Le parole del nostro Emilio hanno scatenato la necessità di chiarimenti, puntualizzazioni, repliche e risposte.
La senti anche tu quest’aria incandescente in aula?
Ecco ora l’onorevole Russo Perez (dello stesso Gruppo del Nostro Qualunque...) che si alza a prendere la parola perché, ancora una volta, il Presidente gliene ha dato facoltà:
breve
Mi permetto dare una breve risposta,
oltre quella data
dal Presidente del nostro gruppo,
onorevole Giannini,
all’onorevole Lussu.
Oh! Sta rispondendo ad Emilio.
Ho capito.
dargli una prova
Noi non l’abbiamo interrotto ieri,
nonostante questo avvenga qualche volta
in questa Assemblea.
Non l’abbiamo interrotto
per dargli una prova
del nostro alto senso di democrazia
e di rispetto all’altrui opinione.
Un onorevole interruttore mancato!
Peccato evitato.
Questa la capisci solo se hai letto Emilio.
Ma se sta qua, l'ha letto...
Ah, già...
scelgo la parola
Non gli abbiamo risposto,
anche perché l’onorevole Lussu
è conosciuto certamente
come un uomo di ingegno,
ma anche come un temperamento
(scelgo la parola) esuberante,
quindi l’Assemblea sa che
quando l’on. Lussu muove delle accuse,
bisogna sempre accoglierle
con il beneficio dell’inventario.

Come i più sanno, siamo un po' partigiane quando si parla di Lussu...
Ma questi dell'Uomo Qualunque hanno proprio il dente avvelenato! (vivi)
Uomo d'ingegno... esuberante... beneficio dell'inventario. Però! (mac)
È troppo dire che sta commettendo un reato di lesa maestà? Ma come si permette… (roc)
fiore di gente
Noi non ci siamo difesi
da questa vaga ambigua accusa
di neo fascismo,
perché non era il caso di difenderci,
perché in mezzo a noi
c’è fiore di gente che ha tali titoli
di sano antifascismo,
che ha così coraggiosamente
saputo combattere nell’ora del pericolo,
da potere sdegnare queste facili accuse.
Caro il nostro Russo Perez, le idee, i principi, le prese di posizione non sono mai state il piatto forte del vostro partito! Che siate ondivaghi, questo è sicuro! (vivi)

la gara
Non ci vantiamo
del nostro antifascismo
unicamente perché
era bene vantarsene
al tempo in cui vantarsene
apportava dei pericoli,
non ora che apporta dei vantaggi,
e come prima
c’era la gara al più nero,
ora
c’è la gara al più rosso.
(Applausi a destra).
Facciamo comunque tesoro delle sue parole in sé considerate:vantarsi di essere.... era bene al tempo in cui vantarsene apportava dei pericoli, non ora che apporta dei vantaggi... Non vi fa venire nulla in mente? (mac)
Perché? quella su... la gara al più nero.. la gara al più rosso? (em)
e noi guardiamo
Noi accettiamo l’invito dell’on. Lussu,
anzi non abbiamo avuto bisogno di aspettarlo,
perché coloro che dirigono il partito
hanno già sentito il pericolo
e hanno dato i provvedimenti necessari
ad evitarlo, e noi guardiamo la base.
Base per altezza, prodotto diviso due... scusate scusate (mac)
la cima
L’on. Lussu, con garbo,
ha parlato di base della piramide
per escludere appunto noi
che ne siamo la cima,
pensando che il pericolo sia alla base [...]

La base della piramide. Ah, giusto, quello era il rettangolo. (mac)
No, veramente quello è il triangolo. (em)
Una voce. No, siete voi il pericolo
Eccolo qua un turbolento irriguardoso! (cli)
Ma l’egregio Uomo Qualunque non si scompone e continua:
malefatte all'attivo...
Noi ci pensiamo,
noi provvediamo,
e se ci sono persone
che hanno al loro attivo malefatte
nel periodo del regime fascista
noi le escludiamo senz’altro.

analoghe
Però preghiamo tutti i dirigenti
responsabili degli altri partiti
di fare analoghe ricerche
nelle loro file
e di emettere gli stessi provvedimenti.
(Applausi a destra).
Parole sante!
Parole qualunque, ma sante... (mac)
tutte le volte
Esporrò poi le ragioni
per le quali noi dissentiamo
dal programma di questo Ministero:
un dissenso che, come bene ha detto
il nostro Presidente,
non sarà sistematico,
giacché noi siamo pronti a dargli
il nostro appoggio tutte le volte
che sarà necessario
nell’interesse della Patria.
Staremo a sentire... (vivi)
Non ci fasciamo la testa prima di rompercela. (mac)
La risoluzione della crisi,
secondo me,
non è stata quella
che la situazione del Paese
imponeva
né quella che risponde
allo spirito delle leggi che ci governano.

