Ciao, siamo sempre alle prese con l'ascolto delle parole pronunicate dai Costituenti nel luglio del 1946.
Per le puntate precedenti vai a nonsolocostituzione
Qui noi siamo al 2006. 60 anni dopo. Eppure...
*

Avevamo lasciato i nostri che parlavano della virilità di una Repubblica... e ora...
PRESIDENTE
È iscritto a parlare l’onorevole Finocchiaro Aprile. Ne ha facoltà.
em:
umh..sento che succederà qualcosa...
mac per intenderci, tu che leggi, Finocchiaro è quello che... ecco, bra'... hai letto le puntate precedenti!
FINOCCHIARO APRILE
Signori Deputati, colgo occasione dalla discussione sulle comunicazioni del Governo e dalle dichiarazioni che sono state fatte dall’onorevole Presidente del Consiglio per precisare
il punto di vista,
gli intendimenti e i propositi dei miei colleghi indipendentisti e del Movimento per l’Indipendenza della Sicilia.
Quello che ha detto l’onorevole Presidente del Consiglio nei riguardi del Mezzogiorno non ci soddisfa affatto.
Noi abbiamo sentito ancora una volta, la millesima volta, ripetere dal banco del Governo le solite melate promesse che il Governo
regolarmente non manterrà.
(Commenti).

roc: E dalle prime batture già si capisce che più che un intervento sarà un incontro di boxe. E bravo il nostro Finocchiaro Aprile, lui sì che sa come movimentare le sedute!
deformazioni
Il Governo non ha neppure detto una parola nei riguardi della Sicilia.
Eppure sembrava che sulla Sicilia si fosse in questi ultimi tempi richiamata molto,
non soltanto l’attenzione italiana,
ma anche quella internazionale.
È bene, pertanto, poiché il Governo dell’Isola,
i partiti unitari locali e i Comitati di Liberazione hanno avuto tutto l’interesse di deformare
il nostro pensiero,
di calunniarci in ogni modo e di farci apparire diversi da quel che siamo e sempre fummo;
è bene che,
in occasione di questa discussione,
noi precisiamo il nostro atteggiamento.
Sin dal primo momento, signori Deputati,
sin dal tempo dell’occupazione alleata,
noi dichiarammo nettamente che il nostro proposito era quello che si addivenisse in Italia ad una Confederazione di liberi Stati.
Affermammo ciò, inequivocabilmente,
in un memoriale che,
appena avvenuta l’occupazione,
e precisamente il 23 luglio 1943,
noi inviammo al generale Alexander.
Tengo a ripetere che si tratta di manifestazioni degli inizi dell’agitazione indipendentista e non, quindi, dell’ultimo momento.
Ed io aggiungo che la stessa richiesta il Comitato del Movimento dell’Indipendenza,
prima dell’occupazione e durante la guerra, aveva fatta ai signori Stalin e Molotov,
Roosvelt e Cordell Hull, Churchill e Eden.
Anche allora dichiarammo che il solo mezzo per superare il conflitto sempre più aspro tra la Sicilia e l’Italia...
(Interruzioni - Commenti - Interruzioni).
*
BUBBIO
Siamo unitari, siamo tutti italiani!
*
PRESIDENTE
Non interrompano!
roc: E noi non interrompiamo. Ci pensano gli animi caldi dei Costituenti a fare bagarre!
FINOCCHIARO APRILE
Noi siamo nell’Assemblea Costituente, siamo qui per dare vita ad una nuova struttura statale.
Come fate voi a negare così semplicemente di prendere in esame, con le altre forme, anche quella confederativa?
Ma questo è inconcepibile.
Noi siamo qui appunto per decidere quale costituzione dovrà avere lo Stato,
se dovrà essere unitario, federale o confederale.
(Rumori - Commenti).
*
PRESIDENTE
Onorevole Finocchiaro Aprile, non raccolga le interruzioni; continui.
*
FINOCCHIARO APRILE
Io rispondo. So di parlare ad una Assemblea ostile. (Commenti).
Una voce.
No: italiana.
Non mi preoccupo di questa ostilità e vado avanti per la mia strada. Io non parlo soltanto a voi,
ma intendo rivolgermi soprattutto a coloro che sono fuori di questa Assemblea.
(Rumori - Commenti).
Una voce.
Parli alla Costituente. Noi siamo degli italiani.

