da quelle vergini...

Inseriamo qui i commenti all'editorale 72 e pure vergini? in ordine di arrivo, dai nostri singoli a quelli arrivati attraverso adessotu. Gli emoticon esterni e il grassetto nei testi sono nostri.                             la redazione

 

  

Certamente non è semplice commentare queste parole, perché dopo averle lette è come aver ricevuto un pugno nello stomaco.
Rihad ci dice, se ho capito bene, che si sarebbe fatto saltare fondamentalmente non per amore della morte o della vendetta, ma per amore della vita e dell'amore stesso, per un desiderio d’amare assoluto.
Senza scomodare trattati sulle pulsioni d’amore e di morte, senza voler fare della psicologia spicciola, ciò che mi colpisce è la gran solitudine che traspare dalle sue parole, un’innocenza ed una fragilità disarmanti: ridotto a strumento dagli uomini di cui si è fidato e non da Dio.

03 ottobre 2006                                   vivi

La prima cosa che ha colpito me è la descrizione minuziosa del fisico delle vergini del paradiso in attesa.
Vivo qui, in questo occidente.
Mi sono venute agli occhi le misure richieste nei concorsi per le varie Miss.
Poi ho guardato le tante immagini dei burka.
Sono ancora ferma lì, a quelle immagini.
I pensieri sono tanti e confusi.
Alla prossima.

07 ottobre 2006                                   mac

La persona che parla nell’intervista dice che lo sceicco è una persona molto saggia e meritava rispetto, che affascinava e faceva sognare.
Se le cose sono andate in quella maniera, a quel ragazzo ha fatto sicuramente un lavaggio del cervello.
Ma di cosa era fatto quel cervello per poter essere lavato in quella maniera?
Che razza di cultura, oppure di ignoranza abitava in quella testa?
Quale era il tappeto su cui si sono poggiate quelle parole come una terra pronta per il seme?
Non mi spaventa né mi interessa più di tanto pensare alla solitudine patita da quel futuro assassino, se mai la profonda ignoranza e miseria umana che non riguarda certamente solo la sua persona.
Quanti sono i ragazzi del mondo che vivono nelle stesse situazioni di Riad?

8 ottobre 2006                                      Francesca

 

(...)
leggendo il vostro editorale sulle settantadue vergini sono rimasta lì per lì senza parole...
poi si sono affacciate alcune domande:
- come mai anche nell'aldilà la presenza dell'imene è così importante per il godimento dell'uomo?
- e se poi l'imene non c'è, che succede?
- queste donne sono vergini, ma per conoscere tutte le porcate da dire e da fare (sempre a questi poverini che per averne 72 tutte in una botta e per l'eternità si fanno saltare in aria) hanno dovuto fare prima un corso di "formazione"?

09 ottobre 2006                                      Sara

 

Un pensiero, per ora, su questa cosa della presenza dell’imene, importante anche nell’aldilà.
Ho letto l’intero articolo da cui parte questo editorale.
Oltre quello che è stato inserito da noi, non ci sono molti altri accenni a questa storia della “verginità”.

Il titolo è “il sogno delle 72 vergini”.
Si parla di Al Qaeda e di altro, ma non si entra molto nel dettaglio della questione inserita nel titolone.
Si dà per scontata? Forse.

Si scrive su un giornale occidentale, con un linguaggio occidentale.
Di una cosa che coinvolge un aspirante (mancato) kamikaze.
Che parla di vergini.
Il termine è uguale a quello che circola tra noi?
E cosa circola veramente tra noi, sull’argomento?

Le 72 vergini sicuramente, anche per Rihad, dovranno essere, per usare le parole di Sara, “provviste di imene”.
Ma niente o poco altro si capisce.
O meglio, io capisco intanto che è un sogno.
Il sogno di un uomo, di un quasi ragazzo, represso come molti altri nell’espressione della sessualità.
A questo sogno (individuale, privato e privato in tutti i sensi della parola) risponde una promessa (pubblica o comunque condivisa, codificata addirittura).
Pubblico e privato, ancora una volta.

Garanzia di verginità, sogno dei sogni.
Dicono sia il massimo, o comunque un gran bell’obiettivo di molti anche dalle nostre parti, anche se per arrivarci non ricorrono all’esplosivo.

