Il cosiddetto pensiero della differenza sessuale ha variamente "strologato" sulla parola ASIMMETRIA.
Quasi sempre in contrapposizione ad un'altra parola: COMPLEMENTARIETA'.
Sono pochi gli occhi che nel mondo hanno letto certi pensieri.
Ancor meno le menti che li hanno compresi.
Qui di seguito alcune perle virtuali. Alcune brillanti. Alcune meno.
In fondo, la chiusa sull'ADSL.
Ancora più in fondo... Carla Lonzi.

Dalla teoria femminista ho preso un numero di nozioni fondamentali: i) la differenza sessuale come teoria asimmetrica delle relazioni di potere, sia nella sfera sociale che in quella simbolica; ii) la politica del 'posizionamento', o, nella sua versione epistemologica: del 'sapere situato' come teoria radicale della attendibilità, della responsabilità. Lavoro in modo esaustivo con la dimensione temporale del posizionamento, nel senso della memoria e della genealogia, e con quella spaziale, intesa come nozione geo-politica; iii) la forma specifica della corporeità o materialismo corporeo, elaborata dalle filosofe femministe post-strutturaliste quali Irigaray. (Mary Nicotra su www.donneinviaggio.it/articoli)

"(...) Un futuro caratterizzato appunto dal «genio femminile», ma proprio recuperando appieno la differenza e mettendola nel circuito dell’intravista "reciprocità asimmetrica". Ciò significa, tra l’altro, intravedere un possibile terzo millennio decisamente nuovo, in cui, uomini e donne, laici e cattolici, riapriranno insieme quei "sentieri interrotti" andati smarriti, quando l’alba promettente del Rinascimento fu compromessa dai vari fraintendimenti razionalisti "moderni".
(stralcio da Piersandro Vanzan sul pensiero di Rosetta Stella su www.stpauls.it)
Come uscirne? Una soluzione atipica, ancora una volta assolutamente non prevista dalla storia della filosofia tradizionale, è quella che dà Luisa Muraro nel “recupero del senso di appartenenza alla propria genealogia e nella riconquista della gratitudine esistenziale verso chi ci ha dato la vita: la madre. La presa di coscienza di sè si gioca, così, nel riconoscimento e nell'amore”.
Occorre anche tenere a portata di mano uno strumento delicato e potente: l’ironia nella forma soprattutto dell’autoironia. L’ironia come forma indiretta ed obliqua di comunicazione e di parziale soluzione creativa del conflitto; l’autoironia non come resa apparente, come apparente accettazione parziale del dominio dell’altro, ma in realtà come risposta libera e riaffermazione della padronanza di sé. L’ironia come esperienza ludica, soluzione gioiosa del conflitto.
Un lungo cammino ci attende, uomini e donne finalmente insieme in novità di vita: ed a giudicarlo è la speranza.
(Laura Tussi su www.rivistadidattica.com)


Negli ultimi anni il tema delle differenze di genere ha ottenuto crescente rilevanza in ambito sociale, istituzionale e organizzativo. L'attenzione è stata rivolta alla presenza asimmetrica di uomini e donne nei diversi settori della vita sociale, mettendo in evidenza i fenomeni di segregazione e discriminazione e cercando di individuare soluzioni mirate ad un riequilibrio della composizione di genere. Si sono sviluppati spazi di riflessione relativi alla costruzione sociale del genere, inteso non tanto come caratteristica ascritta degli individui, quanto come forma culturale e simbolica attuata nei processi di interazione. In base a questa interpretazione, il genere è sia un concetto relazionale che consente di esplorare l'attribuzione di caratteristiche femminili alle donne e maschili agli uomini, sia una pratica sociale all'origine di numerose disuguaglianze sociali. Nel corso del tempo è cresciuta l'esigenza di figure professionali ad alta specializzazione capaci di gestire, promuovere e sviluppare azioni, servizi e politiche in grado di riconoscere e valorizzare le differenze di genere, contrastando i fattori di discriminazione e promuovendo interventi mirati a favorire la cittadinanza di genere. Il corso in Politiche di genere intende rispondere a questi bisogni formativi.
(dalla presentazione di un Master in politiche di genere - Silvia Gherardi AA 2005/2006 - Trento)

