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il giorno del picconatore

By milena
Creato 25/02/2006 - 19:04

Da oggi, 16 luglio, partono le repliche alle parole del Premier di qualche giorno fa. Prima, però, due noticine.

La prima: il Presidente dell'Assemblea è sempre Saragat, ricordi?
Bene, ogni tanto, come capita anche... da noi, sarà sostituito nelle sue funzioni, il vice in questo periodo è Terracini. Arriverà anche il giorno in cui Giuseppe… ma questa non te la vogliamo ancora raccontare. Solo una cosa: a volte, non sempre, si sente che a dirigere il traffico è quel qualcuno e non quel qualcun altro. Tutto qui. Noi lo diremo e se anche tu sentirai l’aria cambiare, vorrà dire che non te lo abbiamo detto invano.

La seconda
: la giornata si apre con una cosetta interessante. Riguarda una comunicazione di dimissioni. Vale la pena di sentirla: Pietro Montagnani, deputato comunista - non siamo noi fissate, è capitato! - eletto nel collegio Milano-Pavia, manda una lettera a Saragat per dire che, quasi contemporaneamente, era stato indicato come Pro-Sindaco di Milano. E allora, sai com’è…

nel senso etimologico

…ben lontano dal sottovalutare l’importanza dell’Assemblea Costituente,
dalla quale dipende l’avvenire del nostro Paese,
non posso sottrarmi al richiamo della simpatia, intesa nel senso etimologico,
per le masse popolari milanesi,
che attendono dalla loro Amministrazione democratica la soluzione urgente
di angosciosi problemi,
che le assillano.

Bravo, Montagnani. Oggi, altri tempi, dopo ballerine e nani.
Oggi, non si dimettono neanche da indagati.
Anzi, c’è di più: non si dimettono da condannati! In tutto ventitrè, a quanto dice il blog del buon Grillo. Parlante come piace a noi. www lo troverai nella pubblicittà. Noi aggiungiamo che alcuni indagati oggi si candidano, se mai. Ma la faremmo lunga, almeno qui. Vai da Beppe, se vuoi saperne di più. E ancora w w w

Tornando alla Sua lettera, Montagnani aggiunge…

almeno una parziale

penso che, nell’intento di mobilitare
le possibilità locali,
il Governo dovrebbe porre allo studio,
ed accordare al più presto ai Comuni,
almeno una parziale autonomia tributaria.

In tal modo l’intervento statale potrebbe essere più modesto e la ricostruzione più snella e rapida.

Quasi senza commento. Bossi, anche in questo non sei nuovo, che tormento. Aspetta e vedrai, altro che Padania libera, altro che Celti! Adesso, a proposito di Storia, tutti seduti e attenti. Sta parlando Francesco Saverio, non lo senti? Nitti, te lo ricordi, nei libri di squola? Proprio quello. E la fa lunga, oh se la fa! Ma quante cose dice e senza peli sulla lingua, sembra Cossiga!

Approssimate? E chi se ne frega! Sembra Cossiga o anche solo un poco ci assomiglia, come chiunque è abbastanza vecchio, con abbastanza storia sulle spalle, con abbastanza segreti nella testa a mantenere, da avere poco da perdere e nulla da guadagnare. Proprio come Cossiga oggi, Nitti si toglie il gusto e ci prende gusto, non risparmia nessuno, mena fendenti ai quattro venti. E la prosa, l’eloquio! ogni tanto sarà retorica, ma come poteva non essere? hai capito di chi stiamo parlando? di un quasi coetaneo di Vittorio Orlando!
Più giovane di appena otto anni, più volte dentro o a capo di Governi, appena sfiorato da qualche scandalo, e capirai! Ma dal Benito un po' d'esilio, anche per lui. 

Non vorremmo dire molte altre parole, ci sono le sue che sono tante e lunghe. Una cosa sola, Presidente - come Cossiga ed altri come lui, lo resterà per sempre -  vorremmo dirLe: auguri! buon compleanno, tra tre giorni esatti, il 19 luglio, compirai 78 primavere.
A quei tempi e con tutta quella roba sulle spalle, decisamente tante. Te ne andrai tra sette anni, giusto un settennato e ci mancherai, ma nel frattempo quante ne dirai! Stancherà, il caro Saverio e non solo noi, che sarebbe il meno. Ma pure essi, in quella stanza e glielo dicono pure, al quasi vecchietto: chi si lamenta, chi interrompe, quale mancanza di rispetto! A volte lo faranno in maniera molto ma molto indecente.




Come disse a Jack Lemmon quel qualcuno cui piaceva caldo... nessuno è perfetto! Manco la Costituente!
E Lui, cosa fa? Niente paura, che corazza, che tempra, un’altra razza! Lui tira dritto. E noi? Dopo questa premessa, solo qualche taglio. Per il resto: tutti zitti. Parla Francesco Saverio N... !



 


Chiedo scusa

Chiedo scusa agli onorevoli colleghi se dovrò dilungarmi su alcuni argomenti su cui desidero richiamare la loro attenzione.

Io mi considero al di fuori delle contese
attuali di partiti.

Da quando sono venuto in Italia,
dopo lungo esilio e dopo prigionia,
ho cercato di essere elemento di realtà e di pace.

