i dubbi di piero

Se arrivi da Alcide, saprai che non vedevamo l’ora...
Che eravamo tentate di andarci subito a quel loro domani, a quel 16 luglio del quarantasei. E invece no: perchè c'è Calamandrei!

Abbiamo detto anche che il fine giurista perdonerà i tagli osceni.
Abbiamo anche detto che li faremo diventare tante stelline.
Perchè Piero era un giusrista.
Ma amava l'ironia.

Il titolo resta sempre:  

i dubbi di Piero

Non è per fare una proposta che io parlo a nome del Partito d’Azione, ma soltanto per impostare un problema e per proporre un dubbio
*
quali sono i poteri dell’Assemblea Costituente?
[se]
desume il suo nome
da quella funzione augusta e solenne
che è la preparazione di una nuova costituzione,
è in realtà una specie di arma a due facce:
*
deve guardare all’avvenire e lavorare per il futuro; ma
*
è, già in atto, seppur con qualche limitazione,
un Parlamento.
E queste due facce non hanno la stessa espressione: perché,
mentre quella che guarda verso l’avvenire
deve essere serena ed austera,
quella che guarda verso
i problemi immediati del presente
ha già l’aria preoccupata
e - direi quasi - un po’ convulsa
di chi vede una realtà che la turba,
e più si turba pensando a quello che accadrà
da qui ai sei mesi alle nuove elezioni.
*
Ma ciò che invece è importante
e dà luogo a dubbio
sono i rapporti tra il potere costituente
e il potere legislativo ordinario.
Chi esercita il potere legislativo ordinario?
Quali poteri alla Costituente
per controllarne l’esercizio?
Voi sapete che un decretolegge luogotenenziale
del sedici marzo 1946 ha regolato in anticipo
i rapporti tra la Costituente e il Governo
ed ha all’incirca stabilito,
con qualche eccezione
(*)
 che il potere legislativo ordinario
resti delegato al Governo.
*
L’articolo 3 del decreto contiene appunto
questa frase:
“il potere legislativo resta delegato
salva la materia costituzionale al Governo”.
Delegato da chi?
*
Il Governo con quel decreto ha voluto dire:
io delego oggi in anticipo
quel potere legislativo
che avrà l’Assemblea Costituente
la quale poi ratificherà questa delega
non avendo potuto delegarlo essa stessa
con un mandato iniziale
perché ancora essa non esisteva.
Quindi mi pare che
(*)
giovi fin da oggi
(*)
 non nascondere a noi stessi
questo problema che potrebbe risorgere
in avvenire
(*)
ma cercar di eliminarlo fin da ora.
Ed io chiedo appunto
(*)
che cosa pensino di questo problema
e di questo dubbio che ho accennati.
Non come proposta,
ma come suggerimento,
crederei che
(*)
l’Assemblea Costituente
dovrebbe
ratificare il decreto
(*)
in modo da non pensarci più;
in modo che non risorga più
il problema che ora ho posto.
L’Assemblea Costituente
dovrebbe, cioè, approvare che
l’esercizio del potere legislativo ordinario,
con le eccezioni fatte in quel regolamento, rappresentasse una specie di concessione
di pieni poteri al governo.
In questo modo,
dal punto di vista costituzionale,
la situazione sarebbe sanata.
Se non che,
a questo punto domando:
crede l’Assemblea che la ratifica
(*)
si possa fare in modo
definitivo e irrevocabile?
Oppure crede opportuno o necessario
che sia fatta con qualche riserva,
cioè che l’Assemblea Costituente,
la quale è sovrana
e alla quale,
se questa delega non fosse stata fatta,
competerebbe anche
il potere legislativo ordinario,
si riservi,
tutte le volte in cui
ci sia materia legislativa
di importanza tale
da dover riprendere la sua libera iniziativa,
di limitare la delega data in anticipo
e di riprendere su quel punto
oltre che il potere costituente
anche il potere legislativo ordinario?
(*)
Ora noi crediamo che l’iniziativa
non debba essere soltanto del Governo,
al quale gli piacerà,
una parte del potere legislativo ordinario
che gli abbiamo delegato;
ma che anche l’Assemblea
debba aver la possibilità di riprendere,
in quanto lo ritenga opportuno,
una parte del potere legislativo ordinario
delegato al Governo, che,
quantunque da lei delegato,
è istituzionalmente suo.
Queste, Onorevoli colleghi,
non sono proposte;
sono dubbi intorno ai quali
ameremmo di ottenere un chiarimento
dagli organi competenti.

