
Se un giorno in una piazza dei Miracoli si potessero accostare ad una torre, uno sull’altro in una pila, tutti i testi scritti sulla Costituzione e i Costituenti, i libri di Storia che variamente raccontano gli accadimenti tra il 1946 e il 1948, per non dire di quelli su Resistenza e Comitato di Liberazione Nazionale, gli Atti di Convegni, le chiose e i commenti… si raggiungerebbe la cima e oltre, si toccherebbe quella torre, penderebbe, forse crollerebbe.
Non si contano le commemorazioni fatte e che si faranno, i sessantesimi e i cinquantesimi. Abbiamo letto qualcuno di quei libri, sappiamo di molte commemorazioni. Ma ci piacciono le parole parlate. Deve essere un vizio. Siamo entrate in una Camera, giusto una sbirciatina. Ne è uscito fuori un altro inaudito, l’ennesimo di questa avventura.
Parole straordinarie e straordinariamente nuove, lontane eppure attuali, a volte retoriche, cariche d’enfasi, ma prive di quel politichese che ci fa caldo da troppo tempo.
I Costituenti, cinquecentrotrentacinque uomini e ventuno donne, sono passati alla Storia per averci dato una Carta di Identità come Popolo.
Ma sono stati anche un Parlamento, prima di quelle prime elezioni, prima di quel 48, prima di quella prima legislatura, di tutta quella roba che passerà alla Storia come Prima Repubblica.
Noi siamo entrate e abbiamo sentito.
Abbiamo trascritto e passo passo vorremmo portarti con noi.
Ce ne vorranno di mesi, prima che prendano in mano articoli e commi di quella che sarà la Costituzione. Ecco perché abbiamo pensato nonsolocostituzione [0].
Nel frattempo? E durante e dopo quegli articoli e quei commi? Oh, quante ne hanno dette. E fatte. Già, mentre si scervellavano sulla forma da dare alla Carta Costituzionale, l'Italia, lo sai, stava come stava. E loro pure. E dalle loro parole si sente tutto. Quasi si vede. Meglio di un filmato dell'Istituto Luce. Non erano mica giuristi chiusi a doppia mandata in un conclave! Erano uomini (e ventuno donne...) che soffrivano, lottavano, si appassionavano come e più degli altri intorno e fuori da quel Palazzo Montecitorio.
Così, noi li seguiamo nelle loro parole fin dall'inizio, da De Gasperi, prima di un Trattato di Pace, ad Emilio Lussu e via...
Hanno parlato, sì, e tanto. Hanno anche provato a controllare l’operato di un Governo Provvisorio, se è per questo, insomma ciò che dovrebbe fare un Parlamento, dirà poi la Costituzione!
Hanno accompagnato Italia e Italiani tutti nei primi faticosi passi per la Ricostruzione.
Nelle loro parole, lo specchio del paese, come si usa dire.
Sarà un viaggio di parole e fatti, Storia e cronaca.
Altro che pillole… Sono Ricostituenti che servono, ancora, di più. Quei Padri e quelle Madri hanno tanto da dirci, qualche nome lo conosci già: De Gasperi, Pertini, Scalfaro, Andreotti, Togliatti, Di Vittorio, Saragat, Iotti, Moro, Lussu, Calamandrei...
Ma le parole, quelle parole, mettiamo la mano sul fuoco, non le hai mai lette, mai così. Ti sembrerà di sentirle: dicono di guerra, pace, vincitori, vinti, maggioranza, opposizione, governo, parlamento, diritti, doveri, libertà, giustizia, individui, società, scioperi, miseria, vaticano, famiglia, questione morale, tangenti, federalismo, filosofia, letteratura…
Il tutto con una passione, semplicità, complessità e rigore oggi scomparsi dalla scena. Quasi scomparsi.
Ti meraviglierai e ti appassionerai, con noi. Fìdati, facciamo così: tu comincia a leggere le prime di nonsolocostituzione [0] e poi decidi. Pensiamo di riuscire nell’impresa di farti sentire quelle parole, così come noi le abbiamo sentite. Dopo un po’, ci sembrava di essere in tribuna, catapultate nel 46.
Noi ci resteremo inchiodate, fino al loro 48.
All’inizio è stata la curiosità, mista ad una sorta di tributo particolare, una cosa tutta nostra, in questi anni di commemorazioni e revisioni, sessantesimi e referendum, vecchi e nuovi.
Poi, già detto, l’inaudito: la Storia che non abbiamo trovato nei Libri di Storia. Parole che raccontano minuzie e miserie varie. Parole che dicono le cose del Mondo. E di come qualcuno ha deciso che il Mondo doveva andare, all’indomani di una guerra mondiale.
Tutto insieme: pane, scioperi, trasporti, Churchill e Taillerand!
Per fortuna nostra non siamo storiche, non abbiamo tesi da fare, non dobbiamo rendere conto a nessuno su come lavoriamo.
Se non alla nostra onestà intellettuale.
E ci siamo divertite, seriamente.
Il nostro primo sentimento è stata l’emozione: tu puoi solo immaginarla, mentre guida la manina di Acrobat su e giù per quelle pagine rigate, scolorite, in alcuni punti illeggibili. Abbiamo scaricato e letto un tot di file.
Altrove diamo anche questi numeri. Un primo grazie, quindi, al sito della Camera dei Deputati.
Quello che trovi in nonsolocostituzione [0] sarà, strada facendo, il risultato della lettura dei file della Plenaria.
Risultato parziale, come parziale è sempre ogni lettura. Parziale, ma attenta e appassionata. Sia detto sottovoce, studio anche un po’ faticoso, nel senso tecnico del termine: sono tutti file immagine e ci tocca trascrivere. Ripagate ampiamente dall’emozione di trovare quelle e quelle altre parole. A destra, al centro, a sinistra.
Oh, mentre tu ora stai per entrare, noi continuiamo il viaggio che non è ancora compiuto, ma a buon punto. Ti aggiorneremo di volta in volta, col diario di bordo. E poi, lo sappiamo già, ci toccherà, tra un po’ ci toccherà. C’è un referendum alle porte, metteremo anche noi quel testo originario, lo confronteremo con quello che ne è uscito con la riforma del 2001, e poi con l’ultima mazzata recente. Sì, aspetta e vedrai anche noi gettate nella mischia.
Ma ora no.
Ancora nulla, perché, come in una vera avventura, vogliamo partire esattamente da lì dove tutto o quasi cominciò.
Magari, nel frattempo, qualche pillola... [0]
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