Vergini che sanno, sì Sara.
Forse non hanno bisogno di un corso.
Ma, ancora una volta, hanno solo bisogno di essere sognate.
Sogno di perversione, di soddisfazione, di appagamento di desideri che da soli non sono capaci di dirsi, se non attraverso un’immagine fuori da sé, ancora una volta un’immagine di donna, di donne.

Vergini, a disposizione, sapienti, esperte, pronte ad appagare. Il sogno di qualcun altro.
Beh, che dire?
Con tutte le dovute distinzioni del caso, non ci vedo molta originalità, molta differenza da quello che viaggia anche qui da noi, anche in occidente, anche in una cultura pseudocattolica.

Vergini, ma anche un po’ esperte.
Madonne, ma anche puttane all’occorrenza.
Due facce della stessa medaglia.

10 ottobre 2006                                   em

  

Ho cercato di far decantare il subbuglio di pensieri che l’intervista di rhiad mi ha suscitato a una prima lettura.
E vedo che em è arrivata più o meno alle mie stesse conclusioni.
Certo, la comprensione di vivi mi ha un po’ spiazzato.
Chissà se i familiari delle vittime di un kamikaze ammettono che lui poverino era tanto solo e infelice e sognava un immacolato mondo d’amore!
Poi ho pensato che era troppo facile fare dell’ironia, anche molto mordace come Sara.

Mi sono passate per la mente molte cose, sull’allevamento di queste vergini, sul burqa che a quanto pare in quel paradiso è fuorimoda, sulle vergini sempre vergini o solo a scadenza, su un sovrappopolamento di vergini rispetto alla offerta di kamikaze, cose così.
Cose di cui un poco mi vergogno.
In fondo, la verità, per quel che mi riguarda, è che io non ne so niente.

Ha ragione em: l’articolo è scritto in occidente per un pubblico di occidentali.
Il linguaggio slitta, i significati sfumano…leggiamo e scagliamo inorriditi la prima pietra.
Ma… e se la tua bambina non si sposa in bianco? 
Se la tua ragazza decide di non essere più tua?
Che fanno i nostri maschi occidentali?
Scagliamo inorriditi la prima pietra perché non vogliamo vedere i punti di contatto.

E’ vero, le conclusioni divergono alquanto, ma non poi tanto.

Mi ha sorpreso la violenza della repressione sessuale di questo mancato kamikaze.
Mi piacerebbe sapere, per esempio, che significato ha nella religione musulmana la “purezza” maschile. 
Per Rihad e suoi compagni è un valore perseguito con determinazione, addirittura con ferocia, ma a che scopo?
Non tutti quelli che hanno ascoltato quell’imam sono diventati kamikaze o aspiranti kamikaze.
Che cos’è per loro la verginità?

A me da donna occidentale e cattolica il concetto di verginità femminile risulta familiare: sono stata cresciuta a vitamine e Ave Marie.
E mi hanno spiegato che non potevo avere la stessa pretesa per il mio fidanzato. Anzi era meglio trovarne uno esperto.

Ora sto leggendo un reportage di Lilli Gruber sull’Iran e in quelle pagine scopro con mia grande sorpresa che una donna islamica ha il diritto di aspettarsi che il proprio uomo sia vergine.
Certo, poi vive in un regime di poligamia.
Certo, la verginità femminile è una cosa e quella maschile un’altra.
Certo è un valore così fortemente apprezzato e così frequentemente ignorato che si riscontra un boom impressionante di interventi chirurgici per la ricostruzione dell’imene in vista del matrimonio.
Consuetudini sociali e regole religiose si intrecciano in trame difficili da districare.
Qua da noi e lì da loro.

Da noi la castità maschile è un obbligo per frati e monaci, una semplice promessa per i sacerdoti, e comandamento per  “il popolo dei battezzati”, un comandamento alla cui disobbedienza si pone rimedio nel confessionale.

Anche i nostri religiosi sognano un paradiso con infinite vergini a loro disposizione?
Forse si, e magari non in una vita ultraterrena, ma non lo confesseranno mai a noi.

Quanto a me, io preferirei che la Madonna non fosse stata sempre Vergine.
Come si fa a confidare ad una Vergine i problemi che si nascondono sotto le coperte?