(Vivi applausi).

Pfuiiii! Era tosta, ma valeva.
E li chiama dubbi!
Quest'uomo dalla logica accecante, dal rigore cristallino, che parla a braccio - perchè si sente che parla a braccio - di decreti luogotenenziali e poteri legislativi ordinari, infilandoli in argomentazioni lunghe e senza pause (te li abbiamo tagliati noi alcuni pezzi con le stellette), senza perdere il fiato e il filo, quest'uomo li chiama, quasi sottotono, dubbi.

Parentesi grossa come una casa:
a questo punto l’avrai già notato, non s’è detto nulla di nulla su come ognuno in quella culla, insomma, in Costituente è entrato.
Democristiani e comunisti. Autonomisti e la Nazionale Unione.
E decreti luogotenenziali, che disperazione!
D’accordo, e allora, se è per questo, del Comitato di Liberazione?
Un po’ è stata la pigrizia, dobbiamo ammetterlo.
Che si faceva, ti potevamo dire tutto noi? ‘na parola!
Qualunquisti e qualunquismo, l’origine delle parole.
Quante te ne dovremmo dire?
Facciamo così: se avrai un po’ di pazienza, te le diranno Loro,
verrà per conseguenza. Come dici, lo abbiamo già scritto?
Sei stato attento, bravo furbetto! Chiusa.

Decidiamo di tagliare.
Non sarà una selezione qualunque, ma la dichiariamo.
Gli atti sono a disposizione.
Facciamo solo i nomi: Mastrojanni, Calosso, Bruni, Giannini, Terracini, Gronchi, Persico, Lussu, Tupini, Colitto.
Scegliamo due, e non a caso. Le parole che risuonano più forti e a lungo, dopo l'intervento di Piero, almeno alle nostre orecchie, sono quelle di Umberto e di Emilio. Non sarà la prima volta, sembrano un trio.

Però il battibecco tra il socialista Calosso e Guglielmo Giannini, Presidente di quei Qualunque, è troppo carino.
E’ una cosa piccola, si stanno scaldando, sentirai tra qualche giorno.

l’uomo comune... 

ci scapita...

siamo dei novellini...

PRESIDENTE.
Ha chiesto di parlare l’onorevole Calosso.
Ne ha facoltà.

CALOSSO.

Devo fare una piccola osservazione.
Penso anzitutto che non si possa non aderire alla proposta dell’onorevole Calamandrei, perché noi siamo qui la prima Assemblea che direttamente rispecchia la voce dell’uomo comune...

(Commenti -  Applausi da parte del gruppo dell’Uomo Qualunque)
L’uomo Qualunque, preso a caso, potrebbe essere un delegato di Mussolini o un gerarca…

(Rumori - Vivaci apostrofi dal gruppo dell’Uomo Qualunque).
GIANNINI.
Non faccia dello spirito, onorevole Calosso, perché ci scapita!

CALOSSO.

Nessuno può negare, dicevo, questa sovranità di fatto.
Noi rappresentiamo quella scintilla dell’uomo comune, del cittadino del Paese, che in questo momento è molto impaziente e vuole che facciamo qualche cosa.
Quindi se i giuristi qui presenti, che se ne intendono più di noi che siamo dei novellini, ci aiutassero a fare in modo che i decreti legge fossero noti alla Nazione prima, io credo che ne avrebbe un vantaggio per questa delega che noi facciamo al Governo.

(Approvazioni – Commenti).

Prendilo come un assaggio. Ora da Umberto, su!
Anche a Terracini chiediamo scusa per i tagli.
E’ un altro comunista, siccome! Hai visto mai?
Ci venisse voglia di mangiare pure a Lui!
Titoli e stellette al posto degli omissis anche per isso perché... direbbe De Sanctis, è un po’ prolisso!

in definitiva

dovremmo esprimerci innanzi tutto sopra la proposta dell’onorevole Calamandrei;
poichè, in definitiva, è una proposta
quella che egli ha fatta,
per quanto l’abbia definita
semplicemente un dubbio.