La maniera come è stata risolta la crisi
non poteva che essere in funzione
del concetto che si aveva
dei diritti e dei doveri del Ministero
in confronto ai diritti e ai doveri
dell’Assemblea Costituente.

O politica di largo respiro,
o politica di ordinaria amministrazione.
Gli uomini preposti
alla risoluzione della crisi
hanno scelto
il primo corno del dilemma:
politica di largo respiro;
ed hanno fatto male,
secondo me,

perché,
se il voler legiferare
su importanti materie
di ordine economico e sociale
(e di conseguenza politico)
è in una certa armonia
con la lettera
di quel decreto-legge 16 marzo 1946
che voi stessi vi eravate preparati,

io domando
alla profonda coscienza
di ciascuno di voi
se non è vero
che il voler fare,
durante i pochi mesi di vita
di questa Assemblea,
una politica di largo respiro
non sia in contrasto
con il fatto storico che viviamo,
con l’Assemblea sovrana,
eletta dal popolo in libere elezioni.
Con quel famoso decreto-legge
si riservava a voi,
per delega,
un ampio diritto di legiferare;
ma la delega non c’è stata.

E meno male che non sono politici di professione, eppure questo discorso non disdegna quel "politichese" che i Qualunque dicono di aborrire.
Chissà quanto il loro uomo della strada lo avrebbe capito. sigh! (vivi)
Sempre il decreto luogotenenziale... E siamo ancora al 18 luglio 1946.
Avevano il dente un po' avvelenato, eh? E come dargli torto? Erano la prima Assemblea italiana eletta a suffraggio universale e si vedevano sottratto dal Governo il potere di emanare le leggi. Ma non glielo permetteranno comunque!!! (roc)
E c’era l’on. Calamandrei
- la cui faccia tranquilla ben nasconde
l’arguzia dello spirito –
che voleva,
con un piccolo voterello
dell’Assemblea,
sanare
questo grave difetto.

a noi soltanto
Il Governo,
a cagione della nostra delega,
mentre noi
non l’abbiamo data,
mentre noi
non eravamo ancora nati
quando la legge fu fatta,
dovrebbe lasciare
a noi soltanto
il compito di legiferare
in materia elettorale,
di trattati con l’estero e
di Costituzione dello Stato.

sigh!
Beh, ragione, c'ha ragione...
Che poi lo dica per i suoi irragionevoli motivi... (mac)
o per lo meno sfiora
Orbene,
avendo ascoltato
le dichiarazioni del Governo
in molti dei problemi
che esso ha detto di voler risolvere,
voi
non avete visto qualche cosa
che incide profondamente
o per lo meno sfiora
problemi di indole costituzionale?
Per esempio,
come ha accennato
il Presidente del nostro gruppo,
quello della proprietà?
l'altra sponda
Onorevoli colleghi dell’altra sponda,
che potrebbe essere la destra
e potrebbe essere la sinistra
secondo il posto da cui si guarda
- anzi, dato che siamo seduti su questi scanni,
sarebbe questa la sinistra –
non crediate che siamo dei reazionari.
Sp-onda su sp-onda, il mare vi porterà alla deriva... (vivi)
modesti
Noi tutti
siamo modesti lavoratori,
avvocati, medici, professori, giornalisti,
e credo che
se c’è qualcuno di noi
che possiede un pezzetto di terreno,
questo è così piccolo
che lo si può girare in tre o quattro minuti.

specialmente
Noi non siamo contrari ad alcuna riforma
nell’interesse di tutte le classi lavoratrici,
e specialmente delle classi medie,
di tutte le classi lavoratrici.
un feudo esteso
Anzi, vi dirò che è mio pensiero
che la proprietà posseduta
soltanto nell’interesse proprio
non dà al proprietario il diritto di conservarla,
perché il concetto della proprietà
dello Stato moderno si è talmente evoluto
da non potersi più accettare il vecchio concetto
per cui il proprietario poteva anche
lasciare che un feudo esteso
per migliaia di ettari
non fruttificasse, senza che
nessuno potesse dirgli niente.
Qualcuno si vuole sbizzarrire sull'evoluzione del concetto di proprietà nello stato moderno? (cli)

Ok, parlava di un altro Paese, non del nostro.
"La proprietà posseduta soltanto nell'interesse proprio non dà al proprietario il diritto di conservarla"? Se lo sentisse qualcuno, e non lo nominiamo..., lo annovererebbe tra quei sovversivi dei comunisti e dei no global. Allora non sono solo i socialisti e i comunisti di quella generazione che si staranno rivoltando nella tomba all'idea di quello che è diventato il cosiddetto Stato, con la fame di potere e di denaro che ha portato la cosiddetta classe dirigente a fare della corruzione e dell'accaparramento delle ricchezze uno standard di vita. (roc)

profondamente
Quindi
noi siamo con voi
dove si tratterà di dare al Paese
riforme tali che assicurino
alle classi lavoratrici
un grado di benessere
che sin qui esse non hanno raggiunto;
ma
vorrei che ognuno di voi meditasse,
come io tante volte ho meditato,
su un problema che profondamente ci divide.

possibile
Io ho detto:
ma è possibile
che il torto stia tutto
da quella parte?

