giovani

Oh che bello, sei ancora qua.


D’ora in poi, ci prenderemo qualche confidenza.
Pensiamo di dare dei titoli, ogni tanto.
Con le loro stesse parole.
Dal discorso di insediamento di Saragat:

Giovani nel 22

Nella manifestazione di fiducia dell’Assemblea Costituente verso la mia persona sia permesso a me di ravvisare un omaggio a quella generazione intermedia la cui assenza, come classe politica,
si fa duramente sentire nella vita del Paese.

E’ un omaggio verso coloro che, giovani nel 1922, hanno raccolto con le loro deboli forze, ma con una fede stimolata dall’esempio dei loro padri,
la fiaccola della libertà e della giustizia.

Molti di questi giovani ne sono stati arsi
ed è per questo che pochi sono i superstiti:
tutti ne sono stati illuminati.



Bravo Presidente. Grazie per quei giovani.
E per tutti i giovani, di ieri, oggi e domani.

Dopo, si rivolge direttamente ai suoi colleghi:


Rapporto fra maggioranza e minoranza

Dietro di voi sono le sofferenze di milioni di italiani;
dinanzi a voi le speranze di tutta la Nazione.

Fate che il volto di questa Repubblica
sia un volto umano.
Ricordatevi che la democrazia non è soltanto
un rapporto fra maggioranza e minoranza,
non è soltanto un armonico equilibrio di poteri sotto il presidio di quello sovrano della Nazione,
ma è soprattutto un problema
di rapporti fra uomo e uomo.

Dove questi rapporti sono umani,
la democrazia esiste;
dove sono inumani, essa non è che
la maschera di una nuova tirannide.
(Applausi)

Che dire, a parte quel “fra uomo e uomo” che oggi perfino il più retrivo muterebbe in individuo o persona in omaggio al political correct femministese?

La democrazia non è soltanto un rapporto fra maggioranza e minoranza!
Intanto, oggi, potrebbe dire qualcuno, in Italia non c’è neanche più quello!

Ma siccome siamo serie, ci vengono alla mente parole di Donne.
Quelle della nostra politica.
Parole di oggi, di un paio di anni fa, per la precisione, poco prima di un Congresso, dove l’Udi, Unione Donne Italiane, deciderà di restare Udi, ma di chiamarsi Unione Donne In Italia.
Quella stessa Unione che era già nata da due anni, all’epoca di quella Costituente e che troveremo in quei file e in altre carte rigate, ingiallite.

Ma dicevamo, parole di questi anni.
E sono anni di guerre e sono anni di pace:

La pace non esiste senza democrazia,
la democrazia non vive senza le donne.


Senza altre parole. Per ora.

Torniamo a Saragat.
Anche perché il discorso si fa sempre più interessante.

La struttura sociale del Paese

Ecco perché, oltre che sui problemi
della struttura politica dello Stato repubblicano,
voi vi piegherete su quello
della struttura sociale del Paese.

Nel grande moto che spinge le classi diseredate
a rivendicare un destino meno iniquo
voi non vedrete una minaccia per la libertà,
ma al contrario,
la forza motrice del progresso,
solo che venga disciplinato
dalla saggezza dei legislatori
e non venga ostacolato
dall’egoismo dei ceti privilegiati.
(Vivi applausi)


Che si fa, ragazze? S’applaude. Stop.

Per le prossime parole, nessun titolo, sarebbero troppi:

Nella Repubblica democratica
la libertà politica e la giustizia sociale
trovano il terreno su cui possono integrarsi
in una sintesi armoniosa.

Tutta la vostra saggezza di legislatori
sarà quindi orientata alla ricerca
della formulazione più efficace, atta a tradurre
in termini concreti queste esigenze fondamentali
di ogni consorzio civile ed a favorirne
la pratica realizzazione.


Libertà. Giustizia. Formulazione. Esigenze. Favorire. Realizzazione. Sentiamo già la eco di ciò che verrà.



Delle parole di una Costituzione che ancora nata non è.
Di ciò che allora era solo futuro.
E che per noi è passato presente. Per cui lottare.

Torniamo al futuro e alle parole di Saragat:

popolo che ha gli occhi fissi

Alla volontà di potenza, scaturente
dall’egoismo sfrenato di singoli
e dei gruppi politici ottusi al senso di libertà,
voi opporrete la potenza della volontà libera, imponendo a voi stessi i limiti invalicabili
segnati dalla coscienza morale.

Voi renderete in tal modo un incalcolabile servizio alla causa dell’evoluzione sociale e politica
di un popolo che ha gli occhi fissi
su questa Assemblea, dalla cui condotta
trarrà norma per la propria condotta.

 
Quella era una casa di libertà. 

E noi terremo gli occhi fissi.
Grazie, Giuseppe.
A dopodomani.
Che è un altro giorno, dove troveremo chi all'estero e chi fuori di testa...

 

 

 

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