Io ho cercato di parlare agli italiani e di trovare,
se è possibile, nell’immenso disordine attuale,
la via della resurrezione.

 

nemmeno

Io non ho attaccato nemmeno i Governi
che non amavo.

I due Governi che si sono succeduti da che sono qui, il Governo dell’onorevole Parri
e il Governo dell’attuale De Gasperi,
non hanno mai avuto da me alcuna insidia.

Io chiedo alla loro lealtà
- è presente, credo, l’onorevole Parri -
che confermino queste mie parole.

Da ogni parte mi sono venute proposte per movimenti, diretti a scopo di crisi ministeriali.
Io ho detto che queste cose non mi interessavano.

E quando l’onorevole Parri mi fece l’onore di visitarmi, gli feci un solo discorso:
cercate di avere energia, cercate di essere Governo.

Data, io gli dissi, l’idea che voi rappresentate qualcuno e qualche cosa di forte e di sano e di vitale, e soprattutto una volontà,
finitela con questi sistemi di indecisione e di incertezza che vanno alla ventura,
con questi Consigli dei Ministri inutili e lunghissimi,
dove non si sa mai cosa si vuole e chi sia il capo
e chi regoli questo disordinato meccanismo
che è il Governo.

E gli diedi rispettosamente il consiglio di essere forte, di essere Governo.

 

non ho avuto l’onore

Io non ho avuto l’onore di incontrare l’onorevole De Gasperi che occasionalmente.

Mai ho voluto ascoltare tutti quelli che sono venuti da me per dirmi male di lui (commenti);
mai ho voluto tendere insidie dirette
alla esistenza del governo.

Io sono quindi al di fuori di ogni idea
di competizione.
Quando amici miei sicuri di parti diverse
hanno parlato di una mia candidatura a Presidente provvisorio della Repubblica,
immediatamente ho dichiarato che
non volevo essere candidato
e che se fosse avvenuta non avrei accettato
tale nomina.
Non era quel posto che volevo.

 

non una volta sola

Io volevo venire qui alla Costituente a parlare,
non una volta sola
(vi annunzio questa ferma intenzione…)

(Ilarità),

non una sola volta, ma in tutte le occasioni in cui crederò d’essere utile con la mia conoscenza
e la mia esperienza.
Qui potrò dire qualche cosa che è in me,
anche se vi spiacerà.
Non mi interessa la vita dei partiti.

Non ho ambizioni né vanti; non ho che una sola cosa: una fiera volontà e un amore quasi fanatico per questo mio Paese da cui ho avuto tanti dolori,
per questa Italia nostra in cui io credo,
per questa Italia che io voglio unita
libera e democratica.

Non considerate dunque le cose che dirò come dirette ad alcuno scopo che non sia amore di verità.
Vi devo fare ancora un’altra dichiarazione:
non desidero ora essere nulla che non sia Governo.

Non desidero occupare alcun posto finché non vi sarà una legge elettorale meno perversa
di quella che ci ha mandato qui.

Non desidero alcuna cosa,
se non dopo che vi saranno libere elezioni
e la possibilità di costituire Governi
che non siano servitù di partiti
(Applausi)
e che non siano e non diano libertà.

 

I partiti

I partiti sono una necessità politica,
sono anche una necessità e conseguenza della libertà; ma i partiti, interpretati come espressione
di volontà, di sentimenti, di energie,
di interessi opposti, ma che possono equilibrarsi
in una comune libertà e non in una servitù diffusa
in un dominio di interessi coalizzati.

 

ora non vuole nulla

Io dunque desidero parlarvi con ogni sincerità,
con ogni buona fede e desiderio
che voi mi consideriate come l’uomo che ha dato
al suo Paese tutto ciò che poteva
e che ora non vuole nulla.

È grande forza non essere nel Governo e non desiderarlo e non volerlo.

 

tutto dipendeva

Ora siamo, infine, in questa Costituente tanto attesa,
che aveva fatto sorgere tante speranze
e tante illusioni.
Per molto tempo si è detto che tutto dipendeva
dalla Costituente.
È stata la grande propaganda demagogica.
Si è detto: la Costituente avrebbe risolto
tutti i problemi dell’Italia:
quando avremo la Costituente noi avremo anche pane e lavoro.

(Commenti).

È venuta  la Costituente:
abbiamo ancora per qualche tempo pane,
ma le nostre condizioni sono gravissime
e non abbiamo ancora la sicurezza di lavorare.

Proprio a questo punto, proprio alla parola lavorare, parte la prima di una lunga serie di interruzioni.
Trascriviamo così come ci guida la manina di Acrobat.
Unica differenza, mettiamo ogni parola… al centro, in evidenza.

 

Romita, Ministro dei Lavori Pubblici:
avremo anche il lavoro.

Nitti:
Prendo atto dell’interruzione dell’onorevole Romita, ma ho tuttavia qualche motivo per dubitare.
La Repubblica, si è detto ancora, vi darà un buon trattato di pace…

(Commenti).

Voce: 
Chi l’ha detto ?

Nitti:
La  Repubblica non ci ha dato un trattato di pace…

(Rumori).