Hai visto? Che t'avevo detto?
Ssstt...

non è sufficiente

Dichiaro dunque che sono favorevole,
che il mio gruppo è favorevole,
alla proposta di Calamandrei,
cioè che la stessa Assemblea Costituente
dichiari di accettare,
o meglio ridecida come di propria emanazione
quella delega di potere legislativo
al Governo che è stata già stabilita
- potremmo dire suggerita -
dal decreto luogotenenziale.
Ma forse questo non è sufficiente.



si tace assolutamente

…si dichiara infatti che il Governo
è responsabile della sua azione
di fronte all’Assemblea Costituente,
ma si tace assolutamente dei modi
coi quali
questa responsabilità si deve esprimere,
tradurre, oppure presentare.
Non si vede infatti in quale maniera organica
il Governo risponde all’Assemblea Costituente.

 


mozioni, interpellanze, interrogazioni…
un modo disorganico…
Ed accettando in linea provvisoria
il regolamento della Camera,
si è dato anche il diritto
ai membri dell’Assemblea Costituente
di presentare mozioni, interpellanze e interrogazioni al Governo.
E’ questo un modo col quale l’Assemblea Costituente può controllare il lavoro del Governo.

Chiamandolo di volta in volta
a risponderne di fronte a sé.

Ma mi pare che sia un modo disorganico, abbandonato troppo all’iniziativa individuale, mancante di quella continuità che è necessaria perché il controllo stesso
abbia un contenuto di responsabilità.


sarebbe opportuno… tanto per farmi intendere
Sarebbe opportuno
*
prendere in considerazione la costituzione di una terza Commissione,
*
che chiamerei, tanto per farmi intendere, degli affari politici.
A questa Commissione, secondo i miei intendimenti,
il Governo dovrebbe passare, per conoscenza,
tutte le misure e tutti gli atti che da lui promanassero.
Ed essa li esaminerebbe presentando all’Assemblea Costituente
quelle misure o quegli atti che ritenesse necessario discutere
prima che giungessero a conclusione.
Creando questa Commissione, si alleggerirebbe di molto
anche il capitolo delle interrogazioni e delle interpellanze.
in guardia permanentemente

Ciascuno di noi, sapendo che
vi è un organo collegiale,
rappresentativo di tutta l’Assemblea,
il quale segue metodicamente l’attività del Governo,
non si sentirebbe impegnato a stare in guardia permanentemente
per scoprirne gli errori o le insufficienze,
e penso che se appunto la nostra Assemblea
non sarà sovraccaricata (…
l’altro lavoro,
quello fondamentale,
che l’Assemblea deve svolgere,
si svolgerà in modo migliore e più proficuo.

Umberto avrebbe concluso.
Noi però, ti dobbiamo un'altra spiegazione, dopo quella sul comunismo.

Parentesi tonda. 
Nell'ultimo riquadro: manca una parentesi tonda, chiusa. Non è un errore.
Lo abbiamo fatto apposta.
Mentre una di noi trascriveva, tagliava e cuciva, insomma si stancava, un bel dì di dicembre, è stata presa da una sorta di strana depressione:

ce la faremo mai di questo passo ad arrivare alla Costituzione?
Il fatto è che, proprio mentre pensava queste cose, doveva digitare una parentesi tonda e chiusa, quella che usiamo per gli omissis, lì, dopo la parola: sovraccaricata. Trovata? Ok.
E cos'è spuntato al posto della parentesi?
Una cosa come questa. Guarda:
(…
Ci hanno anche dato la spiegazione... tecnica.
Però che vuoi, noi ci appassioniamo all'inaudito.
E te la raccontiamo pure. Riportiamo quell'errore lì per te (égalité, fraternité!) così come si trovava nel vecchio file di word.
A memento… Memento homini? Eh eh eh, a parte quello.
La cosa importante è ciò che ha trasmesso a tutte.
Ovviamente, ne è uscita fuori una poesiola.

Non abbiate fretta, ogni pezzetto vale
Sì, ce lo ha detto proprio quell’affare,
Che non era neanche in times, il font originale.
Scopriremo poi che quello smile è in Lucida Console
Se le parole hanno un senso, e i portatili un’anima...
Forse è giusto così, non farla tragica!

