Guglielmo Giannini

Monocolo stile Belle Époque, così si fa ritrarre nella foto ufficiale dell’albo dei Costituenti Guglielmo Giannini, un soggetto che ha l’aria di essere alquanto eccentrico.
Un’eccentricità, a dir la verità, che crediamo un po’ affettata, ricercata. Questa sua nota caratteriale contraddice, infatti, un fenomeno politico che trova in lui il più strenuo difensore: il Qualunquismo.
In politica il qualunquismo ha una valore negativo perché definisce coloro che si trovano in posizione di indifferenza, di disimpegno nei confronti di tutto ciò che è il bene comune.

Guglielmo Giannini nasce a Pozzuoli, nel napoletano, il 14 ottobre1891.
In gioventù è uso all’arte di arrangiarsi, e infatti fa molti lavori, ma la passione per l’arte della scrittura  lo porta ad affermarsi come giornalista e ad arrivare nel 1914 alla direzione dell’Avanti! Cinematografico. Al termine della Grande Guerra, cui aveva partecipato, fonda nel 1919 il periodico cinematografico Kines, che ebbe una certa notorietà ma che lascia malamente per contrasti interni. L’ambizione al successo lo spinge a passare da critico di cinema e di teatro a scrittore di commedie, regista e scenografo, ottenendo anche una ragguardevole popolarità nel neonato genere giallo.

Una vita in giallo
Notevole il numero delle rappresentazioni teatrali, scritte, dirette e alcune volte interpretate con la sua compagnia: Mani in alto (1935); Supergiallo(1936); Il sole a scacchi(1940) 
Si cimenta anche con il cinema e tra i film ci piace ricordare Fermo con le mani del 1937, di cui scrive la sceneggiatura, poiché è anche il primo film interpretato da Totò, in cui l’attore si lancia in esilaranti gag e in motteggi che lo resero celebre ( quisquilie, pinzillacchere, etc...)
Tra gli altri film girati da Giannini, si ricordano: I grattacieli, Quattro ragazze sognano (1943), Il nemico (1942), Duetto vagabondo (1938).
Ebbe discreto successo come scrittore de La Folla- seimila anni di lotta contro la tirannide- pubblicato nel 1945, che dedica al figlio Mario morto nel 1942, in quella guerra da lui considerata catastrofica. Una perdita cocente per «un affare di Capi».
La Folla, è una critica tout court al sistema di partiti e alla situazione che in Italia si stava delineando dopo l’8 settembre 1943: contro i partiti del CLN, contro ogni ideologia e lo stesso sentimento di lotta antifascista, contro gli alleati-nemici… un testo-contro!
Nel dicembre del 1944 fonda il settimanale L’Uomo Qualunque, per l’uomo della strada, su cui Giannini spara a zero contro i partiti e la loro politica e contro ogni forma di statizzazione.
La funzione del governo è solamente quella del «buon ragioniere» dell’amministratore dello Stato, che deve fondare la propria etica sulla morale cattolica. Di ispirazione cristiana è anche la sua posizione nei confronti della creazione di un’Europa Unita.

“Abbasso tutti”
Si definisce uomo disimpegnato, né fascista, né tanto meno antifascista, e il suo è un «grido di dolore»* che lo porta a trasformare il movimento dell’Uomo Qualunque in partito: l’unico che avrebbe difeso gli interessi dei singoli cittadini che «vogliono vivere in pace, liberamente e in prosperità», senza costrizioni ideologiche.
Ai partiti ideologizzati si rivolge dicendo:«non ci rompete le scatole».
Il partito si diffonde rapidamente con la creazione dei nuclei del Fronte dell’Uomo Qualunque, formati  però da una base senza orientamento politico.
Eletto  nel Collegio Unico Nazionale, viene proclamato deputato il 18 giugno 1946, iscritto al gruppo parlamentare dell’Uomo Qualunque, vi rimane fino alla fine dei lavori.
Anche in Assemblea si occuperà di cinema, precisamente dell’industria cinematografica nazionale.

Per concludere vogliamo solo accennare che il Fronte dell’Uomo Qualunque non ebbe lunga vita, fu come una meteora: Giannini tenterà il colpaccio ai danni della democrazia cristiana, ma…
E qui ci fermiamo.

                                                                            
*titolo dell’articolo in cui Giannini preannuncia la formazione del partito dell’Uomo Qualunque

                                                                 vivi        

versione per la stampa