Voce: 
E la monarchia l’avrebbe dato?

Giannini:
Lasciatelo parlare! 

(Interruzioni – Rumori)

Una voce:

La verità vi brucia. Lasciate parlare!

Presidente:
Onorevole Nitti, continui il suo discorso. La prego di non raccogliere le interruzioni.

 

cosa è la democrazia

Cattivi metodi di propaganda, basati sempre
sul prometter ciò che non si può dare.
La Costituente era necessaria,
ma non poteva dare il lavoro;
la Repubblica non ci ha dato un trattato di pace,
ma non ce l’avrebbe dato nemmeno la monarchia.

Abbiamo avuto e abbiamo ancora davanti a noi
un periodo molto grave da attraversare,
qualunque sia la forma politica.
Poi è stata anche un’illusione molto diffusa:
le democrazie lavoreranno per la pace.

Signori, io ho scritto due grossi volumi
sulla democrazia, tradotti nelle principali lingue,
su che cosa è la democrazia.

 

(Rumori - Interruzioni - Scambio di apostrofi fra l’On. Giannini e l’estrema sinistra - Commenti).

Presidente
:
Onorevole Nitti, la prego di continuare.

E Francesco Saverio continua, imperterrito.

pace, guerra e capitalismo

Le democrazie in nessun paese sono pacifiste.

Non lo sono state nemmeno nel lontano passato.
Non vi è niente di più ridicolo di dire che le democrazie lavorano sempre per la pace.

Le democrazie lavorano troppo spesso per la guerra!

(Interruzioni).

Noi abbiamo visto che cosa è stato il Trattato di Versaglia, determinato da grandi democrazie.

La pace si mantiene soltanto per effetto di sentimenti dell’ordine morale, sia con lo spirito religioso,
sia con lo sviluppo dei sentimenti superiori;
non sono le forme politiche che danno
la pace o la guerra.
La pace e la guerra esistono in tutte le forme economiche, ed è ignoranza o malafede dire
che la guerra è effetto solo del capitalismo…

(Interruzioni).

Chi mi interrompe, sappia, che forse
a differenza di lui, ho letto Marx;
il quale spiega ciò che s’intende per capitalismo
ed assegna al capitalismo una nascita
relativamente molto recente.

Ora, le guerre più di ora vi sono state anche prima che il capitalismo esistesse.

(Approvazioni)


Mezzogiorno, problema ardente

Ho ascoltato ieri le dichiarazioni
dell’onorevole De Gasperi;
non posso dire se concordo o discordo,
perché alcune sono indefinite ed incerte e,
ascoltate così brevemente,
non rendono facile una dichiarazione da parte mia.

L’Onorevole De Gasperi non ha mantenuto alcuna proposta definitiva e sicura.
Ho udito fra le altre cose, anche quelle che egli ha voluto dire sul Mezzogiorno, problema ardente che ho tanto studiato e sul quale ho tanto scritto e al quale mi sono tanto appassionato.
Ma per ora io consiglio soltanto una cosa. Non parliamo a cuor leggero del problema del Mezzogiorno. Non bisogna oggi promettere ciò che non si può dare.
(Approvazioni).
Il Mezzogiorno è stato troppo ingannato e troppo deluso, perché debba provare ancora delusioni.
(Interruzioni).
Il Mezzogiorno è una grande forza dell’Italia,
contrariamente alle opinioni di pochi ignorantelli
che ne parlano nei loro giornali con tanta volgare leggerezza.
(Applausi a destra).

Non bisogna oggi promettere ciò che non si può dare.
Ti viene in mente qualcosa?
Forse, nell'ultimo accenno, si sta riferendo ai commenti dopo il voto a favore della monarchia al sud. Chi lo sa?
Forse più in là, te lo dirà qualcun altro, aspetta.
Chiediamo scusa dell’interruzione.
 

piccole repubblichette

Il Mezzogiorno è una forza immensa
e non bisogna scoraggiare le sue energie
che non sono mai spente e si rinnovano sempre.
Noi dobbiamo essere uniti, Nord e Sud.

Io sono l’ultimo credente fanatico dell’unità
e odio tutti questi movimenti di divisione
e di discrasia.
Accetterei qualunque sacrificio per il Mezzogiorno piuttosto che distaccarlo dalla Madre Patria.

Noi, solo se saremo uniti, saremo qualche cosa
nel mondo;  altrimenti periremo.
E’ finito il tempo delle piccole
repubblichette del ‘400,
delle piccole repubblichette rivali.

Ormai andiamo, in Europa e nel mondo, verso grandi unità territoriali, politiche, economiche.
Fare opera di separazione è commettere delitto.
(Applausi).

Commettere delitto. Stai sentendo, Umberto?
Lascia stare, come non detto.
Penserai che dipende dal fatto che Francesco Saverio era di Melfi.
E allora, sai com'è: un lucano! Cosa vuoi di più? 
Continuiamo.