È possibile che 4 milioni di cittadini in Italia
e tanti milioni all’estero credano,
abbiano fede in quel partito politico?

Io ho meditato e mi sono chiesto:
come è mai possibile
che un esercito
che si senta schiavo
di un Governo autocratico
possa combattere così valorosamente
come ha combattuto l’esercito russo?

Nessuno di noi,
uomini d’ingegno, anche mediocre,
ha potuto credere alla storiella
dei commissari del popolo
che minacciavano i soldati con la pistola.
Dunque, meditando, ho detto:
qualche cosa della verità
deve esserci anche su quei banchi.

Studiamo, facciamo che questa verità
sia anche nostra.
Ma anche voi dovete fare lo stesso.
In quanto a chiarezza continua a lasciare un po' a desiderare..
Non riesco a stargli dietro!! (vivi)
Ma lo senti? Li invitava a studiare...
È vero, parla di altri argomenti, di rispetto delle opposizioni, di conoscere realtà diverse da quelle del partito di appartenenza.
Parole che oggi sembrano fuori dal mondo.
Penso all'infantilismo odierno, di una e dell'altra parte...
Penso a tutto quello che è ruotato intorno alle elezioni 2006 per Presidenti di Camera e Senato...
Che impressione che fa, a volte, vedere certa gente comportarsi come bambini offesi e dispettosi... (roc)

voci nuove
Perché voi dovete credere
che l’errore stia tutto dalla nostra parte
e non avete voluto ascoltare fin qui
- e voi che avete composto il Governo
non avete voluto ascoltare
nella risoluzione della crisi –
queste voci nuove
che vengono dal Paese
e che si sono espresse
con un milione e mezzo di voti?

Che cosa significano queste voci?
C’è qualche cosa che voi
non avete voluto sentire.
Noi abbiamo cercato di farvele ricordare
in tutti i modi, e anche nei modi più impensati,
anche con le nostre votazioni.

sempre fra voi
Ma voi non avete voluto sentire
e avete creduto di poter fare,
sempre fra voi,
un Governo
che è composto sempre
dagli stessi tre partiti.

chi corre di più
Era più rispondente al pensiero del Paese
che il Governo fosse stato tutto
nelle mani del partito democratico cristiano,
con qualche appoggio
dei partiti di centro e dei partiti di destra:
perché nonostante
la vostra ben conosciuta
gara programmatica “a chi corre di più”
coi partiti estremi,
è certo che
il Paese non vi ha dato 8 milioni di voti
perché voi incoraggiate
il movimento dei partiti estremi
verso la conquista del potere,
ma anzi
ve li ha dati per controbilanciarne la spinta.

più logico
E se volevate fare una politica di largo respiro,
sarebbe stato anche più logico,
non riuscendo questo tentativo,
che i social - comunisti assumessero da soli
il peso e la responsabilità del Governo.
Largo respiro... a dir la verità, qui sono rimasta in apnea per seguire tutte le tue circonlocuzioni. Prendo un po' di fiato. (vivi)
Aspetta e sentirai... (mac)
gabinetti di coalizione
Poche settimane or sono,
lo stesso on. Nenni,
al congresso di Milano,
ha detto:
“Io sono contrario per principio
ai gabinetti di coalizione
appunto perché essi,
dovendo tener conto
del parere discordante
dei vari coalizzati,
non possono fare
una politica di largo respiro”.

come mai
E come mai adesso
si è convertito
ancora una volta
al gabinetto di coalizione?
È proprio perché egli ha detto
(lo abbiamo letto sul suo giornale)
che il Governo intende fare
una politica di largo respiro?
Posso dire una parola in difesa di Nenni?
La sua vita è stata improntata e votata all'unità dei socialisti e la sua grande utopia è sempre stata quella di vedere i lavoratori lottare uniti e non divisi in gruppi di potere.
In quegli anni difficili le sue scelte sono state sempre per l'unità e per il risorgere della Patria, dopo essere stato un fervente sostenitore della collaborazione tra le forze antifasciste per porre fine alla guerra.
Oggi preferisce collaborare con i partiti di Governo piuttosto che andare all'opposizione e creare elementi di contrasto tra forze politiche molto forti e con un largo seguito nella popolazione italiana. (roc)
Beh, non credo ci sia qualcuna tra noi intenzionata a disconoscere il valore di Nenni nella Storia e nella Politica italiana.
Se mai, fatta la tara, inseriti tutti i distinguo, mollata a tempo giusto la frizione, nessuno può pensare che "stiriamo" molto la Storia se leggiamo queste parole, anche alla luce dell'oggi, della cronaca politica italiana, delle ampie coalizioni odierne, no? (mac)
Ehi voi due, la volete far finita? (voce fuori campo)

forte impulso
La verità è un’altra:
il Governo avrebbe dovuto
fare soltanto
una politica di ordinaria amministrazione
col concorso di tutti i settori della Camera,
dando un forte impulso
perché la Costituente
compisse i suoi lavori in un tempo
anche più breve di quello prescritto dalla legge.

