tv, grandi fratelli, pubblicità e mille e più bordelli...

allora sì che è moribonda la speranza, allora sì - altro che fantasia - certe immagini nascondono pura e semplice eutanasia.

Penso che così non è, già detto.
Provo però a giocare con l’iperbole e continuo.

Se così fosse, e fosse stato, vorrebbe dire che dieci anni fa, poco meno o poco più, qualcuno, una classe dirigente, una sinistra, un centro - e se son vere certe premese, anche un po’ di destra - non sono stati quello che dovevano, non hanno fatto il proprio mestiere, non sono stati buoni a sorvegliare, non hanno saputo se è per questo neanche governare, incluso ed escluso il tempo in cui caimani e coccodrilli erano in minoranza.

Se così fosse, dovrei anche pensare che si doveva essere di molto imbecilli - imbecilli non lo dico io, s’è detto e anche di peggio in certi girotondi - se si è pensato che con certi animali ci si poteva fare addirittura le Bicamerali.

 

Intanto, lo so, avrei dovuto farlo prima,
ma ora mi viene in mente e qui lo scrivo:
avremo mai pietà e rispetto per gli animali veri,
nelle nostre pietose e più metafore?
La smetteremo di usare cani, volpi, conigli,
porci con e senza ali, polli, avvoltoi, iene, muli,
oche, passeri solitari e svariati altri uccelli,
balene bianche o anche d’altro colore
non democristiano,
insomma quando mai smetteremo di abusarne
per indicare vizi, virtù o anche solo
piccoli difetti  che restano e sono tutti
ma proprio tutti propriamente umani?
Chiusa la chiosa, ritorno ai caimani…

E galoppando con la fantasia (non quella del regista, ma la mia che resta terra-terra) dovrei di colpo accorgermi, con immagine non fantastica ma sconfortante, che certa classe dirigente imbecille, ingenua, impotente, sprovveduta o cinica - scegli tu quale di questi aggettivi è peggio nella Politica - da almeno vent’anni, opposizione o governo, è sempre la stessa.

Se così fosse, perché dovrei fidarmi?
Perché non dovrei essere ragionevolmente presa dall’angoscia, al pensiero che domani, con questi stessi presupposti, una volta scampate non si sa come queste fauci, domani non si possa ricascare in un altro branco di caimani, visto che i cacciatori pure son gli stessi?

Se così fosse, Nanni caro - nulla di personale, è chiaro, e comunque non parlo al regista, ma all’ex girotondista - perché dovrei sperare?
Lo dico soprattutto perché ti ascolto dire, anche con un certo disagio, che… sì, in fondo, un po’ sono cambiati quando ti si pongono domande a proposito di chi dovrebbe oggi dire qualcosa - si può osare? - di sinistra.
Oppure, quando si argomenta sulla fine che hanno fatto certi girotondi. Tu, e in alcune siamo anche contente, continui a fare il regista. Altri hanno trovato un posto comodo, perché bloccato, in qualche lista.

Non voglio chiudere così un pezzo, a pochi giorni da un voto, per giunta. Ci mancherebbe. E poi l’ho detto fin dall’inizio.
Non penso che stiano così le cose. Né che lo siano mai state.
Non credo a caimani, come da piccola ad orchi e a fate.

Come tanti, non sono né pessimista né disfattista. Come molte e molti, uso la fantasia e coltivo la speranza. Provo ad avere cura di entrambe, con realismo. Italia non s’è ancora desta.
Perchè in Italia non c’è una sinistra e non c’è una destra.
Mi mancano. Pensa quanto sono esigente. Eppure mi sento in buona compagnia, se sento un Emilio, sessant'anni fa, dire che Italia non guarirà da certe malattie, finchè...  Non voglio anticipare nulla. E' un Lussu ricostituente.

Ti pare normale, Nanni - dico a te per dire - che uno schieramento che dovrebbe ad un altro contrapporsi e su quello prevalere, oggi possa essere formato da ciò che ieri era l’intero arco costituzionale?
E’ da certi personaggi, uno per uno e non li nomino - tanto, che cosa li centro a fare, e poi, vedi sopra, nulla di personale - che forse tu e con te D’Alema, aspetti di sentir dire qualcosa di sinistra?

Se fosse questa la vera anomalia, una volta sgombrato il campo da conflitti ed interessi?
Iperbole per iperbole, me la concedi?
Ammetto processi, corruzione, P2 e altro ancora che neanche è arrivato in Tribunale. Sono convinta che un po’ di riposo non possa fare che del bene a certa fauna politica. A molta fauna.
Metterla a riposo è uno dei piccoli e primi passi che... l'Infanta Italia deve compiere per far del bene anche a se stessa.

Ma ascolta, a proposito di sport nazionale, e come vedi non tocco neanche di striscio l'argomento proporzionale, non vorrei che quello che…
... ieri per alcuni era un Salvatore,
... o l’Unto e non dico di chi o cosa che è meglio, 
... per altri doveva sistemare questo e quello,
... doveva fare con l’Italia ciò che aveva fatto con le proprie imprese,
... e cioè portarla al successo,
... per alcuni altri è stato e tuttora resta pericolosamente un caimano,
non vorrei - capito che è un’iperbole? mica voglio il contrario… - che quello stesso personaggio avesse già pronte fossa e rete da qualche parte, acconce in modo italico, fatte ad arte, da quegli stessi che un dì ce l’hanno mandato, perché allora serviva?
E’ solo fantasia, come tante altre. Non saprei delineare i contorni di certi mandanti di caimani.

Più o meno la stessa cosa fantasiosa - permetterai anche questo? - tutte le volte mi prende quando guardo o anche solo ricordo certe foto di Piazzale Loreto, sessant'anni fa.
E cosa sono sessant’anni nella Storia?
Chi c'era a gioire esultare e sputare sotto quei morti appesi? Chi erano quegli italiani? Tutti partigiani?
Magari, almeno loro, comprensibilmente fuori di testa, ma tutti tutti partigiani?
Se qualcuno sta pensando che questa è apoteosi di revisionismo, si tranquillizzi. E’ peggio.
Purtroppo è solo presa d’atto di qualcosa di cui l'infanta deve liberarsi, qualcosa che non ha ancora il suo 25 aprile, qualcosa di meno morto del fascismo, perché è la sua anticamera: qualunquismo.

E’ solo fantasia, come tante altre è roba mia e me la tengo, inserita in un editorale anche molto individuale. La porterò con me anche quando andrò a votare. Avere certe fantasie non vuol dire affatto smettere di sperare.

Se però, Nanni - e ancora, nulla di personale, penso in giro e in tondo -l’unica speranza, o peggio fantasia, a nostra disposizione, fosse quella di riuscire ad infilzare ancora una volta un animale, ci pensi?
Comunque vada, che tristezza!

25 marzo 2006                                                      mac [0]



P.S.:

Il fatto vero sai qual è?
Come altre ed altri, non so te, penso ci siano tante cose in un Paese che non è normale. Cose straordinarie, imprevedibili.
Penso ad esempio, sarà perchè parto sempre da me, alla Politica delle donne. Penso al Paese che sarà.
Se non avessimo questa speranza, questa lungimiranza, o Nanni bello, sessanta anni fa, manco cominciavamo. Ma è un'altra Storia. 
Questa era solo quella di un caimano. 

 

torna in editorali [0]


Source URL:
http://www.cittadinanze.it/sesiamoinmanoaduncaimano