...rischia la vita.
Robert Redeker, 52 anni, insegna filosofia presso il liceo statale di Pierre-Paul-Riquet a Saint Orens de Gameville, in provincia di Tolosa.
E' stato minacciato di morte per un suo articolo di denuncia del fondamentalismo islamico, pubblicato il 19 settembre nella pagina delle opinioni del quotidiano Le Figaro.
Grazie ad una sorta di riverenza di una folta schiera di “utili idioti”, alimentata da certi intellettuali, che vedono nell’islam il baluardo contro il capitalismo occidentale, - accusa il professore - di fatto non ci si accorge di come “l’islam sta cercando di imporre all’Europa le proprie regole: apertura delle piscine solo per le donne a determinati orari, divieto di satira della religione... lotta per imporre il velo nelle scuole, accusa di islamofobia contro gli spiriti liberi.”
Odio e violenza sarebbero alla base del Corano su cui si forma ogni musulmano. Pertanto, non è certo un caso che l’Islam oggi usi “violenza e intimidazione... per imporre la sua cappa di piombo sul mondo”.
Come in altri casi di vilipendio alla religione islamica (si pensi allo scrittore indiano Salman Rusdie o dell’ex deputata di origine somala Ayaan Hirsi Ali), anche contro Robert Redeker è stata emessa una fatwa, che incita i fedeli islamici ad ucciderlo per aver offeso la religione di Maometto.
E c’è già chi è pronto ad eseguirla, stando almeno agli inquietanti messaggi comparsi su internet, che sollecitano i musulmani francesi a seguire l’esempio di Muhammed Bouyeri (l’assassino del regista olandese Theo Van Gogh, autore di un documentario sulla sottomissione della donna nel mondo musulmano): «Non ti sentirai mai più sicuro su questo pianeta. Un miliardo e 300 mila musulmani sono pronti ad ucciderti»; «Che Allah mandi un leone a tagliare la sua testa».
E’ in gioco la vita di un uomo.
E già questo basterebbe per prenderne le difese. Ma non si può sottovalutare l’attacco che il fondamentalismo islamico, attraverso l’arma del terrore, sta portando al valore fondante della nostra civiltà: la libertà di pensiero e di autodeterminazione, faticosamente conquistate nel nostro Occidente.
Pertanto, come ha affermato Bernard Henry Levi: “se pure si fosse in disaccordo con quanto detto da Robert Redeker, nel paese dei diritti dell’uomo e di Voltaire le polemiche vengono dopo, perchè prioritariamente si deve essere dalla parte chi è minacciato per aver espresso le sue opinioni”.
Maria Mantello
Maria Mantello è docente di storia e filosofia.
Ha pubblicato saggi su Giordano Bruno, sull’antisemitismo, sulla caccia alle streghe, sulla mitologia pagana e cristiana.
Collabora con la rivista trimestrale europea “Lettera internazionale” e con il periodico indipendente “L’incontro”.
E’ stata relatrice in vari Convegni sul pensiero di Giordano Bruno, sull’affermazione dello Stato laico, sulla figura di Ernesto Nathan.
E’ autrice del libro Ebreo, un bersaglio senza fine. Storia dell’antisemitismo, edito da Scipioni nel 2002.
Recentemente ha dato alle stampe Sessuofobia Chiesa cattolica Caccia alle streghe (2005, Procaccini). La figura femminile viene rivisitata attraverso i testi della chiesa romana, dalla grande dea-madre a Eva-peccatrice fino al Mal136leus Maleficarum, manuale-guida per gli interrogatori e le torture. Alcuni processi come testimonianza della sessuofobia e della violenza usata contro le "streghe".
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