...hanno
una
bellezza araba,
sono alte
tra un metro e 65
e il metro e 70,
pesano dai 70 agli 85 chili,
hanno i seni all'insù sodi,
la pelle bianca,
indossano abiti arabi eleganti e lunghi,
hanno il naso piccolo,
la bocca piccola,
grandi occhi neri,
capelli lunghi,
guance rosse,
il collo lungo
e un culo rotondo e ben fatto.
queste parole, chiuse tra virgolette, sono contenute in un articolo pubblicato da l'Espresso lo scorso anno.
Le riporta il primo pentito italiano di Al Qaeda, Rihad Jelassi.
La descrizione gli sarebbe stata fatta dall'imam che lo aveva preparato al suo ultimo gesto.
Rihad doveva immaginare il paradiso, dove sarebbe andato a sedere dietro a Dio su poltrone d'oro e diamanti.
Lì, avrebbe trovato ad attenderlo 72 ragazze vergini.
Le cronache giudiziarie dicono che su Rihad il pubblico ministero Ramondini aveva disposto una perizia psichiatrica. 17 sedute, 109 pagine. La perizia concluderà dicendo, tra l'altro, che il soggetto aveva subito una sorta di lavaggio del cervello.
Non ci soffermiamo sulla vicenda giudiziaria e sulla sua evoluzione.
Abbiamo deciso di riportare altre frasi contenute in quell'articolo.
Sono frasi che per ora non commentiamo.
Lo faremo, singolarmente, a tempo debito.
Intanto perchè non abbiamo ancora avuto il modo nè forse la voglia di un commento collettivo cioè condiviso.
Lo chiediamo naturalmente anche a te.
Ti chiediamo di farlo anche se pensi che quelle parole non corrispondano alla realtà, che si tratta di una invenzione giornalistica o altro.
Anzi, a maggior ragione.
Ti chiediamo di farlo se sei musulmano o musulmana.
Anzi, a maggior ragione.
Se sei scettico o scettica sulla nostra scelta, se pensi ad un'intenzione unilaterale... possiamo solo farti una promessa, in par condicio.
Scriveremo una cosa sui miliardi di morti di donne, bambine, bambini (e qualche uomo) provocate nei secoli dal dogma della verginità nel fanatismo religioso cattolico e non cattolico.
Ma torniamo a Rihad.
Ancora descrizioni nella parole attribuite all'imam:
In paradiso la bellezza dello shaid è tale
che una vergine quando lo vede sviene.
Il giorno in paradiso dura settantamila anni.
Tu hai tutto il tempo per scopare.
Passi dieci anni con una,
cento con l'altra
e così via.
Mentre qui Rihad parla dell' imam del centro islamico di viale Jenner a Milano, che lo indottrinava:
lui è uno sceicco,
una persona molto saggia,
che merita rispetto.
una cosa nuova sentire dal vivo
parlare di pensieri estremisti.
Noi fino a quel momento eravamo abituati
a vedere solo videocassette e faceva effetto sentire quelle cose dette di fronte a noi in arabo classico.
Lui ti fa sempre sognare.
Ma non ti chiede niente.
Sarai tu,
raggiunto il livello di cottura,
a chiedere di fare
il viaggio del kamikaze.

In moschea l'ultima cosa che fai alla sera prima di tornare a casa è sentire i suoi discorsi.
Poi a casa, non avendo la tv satellitare, mettevamo su un'altra cassetta videoregistrata di un altro sceicco e lo ascoltavamo mentre diceva le stesse cose.
...io mi addormentavo sognando il paradiso.
Non vedevo l'ora di andarci.
Quando mi alzavo ero incazzato
perchè ero ancora vivo,
passavo la giornata con la speranza che
il giorno successivo me ne sarei andato.
Gli imam ci ripetevano di non preoccuparci
perchè le vergini in paradiso godono del piacere della creazione,
dicono parolacce durante i rapporti sessuali
per aumentare il godimento del maschio,
e ti stanno aspettando.
Gli imam dicono che in paradiso
torneremo in carne ed ossa.
In paradiso non ci sono lacrime,
i corpi non puzzano ma profumano.
Anche la cacca è profumata.
Noi giovani,
che non avevamo nessun rapporto sessuale,
ci addormentavamo con la mano attaccata al cazzo aspettando il giorno in cui
si sarebbero realizzati tutti questi sogni.

...noi, non essendoci spogliati davanti ad una donna per anni, quando ci parlavano di sesso impazzivamo.
E sempre e ancora Rihad a parlare:
Se avessi avuto degli affetti, una persona da amare, non avrei mai fatto una scelta del genere, ma essendo solo e senza affetti è facile diventare schiavi di una persona che ti ascolta, che ti parla, che ti fa credere che ti vuole tanto, tanto, tanto bene, quasi amore.
Oggi se incontrassi uno kamikaze gli direi di stare attento agli interessi personali di quelli che si fanno chiamare sceicchi.
La versione integrale dell'articolo di Peter Gomez la trovi sul numero 29 dell'Espresso del 28 luglio 2005.
Qui sotto pubblicheremo, a seguire, i commenti. A cominciare dai nostri. Adessotu [0]
settembre 2006 la redazione [1]
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Certamente non è semplice commentare queste parole, perché dopo averle lette è come aver ricevuto un pugno nello stomaco. |
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La prima cosa che ha colpito me è la descrizione minuziosa del fisico delle vergini del paradiso in attesa. |
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(...) |
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Un pensiero, per ora, su questa cosa della presenza dell’imene, importante anche nell’aldilà. Le 72 vergini sicuramente, anche per Rihad, dovranno essere, per usare le parole di Sara, “provviste di imene”. Vergini che sanno, sì Sara. |
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Ho cercato di far decantare il subbuglio di pensieri che l’intervista di rhiad mi ha suscitato a una prima lettura. Ha ragione em: l’articolo è scritto in occidente per un pubblico di occidentali. Mi ha sorpreso la violenza della repressione sessuale di questo mancato kamikaze. A me da donna occidentale e cattolica il concetto di verginità femminile risulta familiare: sono stata cresciuta a vitamine e Ave Marie. Da noi la castità maschile è un obbligo per frati e monaci, una semplice promessa per i sacerdoti, e comandamento per “il popolo dei battezzati”, un comandamento alla cui disobbedienza si pone rimedio nel confessionale. |
I commenti a questo editorale stanno spuntando come le moniceddhre.
Per questione di spazio li sposteremo nella sezione corpo a corpo [2] del menu casaacorte [3].
la redazione [4]
p.s. da oi dialogoi [4] :
... nel menu di casaacorte.
- Menu?
- Si dice menu, sì.
- Uffa...
- Già ti abbiamo fatto scrivere moniceddhre...
- Buone...
- Ecco, che manco tutti sanno cosa sono...
- E i motori di ricerca che ci stanno a fare, allora?
- Si quotano su Nasdaq, no?
- Bravi quelli, potevano quotare le moniceddhre, meglio...
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