perplessità
Una parte che sarebbe stata molto maggiore,
se fossimo stati trattati diversamente e se fossimo stati intesi e compresi.
Noi siamo qui per parlarvi della Sicilia.
Fummo molto perplessi, dopo il trattamento fatto agli indipendentisti siciliani,
se fosse conveniente venire in questa aula.
Nel comitato nazionale che fu tenuto a Roma, immediatamente dopo la liberazione dei miei amici Varvaro e Restuccia e mia, si manifestarono delle tendenze alquanto diverse.
Molti dissero:
«Noi dobbiamo andare all’Assemblea Costituente italiana!»
(Commenti - Interruzioni).
Noi dobbiamo andare all’Assemblea Costituente italiana, perché la vera Costituente nostra si dovrà riunire in Sicilia.
Ed allora intervenimmo noi, pacieri, intervenimmo noi per dire che era ben necessario dare la prova ai nostri avversari che volevamo rimanere,
come sempre siamo rimasti, sul terreno della legalità.
Noi abbiamo sempre svolta la nostra azione nei modi più pacifici e così continueremo a fare.
Appunto per dare all’Assemblea la prova di tutta la nostra buona volontà, noi siamo venuti qui e siamo qui per parlarvi esclusivamente della Sicilia.
Non ci occuperemo di nessun altro problema che non sia un problema siciliano…

Una voce … e italiano!
*
Siciliano!
Evidentemente noi parlammo sempre di Confederazione di Stati liberi italiani,
nella quale Confederazione tutti gli Stati dovrebbero essere e dovranno essere in condizioni di assoluta parità ed eguaglianza
Noi vogliamo che la Sicilia sia nella Confederazione di Stati italiani così come il Piemonte, come la Lombardia, come l’Emilia, e via dicendo,
perché fino ad oggi, dopo 86 anni,
la Sicilia non è stata mai nelle stesse condizioni delle altre regioni italiane;
è stata sempre sfruttata, vilipesa, offesa e trattata come una colonia!
(Rumori - Interruzioni).
*
L’unità accentratrice nel 1860 è stata fonte per la Sicilia di grandi sventure e di molti dolori.
Noi desideriamo che sia superata definitivamente questa fase che noi ricordiamo
con il maggiore rammarico.
vivi: Già, la famosa questione meridionale, il brigantaggio... e non solo...
Noi abbiamo sempre, sin dal primo momento, come vi specificherò meglio più avanti, parlato di uno Stato siciliano repubblicano.
Vi fu un momento nel quale gli autorevoli rappresentanti del Partito repubblicano italiano vennero a prendere contatti con noi in Sicilia.

Noi li accogliemmo fraternamente.
Pacciardi ci disse che il Partito repubblicano italiano si era messo a sostenere la necessità di uno Stato federale italiano.
Noi rispondemmo di non potere accedere a questa concezione in quanto preferivamo e preferiamo la forma della Confederazione di Stati.
*
perfettamente
Su ciò non fu possibile un accordo; ma quando sia Pacciardi, sia Conti vennero a svolgere i loro programmi in Sicilia,
si sentirono gridare dai loro amici ad una voce:
“Noi vogliamo la repubblica di Sicilia”.
Ed essi non si peritarono di rispondere:
“Sta bene la repubblica di Sicilia,
purché sia federata all’Italia”.
Tutti risposero:
“Perfettamente”.
Noi stessi dicemmo:
“Perfettamente, siamo d’accordo”.
*
Non è quindi da parte nostra che vi sia stata
una deflessione.
Vi è stata una deflessione da parte del Partito repubblicano italiano;
in quanto esso ha già rinunciato alla creazione
dello Stato federale,
all’idea di Cattaneo, per rimanere devoto all’insegnamento di Mazzini.
vivi: Mazzini... la Giovine Italia...
egualmente deprecabile
Essi oggi sostengono la necessità di una
Repubblica unitaria italiana.
Ora, dal punto di vista nostro, siciliano,
dei nostri interessi, dei nostri diritti conculcati,
noi rispondiamo che tutte le nostre simpatie
sono per la repubblica,
ma una repubblica unitaria sarà per noi egualmente deprecabile (la parola è forse troppo forte)
quanto la monarchia,
perché con la repubblica unitaria italiana noi non risolveremmo nessuno dei problemi vitali della nostra terra amatissima,
così come non li potemmo risolvere durante l’infausto periodo monarchico.
*
autonomie
Si dice: ma, che bisogno c’è di ricorrere ad una Confederazione di Stati?
C’è l’autonomia.
Ed oggi, come diceva uno degli oratori più interessanti della tornata,
l’onorevole Lombardi, mi pare,
tutti parlano di autonomia.
Non vi è partito che non accenni all’autonomia come ad un toccasana.
Noi non crediamo all’utilità dell’autonomia.
Se il Governo ci desse un’autonomia vera, reale,
una autonomia finanziaria, economica, tributaria, doganale, poi la sottoscriveremmo fin da ora.
Ma voi non ci date niente!
Voi ci fate una grandissima beffa!
Per questo noi respingiamo la vostra autonomia.
*
Conosciamo benissimo il progetto.
Abbiamo constatato con molta pena,
a proposito di questo progetto,
che accordi fra i vari organi dello Stato non sono potuti avvenire.
La Corte dei Conti ha respinto il progetto ed il Governo ha dovuto chiedere
la registrazione con riserva.
Il Consiglio di Stato, a quel che si dice,
avrebbe pure manifestato intenzioni contrarie.
*
La Commissione esistente presso il Ministero dell’Epurazione ha detto:
che cosa sono queste autonomie?
Basta un piccolo decentramento burocratico.
*
Quando il progetto di autonomia siciliana andò alla Consulta Nazionale,
vi furono due uomini eminenti,
Einaudi e Ricci, che dissero:
“Ohibò! Ma con questa autonomia si crea uno Stato entro lo Stato”.
E dettero parere contrario.
*
Voi comprendete signori Deputati,
che con questa antifona, ogni speranza cade
anche con un progetto di autonomia così striminzito, che non piace a nessuno,
perché tutti lo qualificano una nuova turlupinatura per la Sicilia.