Ah! Adesso si è capito: un governo con sole funzoni amministrative e non un governo politico di larghe intese, né la proposta fatta da Piero quando ha espresso i suoi dubbi! Uff. (vivi)

Però non bisogna dimenticare che sempre di Governo provvisorio si tratta. Sarà uscito dalla Resistenza - non il primo, ne ha alle spalle alcuni, vedi il Governo Parri - ma è pur sempre provvisorio!
Comunque, qui mi fermo, se no quella mi richiama di nuovo.
Diciamo che mi prenoto. Va bene? (mac) 
*
...poiché qui, io penso,
bisogna fare qualche cosa di costruttivo,
propongo al Governo che
(...)
voglia intendere
come un obbligo,
per lo meno morale,
la facoltà
(...)
di sottoporre all’approvazione
dell’Assemblea
tutte quelle leggi
che a suo giudizio
eccedano i limiti
dell’ordinaria amministrazione.

Sono il primo siciliano
che prende la parola
in questa Assemblea
e non posso fare a meno
di parlarvi della Sicilia.

ormai minore
Il problema meridionale esiste
ed è ormai minore l’interesse della Sicilia
a risolverlo
di quanto non sia l’interesse
dell’Italia intera.
Il nostro Uomo qualunque è un torrente di parole.
Non prende fiato neanche quando cambia argomento! (vivi)
On. Persico,
non soltanto i Capi del Governo
che si sono succeduti dal 1860 ad oggi
hanno fatto soltanto delle vane promesse.
Credo che anche voi,
che avete partecipato al Governo,
non avete fatto nulla
e non avete cercato di ottenere nulla
dai vostri colleghi del Governo.

gocce ne sono cadute
Non aspettate la goccia,
amici dell’Italia peninsulare;
gocce ne sono già cadute abbastanza
ed il vaso è traboccato.

Non crediate,
solo perché
il Movimento per l’indipendenza della Sicilia
ha portato alla Costituente tanti deputati
quanti se ne possono contare
sulla punta delle dita,
che tutti gli altri siciliani
nati da padre e da madre siciliani
vogliano trascurare il dovere
di difendere, ad ogni costo,
gli interessi negletti,
offesi della loro terra.

si è vista regalare
Guardate un po':
la Sicilia, estranea,
si è vista regalare
dal Nord d’Italia i moti sovversivi del 1919-1921,
senza che essa vi partecipasse
in senso favorevole o in senso contrario;
si è vista regalare
Mussolini e il fascismo nel 1922;
si è vista regalare
l’antifascismo e l’Esarchia nel 1943-1945;
si è vista regalare
la Repubblica nel 1946,
senza che i suoi sentimenti fossero indagati
e i suoi interessi presi in considerazione.
Negli anni a venire, quanti amari compleanni, cara terra di Sicilia... (vivi)
Eccoli qua che riprendono a scaldarsi.
Stavolta Russo Perez non ignora e ribatte:
Ho sentito qualche voce che parla di Repubblica.
Desidero dire a questo proposito:
io sono monarchico!
Chiediamo come la Sicilia ha votato.
RUSSO PEREZ. La maggioranza dei siciliani
si è schierata per la monarchia.
FINOCCHIARO APRILE. Ma in Sicilia
vogliamo la Repubblica siciliana!
(Rumori - Commenti).
Le due Sicilie!!! (vivi)
Questa è troppo forte, vivi. Complimenti. (mac)
l’on. Finocchiaro Aprile farà noto il suo pensiero.