 

errori involontari e non conoscenza

Mi sono opposto come potevo a tutti i movimenti,
di pretese autonomie e autarchie
che potessero determinare divisioni,
ho sfidato e sfido anche la impopolarità
fra alcuni miei concittadini, che,
spesso esasperati dalle difficoltà attuali,
mi domandano dichiarazioni autonomiste.
Io non ho voluto mai farne una sola,
non ho mai eccitato alcuna passione
che ci dividesse,
noi cittadini della stessa nazione.
Noi dobbiamo seguire verso il Mezzogiorno
una politica seria,
non ingannare,
non promettere invano;
dobbiamo riparare,
anche nelle difficoltà attuali,
a quelle che sono le ingiustizie più patenti,
a quelli che sono,
più che effetto di mala volontà,
spesso effetto di errori involontari
e di non conoscenza.
Io spero che di questo argomento
ci sarà data occasione
di discutere con serenità.
Questo vorrei,
e per ora non mi attardo
sulle dichiarazioni dell’onorevole De Gasperi.

 

gente che non vuole e soprattutto non sa

Ripeto soltanto che è
in ogni caso miglior politica
non promettere nulla
e non far sperare in alcuna cosa
che non si possa fare seriamente.
Troppo abituato è il Mezzogiorno
a questo triste inganno
delle promesse mai mantenute.
Io vi parlerò dunque della situazione meridionale, ma non posso ora fuggevolmente.
Ve ne parlerò quando si potrà e si dovrà
discutere a fondo di questa cosa
in cui si ribattono sempre
gli stessi luoghi comuni
da gente che non vuole e soprattutto non sa.

Io me ne angoscio

Da molti secoli l’Italia non ha attraversato mai
un’ora così dolorosa e terribile come quella
che ora attraversa e mai vi è stata,
in alcuni ambienti e in alcuni ceti,
tanta incoscienza e tanto desiderio di vane cose.

Io me ne angoscio.

Io sono uno studioso,
abituato a lavorare metodicamente,
attentamente.

Io faccio ogni giorno il bilancio delle nostre cadute.


dal momento che si è fatta

Provo quindi ogni giorno un senso di tristezza
e mi domando
se era proprio inevitabile
che si arrivasse così in basso
e che d’illusione in illusione,
di errore in errore,
si arrivasse fino al punto in cui siamo.

Abbiamo il primo Ministero della Repubblica.

Signori, vi devo parlare con assoluta sincerità:
io difenderò la Repubblica
con tutte le mie energie,
con tutte le mie forze.
Dal momento che si è fatta,
serviamola senza discutere,
sia quelli che la volevano,
sia quelli che non la volevano.
Il nostro dovere è di mantenerla e di difenderla.

(Applausi).

 

veramente degno

Ma, appunto per ciò,
vi dichiaro che nell’interesse della Repubblica
ciò che speravo e che volevo
era che il primo Ministero della Repubblica
fosse veramente degno del grande avvenimento.

Io non posso adularvi,
dicendo che voi rappresentate,
signori del Governo, quello che attendevamo.

(Si ride).

Noi attendevamo…

(Applausi).

Non mi applaudite, per amor di Dio,
e non create incidenti.
Noi attendevamo qualche cosa di diverso
e di più grande dello spettacolo attuale.

Volevamo far rinascere lo Stato.
Noi non siamo più Stato;
siamo la permanente confusione.

 

accozzaglia di piccoli uomini

Abbiamo un’accozzaglia di piccoli uomini,
che in ogni parte del territorio
vanno in vie diverse e che si contendono
fra di loro per interessi di parte.
Qui non vi è lo Stato nella sua efficienza,
non vi è la Nazione, ma la fazione.
Lo Stato è volontà, è potenza,
sia esso conservatore o bolscevico,
sia monarchico o repubblicano.
Lo Stato è potenza;
e questo Stato attuale dell’Italia
non dà né l’idea di potenza,
né l’idea di volontà,
né ha più dignità.

 

come una ondata di entusiasmo

Io aspettavo dallo Stato repubblicano
che il primo Ministero della Repubblica
ci portasse questo senso di volontà e di potenza
e come una ondata di entusiasmo.

Ricordo il mio ritorno a Parigi,
dopo due anni di deportazione in Germania.
La mia vita era stata in pericolo
molte altre volte, prima, molto di più
che voi non sappiate e non crediate.
Ero stato in pericolo durante
tutto il mio esilio in Francia!
Quanti attentati si preparavano
e si volevano compiere contro di me,
per volontà personale dello stesso duce!
Furono evitati per opera del caso,
e posso dire di alcuni funzionari italiani
della stessa polizia che dinanzi all’idea del delitto
si astennero dall’agire.

Fui in pericolo non minore,
anzi maggiore in Germania.
Sapevo che se per i tedeschi Mussolini
era l’amico n. 1,
io ero il nemico n. 1
fra quanti italiani erano in Germania
prigionieri o deportati.

Sapevo che quando Mussolini fosse stato ucciso, anch’io sarei stato ucciso.

(Commenti - Interruzioni).

 

non sono un eroe

No, non sono un eroe;
sono un uomo di ferma volontà e coraggio
che affronta con calma gli eventi,
ma che non ha mai preso atteggiamenti eroici.

Sono un uomo che ha dimostrato sempre
con suo danno e pericolo di voler servire sempre
il suo Paese e di saper lottare e osare.

