Published on cittadinanze.it (http://www.cittadinanze.it)

un luogo che non è solo un luogo

By enza
Creato 23/06/2006 - 19:47

L’incontro con Le Costantine è uno di quei semi che danno frutti imprevedibili.

Tutto risale per noi al famoso corso [0] dove ci siamo conosciute.

Lì la sindaca di Uggiano La Chiesa, Maria Cristina Rizzo, ci parla per la prima volta di una Fondazione e di una Tenuta con questo strano nome.

Noi, però, abbiamo bisogno di vedere e toccare: ed è così che un giorno di primavera decidiamo per l’esplorazione.
Ci avventuriamo tra i sentieri dell’entroterra otrantino fino ad un lungo viale alberato: è l’ingresso che cerchiamo.
Non avevamo idea, quel giorno, che varcare la soglia sarebbe stato per noi l’inizio di una storia d’amore.

Non c’è nessuno.
Ci colpisce subito la vasta serenità del luogo, l’intreccio di profumi e colori mediterranei, la particolare sonorità di un silenzio fatto dalle voci della terra e delle piante intorno a noi.
Ci colpisce, insomma, un’atmosfera di divina Bellezza.
E’ un attimo di vertigine mistico-naturalistica. Estetica.

Procediamo: questa è solo la cornice – ci suggerisce Ragione.
La prima meta è la masseria centrale: la nostra visita non è dettata da puro amor di conoscenza. Siamo alla ricerca di un luogo, un luogo adatto per quello che a certe Macàre [0] è venuto in mente di realizzare.

L’occhio allenato scopre i tratti di una elegante masseria ottocentesca, sobria nelle sue linee, essenziale, costruita in blocchi di un caldo colore dorato.
Accanto un cortile più antico, o forse è il fascino delle chianche per terra tra giovani aranci: tutto intorno, gli ambienti da lavoro sono trasformati in alloggi, chiari, semplici dal profumo di calce e legno fresco.
O è la suggestione degli arredi appena collocati?
Cerchiamo i servizi: promossi.

Ritorniamo nel corpo centrale della masseria: altri alloggi, sale comuni, aule, cucine. E poi gli spazi antistanti, all’aperto. Già immaginiamo i lavori di gruppo, gli incontri in “plenaria”, le discussioni.
E poi le passeggiate, i momenti di relax e vita comune…
Non c’è bisogno di confermarcelo: la Scuola si farà lì.

I nostri pensieri già corrono ai temi da proporre, agli aspetti pratici, organizzativi, l’entusiasmo trabocca.
Abbiamo bisogno di uscire fuori.
Ci accolgono le ombre di un bosco di querce, grandi e silenziose come cattedrali, sentieri colorati di ciclamini che si perdono nel fitto di una macchia inestricabile, uno stagno naturale, ulivi ieratici, a perdita d’occhio, campi appena coltivati, antiche strutture da lavoro, cisterne e frantoi.

Di nuovo il cammino ci porta verso la masseria e avvistiamo un angolo che sulle prime ci era sfuggito:
“E in quelle stanze chiuse?” domandiamo.
“Oggi è domenica, non c’è nessuno e io non avevo la chiave.” si scusa Maria Cristina, poi spiega: “Là c’è la scuola di tessitura.”
Lo dice come se fosse l’unica cosa che avrebbe potuto esserci. 
E prima che possa aggiungere qualcosa, noi sappiamo già che in quella scuola c’è la trama e l’ordito di tutto.
Ci sediamo nell’agrumeto, su un muretto, dietro un monumentale apiario curvilineo e ci disponiamo ad ascoltare.

*

C’era una volta, nel castello di Casamassella, donna Carolina De Viti de Marco…
E scopriamo così una storia di castellane per nulla perse nelle nebbie delle favole.

                                                                   cli [0] 

 

vai a una storia di castellane [0]


Source URL:
http://www.cittadinanze.it/unluogochenonesolounluogo