Io faccio noto il mio;
e siccome sin da quando sono nato
sono vissuto in Sicilia,
credo anche di conoscere un po’
i miei conterranei!
Voglio dire questo:
la Sicilia
ha accettato lealmente la Repubblica
e la Repubblica lealmente servirà,
come la servirò io,
perché se la Repubblica è un fatto,
la Repubblica è l’Italia,
e chiunque ama le proprie idee
più della propria Patria
non può dirsi che ami veramente la Patria.
(Applausi a destra)
Sarà allora questa la ragione che ha spinto l’onorevole Bossi a costituire la Lega e a sognare l’autonoma Padania?
Corsi e ricorsi storici diceva quel certo Vico (cli)
Né è vero,
amico Finocchiaro Aprile,
che vivi e incarni e servi il tuo ideale,
non è vero che l’animo della Sicilia,
per i torti ricevuti,
si sia staccato dall’animo italiano.
Noi siamo legati ancora all’Italia
più per quello che le abbiamo dato
che per quello che ne abbiamo ricevuto,
dall’unità al linguaggio,
perché tutto ciò che in volgare si scrisse
prima di Dante si chiamò siciliano,
per le decine e decine di migliaia di morti
che hanno impastato del nostro sangue migliore
le pietraie del Carso.
![]()
Ma consentite, fate,
amici, fratelli del Nord d’Italia,
che noi possiamo ancora continuare ad amarvi.
Mi consenta...
C’è stata rimproverata, ad esempio,
la mancanza d’iniziativa.
Ci si è detto: E’ colpa vostra
se vi trovate in queste condizioni!”.
Non è vero!
Ognuno di noi,
vecchi siciliani,
potrebbe citarvi decine di episodi significativi.
Io ve ne cito uno soltanto:
nel 1915 un mio concittadino ebbe il fegato
di impiegare milioni (milioni di quel tempo)
per fare sorgere a Palermo,
accanto al vecchio forte,
ora distrutto, di Castellammare,
un proiettificio, che anche Ansaldo
poteva ammirare.
Amici,
la verità documentata è questa:
durante tre anni di guerra
non gli si fece fabbricare,
coi pretesti più vari,
un solo proiettile da 149.
La storia è antica, certo avremmo qualcosa da ridire sul proiettificio, ma un po' di sano meridionalismo non guasta! (vivi)
Siamo con te!
Siamo sicure che sia proiettificio? (mac)
Sineee.
calarono... comprarono... portarono via...
Finì la guerra,
calarono gli industriali dal Nord,
comprarono il macchinario
coperto di ruggine e di ragnatele,
se lo portarono via
e tutto fu finito!

Dunque occorre che voi,
voi del Governo, provvediate.
E vi faccio una richiesta di carattere pratico.
Le parole non giovano a nulla.
Quando il Governo era a Salerno,
il nostro Consiglio dell’Ordine degli Avvocati
pensò
che vi erano migliaia di persone
che giacevano in carcere
in attesa del giudizio della Corte di Cassazione.

I ricorsi non potevano essere smaltiti
perché eravamo separati, disgraziatamente,
da Roma e dal resto d’Italia.

Ed allora mandammo due nostri colleghi
a conferire col Ministro di Grazia e Giustizia
perché concedesse,
anche temporaneamente,
quella sezione staccata della Corte di Cassazione
che fu concessa a Milano.
partiti e tornati
Ebbene, il Ministro disse:
“Ma che volete? Che cosa pensate?
Se io debbo convocare i capi di collegio,
volete che li mandi a cercare in Sicilia? Niente!”
Ed i miei colleghi tornando mi dissero:
“Siamo partiti unitari,
siamo tornati separatisti”.
Questa volta ascoltiamo in religioso silenzio. (vivi)
(...)
io raccomando al Governo
e raccomando all’Assemblea
di prendere veramente a cuore
gli interessi di quest’isola generosa

cuore di bambini
Vi assicuro
che il cuore dei siciliani
è cuore di bambini.
Basta un piccolo dono
perché voi lo conquistiate.
E qui ci sono molti siciliani che lo sanno.

non un novellino
Onorevoli colleghi,
ho preso la parola ora,
ma avrei voluto procrastinarla nel tempo,
per farmi un po' meglio all’ambiente,
specialmente dopo le sfuriate fatte da taluni
quando parlò, non un novellino,
ma Francesco Saverio Nitti.
E c'ha ragione...
stare guardiani
E dicevo tra me e me:
ma qui bisogna stare guardiani,
specialmente per uno di noi
che appartiene ad un gruppo
non molto teneramente amato [...]
GIANNINI. Bisogna essere stimati, non amati.
Parole sante! (vivi)
non potrei dire
qui si è quasi impedito
di parlare a un Nitti,
mentre egli diceva delle cose vere,
non potrei dire
se ugualmente utili.
Naturalmente, dopo l'interruzione di Giannini, è sempre Russo Perez...
Comunque venivano dalla sua bocca
e occorreva ascoltarle.
Credo che tutti
abbiamo tanta memoria
da ricordare quello
che è avvenuto due giorni or sono.
Pure noi. Come si fa a scordare the picconator...
Quindi avrei voluto farmi all’ambiente,
studiarne il modo di reagire,
vedere se veramente la democrazia
abbia fatto molti progressi
e lo spirito di tolleranza
ed il rispetto delle opinioni altrui
sia veramente nell’animo di tutti.
Capirai, dopo sessant'anni ti potremmo dire...
Ho dovuto prendere la parola subito
perché debbo fare una proposta concreta.
figuratevi
Critiche pochissime,
e non conviene neanche farne,
perché
si tratta di una materia delicata:
si tratta di politica estera;
e anche perché sono convinto
che l’on. De Gasperi non ascolterà
il consiglio dell’on. Nitti:
figuratevi se potrà ascoltare il mio
di lasciare ad altri
il grave pondo della politica estera.
Pondo? E' scritto proprio così, pondo? (mac)
Sineeee.
Pondo, nel senso di peso, pondo ponderare pondererò?
Che carino! (mac)
Sssttt citta citta!
DE GASPERI: Prego di fare proposte concrete.
Io devo fare una proposta concreta;
Anche noi che trascriviamo, amico nostro, speriamo, aneliamo il momento di questa proposta concreta! (cli)
quelli che si è soliti
e vorrei che voi trovaste
l’uomo autorevole
che possa tentare di ottenere da quelli
che si è soliti chiamare Alleati
qualcosa di più.
Trovare l’uomo…come Diogene con la lanterna? (cli)
Comunque,
siccome sono convinto
che voi rimarrete al vostro posto
e tutelerete gli interessi dell’Italia
con quell’ardente spirito patriottico
che è mia onestà riconoscere
nei vostri accenti e nei vostri propositi,
non voglio dir nulla
che possa menomare
la vostra figura dinanzi a coloro
con cui voi tratterete
- se la parola “trattare” può usarsi in questo caso.

