guido i' vorrei

l'arte del dire parole per rima

Da Le rime 
Dante Alighieri a Guido Cavalcanti:

Guido, i’ vorrei che tu Lapo ed io
fossimo presi per incantamento
e messi in un vasel, ch’ad ogni vento
per mare andasse al voler vostro e mio;
 sì che fortuna od altro tempo rio
non ci potesse dare impedimento,
anzi, vivendo sempre in un talento,
di stare insieme crescesse ‘l disio.
 E monna Vanna e monna Lagia poi
con quella ch’è sul numer de le trenta
con noi ponesse il buono incantatore:
 e quivi ragionar sempre d’amore,
e ciascuna di lor fosse contenta,
sì come i’ credo che saremmo noi.


Risposta di Guido a Dante:

 S’io fosse quelli che d’amor fu degno,
del qual non trovo sol che rimembranza,
e la donna tenesse altra sembianza,
assai mi piaceria siffatto legno.
 E tu, che se’ de l’amoroso regno
là onde di merzé nasce speranza,
riguarda se ’l mi' spirito ha pesanza,
ch’un prest’arcier di lui ha fatto segno,
 e tragge l’arco che li tese Amore,
sì lietamente, che la sua persona
par che di gioco porti signoria.
 Or odi maraviglia ch’el disia:
lo spirito fedito li perdona,
vedendo che li strugge il suo valore.

 

 

 

[ origine della cittazione: perché ]


 

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