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72 e pure vergini?

By milena
Creato 29/09/2006 - 17:54

 

...hanno
una
bellezza araba,
sono alte
tra un metro e 65
e il metro e 70,
pesano dai 70 agli 85 chili,
hanno i seni all'insù sodi,
la pelle bianca,
indossano abiti arabi eleganti e lunghi,
hanno il naso piccolo,
la bocca piccola,
grandi occhi neri,
capelli lunghi,
guance rosse,
il collo lungo
e un culo rotondo e ben fatto.

 

queste parole, chiuse tra virgolette, sono contenute in un articolo pubblicato da l'Espresso lo scorso anno.

Le riporta il primo pentito italiano di Al Qaeda, Rihad Jelassi.

La descrizione gli sarebbe stata fatta dall'imam che lo aveva preparato al suo ultimo gesto.

Rihad doveva immaginare il paradiso, dove sarebbe andato a sedere dietro a Dio su poltrone d'oro e diamanti.

Lì, avrebbe trovato ad attenderlo 72 ragazze vergini.

 

Le cronache giudiziarie dicono che su Rihad il pubblico ministero Ramondini aveva disposto una perizia psichiatrica. 17 sedute, 109 pagine. La perizia concluderà dicendo, tra l'altro, che il soggetto aveva subito una sorta di lavaggio del cervello.
Non ci soffermiamo sulla vicenda giudiziaria e sulla sua evoluzione.

Abbiamo deciso di riportare altre frasi contenute in quell'articolo.
Sono frasi che per ora non commentiamo.
Lo faremo, singolarmente, a tempo debito.
Intanto perchè non abbiamo ancora avuto il modo nè forse la voglia di un commento collettivo cioè condiviso.
Lo chiediamo naturalmente anche a te.
Ti chiediamo di farlo anche se pensi che quelle parole non corrispondano alla realtà, che si tratta di una invenzione giornalistica o altro.
Anzi, a maggior ragione.
Ti chiediamo di farlo se sei musulmano o musulmana.
Anzi, a maggior ragione.

Se sei scettico o scettica sulla nostra scelta, se pensi ad un'intenzione unilaterale... possiamo solo farti una promessa, in par condicio.
Scriveremo una cosa sui miliardi di morti di donne, bambine, bambini (e qualche uomo) provocate nei secoli dal dogma della verginità nel fanatismo religioso cattolico e non cattolico.
Ma torniamo a Rihad.

Ancora descrizioni nella parole attribuite all'imam:

In paradiso la bellezza dello shaid è tale
che una vergine quando lo vede sviene.
Il giorno in paradiso dura settantamila anni.
Tu hai tutto il tempo per scopare.
Passi dieci anni con una,
cento con l'altra
e così via.

 

Mentre qui Rihad parla dell' imam del centro islamico di viale Jenner a Milano, che lo indottrinava:

lui è uno sceicco,
una persona molto saggia,
che merita rispetto.

(...) ci affascinava perchè era
una cosa nuova sentire dal vivo
parlare di pensieri estremisti.

Noi fino a quel momento eravamo abituati
a vedere solo videocassette e faceva effetto sentire quelle cose dette di fronte a noi in arabo classico. 

Lui ti fa sempre sognare.
Ma non ti chiede niente.
Sarai tu,
raggiunto il livello di cottura,
a chiedere di fare
il viaggio del kamikaze.

 

In moschea l'ultima cosa che fai alla sera prima di tornare a casa è sentire i suoi discorsi.
Poi a casa, non avendo la tv satellitare, mettevamo su un'altra cassetta videoregistrata di un altro sceicco e lo ascoltavamo mentre diceva le stesse cose.

  

...io mi addormentavo sognando il paradiso.
Non vedevo l'ora di andarci.
Quando mi alzavo ero incazzato
perchè ero ancora vivo,
passavo la giornata con la speranza che
il giorno successivo me ne sarei andato.

 

Gli imam ci ripetevano di non preoccuparci
perchè le vergini in paradiso godono del piacere della creazione,
dicono parolacce durante i rapporti sessuali
per aumentare il godimento del maschio,
e ti stanno aspettando.

 

 

Gli imam dicono che in paradiso
torneremo in carne ed ossa.
In paradiso non ci sono lacrime,
i corpi non puzzano ma profumano.
Anche la cacca è profumata.

Noi giovani,
che non avevamo nessun rapporto sessuale,
ci addormentavamo con la mano attaccata al cazzo aspettando il giorno in cui
si sarebbero realizzati tutti questi sogni.