(SEMINARIO DI DIOTIMA a Verona: Incontro con Lia Cigarini di Donatella Massara su www.url.it/donnestoria/incontri)


"Effettivamente il matriarcato indubbiamente rappresenta un mito sviluppato in forrna speculare rispetto al dato costante del dominio maschile; ma esso non può essere così semplicemente liquidato soprattutto per il fatto che pone il problema dell'esistenza di una realtà organizzata non tanto in termini matriarcali quanto matrilineari. Ma per 'scoprire' questa realtà, bisogna attendere il contributo della corrente di antropologia libertaria, l’unica in cui il potere (il dominio) diventa una categoria pressochè assoluta di indagine.
Mettere in discussione questo come dato ‘naturale’ della società umana, significa contestare anche l'asimmetria sessuale ed intraprendere un cammino di indagine sulla sua epistemologia.
Il libro di Murray Bookchin, 'L'ecologia della libertà’, ci dà una mano in questo senso.
(...)
Volendo concludere, vorremmo che questi, che sono ancora solo degli ‘spunti’ per lo sviluppo di un discorso e di un relativo movimento ecofemminista più articolato, fossero colti come lineamenti (anche se frammentari) di un nuovo “modello” che, proponendo:
-un agire autoplastico verso l'ambiente e verso se stessi,
-esaltando la diversità quale fondamento etico di una nuova unità,
-valorizzando l'immaginazione e la creatività quale ricchezza di soggettività nella percezione del mondo umano e non umano,
-dando una serie di indicazioni fondamentali per una dimensione ecologica soggettiva...
si muove del tutto in senso contrario alle caratteristiche di fondo del nostro universo sociale in cui un materialismo meccanicistico, uno spiritualismo altrettanto meccanicistico, hanno tagliato di netto l'idea dell’interazione, della reciprocità, della complementarietà dell'interdipendenza tra cose e persone, hanno specializzato, semplificato, escluso. ( da "Femminismo dell'ecologia, ecologia del femminismo" su www.ecologiasociale.org)

Per chi non ne avesse ancora abbastanza, trova un geniale accostamento in:
"Filosofia e nuove tecnologie" - Germana Buffetti - Medea - dicembre 1997 - su www.mujeresenred.net
Chi volesse fare quattro passi nell'asimmetria al maschile, può leggere con gusto:
"Lettera aperta dei Maschiselvatici" su www.maschiselvatici.it

E che c'entra l'adsl?
Oh, c'entra. Anzi, forse spiega ed è più chiara.
ADSL è l'acronimo di Asymmetric digital subscriber line e...
"come dice la parola si tratta di una tecnologia asimmetrica che consente di avere una quantità di banda maggiore in fase di download dei dati (downstream), nell'ultimo tratto della connessione che va dalla centrale del provider alla casa dell'utente, di quanto non avvenga in fase di trasmissione, (upstream) da casa dell'utente al nodo del provider. Tale asimmetria, combinata con la caratteristica di "always on" dell'accesso Adsl, rende questa tecnologia ideale per fare video on-demand e in generale per un utilizzo all'interno di reti locali. In genere gli utenti di questo tipo di applicazioni hanno necessità di scaricare più informazioni di quelle che inviano: ciò spiega le diverse velocità, che, in downstream, sono comprese tra 1.5 e 8 Mbps; mentre in upstream vanno da 640 Kbps a 1.54 Mbps." su www.freeonline.org

Quando si dice... la tecnologia che dà una mano alla filosofia!
Infine, saremo pure fissate, ma... ancora una volta, aveva già detto tutto Carla.

febbraio 2007 mac