Quest’estate, con un gruppo di amici, mi sono recata in vacanza in Puglia, in provincia di Brindisi.
Venuti a conoscenza della presenza di una riserva naturale dello Stato e area marina protetta, denominata di Torre Guaceto, abbiamo pensato di visitarla.
Il parco preserva un tratto di costa lungo circa 7 km e racchiude una grande diversità di habitat e paesaggi.
L’ultima costruzione realizzata è l’antica Torre Guaceto, costruita nel 1500 dagli Aragonesi.
Il Consorzio di gestione è formato dal Comune di Carovigno, dal Comune di Brindisi e dal WWF Italia.
Per visitare tale area occorre andarci a piedi o in bicicletta, usufruire, credo, di una navetta del Consorzio o essere muniti di permesso per poter entrare con un mezzo privato (auto, pulmino…).
Avendo una disabilità motoria, derivante da paraplegia, ho pensato di rivolgermi al Centro visite per chiedere quali modalità avrei dovuto seguire per ottenere il permesso, memore del fatto che, in analoghe circostanze, (es. area protetta nel parco naturale del Gran Paradiso in Valle d’Aosta), per le persone con disabilità, munite di contrassegno di transito e sosta, è consentito l’utilizzo di un mezzo privato.
Al Centro visite, dove non ho potuto accedere perché sullo scivolo che porta alla struttura vi era un grande vaso che ne ostruiva il passaggio, ho avuto modo di parlare in strada con il Direttore del Consorzio, dr. Alessandro Ciccolella e, sia a lui che al Sindaco di Carovigno ho posto la mia richiesta anche per iscritto.
Durante l’animata conversazione il dr. Ciccolella mi riferisce di aver ricevuto numerosissime richieste da parte di persone con disabilità ma di non averle accolte favorevolmente perché le presenze sarebbero troppe, perché si creerebbe una discriminazione al contrario e che, essendo attenti alle loro “esigenze”, hanno attrezzato un’area in altro luogo!

Ha scritto, infatti, che il Consorzio “è impossibilitato al rilascio di tale autorizzazione in quanto è fatto divieto di accesso, con ordinanza sindacale, ad automezzi privati per le finalità di tutela e sicurezza.
Si specifica altresì che le aree a valenza naturalistica della riserva sono sprovviste di aree parcheggio, per tali motivi il consorzio di gestione ha destinato un’area parcheggio per disabili in località Punta Penna Grossa, dove si accede ad una pedana e solarium con carrozzine attrezzate per la balneazione”.
In pratica hanno scelto di impedire alle persone con disabilità la possibilità di fruire del parco e di relegarli in un luogo “a parte”, violando i principi sanciti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, nonché l'articolo 3 della nostra Costituzione e la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea.
Siccome il Comune di Carovigno pareva coinvolto in questa scellerata decisione ed essere inaccessibile, nel giorno e ora di ricevimento pubblico mi sono recata al Palazzo civico dal Sindaco, sig. Vittorio Zizza, con un amico forzuto, il cui compito era di portarmi su per lo scalone o invitare il Sindaco a scendere in strada. Il colloquio, dopo una discreta anticamera, è in realtà avvenuto presso l’esercizio commerciale di cui egli è titolare, perché in Comune non era presente (il paese era in festa).
In un primo momento egli ha sostenuto, come esempio di buona prassi e orgoglio dell’Amministrazione, che hanno posto in essere per i disabili l’area attrezzata.
Dopo le nostre obiezioni ha affermato che l’Amministrazione Comunale non è competente sulla questione, anche se la lettera del Direttore del Consorzio e il depliant sul parco sosterrebbero il contrario.
Ha poi riferito che è stato fatta richiesta di un pulmino attrezzato al Ministero dell’Ambiente, ma che la cronica mancanza di fondi non ha dato esito positivo.
Infine ha telefonato al Direttore del Consorzio e proposto, in via eccezionale, di accompagnarmi su un loro pulmino nel luogo fatidico.
Di questo “favore personale” ho scelto di non usufruire.
Qualche giorno dopo, un po’ fortunosamente, ma con immenso piacere, grazie alla disponibilità degli amici e ad una bicicletta per persone con disabilità, riesco a visitare il parco, la cui macchia mediterranea e il mare sono davvero stupendi e credo proprio che le persone, tutte, non debbano essere private di questa meravigliosa opportunità.

Purtroppo tanta attenzione alla natura, che condivido, a patto che non crei discriminazione tra le persone, sembrerebbe in realtà non praticata. Infatti, mentre mi aggiravo nei pressi della bellissima Torre Guaceto ho incrociato ben due auto: non so di quale permesso beneficiassero.
Non di meno, l’inserto regionale del 17.08.2005 del quotidiano La Repubblica forniva la notizia che il WWF regionale accusava il Comune di Carovigno di “prestare il fianco alle speculazioni edilizie e di non dare l’importanza necessaria alla tutela dell’ambiente”, che il sindaco, sig. Vittorio Zizza, avrebbe convocato di lì a pochi giorni “una conferenza di servizi per cercare consensi alla realizzazione di un albergo residenziale nei pressi della riserva di Torre Guaceto” e che “una costruzione in quella zona provocherebbe uno scempio irrimediabile non soltanto al paesaggio, ma anche all’impatto negativo per l’avifauna”!
Torino, 23.09.2005 Carla Castagna
Ciao, Carla.
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