11 ottobre  2006                                           cli 

 

A me sembra giusto che una donna iraniana si aspetta che anche il suo uomo sia vergine, se questa cosa è una cosa bella e di comune accordo. E’ una cosa di parità, no?
Poi se si prendono tante donne nell’harem quella è un’altra cosa.
Magari non proprio 70, però lì il discorso è un fatto di culture e anche di come è organizzata la società.
Quel ragazzo che si voleva far saltare con la bomba in nome di Maometto era molto represso e non aveva avuto modo di trovare una donna per avere un rapporto decente.
Ma mi chiedo e vi chiedo: è una cosa che capita a tutti quelli che si mettono il tritolo sotto la giacca?
Forse quella è una situazione estrema. Ma non per tutti i casi è così. E anche in Palestina, oppure in Cecenia ci sono state donne che hanno fatto kamikaze. E allora?
(…)

12 ottobre 2006                                     Virginia

(...)
Ho letto alcuni commenti a quel pezzo sulla verginità che viene sognata dai kamikaze.
Cosa c’entra la Madonna e la sua verginità?
E la castità dei monaci e dei preti?
Sono una virtù, una scelta, e un dono.
Quella di quel ragazzo che voleva fare il terrorista mi sembra semmai una cosa da pedofili, da pervertiti che non amano la purezza, ma vogliono una donna e pure più di una per soddisfare le proprie malvagie aspirazioni.
Forse non ho capito bene dove volete andare a parare.
Però mi sembra che si mischiano insieme cose molto diverse tra loro.
(...)

12 ottobre 2006                                       Paola

 

Dapprima ho pensato "Ecco un luogo dove una donna con le misure fisiche della sottoscritta è sognata e desiderata più di qualunque altra cosa!"... vabbè... non una ma ben 72! Allora forse valgono bene il sacrificio della propria vita e gesti insensati!... In barba alle tanto anelate taglie 40 e 42!

Lasciando perdere il lato ironico di quanto ho letto, adesso torno seria e mi incavolo per bene!
Questi poveri ragazzi sin da quando nascono subiscono un incessante lavaggio di cervello, con pazzi che gli fanno conoscere solo una realtà, quella loro, quella che gli fa più comodo per interessi personali, presentano come giusto ciò che ritengono opportuno per i loro folli progetti... coloro che subiscono queste "verità" sono degli automi, senza capacità critica, senza cultura, senza poter aprire gli occhi al mondo e conoscerlo per quello che realmente è!

Sono orgogliosa del mio essere occidentale, rivendico le mie radici cristiane, che nessuno pensi di venire in Italia a dettar legge! La loro! Va bene l'integrazione ma nel rispetto della nostra cultura, leggi e tradizioni! Niente integralismi, fondamentalismi, ma lotta dura a tutto ciò, niente moschee che sono luoghi di aggregazione politica e sociale in grado di creare personalità ambigue e pericolose! Sì alle Musallah, l'equivalente delle nostre chiese cattoliche, perchè rispettiamo tutte le religioni e tanto abbiamo fatto e tanto facciamo per l'integrazione (pause negli orari di lavoro per permettere agli islamici di pregare, l'uso del burqa per le donne...).
Attenzione a chi con la scusa di appellarsi all'integrazione vuole stravolgere i nostri usi e costumi!

Complimenti per il sito e per gli articoli e argomenti di attualità trattati!

13 ottobre 2006                     Roberta F.

 

(...)
Sto immaginando di essere un giovane Kamikaze che non ha ancora toccato "Donna".
Sono un bambino che sogna un gelato che non ha mai assaggiato,
mi viene detto da una persona "GIUSTA" che è molto buono, ha un gusto dolce, un profumo inebriante, mi viene voglia di averlo subito.
Per averlo devo buttarmi in un pozzo.... Che faccio?
Continuamente mi viene ripetuta la bontà del gelato, comincio a sognare il gelato, ne immagino il gusto, il profumo, vivo del sogno del gelato... Ho deciso mi butto nel pozzo.........

Nel fondo del pozzo è buio, c'è melma, non trovo il gelato buono ma solo fango amaro e puzzolente.
Ora sono sveglio, vivo nel sogno ma è un incubo dal quale non esco.
Mi hanno imbrogliato, illuso ma non ho più corpo nè parole per dirlo, nessuno mi sente e gli illusi che sono vivi e sognano non mi possono capire.