Come disse Greta in Ninotchka, alla foto di Lenin sul comodino: Sorridi, piccolo Padre, sorridi!
Anche noi: che sarà mai, un gran casino?
Non ce la faremo a fare tutto il quantum
In tempo per elezioni, Pasqua e referendum?
Sorridi grande sorella! il viaggio è lungo
Ce lo hai detto tu, ricordi? un giorno
Che tanto quanto la meta il percorso conta!
E con queste parole dichiariamo chiusa la parentesi… tonta.

Tornate in Camera, solo una punta d’orecchio per Gronchi, uno dei futuri Presidenti della Repubblica. In sostanza e sintesi, Giovanni sta dicendo che la questione è solo apparentemente…

dalle sembianze giuridiche,
ma esclusivamente e squisitamente politica...

e che quindi…

merita di essere,
per la sua gravità e complessità,
proposta all’ordine del giorno
di una prossima seduta.

Ci saranno una montagna di richieste di rinvio.
Alcune anche pretestuose.
Ma ecco che arriva Emilio. 
Te l’abbiamo detto che quei tre sembrano giocare una partita tutta loro? Sarà spesso così, più di una spanna sopra il resto. Anche qui stellette per omissis, per par condicio. Bella parola, chissà cosa ne penserebbe oggi, un certo Emilio, della par condicio.
Emilio che fa sempre Lussu, e non solo di di cognome. 

 

 giustamente

…la questione, così come è stata posta
dall’onorevole Calamandrei,
mi pare giustamente posta.
E mi pare anche giusto il commento
che ne ha fatto l’onorevole Terracini.
*
questa Assemblea,
pur riconoscendo perfettamente legittimo
l’operato del precedente Governo,
ha pur diritto di esprimere la sua opinione
sugli atti che da esso sono presentati
ed uno di questi atti è l’articolo tre
del decreto luogotenenziale,
commentato dall’onorevole Calamandrei,
al quale si è associato l’onorevole Terracini.

però

Vi sono però altre considerazioni da fare
ed io credo che si debbano fare subito,
senza attendere maggiori lumi,
come ha proposto l’onorevole Gronchi.

il problema è chiaro

Il problema è chiaro.
Vi è un problema di ordine giuridico, politico, costituzionale, ed un problema di ordine pratico di economia di tempo.

appare razionale

Vorrei aggiungere qualche rilievo,
perché la proposta presentata dall’onorevole Terracini
appare razionale,
ma in sostanza forse non lo è…

 

  

*
Il Governo ha presentato all’Assemblea un decreto;
ed il decreto lo si discute.
Questa è un’Assemblea sovrana
e, pertanto, ne è regolarmente investita.
Se poi si segue la proposta pratica
presentata per la terza Commissione
dall’onorevole Terracini,
ho l’impressione che non siano
esattamente delimitati
il potere di questa Assemblea
ed il potere del Governo.

  

E' o no...?

E’, o no,
obbligato il Governo
a presentare le sue proposte,
i suoi disegni di legge
a questa Commissione?
Oppure,
come propone l’onorevole Calamandrei,
è questa Assemblea
che pone al Governo
la richiesta di presentare i suoi progetti
e i suoi studi legislativi?


cosa farà?

E qui si presenta un altro problema:
l’Assemblea Costituente
nomina
la Commissione per la Costituzione
che sarà composta di 75 membri;
l’altra parte dell’Assemblea
- tolti questi 75 membri e gli altri 36
della Commissione dei trattati internazionali -
cioè circa 500 deputati,
che cosa farà?

desidererei saperlo

La Commissione (*) Terracini
è una Commissione ristretta
e quindi tutto il rimanente dell’Assemblea
se ne starà in vacanza.
Ma io mi chiedo adesso:
mentre questo ristretto numero di deputati lavora,
cosa fanno gli altri?
Saranno portati a complottare contro il Governo…
Non lo faranno.
Ma allora che faranno?
Desidererei saperlo.

prima del fascismo

Ed ecco perché ritengo che
fin da ora occorra pensare,
(*)
a ricostituire
- sia pure in numero ridotto -
le Commissioni che esistevano
presso la Consulta
e presso il Parlamento
prima del fascismo.
Così vi sarà una ripartizione del lavoro,
un controllo sull’azione politica del Governo
ed una precisa delimitazione
dei poteri del Governo
e dei poteri di questa Assemblea.

Senza parole.