le accuserelle
Non voglio neanche ripetere
le accuserelle
mosse dal giornale di un partito
molto vicino a quello del Presidente
ed a cui appartiene colui
che dovrebbe succedergli
nel posto di Ministro degli Esteri.
A chi si riferisce? Roberta, please, tu che sei l'esperta, ci illuminerai con due parole due sul nome e le accuserelle? (cli)
Vi illuminerò... di meno. Ma domani. (roc)
mi è scappata
Voglio dire qualcosa di generale
per richiamare la vostra attenzione sul fatto
che noi non abbiamo saputo preparare il clima
entro cui i nostri legittimi interessi
potessero essere rispettati dallo straniero
- mi è scappata la parola, ma è la verità.
Ora tu immagina uno come Russo Perez che ci scappa la parola...
un altro tallone
Per esempio
si è proclamato festivo
il giorno in cui
al durissimo tallone tedesco
si sostituiva
sul suolo della Patria
un altro tallone straniero,
sia pure meno duro.

(...)
Al tempo delle torture
vi era un medico incaricato
di assistere il torturato
per stabilire quanti tratti di corda
potesse ancora ricevere
senza esalare l’ultimo respiro.
Persone rivestite di cariche altissime
e anche persone non rivestite di cariche altissime,
come l’on. Lussu,
hanno affermato che per noi
le colonie sono un peso.

impastate dal sangue
Amici miei!
Ma, le colonie sono sassi e sabbia e nulla più per noi?
E se pesano
a taluni i campi, le strade,
impastate dal sangue dei nostri coloni,
gli pesano
anche i cimiteri dove riposano
le ossa dei nostri morti,
morti borghesi, morti proletari,
tutti fiore del sangue italiano?
E vai, ci mancava solo l'impasto col sangue, per oggi... (mac)
Ah! Insano nazionalismo... (vivi)
siffatto
E che impressione può fare all’estero
un modo di pensare e di esprimersi siffatto?
Che cosa diranno coloro che ci trattano
come una bestia da macello da scannare?
Ecco, pure le bestie da macello.
Mi è venuta fame. Sospendiamo? (mac)
Siamo alla fine, coraggio.
occupazione si chiama
Diranno:
“Se loro piace, se ci adulano,
se proclamano che
anche il giorno dell’occupazione
- secondo i termini dell’armistizio
si chiama “occupazione”-
è giorno festivo,
continuiamo ancora;
essi non reagiranno”.
Dunque, bisognava difendere gli interessi dell’Italia
con tono più virile e più coraggioso
e - lasciatemelo dire - più italiano.
Ma che bisogna fare?
...sangue italiano, ahinoi, virilità italiana... (vivi)
se nessuno
Siamo d’accordo,
le dimostrazioni di piazza,
specialmente se incomposte e violente,
giovano poco.
Ma se nessuno grida,
se nessuno protesta il nostro diritto offeso,
come ci si difende?
Volete togliere al nostro popolo
anche il diritto di protestare?
Per carità...
effimero
Il Times,
ricordato anche oggi,
dice che
il nostro concorso alla vittoria
è stato effimero.
Il Times
però non ricorda che
una delle ragioni,
e forse non ultima,
della loro vittoria su di noi
è stato il profondo
nostro generale dissenso
per questa pazza guerra
scatenata dal fascismo.
mmh...
maggior contributo di sangue
Il nostro concorso poi
è stato quello che gli alleati
ci hanno concesso di dare,
e ricordo che noi
abbiamo chiesto formalmente
di poter dare
un maggior contributo di sangue.
Roby, lo so che stai pensando alla Fratres...
Non ti distrarre... (mac)
Si ripete
d’altra parte
che non ci sono impegni.
Ma forse la Carta Atlantica
non ha più valore?
E non costituisce un impegno d’onore
dinanzi alla coscienza del mondo civile?