Non ho voluto fare commenti, la mia pancia ha partorito queste immagini. Alice. Vi scrivo dal paese delle meraviglie, appena sarò sveglia scriverò un commento da adulta.  

23 ottobre 2006                                          Alice

 

72 Vergini...
La prima domanda che mi viene in mente è:
Come una vergine può essere esperta di sesso?
Elementare Woolf... In tutti gli Harem che si rispettano c'è una maestra di sesso o d'amore, come dicono i sufi, più poetici degli altri... Vuoi che in paradiso non ci pensino!?

Seconda domanda pressante: perchè 72 e non 24, 12, 3?
Non trovate curioso il numero?
Nella Cabala ebraica gli angeli sono 72 ed ogni angelo governa 5 gradi dello zodiaco...
Strana similitudini.... vuoi vedere che le vergini sono angeli!!!!!

Terza domanda: perché devono irretire giovani uomini in astinenza da mesi/anni?
Boh... tutto questo preambolo per dimostrare che ho letto il fatto e non l'ho fagocitato... Un maschio che si fa saltare in aria per il suo dio e per sesso, non mi sorprende... Un brivido arriva al pensiero di tutti questi ragazzi facili da plagiare, incapaci di pensare con la loro testa... Woolf il sistema funziona, nessuno torna indietro a riferire... A riferire cosa?... Woolf... ufff! le vergini quando arriva l'eroe come si comportano!? Ovvio!!! Come Giuditta, solo che loro non tagliano la testa...

Prossimamente manderò un commento sulle donne Kamikaze... LadyCrow
PS_ perchè non posso inserire le faccine nei messaggi!?
sigh :((

25 ottobre 2006                                      LadyCrow                    

 
questa ti piace?

Ho letto i vostri commenti e vi ringrazio, innanzitutto.
Da ciascuna di voi arrivano pensieri che vanno ad aggiungersi ai miei, che il 07 ottobre erano tanti e confusi.
Lo sono ancora. Se mai, si sono fatti più dolorosi.
Oggi sulla prima pagina del Corriere della Sera leggo che in Zimbabwe moltissime bambine vengono stuprate su “prescrizione medica”.
Proprio così: alcuni santoni (grandi santi?...) consigliano gli uomini affetti da Aids di curarsi con il sangue delle vergini.

Si moltiplicano le proprietà delle vergini nel mondo!
A quelle già a noi note (dico noi pensando a occidentali cresciute in una cultura cattolica) si aggiungono altre.
Non solo oggetto di sogni esplosivi, non solo simbolico sul quale operare le proprie fantasie più sfrenate.
Ma molto più materialmente oggetto di inseguimento quasi gazzelle col leone della barzelletta per sfamare una malattia.

Oggetto di attenzioni malate, malate in tutti i sensi.
Stuprate a piacimento, perché oltre alla scusa della supposta cura, un qualche piacere ci sarà pure.
Strappate alla vita, fisica e ideale, e poi infettate.
Usate invano perché il loro sangue non cura un accidente di nulla.

Mi chiedo: quando quelle bambine sapranno che sono state stuprate per “pro-cura” questa notizia, questa cultura, questa scienza allevierà forse il loro dolore?
Mi chiedo ancora: queste bambine africane quanto sono parenti delle loro sorelle sognate dal kamikaze?

Il mio in questo momento è un dolore vero, fisico e ideale.
Dolore e rabbia sul corpo e nel sangue, senza limiti e cura.
E qui mi fermo ora, perché sto male.
Male veramente.

26 ottobre 2006                             mac

 

Ciao,
vi mando qualche pensamento sulle vergini.
E’ un po' lungo, anzi, ho anticipato che è solo una prima puntata.
(…) P.S.: Mi piace lady Crow.
                                                  cli
Ciao Paola!
Due parole per te che giustamente ti chiedi dove voglio andare a parare. Il commento cui ti riferisci è mio, personale, non della redazione, per cui uso il singolare. Ti rispondo che non lo so.
I miei sono stati - come questi, del resto - pensieri un po’ sconnessi tra loro, tenuti insieme da “echi” sentimentali tra le parole più che da un filo logico di riflessione.
Ho già detto che per questo non ho adeguate conoscenze, ma spero di porre presto rimedio.
Effettivamente può sembrare che io mescoli cose diverse tra loro.
Cominciamo dalla castità dei religiosi cristiani di contro alla repressione sessuale – castità? - dell’aspirante kamikaze.
Probabilmente sbaglio a confrontare la “normalità” del primo caso con l’estremismo e anche l’eccezionalità del secondo.