 

volevo farmene un’idea

Lasciando la Germania e tornando a Parigi, dove ritrovai tutti i miei (tranne, ahimè!, due figli, due grandi spiriti che la morte mi aveva tolto), io ebbi le prime impressioni e i primi contatti con l’Italia. La prima cosa che mi si chiese quando giunsi a Parigi fu se io ero per la monarchia o per la repubblica. Io veramente non ci avevo pensato.
(Commenti).
Innanzi tutto non sapevo che cosa avrei trovato rientrando nel mio Paese e volevo farmene un’idea. Qualcuno di quelli che vennero ad interpellarmi ebbe la cortesia di dirmi che io sarei stato il primo Presidente della Repubblica, e che i miei precedenti non potevano che riscuotere la simpatia dei repubblicani. Questa non era  cosa che poteva  interessarmi. Io non vedevo che l’Italia e l’avrei comunque servita.

    

i miei due complici

Sono in quest’aula quelli che ricordano che quando ero Presidente del Consiglio dei Ministri fui accusato di voler trasformare la monarchia italiana in repubblica. I miei due complici - si diceva - erano Turati e Treves e il mio emissario Modigliani.

 

ma anche servendo

Era accusa non vera. Primo Ministro della monarchia, io non pensai mai a tradirla; ma, com’era mio dovere, a servirla onestamente. Non tradii mai, come non tradirò mai, né il mio dovere, né la mia dignità. Ma anche servendo una monarchia fedelmente fui verso di essa sempre indipendente e lontano da ogni adulazione. Il mio contegno fu sempre fiero. Io sono l’unico Presidente del Consiglio - non il più stupido -
che non è Cavaliere dell’Annunziata.
(Si ride - Commenti).

Claudiaaaa! Ci trovi pure quelli dell'Annunziata?
Citte, voglio sentire come va a finire, n'addhra fiata!

in abito da passeggio

Quando si inaugurò la nuova legislatura nel 1919 si verificò qualche cosa che parve assai strana. La nuova Camera dei Deputati fu inaugurata
senza che ministri e deputati avessero decorazioni, senza che i ministri fossero nelle loro grandi uniformi. I ministri erano in abito da passeggio.
La cosa parve scandalosa. I socialisti, che pure nella grandissima maggioranza non erano né rivoluzionari né repubblicani, vollero fare però una manifestazione inopportuna che mi dispiacque e che fu un errore: entrarono alla Camera con un garofano rosso all’occhiello e uscirono all’entrata del re. Un vecchio deputato socialista, sul conto del quale Turati mi metteva sempre in diffidenza, consigliò questa inutile e banale manifestazione. Io abolii tutto ciò che era sfarzo esteriore, volli dare un esempio di modestia con la severità  di vita che mi ha sempre contrassegnato.
(Commenti)

 

non mai defunto abbastanza

Quando il non mai defunto abbastanza Vittorio Emanuele III si rese complice di Mussolini nel 1922 io, dopo essere andato in esilio nel 1924,
gli scrissi dall’estero fiere lettere che ho conservato, dicendogli che egli aveva mancato non solo al suo dovere di re, ma ad un dovere di onestà.
E queste cose ho avuto il coraggio di scrivere pubblicamente nei miei libri e nella stampa estera.

 

un giovane a me devoto

E quando re Umberto II, allora principe di Piemonte andò a sposarsi in Belgio, e un giovane,
che era a me devoto, a nome De Rosa,
fece un attentato contro di lui
(Commenti)
io osai andare alla Corte di Assise del Brabante a dire parole in difesa dell’imputato e ad affermare che
il De Rosa non voleva compiere delitto,
ma voleva fare un atto dimostrativo
contro la monarchia italiana.

 

Pertini: Viva De Rosa!

(Applausi).

Nitti:
È morto combattendo in Spagna. Questo vale più di un evviva.

(Approvazioni).

Non ha ancora cinquant’anni, Sandrino, ed è sempre stato un po’ turbolento. S’è anche fatto un tot di prigione con torture, se è per questo, e va compreso. Ci pensa Francesco Saverio, in ogni caso, a replicare per le rime, senza un attimo di pausa. Meglio di una sceneggiatura. E continua, sempre come un treno:

solito numero

Quando il problema
del primo Ministero della nuova Repubblica
doveva porsi ai rappresentanti dei partiti vincitori
e si dovevano riunire in composta dignità
gli uomini migliori e più esperti,
essi ci han dato un Ministero
che è fatto sul vecchio stile ancora peggiorato.

Prima erano i sei partiti;
ora sono tre e mezzo!
E poi il solito numero enorme
di Ministeri inutili e inverosimili:
dieci democristiani,
quattro socialisti,
quattro comunisti,
due repubblicani,
un indipendente.
Ventuno ministri.
Numero enorme.
Gran numero di sottosegretari:
cosa assurda e sconcia e senza precedenti
in Europa e per noi pericolosa e dannosa.

se posso dire

Un paese come l’Italia,
tanto in disordine, tanto in povertà
si è dato il governo più costoso
e, se posso dire, più inefficiente,
perché più aumenta il numero
degli individui chiamati al Governo
e più aumenta l’inefficienza.