 

 

...noi, non essendoci spogliati davanti ad una donna per anni, quando ci parlavano di sesso impazzivamo.

 E sempre e ancora Rihad a parlare:

Se avessi avuto degli affetti, una persona da amare, non avrei mai fatto una scelta del genere, ma essendo solo e senza affetti è facile diventare schiavi di una persona che ti ascolta, che ti parla, che ti fa credere che ti vuole tanto, tanto, tanto bene, quasi amore.

 

Oggi se incontrassi uno kamikaze gli direi di stare attento agli interessi personali di quelli che si fanno chiamare sceicchi.

La versione integrale dell'articolo di Peter Gomez la trovi sul numero 29 dell'Espresso del 28 luglio 2005.
Qui sotto pubblicheremo, a seguire, i commenti. A cominciare dai nostri. Adessotu [0]

settembre 2006                                           la redazione [1]

 

 

 

Certamente non è semplice commentare queste parole, perché dopo averle lette è come aver ricevuto un pugno nello stomaco.
Rihad ci dice, se ho capito bene, che si sarebbe fatto saltare fondamentalmente non per amore della morte o della vendetta, ma per amore della vita e dell'amore stesso, per un desiderio d’amare assoluto.
Senza scomodare trattati sulle pulsioni d’amore e di morte, senza voler fare della psicologia spicciola, ciò che mi colpisce è la gran solitudine che traspare dalle sue parole, un’innocenza ed una fragilità disarmanti: ridotto a strumento dagli uomini di cui si è fidato e non da Dio.

03 ottobre 2006                                   vivi [1]

La prima cosa che ha colpito me è la descrizione minuziosa del fisico delle vergini del paradiso in attesa.
Vivo qui, in questo occidente.
Mi sono venute agli occhi le misure richieste nei concorsi per le varie Miss.
Poi ho guardato le tante immagini dei burka.
Sono ancora ferma lì, a quelle immagini.
I pensieri sono tanti e confusi.
Alla prossima.

07 ottobre 2006                                   mac [1]

(...)
leggendo il vostro editorale sulle settantadue vergini sono rimasta lì per lì senza parole...
poi si sono affacciate alcune domande:
- come mai anche nell'aldilà la presenza dell'imene è così importante per il godimento dell'uomo?
- e se poi l'imene non c'è, che succede?
- queste donne sono vergini, ma per conoscere tutte le porcate da dire e da fare (sempre a questi poverini che per averne 72 tutte in una botta e per l'eternità si fanno saltare in aria) hanno dovuto fare prima un corso di "formazione"?
09 ottobre 2006                                      Sara

Un pensiero, per ora, su questa cosa della presenza dell’imene, importante anche nell’aldilà.
Ho letto l’intero articolo da cui parte questo editorale.
Oltre quello che è stato inserito da noi, non ci sono molti altri accenni a questa storia della “verginità”.

Il titolo è “il sogno delle 72 vergini”.
Si parla di Al Qaeda e di altro, ma non si entra molto nel dettaglio della questione inserita nel titolone.
Si dà per scontata? Forse.

Si scrive su un giornale occidentale, con un linguaggio occidentale.
Di una cosa che coinvolge un aspirante (mancato) kamikaze.
Che parla di vergini.
Il termine è uguale a quello che circola tra noi?
E cosa circola veramente tra noi, sull’argomento?

Le 72 vergini sicuramente, anche per Rihad, dovranno essere, per usare le parole di Sara, “provviste di imene”.
Ma niente o poco altro si capisce.
O meglio, io capisco intanto che è un sogno.
Il sogno di un uomo, di un quasi ragazzo, represso come molti altri nell’espressione della sessualità.
A questo sogno (individuale, privato e privato in tutti i sensi della parola) risponde una promessa (pubblica o comunque condivisa, codificata addirittura).
Pubblico e privato, ancora una volta.

Garanzia di verginità, sogno dei sogni.
Dicono sia il massimo, o comunque un gran bell’obiettivo di molti anche dalle nostre parti, anche se per arrivarci non ricorrono all’esplosivo.

Vergini che sanno, sì Sara.
Forse non hanno bisogno di un corso.
Ma, ancora una volta, hanno solo bisogno di essere sognate.
Sogno di perversione, di soddisfazione, di appagamento di desideri che da soli non sono capaci di dirsi, se non attraverso un’immagine fuori da sé, ancora una volta un’immagine di donna, di donne.