Tuttavia, mi sembrano entrambi comportamenti maschili basati sulla negazione del corpo femminile.
Non so perché questa negazione sia necessaria nella metafisica islamica o forse in quella distorsione della metafisica islamica che trasforma un giovane musulmano in un kamikaze.
Ma poi tutti i kamikaze sono musulmani?
Certo, messa così per loro la donna sembra un premio di cui si può godere solo nell’aldilà.
La “conoscenza della donna” nell’altra vita non è la molla che fa agire i nostri religiosi, i quali sono anch’essi “rivestiti di debolezza” come il loro popolo, per usare l’espressione della Lettera agli Ebrei che ho ascoltato questa domenica a messa, e perciò non immuni dai desideri, dai sogni di tutti quanti gli uomini.

Il nostro clero dunque è casto, pur nella debolezza della carne.
La repressione sessuale in questa vita sembra l’unico punto di contatto tra questi due comportamenti.
Tuttavia, anche il nostro cristianesimo prevede la resurrezione dei corpi, ma non ci dice - almeno, io non lo so - che cosa faranno questi corpi risorti.
Mi viene una risposta da catechismo: saranno immersi nell’eterna contemplazione di Dio, saranno infine perfetti e alieni dal dolore.
Significa forse che potranno anche esplicare al massimo grado le potenzialità di godimento insite nella nostra fisicità?
Vivremo, maschi e femmine, in uno stato di perenne estasi mistica, del tipo che quelle sante che ne hanno avuto contezza in vita descrivono come una forma di perfetto orgasmo?
E se l’orgasmo è procurato da Dio anziché da 72 vergini, c’è poi tanta differenza? (...)
                                                                   
30 ottobre 2006                                                    cli

(continua)

a proposito di radici… (continua da cli)

E non sono queste domande - lo dico a Roberta F. in particolare - un modo di prendersi beffe delle mie radici cristiane. Cerco di capire.
Forse anche per noi cristiani il pieno possesso del nostro corpo è un premio che ci viene riservato in un paradiso futuro? Sì, ovviamente…

Certo, non conosco cristiani cattolici che per raggiungere il loro paradiso si siano fatti saltare in aria con un gruppo di persone: hanno scelto o il sacrificio personale - e noi li chiamiamo martiri, come alcuni chiamano i kamikaze -  o il sacrificio altrui, e ci hanno mandato altri, talvolta migliaia e talvolta anche molte migliaia di altri, a sperimentare per primi l’aldilà della vera fede.

Mi riferisco alle conversioni forzate esercitate in secoli di cristianesimo in tutto il mondo.
Mi vengono in mente i missionari che arrivarono per primi nelle Isole Fiji: battezzarono la gente che viveva in quelle isole e poi le costrinsero a vestirsi.  Quelli infatti vivevano praticamente nudi in uno stile di vita “anfibio”, entravano e uscivano continuamente dall’acqua, come noi entriamo e usciamo continuamente per strada, in giardino ecc.

Questi pescatori battezzati che con la loro nudità offendevano i valori della fede cristiana si sono devotamente vestiti, hanno continuato a entrare e uscire dall’acqua - chè questo non era peccaminoso -  e sono morti tutti di polmonite, perchè quegli abiti non asciugavano mai.

Sto dicendo che intere popolazioni dell’Oceania sono scomparse per un malinteso senso del pudore, perchè qualcuno - in questo caso proprio noi, cristiani occidentali - crede di avere l’esclusiva sulla parola di Dio.
E anche sui metodi per applicare nella vita quotidiana la parola di Dio.
Da quelle parti molti attuali popoli sono cristiani: ma chissà se rivendicano con orgoglio queste radici cristiane?
Mi piacerebbe sapere che cosa intendiamo noi con questa espressione.