intatto e immacolato
Oppure veramente
l’onore è qualcosa di particolare
e di diverso per gli uni e per gli altri,
sicché ciò che macchia il nostro
lascia intatto e immacolato l’onore degli altri?
Siamo buoni custodi del nostro onore;
gli altri custodiscano il loro come vogliono.
perduto
E allora io enuncio all’Assemblea
questo mio punto di vista:
noi abbiamo perduto la guerra,
siamo pronti a pagare.
fatto
Ma noi non abbiamo fatto una sola guerra,
ne abbiamo fatte due,
e anche la seconda è stata preceduta
da una formale dichiarazione.
prima
Noi abbiamo fatto la prima guerra
contro le Nazioni Unite
e l’abbiamo perduta.
seconda
Abbiamo fatto con loro la seconda
in qualità di cobelligeranti contro la Germania
e l’abbiamo vinta.
Se siamo stati cobelligeranti,
evidentemente siamo stati anche,
scusate il neologismo,
convincitori.


Si è detto:
“Siamo stati buoni,
abbiamo fatto qualcosa per voi,
trattateci bene”.
Anche nel messaggio
del Capo provvisorio dello Stato
si parla di richiamo ai sacrifici fatti.

Allo stesso modo, press’a poco,
si è espresso il Presidente del Consiglio
on. De Gasperi nell’ultimo memorandum
diplomaticamente inoltrato a Parigi.
Non v’è nulla
che faccia pensare
che questo problema sia stato visto
dal punto di vista giuridico:
si parla soltanto dei crediti
che l’Italia vanta dalla Germania.

Unicamente
l’acume giuridico
e il grande cuore
di Vittorio Emanuele Orlando
hanno sfiorato il problema
quando egli ha detto:
“Che importano le parole,
quando vi è
il fatto generatore
del più sacro degli impegni,
il fatto
che ci fu chiesto e fu accettato
un contributo di sangue?
Non diventava questo, per sé solo, un obbligo?
E come è possibile rinnegarlo?”.
Oh, queste parole di Orlando me le ricordo.
Le abbiamo segnate pure noi, no? (mac)
Beh, certo, c'eravamo. Citta, mo.

Dunque,
noi abbiamo vinto
insieme alle Nazioni Unite
la seconda guerra,
quella contro la Germania.
C’è o non c’è il diritto alle riparazioni?

È materia fluttuante,
perché
parlare di diritto
quando si parla di guerra
è quasi un non senso.
Parole sante. (mac)
Ma comunque si sceglie un sistema.
Eh!
Gli antichi, ai tempi omerici,
scannavano i vecchi e portavano via le giovani,
depredavano le case e poi le bruciavano.
Oh!

Adesso c’è il cambio imperativo,
si stampa moneta che non vale nulla,
si comprano tutte le cose utili
che ancora rimangono e poi, per giunta,
vengono le espoliazioni e le riparazioni.
Carina questa del cambio imperativo.
Mi fa venire in mente Maastricht.
Si scrive così? (mac)
Un sistema è stato scelto.
Si ha diritto alle riparazioni.
Dunque,
la Nazione che vince
ha diritto di ripetere le riparazioni
dalla Nazione che perde;
e mi piace ricordare quanto ho letto
ne L’Unità dell’11 luglio,
cioè che il signor Molotoff, a Parigi,
ha formalmente dichiarato,
parlando proprio della Germania,
che vanno date le riparazioni
alle Nazioni che hanno sofferto
in conseguenza della guerra.
Ripetere nel senso di richiedere, viene dal latino... (mac)
Vabbé!...
Ma questo non è quello delle bombe? (cli)
Mi sa di sì. Le segretarie della Costituente gli avranno regalato due F al posto della V. (mac)
Posso dire una cosa politcal scorrect? Questo, co sta storia delle riparazione e ri...petizioni mi ha scucciato. Io lo taglio. (mac)
Dopo tutta sta fatica? e no! (almeno tre)
E allora dobbiamo dire:
noi abbiamo accettato che voi svolgeste
le trattative di pace con l’Italia
preliminarmente perché credevamo
che in effetti questo sarebbe stato un dono;
adesso vogliamo che le trattative di pace
con noi quale potenza sconfitta da voi
e quale potenza convincitrice della Germania
debbano aver luogo contestualmente.