Dopo altri interventi, Saragat chiuderà per ora la questione, dicendo categoricamente che…

pur essendo del più alto interesse…

non può essere risolta

in questa sede…

dove...

si tratta unicamente di provvedere alla nomina
delle Commissioni per la Costituzione e per i Trattati internazionali.

E va bene, aspettiamo.

Anche sulla questione della nomina - stiamo parlando di chi comincerà a scrivere la Costituzione, mica una cosetta così, sveglia! -sentiamo una cosa interessante.
E te la vogliamo far sentire. Riguarda il metodo, la forma che è sostanza.
La proposta iniziale prevedeva la nomina per votazione a scrutinio segreto
per due terzi dei nomi dei componenti.
Ma, grazie all’emendamento Tupini e alla sua approvazione, sarà personalmente Saragat a nominare i Magnifici 75!

Merita di essere ricordato, questo emendamento, non per un fatto formale, non perchè chi l’ha proposto diventerà tra poco uno dei Presidenti di Commissione. Tupini così lo sta spiegando:

senso di proporzione

Questo emendamento è diretto
a rendere più rapida ed armonica
la composizione delle Commissioni:
più rapida in vista delle difficoltà,
delle complicazioni, della frammentarietà
della votazione
che può lasciar fuori anche una parte notevole
di componenti dell’Assemblea;
più armonica, perché questa volta che
avremo deferito al Presidente
la scelta dei Commissari,
credo che egli vi provvederà
con quel senso di proporzione
che è insito nell’Assemblea stessa
di cui facciamo parte:
in tal modo non solo i gruppi maggiori,
ma anche i minori,
potranno essere rappresentati nelle commissioni,
in quanto tutti ugualmente siamo stati qui mandati
dal popolo per collaborare ad una Costituzione,
di cui i Commissari dovranno sottoporci il progetto
sul quale discutere e deliberare.

(Applausi).

Bello eh? E tanto per ripeterci, altri tempi!
Come si dice? Avere il senso delle proporzioni.
E, fuori da metafora, così ci capiamo meglio: quella sì era roba proporzionale! Non diciamo altro. Per ora.



C’è un’altra cosa carina da sentire.
Prima dell’approvazione, Giannini, il già sentito Presidente di quegli Uomini qualunque, chiede la parola per pronunciare le seguenti testuali parole:

bisognerebbe… in seno

bisognerebbe precisare
se il Presidente accetta
il criterio della proporzionalità dei gruppi
in seno alla Commissione…

Ma non lo aveva già dettoTupini...? si commenta nella nostra tribuna.


Sssttt! Non fa neanche in tempo, Giannini, a finire la frase, che gli risponde per le rime Saragat in persona:

tale principio
è implicito
nell’accettazione
del mandato
deferitomi
dall’Assemblea…

E Giannini, immediato, di rimando:

La ringrazio…

 

Testuali parole, compresi i puntini di sospensione.
Come sono vive, a volte, le trascrizioni della Camera! 
Riusciamo a vederle quelle segretarie (giacchè erano quasi sempre donne a farlo, quel mestiere), quelle stenodattilografe - c'erano di già, no? - lì chine a  smanettare.
E quando tra un po’ saranno costrette a scrivere, in fretta e con la paura addosso: tumulti tumulti, la seduta è sospesa…?  Aspetta e vedrai.

Ma tornando a noi, posto in votazione quell’emendamento sarà approvato all’unanimità. Non commentiamo nulla, o poco più.
Servono le parole di quei tre, Calamandrei, Terracini e Lussu?
Parlavano a braccio e si sente, un altro stile. Ma a parte questo, serve sapere come, all’indomani di una guerra, con tutti i mille e mille problemi dell’Italia intera, alcuni trovassero giusto e urgente disquisire di decreti luogotenenziali e poteri esecutivi? 

Serve, eccome. Quasi come quando, in un passato più recente, si sentiva dire: sono altri i problemi dell’Italia! Altro che Bicamerale, c’è l’euro alle porte e il mondo avanza!

E no, perdindirindina! Ha senso discutere su come si decide in quella Stanza! Non ti pare?
Senza altre parole. E senza indugio a domani, sedici luglio del 46. Tu ci 6? Starai con noi? Mi raccomando, non mancare.

Sarà il giorno del picconatore.

versione per la stampa