Il mio paese [ndr.: Galatina prov. di Lecce] è stato il centro del tarantismo: una pratica di guarigione che oggi i più confondono con gli aspetti più folcloristici della pizzica-pizzica, una danza di corteggiamento che va tanto di moda e non ha nulla a che vedere con il “morso della taranta”.
La pratica di guarigione è invece legata oggi al culto di San Paolo, ma le sue origini sono di gran lunga più antiche, e pare che siano riconducibili ai riti orgiastici in onore di Dioniso.
E ora, che faccio di questa  eredità?
E’ mia, ma è cristiana, è pagana, è cristianizzata?

Va bene, questo è un meccanismo troppo noto, quello della cristianizzazione di culture precedenti, per tornare a parlarne qui, adesso.
L’ho tirato in ballo solo per invitare a prudenza quando parliamo di radici cristiane della nostra cultura con l’obiettivo di escluderne nuovi apporti.
Chissà poi se quel Gesù Cristo che improvvisamente abbiamo scoperto come fondatore della nostra cultura ci riconoscerebbe come “cristiani”?

Insomma, torno al punto di partenza: non dico che il sacerdote e il kamikaze siano equivalenti. Nessuno sano di mente potrebbe farlo.
Sottolineo solo come l’uso e l’abuso del corpo siano aspetti comuni alle due religioni così come si sono storicamente definite.
E che questi aspetti siano strumentali alla conservazione di un certo tipo di società.
Sono la negazione del corpo femminile, e anche del proprio corpo maschile. 
In questo contesto l’esaltazione della verginità femminile acquista poi anche altri significati.
Questi… alla prossima puntata.

30 ottobre 2006                                         cli 

Ho aspettato un po’ dalla pubblicazione dell’editorale sulle 72 vergini perché avevo bisogno di mettere in ordine le idee e digerire meglio quello che avevo letto.
Molti commenti mi hanno colpito.
Soprattutto l’ultimo di mac sui quei santoni dello Zimbabwe.
Come possono quei mostri incoraggiare altri mostri a stuprare bambine perché il loro sangue vergine avrebbe ipotetici poteri guaritori?

La verginità come simbolo.
Imposto in qualsiasi parte del mondo dalle grandi religioni.
Utilizzato anche da uomini che in realtà uomini non sono.
Non sono nemmeno bestie...
Forse esseri immondi.
Cosa penseranno queste povere bambine tra qualche anno quando si ritroveranno stuprate e contagiate dall’AIDS?
O meglio, sopravvivranno per qualche anno o moriranno a breve insieme ai loro stupratori?
E, nonostante queste morti, questa pratica immonda verrà fermata?
Come zia di un bimbo di quattro anni sono schifata fa tutto questo.

Tanti anni fa Karl Marx...
Ecco, ho pronunciato il nome proibito.
Dicevo, Karl Marx affermava che la religione ha una funzione consolatoria nei confronti di una realtà dolorosa e insoddisfacente e si configura come l’oppio dei popoli, perché distoglie l’uomo dalla lotta per cambiare le strutture economiche ingiuste, promettendo il paradiso in un’altra vita.

Cosa significa?
Che la miseria genera ignoranza e superstizione e che queste sono sempre state le basi su cui le religioni hanno fondato la loro forza. Usando la credulità della povera gente per muovere i fili della società.
Credetemi, questo non è un atto di accusa contro l’Islam o contro il Cattolicesimo, che non è certo lontano da questa logica.

Il kamikaze mancato, il sieropositivo stupratore di bambine e tanti come loro sono vittime della loro stessa ignoranza.
Ma le responsabilità maggiori sono di chi ha armato la loro mano.
E poi mi chiedo: ci sarà mai un momento nella vita di questi mostri in cui si fermeranno a pensare al male che hanno fatto?
La coscienza presenterà loro il conto?

Ci sarà mai un santone, un imam, un sacerdote che conterà le vittime della verginità?

01 novembre 2006                                          roc


Ciao a tutte le cittecitte (sia quelle della redazione che quelle che si sentono tali).
Devo dire che visito spesso il sito e qualche giorno fa mi sono imbattuta nelle “72 vergini”.
Ho letto un bel po’ di opinioni e per questo ho deciso di dire la mia (quindi poi tanto cittacitta non sono...).

Di parlare me lo ha detto la mia coscienza di donna.
Perché sentire certe mostruosità ti cambia la giornata.
Meglio specificato: te la rovina di brutto e ti fa porre tante domande.