L’istituzione dei sottosegretariati
è diventata non solo danno,
ma causa di disordine e di ridicolo.

Dal Ministero è uscito invece volontariamente
una figura importante: l’onorevole Togliatti.
Io mi sono domandato perché sia uscito.
Ho molta simpatia per l’onorevole Togliatti…

(Si ride - Commenti).

   

la più interessante

fra tutte le figure politiche che si sono
manifestate in Italia dopo la guerra,
la sua mi pare la più interessante.

Io ho avuto una sola conversazione con lui.

Spero,
ora che si dedica alla organizzazione del partito,
ed è più libero,
di avere altre conversazioni
che mi illuminino
sulla sua azione e i suoi propositi.

L’onorevole Togliatti rappresenta
idee e programmi diversi dai miei.

Siamo due parallele che
non potremo incontrarci che all’infinito.

Perché l’onorevole Togliatti ha voluto
abbandonare il suo posto di governo?
Si dice: per dedicarsi al partito.
Anche questa è una spiegazione.
Ma vi possono essere altre spiegazioni,
che vanno seriamente considerate.

 

sempre lo stesso metodo

Dopo che io ho dichiarato di non volere essere ora per nulla in azioni di Governo, possiamo liberamente discutere e senza destare alcuna diffidenza.

(Commenti- Interruzioni).

Per la prima Repubblica si è fatto dunque un Ministero come i precedenti, numeroso e confuso, in cui è difficile spiegarsi la ragione di non pochi nuovi ministeri e la ragione della scelta di gran parte dei ministri e ancor più dei sottosegretari.
Il ministero è ancor più numeroso, con gli stessi partiti, con le stesse passioni, con le stesse incompetenze.
Questo Ministero della Repubblica non differisce dal precedente se non per alcune attività.
Tutto è considerato come patrimonio dei partiti;
niente è abbandonato da ogni partito, e si fa in ogni crisi il dosaggio di tutti i diritti.

È sempre lo stesso metodo.

rispettosamente

Componendo un Ministero, non si pensa che a dosare secondo la volontà o l’interesse dei partiti, non mai secondo le attitudini individuali.

Vi è nondimeno in questo Ministero qualche cosa che mi ha colpito.

L’onorevole De Gasperi conserva un gran numero di posti e di occupazioni, di cui, se mi permette, gli domanderò notizia tra poco, rispettosamente.

L’onorevole De Gasperi ha perduto in apparenza la collaborazione dell’onorevole Nenni.

L’onorevole Nenni è un uomo interessante.
Ogni tanto alcuni del suo partito
mi annunciano la sua defenestrazione;

(Commenti- Si ride)

Vedi? Si commenta, si ride, ma lui continua. Si vede dalla trascrizione. Punto e virgola. E via così, con la minuscola. Noi spezziamo il ritmo, ogni tanto, ma solo per infilare qualche giochetto. Quelle parole sono tutte in fila. Ricordalo. E sono tutte dritte.

 

prima della morte del de cujus

ma finisce con l’essere più forte dei suoi avversari.

Ora l’onorevole Nenni,
nello stesso tempo che
ha in un certo modo abbandonato il potere,
ha una posizione giuridica,
rimane Ministro senza portafoglio
in attesa di portafoglio.

Perché l’onorevole De Gasperi,
senza precisare il tempo - e non può -  si propone, dopo la pace,
di ritirarsi dal Ministero degli esteri
e di cederlo all’onorevole Nenni.

Questo è un fatto nuovo nella storia,
è una cosa mostruosa che
non è mai stata tentata in nessun Paese.

Si tratta dunque,
per parlare giuridicamente
- anche in omaggio all’onorevole Gullo,
che deve ora occuparsi di questioni giuridiche -

(Si ride- Commenti)

si tratta di una costituzione di erede
prima della morte del de cujus.



Nella nostra tribuna ci si di-verte la mente.
E a te?
Scusa, non volevamo farti perdere il filo.

 

gara delle vanità…

all’ombra del partito


Lo Stato si considera sempre di più
come proprietà privata dei vari partiti.
 Se ne dispone secondo le esigenze
dei partiti e dei loro aderenti.
Coloro che hanno il dominio dei partiti
si regolano secondo quelli che credono
gli interessi dei loro partiti
e secondo le necessità che vengono loro imposte
da circostanze mutevoli.
La prima preoccupazione nel formare un Ministero non è la scelta degli uomini migliori e più capaci,
ma quanti posti di ministri e di sottosegretari di Stato ciascun partito deve avere
e a chi dal partito devono essere attribuiti.

È il contrasto degli interessi,
la gara delle vanità.

Non è in mira la nazione,
ma il partito o la fazione:
è contrasto di partiti in gara di preminenza,
ma anche di individui che vogliono
farsi strada all’ombra del partito.

 

tranne forse

Tranne forse il partito comunista,
che ha una sua disciplina,
gli altri devono, in diversa misura,
tener conto dei desideri e dei bisogni
e delle incomposte speranze dei loro aderenti.



Quanti sono che in ogni crisi vogliono essere
ministri o almeno sottosegretari
o, se non vi è altro posto,
almeno alti commissari?