Vergini, a disposizione, sapienti, esperte, pronte ad appagare. Il sogno di qualcun altro.
Beh, che dire?
Con tutte le dovute distinzioni del caso, non ci vedo molta originalità, molta differenza da quello che viaggia anche qui da noi, anche in occidente, anche in una cultura pseudocattolica.

Vergini, ma anche un po’ esperte.
Madonne, ma anche puttane all’occorrenza.
Due facce della stessa medaglia.

10 ottobre 2006                                   em [1]

 

Ho cercato di far decantare il subbuglio di pensieri che l’intervista di rhiad mi ha suscitato a una prima lettura.
E vedo che em è arrivata più o meno alle mie stesse conclusioni.
Certo, la comprensione di vivi mi ha un po’ spiazzato.
Chissà se i familiari delle vittime di un kamikaze ammettono che lui poverino era tanto solo e infelice e sognava un immacolato mondo d’amore!
Poi ho pensato che era troppo facile fare dell’ironia, anche molto mordace come Sara.

Mi sono passate per la mente molte cose, sull’allevamento di queste vergini, sul burqa che a quanto pare in quel paradiso è fuorimoda, sulle vergini sempre vergini o solo a scadenza, su un sovrappopolamento di vergini rispetto alla offerta di kamikaze, cose così.
Cose di cui un poco mi vergogno.
In fondo, la verità, per quel che mi riguarda, è che io non ne so niente.

Ha ragione em: l’articolo è scritto in occidente per un pubblico di occidentali.
Il linguaggio slitta, i significati sfumano…leggiamo e scagliamo inorriditi la prima pietra.
Ma… e se la tua bambina non si sposa in bianco? 
Se la tua ragazza decide di non essere più tua?
Che fanno i nostri maschi occidentali?
Scagliamo inorriditi la prima pietra perché non vogliamo vedere i punti di contatto.

E’ vero, le conclusioni divergono alquanto, ma non poi tanto.

Mi ha sorpreso la violenza della repressione sessuale di questo mancato kamikaze.
Mi piacerebbe sapere, per esempio, che significato ha nella religione musulmana la “purezza” maschile. 
Per Rihad e suoi compagni è un valore perseguito con determinazione, addirittura con ferocia, ma a che scopo?
Non tutti quelli che hanno ascoltato quell’imam sono diventati kamikaze o aspiranti kamikaze.
Che cos’è per loro la verginità?

A me da donna occidentale e cattolica il concetto di verginità femminile risulta familiare: sono stata cresciuta a vitamine e Ave Marie.
E mi hanno spiegato che non potevo avere la stessa pretesa per il mio fidanzato. Anzi era meglio trovarne uno esperto.

Ora sto leggendo un reportage di Lilli Gruber sull’Iran e in quelle pagine scopro con mia grande sorpresa che una donna islamica ha il diritto di aspettarsi che il proprio uomo sia vergine.
Certo, poi vive in un regime di poligamia.
Certo, la verginità femminile è una cosa e quella maschile un’altra.
Certo è un valore così fortemente apprezzato e così frequentemente ignorato che si riscontra un boom impressionante di interventi chirurgici per la ricostruzione dell’imene in vista del matrimonio.
Consuetudini sociali e regole religiose si intrecciano in trame difficili da districare.
Qua da noi e lì da loro.

Da noi la castità maschile è un obbligo per frati e monaci, una semplice promessa per i sacerdoti, e comandamento per  “il popolo dei battezzati”, un comandamento alla cui disobbedienza si pone rimedio nel confessionale.

Anche i nostri religiosi sognano un paradiso con infinite vergini a loro disposizione?
Forse si, e magari non in una vita ultraterrena, ma non lo confesseranno mai a noi.

Quanto a me, io preferirei che la Madonna non fosse stata sempre Vergine.
Come si fa a confidare ad una Vergine i problemi che si nascondono sotto le coperte?

11 ottobre                                             cli [1] 

 

I commenti a questo editorale stanno spuntando come le moniceddhre.

Per questione di spazio li sposteremo nella sezione corpo a corpo [2] del menu casaacorte [3].

                                     la redazione [4]

 

 

p.s. da oi dialogoi [4] :

 

... nel menu di casaacorte.

- Menu?

- Si dice menu, sì.

- Uffa...

- Già ti abbiamo fatto scrivere moniceddhre...

- Buone...

- Ecco, che manco tutti sanno cosa sono...

- E i motori di ricerca che ci stanno a fare, allora?

- Si quotano su Nasdaq, no?

- Bravi quelli, potevano quotare le moniceddhre, meglio...

 

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