E per quel che riguarda l’uomo?
Chi ha il fegato di parlare dell’UOMO, creatura per la quale persino il proprio sesso è uno status symbol?
Si muore per la verginità maschile?
E sui delitti d’onore chi dice qualcosa?

In realtà il problema è diverso da quello che si crede.
O meglio, ci sono più problemi.
Sono diversi aspetti che si riuniscono tutti in un unico “centro”, un po’ come in un quadro le linee di fuga si accumulano per disegnare una prospettiva.
Dal santone, che predica la verginità della donna come cura per l’uomo, all’islamico, che pretende la donna col capo coperto (magari anche il viso...): tutto ciò che sentiamo quotidianamente è strettamente correlato.
Solo che il nesso non si riesce a (o non si vuole) capire...

Il problema non è il velo o la verginità, il problema è la DONNA.
Se si fa caso, tutte le vicende precedenti hanno come obiettivo la violazione della donna, sia dal punto di vista fisico che come persona.
Il che è molto grave.
L’uomo pretende che MAI una donna sia superiore a lui, ma soprattutto che una donna nemmeno provi ad essere sul suo stesso piano.
Si arriva alla violenza per impedire questo.

Perché, come diceva Goya (a proposito di prospettiva...) “il sonno della ragione genera mostri”. E che mostri!
E quel che è peggio è che alle volte la religione favorisce proprio questo. Come ha detto roc, qui ritorna Marx.
Sarà forse anche per questo che a parecchia gente viene l’orticaria solo a sentirlo nominare?

02 novembre 2006                                      R


“Una persona molto saggia che merita rispetto”: ecco una frase che mi fa venire i brividi
A chi si può attribuire l’aggettivo “saggio” e quali sono i motivi per ritenere di dover “rispetto” a qualcuno?

Quelli di “noi occidentali” cresciuti a pane e avemarie hanno avuto parroci e catechiste che hanno insegnato che:
la verginità è un valore (ma in particolare per le donne),
si arriva vergini al matrimonio (ma in particolare per le donne),
la masturbazione non si fa (su questo tema quello femminile non è un genere considerato),
gli omosessuali hanno un “problema” dalla cui “soluzione” si devono astenere (ed anche qui il genere femminile non è considerato),
un matrimonio è un matrimonio è un matrimonio… ed altre cose così.

Quelle di “noi occidentali” che ci hanno ragionato e conosciuto uomini che ci hanno ragionato sono arrivate alla conclusione che:
non “conoscersi” prima del fatidico matrimonio potrebbe riservare brutte sorprese per entrambi, questa storia della verginità potrebbe non essere poi così importante, la masturbazione certe volte evita “atti di libidine” di ben altra gravità, essere felici è una possibilità che si meritano tutti, omosessuali compresi, un matrimonio per fortuna può non essere per sempre e vivadio che può non esserlo…

Io che sono una di quelle “noi occidentali” ho pensato piuttosto presto che la saggezza è altro dalla lettura e ripetizione e convincimento per paura dell’inferno… e ho pensato che tutto questo “peso” attribuito al sesso è cosa che rovina la dolcezza, la bellezza, la meraviglia del sesso… e ho pensato che c’è poco di più difficile del pensare che pensare con la propria testa è una cosa… buona e giusta.

02 novembre 2006                                          milo

Marvat Massud è il nome di una giovane palestinese di 18 anni: intelligente, colta, bella...
Questa ragazza si è fatta saltare in aria, è una kamikaze.
Le motivazioni per cui gli uomini si fanno saltare in aria le sappiamo: 72 vergini! Ma una donna!?
Per quando possa sembrare incredibile, alle donne non interessa il premio eterno, il paradiso; sono legate ad un'affermazione sociale che è tutta terrena.

Esiste un'altra storia come quella di Marvat, un'altra donna morta per una presunta rivoluzione; un'infermiera che voleva diventare medico, una donna legata alla vita.
Non ricordo il nome di questa donna, un mio limite, conosco la sua storia, ripudiata dal marito perchè sterile; allontanata dalla famiglia perchè ripudiata, un aspide che si morde la coda.
Una donna considerata inutile dalla sua gente.
Avvelenata dall'isolamento decide il riscatto totale, si fa saltare in aria. Oggi quella donna è santificata dalla sua famiglia.
Chi l'ha ripudiata, oggi è un vedovo inconsolabile.
La sua immagine è un'icona per le giovani donne mussulmane...
Riscatto sociale, unica ragione che induce le donne a generare orrore...