Si pensi quali spese enormi porta la costituzione
di un nuovo Ministero
con ministri e sottosegretari.

Più il Paese manca di tutto
e più è la fiera della vanità
e più la dissipazione.

In tanta miseria che cosa
il pubblico deve pensare di noi? 

 

Obbligato a non occuparsene

L’onorevole De Gasperi ha riunito in sé  stesso
tutti i poteri e quante funzioni
gli era possibile riunire.

Solo per ora non ha potuto lasciare
il Ministero degli esteri,
forse perché nel momento attuale
e con la orrenda pace che ci sarà imposta
nessuno lo voleva.

L’onorevole De Gasperi ha i più diversi incarichi
e le più terribili responsabilità.



Dovrebbe occuparsi di tante diverse cose,
di tanti problemi,
di tanti contrasti
per cui l’intelligenza umana non è sufficiente.

È quindi obbligato a non occuparsene.

(Si ride)

 

Non può fare altro

Ora egli,
cosa che sembra inverosimile,
ha voluto il Ministero dell’interno.

Perché lo ha voluto?

Non oso fare la domanda
al suo predecessore e collega,
all’onorevole Romita, che vedo qui vicino.

L’onorevole De Gasperi ha voluto l’Interno,
dissero i suoi amici,
perché rappresenta il partito più numeroso.

Noi andiamo verso le elezioni amministrative
e poi vi saranno le elezioni per la nuova Camera.

L’onorevole De Gasperi rappresenta
il partito più numeroso.

Però, perché proprio De Gasperi
deve essere Ministro dell’interno?

Non c’è qualche altro uomo del suo partito
che possa assumere
questo penoso e terribile Dicastero?

Questa è la domanda,
a cui io non oso rispondere.

Chi è Ministro dell’interno non può fare altro.



*
o come dormivo inquieto

Io spero…
perché egli rimanga utilmente
al suo posto di Presidente del Consiglio,
che adempia a una condizione
che è per lui dovere:

e il suo dovere è lasciare il Ministero dell’interno,
se deve occuparsi veramente dell’Italia.

Io non dico queste cose a caso:
sono stato anch’io nei momenti più difficili
Ministro dell’interno e so che cosa significa.

Io so come dormivo la notte,
o come dormivo inquieto,
e figuriamoci quando un uomo
ha in più tutte le occupazioni
dell’onorevole De Gasperi,
ed è in un momento terribile
di caduta del suo paese.

 

 i mali preesistenti

Il nuovo Ministero è stato fatto
senza un programma ben delineato
e soprattutto senza nessun programma
di economia, di ordine e di lavoro.

C’è una inutile dispersione di energia,
c’è una mancanza di coordinazione
ed una dissipazione generale.

Si continuano e si aggravano i mali preesistenti.

Io ebbi la tentazione,
quando esisteva la defunta Consulta,
di discutere,
o almeno di ricordare il caso di una magistratura della Repubblica veneta.

Nella Repubblica veneta
erano in funzione dei magistrati speciali:
gli “scanzonatori” delle spese superflue.

  

gli “scanzonatori”

Questi magistrati avevano l’obbligo di proporre
la soppressione di tutti gli uffizi inutili
e tutte le spese inutili e tutte le spese superflue
della Repubblica.

Mi era venuta la strana idea
di fare una proposta simile:
ma poi ho pensato che forse avrei ottenuto
un risultato contrario.

Nella tendenza alla dissipazione che impera
si sarebbe cercato un palazzo o due o tre palazzi 
per questi “scanzonatori” di pubbliche spese

(ilarità)

e si sarebbero accresciute le spese.

*

colazione alla Banca d'Inghilterra

Io spero che si comincerà
col togliere tante cose inutili
e nel momento attuale dannose.

Quando penso alla modestia
che è osservata all’estero,
anche nei più grandi paesi,
questo contrasto
con il disordine del governo italiano
mi attrista ancor più.

Lo Stato tollera la dissipazione
e dal canto suo la pratica largamente.

Io sono stato a colazione alla Banca d’Inghilterra
con i più grandi personaggi del mondo,
i quali sedevano modestamente alla stessa mensa;
la stanza del Governatore
era così modesta e semplice come quella
di uno dei nostri più modesti direttori di banca.

colazione a Downing Street

Quando fui a Downing Street
a colazione col Presidente del Consiglio,
la modesta casa,
dove erano stati i più grandi uomini dell’Inghilterra
ed i più grandi Capi della politica mondiale,
mi colpì.



Dovunque ho trovato questo senso di modestia,
che dopo il fascismo
è scomparso del tutto in Italia.

Purtroppo questa situazione
continua anche per opera di quelli
che dicono di voler sopprimere
pur le tracce del fascismo.

Spese inutili ovunque.
Io penso non senza terrore al numero dei Ministri attuali e al numero  inverosimile dei Sottosegretari.
 

 

(Commenti).
Una voce: Lo abbiamo già sentito.
Altra voce: Ma la lezione va ripetuta, perché non è bastata.
(Commenti).

 

scopo ben preciso

I Sottosegretari,
di cui in Italia si è dimenticata l’origine,
sono istituzione inglese,
ed hanno uno scopo ben preciso.

