linceo è una figura...

...della mitologia greca, era figlio di Afareo, re di Messenia, ed era fratello gemello di Idas.

Nell'opera di Pindaro, uno dei maggiori esponenti della lirica corale greca, viene indicato come l'uomo dalla vista più acuta, come dice il nostro Lussu... Le sue gesta vennero cantate anche da Apollonio Rodio ne Le Argonautiche e da Valerio Flacco in Argonautica.

Idas e il fratello Linceo, presero parte alla spedizione degli argonauti e su invito di Eneo, re di Calidone, con i più valorosi guerrieri del loro tempo, alla caccia del tristemente famoso cinghiale, mandato da Artemide, dea della caccia, a devastare l'Etolia perché in una festa avevano dimenticato di sacrificare in suo onore. La dea infuriata fece giungere un cinghiale enorme e fortissimo, che devastava la campagna e uccideva tutte le bestie e le persone che incontrava.

Argonauti erano anche due gemelli divini, Castore e Polluce. Le loro vicende si intrecciano con quelle del nostro Linceo e del suo gemello Idas perché insieme organizzarono una spedizione in Arcadia per impadronirsi di uno splendido armento.

Al momento di dividersi gli animali, Idas ne prese la maggior parte e a Castore e Polluce non rimase niente.

I due attesero pazienti, si sarebbero presi la rivincita, vendicando l'affronto. Tornarono nella Messenia e si impossessarono dell'armento di Idas. Quindi tesero un'imboscata ai rivali.
Ma Linceo, grazie alla sua vista, li scorse dal monte Taigeto. Idas tirò la sua lancia nel cavo dell'albero in cui era nascosto Castore, uccidendolo. Polluce uccise Linceo. Idas si avventò su di lui e gli spaccò una pietra in testa. Se non fosse intervenuto Zeus fulminandolo, lo avrebbe ucciso.

Un’altra leggenda vuole che il motivo della disputa fossero due belle ragazze, le figlie di Leucippo, rapite da Castore e Polluce per farne le loro spose. Ma le ragazze erano promesse a Ida e Linceo. Comunque la vicenda termina con la morte di tre quarti dei contendenti...

La mitologia greca puntualizza come, dei due gemelli, solo Polluce fosse figlio di Zeus, nato dalla sua unione con Leda, madre di Castore, e in virtù di ciò, solo il primo, avesse il privilegio dell’immortalità. Il fratello, figlio del marito di Leda, il re spartano Tindaro, pur essendo un giovane di notevole prestanza fisica, non godeva dei privilegi di Castore ed era mortale. Nella mitologia romana, erano indicati come i Dioscuri (figli di Zeus).

Il disperato Polluce, che tanto amava il fratello, chiese al padre degli dei di poter donare la propria immortalità al gemello morto oppure di raggiungerlo lui stesso nell’Ade, il regno dei morti. Zeus, commosso da tanto affetto, decise che da quel momento i due avrebbero trascorso l’eternità insieme, un giorno nell’Ade e uno nell’Olimpo e pose in cielo le due nobili anime, nella costellazione dei Gemelli.

 

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