Ronf ronf (mac)

Poi diremo: noi siamo un popolo generoso;
non vogliamo infierire
contro un popolo vinto e dissanguato;
e siamo anche un popolo intelligente
e pensiamo, perciò,
che non sia interesse del vincitore
uccidere un moribondo,
quindi siamo disposti ad attenuare
le cifre delle riparazioni
ma se e in quanto voi
sarete disposti ad attenuare
le cifre e le riparazioni che chiedete a noi;
e siamo disposti anche a portarle al limite zero,
se voi farete lo stesso nei nostri riguardi.
Uccidere moribondi vinti e dissanguati.
Io questo lo ammazzo con le mie mani. (mac)
Torna a nanna, mac, non è niente.
Occorre porre il problema così
ed è questo l’ordine del giorno che sottopongo,
col consenso del Governo, nelle forme di legge,
all’approvazione dell’Assemblea Costituente:
Ooohh..
“L’Assemblea Costituente chiede
che il Governo consideri senza indugio
dal punto di vista giuridico
la questione della cobelligeranza
e la proponga agli Alleati nella forma
che sarà creduta più opportuna,
abbinando il problema
delle riparazioni passive con quelle attive;

chiedendo che le trattative della pace
con l’Italia e con la Germania
avvengano contemporaneamente,
e sostenendo sotto questo aspetto
la necessità e la legittimità
di una nostra partecipazione alle trattative
con una rappresentanza propria,
sicché si possa addivenire
ad una pace unitaria
che armonizzi gli interessi delle Nazioni Unite
con quelli dell’Italia
e la futura pacifica convivenza
delle Nazioni amanti della pace”.
Guido era molto ferrato in diritto amministrativo ed economia.
Purtroppo, il saldo politico sarà infausto per l'Italia. (vivi)
Oh, Camilla Bensa... che ti pensa! (mac)
Ma che le prende? Fatela dormire, per carità...
Amici, onorevoli colleghi,
quando avremo fatto ciò
ci troveremo in migliori condizioni
per decidere se la pace
debba essere accettata oppure no.

Secondo me, dal tono, sta per finire...
È un problema che dovrà essere discusso
con saggezza, senza gesti impulsivi,
ma dovremo pure affrontarlo un giorno.
Eh, sapessi...!
Gli Alleati potranno dire di no
alla nostra proposta ma,
dal punto di vista giuridico, di fronte al mondo,
si troveranno in condizioni difficili.
Di fronte al mondo. Sì.
E nessuno dica, per l’amor di Dio,
che questo è nazionalismo,
a meno che non si voglia sostenere
che il famoso agnello della favola di Esopo
fosse prepotente in confronto al lupo.
L'agnello e il lupo... Esopo... (mac)
Oh, finalmente si è addormentata...
È nazionalismo, anzi imperialismo,
quello delle Nazioni ricche
che vogliono togliere alle Nazioni povere
quel poco che ancora resta loro
per malamente sfamarsi.
Ecco.
quel poco
Non è nazionalismo, ma soltanto
sano amore di Patria,
che noi abbiamo il diritto e il dovere
di alimentare nel nostro animo,
cercare di salvare quel poco
che legittimamente ci rimane.
più cittadino
Né alcuno dica, onorevoli colleghi,
che egli si sente più cittadino del mondo
che cittadino di questa nostra Patria sventurata.
È una comoda posizione spirituale che io,
come francescano,
posso anche accettare.
Quelli dell'Uomo qualunque citano spesso il francescanesimo, vi ricordate Giannini. Francescanesimo e qualunquismo... maah! (vivi)
Uhmm.... (mac)
Sstt. Se no, mo si sveglia e ricomincia...
Ma quando si scende nel campo pratico,
quando si tratta di Nazioni
che devono vivere insieme
in un mondo diventato troppo piccolo,
non si può passare
al campo internazionale
se prima non si è amata
e servita con devozione la propria Patria.
Non si può passare?
Così ha detto.
Perché ogni Nazione non può entrare
nella futura consociazione con propositi
di collaborazione e di amore
se non si sente garantita
nei suoi sacrosanti diritti
e rispettata nella sua unità
etnica e spirituale.

Poi una si chiede da dov'è che nascono certe porcherie... c'ho sete, ecco. (mac)
Adesso parla anche nel sonno...
Il fatto è che ci sente, pure...
Quindi, onorevoli colleghi,
mal serve anche la causa dell’internazionale
chi per primo non sa servire
la Patria in cui è nato.
E quando questo avverrà
e se questo avverrà,
da ogni settore, tutti uniti e concordi,
potremo veramente collaborare
alla rinascita della Patria;
e potremo anche collaborare
a quella internazionale di tutte le creature,
che però deve essere illuminata,
per essere vitale, dalla luce del vangelo,
che tutti noi, con animo diverso
ma con eguale amore, serviamo.
(Applausi a destra).
Amen e così sia. (cli)
Eh? Chi è, chi è stato, che è successo? (mac)
Pure tu, però... e che...!
Ti pare il modo di dire a voce alta: amen e così sia.
A mac ci prende un colpo, nel dormiveglia...
Certo che siete di molto poco serie! 
Russo Perez ha finito. Noi ci si va a fare una pizza.
Pausa imposta. Di là continuano, intanto.
Facciamo presto.
Parleranno ancora di federalismo e di... separatismo.
Sì, però... d'altri tempi!
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