I Ministri inglesi non possono entrare
in alcuna delle due Camere
se non ne sono membri.

Per necessità però il Governo
deve esservi rappresentato.

Ora se il Ministro in Inghilterra è Commoner,
il Sottosegretario è Lord o viceversa.

In Italia la introduzione dei Sottosegretari di Stato
al posto dei segretari generali
fu fatta al tempo di Crispi.

Nessuno ci aveva pensato prima.


Questa sui Sottosegretari ce la segnamo.
Vogliamo vederci chiaro.
Nella Storia e nella cronaca.
Promesso. Ci ritorneremo.

megalomane

Crispi era,
nonostante le sue qualità,
megalomane.  

In certo senso fu prefascista.

Ora, Crispi, per ingrandirsi
- come Mussolini - 
moltiplicava le prefetture, ecc.
e creò i Sottosegretari di Stato
al posto dei segretari generali.

 

gonfiava e sgonfiava le guance

È nota la storiella autentica di un Sottosegretario
che diceva di preparare
grandi riforme legislative
da far presentare al Parlamento.

Passava ore intere nella sua stanza
dove non entrava alcuno.

Un giorno il suo capo di Gabinetto
e il suo segretario
ebbero l’idea di spiare dal buco della serratura
per vedere che cosa facesse il loro capo.

Egli aveva dinanzi a sé un gran numero di giornali
e, siccome, forse,
aveva finito la lettura,
gonfiava e sgonfiava le guance.

(Ilarità)

 

*

contentare incomposti appetiti

Ma ora i Sottosegretari chi sono?
E che cosa fanno?
Bisognerebbe quasi tutti abolirli,
ora che nessuno può spiegare
la ragione della loro esistenza
e invece vi è,
per contentare incomposti appetiti,
tendenza ad aumentarli.

Credete che il pubblico
sia indifferente a queste cose,
a questi sperperi inverosimili?

Qualsiasi Sottosegretario implica
la spesa di un gabinetto
e accrescimento di impiegati,
un'automobile o parecchie automobili,
di un uffizio
(qualche volta di un palazzo intero, ecc.).

Se non ci giudichiamo da noi,
è il pubblico che ci giudica.

Il pubblico è scontento
e giustamente spesso ostile.

Non ci illudiamo delle apparenze d’indifferenza:
il pubblico vede e osserva
e odia tutte le forme di dissipazione.

un locale elegante

Io stavo, come tutti i miei predecessori,
quando ero Ministro all’interno,
in quel piccolo palazzo Braschi,
che era più che sufficiente,
e che ora non basta
per un solo ufficio non ministeriale,
tanta è l’ipertrofia di grandezza e di vanità
venuta col fascismo e sviluppata dopo il fascismo.

Il Ministro degli Esteri risiedeva
al palazzo della Consulta,
che pareva sontuoso,
che tutti consideravamo come un locale elegante,
e che ora non basta per un ufficio solo,
per Sottosegretario di Stato.

 

Ma vi pare che tutto questo il pubblico non senta?

Quante sono le case di Roma
occupate da uffici inutili,
quanti i locali abusivamente occupati?
*
Credete:
vi sarebbero migliaia di case libere a Roma,
dove oggi mancano gli alloggi,
soltanto se si abolissero gli uffici inutili.

(Commenti)

in base al dosaggio

La composizione dei Ministeri
si fa sempre in base al dosaggio.

Vi prego di leggere i giornali di questi giorni:
i posti sono stati stabiliti
secondo il dosaggio a ciascun partito;
tanti Ministri, tanti Sottosegretari.

Nessuno si è chiesto qual è l’uomo
che ha attitudini per un ufficio,
qual è l’uomo che può portare
un contributo di volontà o di competenza.

E peggio ancora,
non si abbandona un posto,
se non per riprenderlo
per il partito
con altra persona.

 

la fertile fantasia

Io sono stato sorpreso in questi giorni
dalla creazione di alcuni Ministeri
che la fertile fantasia
del Presidente del Consiglio
ha voluto inventare,
Ministeri che spesso non esistono
in nessun paese e di cui è difficile dire la ragione.

A tre membri del Partito
della Democrazia cristiana,
che senza dubbio meritavano anche di più,
sono stati assegnati tre Ministeri
che mi hanno veramente sorpreso:
la Marina da guerra,
la Marina mercantile
e l’Aeronautica!

(Commenti)

 


Conti:
La Repubblica non c’è ancora! Questi sono i costumi del parlamentarismo monarchico. Il vostro è un discorso contro la repubblica! Fate del male all’Italia!

(Commenti - Rumori. Scambio di apostrofi fra l’on. Conti e l’on. Bellavista).

Presidente

Onorevole Nitti, continui il suo discorso e non raccolga le interruzioni.

E Francesco Saverio non raccoglie, infatti.
Prosegue come un treno.
Noi qui sai che si fa?
Si fa pausa e... parte seconda, che è troppo lunga.
Nitti non raccoglie e rilancia. Il prossimo titolo? "solo ridicolo".
Ne consigliamo vivamente la visione.
Continuerà a picconare.

vai a conigli scorticati e amici comunisti [0]


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