PS_ Consiglio un libro: "Quando l'orrore è donna" autrice Stefanella Campana (l'editore non lo ricordo)

07 novembre 2006                   LadyCrow


 

Mi sembra tutto un pò montato e quasi ridicolo e pure credere che c'è chi si uccide per ste cose mi fa venire il brivido chissà cosa passa nella mente di questa gente saranno spinti dalla disperazione o da qualche desiderio un pò più impellente??

mi domando nella mia testolina non per la grandezza ma per l'età che ancor mi fa bambina: noi dovremmo credere che Bacco e Gesù fanno i brindisi pensando a noi quaggiù????

Dice bene chi afferma che tutti i testi hanno bisogno d'interpretazione altrimenti si rischia di credere ad un sacco di cazzate strafalcione...
avrebbero bisogno non d'interpretazione ma d'intelligenza tutti drhi sceicchi che si fanno pozzi di scienza avere un potere e saperlo sfruttare oggi fa più di quello che l'oro potrebbe comprare..
sapete quanta gente è morta in nome di un ideale non perchè lo fosse veramente ma per esser spacciato come tale.

Il mio riguardo va alle 72 povere musulmANE ca tocca spettane unu de iddrhi cu se ccia e cu passane pure na vita cu ne stannu de retu comu le pu..ANE (il maiuscolo per sottolineare la rima)
ai ci sape cce vulìa dice la cara nonna mia io vorrei tante cose nella vita come l'esistenza di una pace perpetua e infinita che spazzasse via il bruttume di questi giorni e che ci facesse divenire tutti felici e adorni di giustizia, libertà mia, tua e di tutti quanti così il mondo andrebbe meglio e non sentiremmo più dei bambini i pianti.

si perchè è per loro che mi spiace davvero tanto e confido in un futuro che mi faccia ricredere non vi dico quanto...

16 novembre 2006                                                        ica

ndr:
chi non capisse alcuni passaggi della mail di ica, può sempre chiederci chiarimenti.
"cce bboi te dicu, fija mia, lu dialettu è sempre quel sia...."
noi l'abbiamo lasciata così com'era perchè ci piaceva tanto, ci.
                                                                                  mac

 

 

 

Epilogo

perchè alla fine, si deve pur concludere...

Ogni tanto, con una parolina apposita, insomma colla password...
vado a vedere i percorsi di chi ci visita.



di chi entra in questo sito chiamato cittadinanze, intendo!



Non trovo mica il nome, e manco il cognome, è chiaro...



... nè il sesso, il colore dei capelli o della pelle.

Trovo però a volte qualcosa di interessante.
Non tanto di chi ci entra di sua sponte.
Non di chi decide un lancio diretto in questa piscina cittadina.



Ma di chi ci arriva preso per mano, letteralmente...
di chi digita una parola o due o tre
e il motorino della ricerca ci risponde...

Sai che ci ho trovato l'altro giorno?
Uno che ha scritto:

"come scopare una vergine"

e google, servizievole, lo ha qui dentro schiaffato prontamente.



Ora, se ancora una volta lo farai, dico proprio adesso
ti ricapita di trovare anche queste mie parole,
argonauta del nuovo millennio.



Ahimè, anche stavolta, come quell'altra,
non troverai soddisfazione
alla tua sete di conoscenza.

Se fossi matta, terrorista islamica o solo spiritosa
potrei sempre dirti:
prova col tritolo, amico caro, e poi ci scrivi.

Ma non lo sono, purtroppo,
e il saggio imam non mi darebbe neanche questo lusso
a me - che come te sono occidentale e forse italiano...
a me che sono perfino donna o almeno così pare
a me che potrei sempre risponderti in privato
se ti venisse in mente di scriverci in redazione...
hai visto mai?

potrei dirti tante cose e...
ora che ci penso,
penso pure che sei un uomo certamente
e infatti al maschile mi rivolgo e scrivo
a quel maschile che è stato e neutro rimane
e nessuno, finora, di questo s'è mai scandalizzato
quindi, political correct internettiano... chissene frega!

quindi, in conclusione,
al maschile mi rivolgo, a naso o per diletto
anche se, a  pensarci bene, mica è detto...

 

novembre 2006 

   mac

 

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