Giovanni Roveda

Giovanni Roveda è un operaio di 52 anni (è nato a Mortara in provincia di Pavia il 4 giugno 1894). Alle spalle una vicenda molto travagliata, come tutti in questa Assemblea, saremmo tentati di dire (ma è poi vero? Chi leggerà saprà). Operaio, sindacalista, tra i fondatori del PCdI, tra i capi del movimento di occupazione delle fabbriche.

Questioni di linea
E’ un uomo di corporatura molto robusta, Giovanni. O, per lo meno, lo è stato fino al 1928. In quell’anno il Tribunale Speciale lo condanna a 20 anni di carcere: lui per amnistie e condoni ne sconta solo 11. Tuttavia, “per mancanza di segni di ravvedimento”, sono costretti a mandarlo a Ponza, al confino. Da qui a Ventotene. In queste circostanze della sua vita, Giovanni deve aver seguito una dieta più che sobria: ha mandato, infatti, alla moglie e alla loro bambina le poche lire della “mazzetta” e ha sempre rifiutato il piccolo contributo in denaro del “soccorso rosso”. Quando, approfittando di una licenza, riesce a fuggire da Ventotene, tutti si accorgono che tra una cosa e l’altra ha perso oltre 40 kili!

Nomine, arresti, evasioni ed altro ancora
Col governo Badoglio è tra i commissari alle Federazioni sindacali. Dopo l’armistizio trova rifugio in un’organizzazione del Vaticano, ma nel dicembre del 1943 è nuovamente arrestato e tradotto a Verona. Evade dal Carcere degli Scalzi il 14 luglio 1943: l’azione, audacissima e sanguinosa, è organizzata dai GAP veronesi. Lo stesso Giovanni rimane ferito e nessun medico sarà capace di estrargli una pallottola che gli rimane dentro a costante ricordo. Caro Giovanni, noi non te lo vorremmo dire, ma nel futuro 1962, proprio quella pallottola scatenerà una flebite che ti condurrà alla morte.

Ma intanto…
Ma intanto la vita scorre in tutta la sua pienezza: ti vediamo così nella Direzione provvisoria del PCI per l’Alta Italia e dopo la Liberazione eccoti primo sindaco di Torino. Lo sei stato fino al 46 quando, eletto nel I Collegio di Torino nelle liste del Partito comunista, ti recherai a Roma, deputato alla Costituente. Ed ora ti accingi a prendere la parola, per commemorare la morte di un operaio.

                                                                         cli

 

Giovanni Roveda parla il
28 giugno 1946 > chi all'estero e chi... 

(continua)

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