Che risultati volete che esso possa dare?
Il decreto legislativo sulla autonomia siciliana è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale;
ma io non so se esso entrerà presto in attuazione, non so se dovrà essere posto in appendice alla nuova Carta Costituzionale ed entrare in vigore con essa; non so se dovrà essere conglobato con questa
Carta Costituzionale.
*
Noi, vi ripeto, a quel progetto siamo decisamente contrari.
Ma nonostante tutto - vi prego di non sorridere -
noi lo voteremo.
Lo voteremo come un inizio,
come il primo passo verso quella indipendenza che sicuramente la Sicilia raggiungerà.
(Interruzioni - Rumori).
A proposito di autonomia, il mio caro e vecchio amico, Arturo Labriola, che è onore della scienza italiana ed onore dell’Assemblea Costituente…
(Commenti - Rumori).
È precisamente come dico io:
onore dell’Assemblea Costituente
…
*
Una voce. Ha onorato tanti partiti!
roc: Stanno mancando di rispetto ad uno dei miei Costituenti preferiti...
Dio mio!
Qui dentro quanta gente c’è che ha onorato vari partiti.
Lasciamo andare!
(Commenti - Rumori).
roc: Grazie Andrea, forse su un paio di argomenti tu ed io possiamo intenderci...
il mio amico labriola
Dicevo dunque che il mio amico Labriola,
nel suo discorso,
si è riferito a questo tisico progetto di autonomia
ed ha chiesto che esso sia esteso
anche a province meridionali.
Il mio amico Labriola è di facile contentatura, evidentemente.
Io devo dirvi,
invece,
a questo proposito,
che da ogni parte dell’Italia meridionale e della Sardegna
vengono a noi incitamenti a persistere sulla strada che stiamo battendo,
quella della Confederazione di Stati italiani.
Ci si dice che si vuole unire
l’azione del Mezzogiorno e della Sardegna
alla nostra..
*

Si, io sono orgoglioso di avere avuto
particolare incarico della Lega Sarda
di parlare anche a nome della Sardegna.
*
Una voce. Ma sono pochi!

Che importa?
De Valera alla Camera dei Comuni
portò appena quattro deputati,
quanti noi indipendentisti siamo qui dentro,
e dopo molti anni l’Irlanda
fu uno Stato libero.
Così sarà della Sicilia,
della Sardegna,
del Mezzogiorno.
(Vivissimi rumori – Interruzioni - Commenti).
roc: Edward George De Valera, chi era costui?
È stato una tra le figure di spicco della lotta irlandese per l'indipendenza dalla Gran Bretagna. E' stato tre volte Capo del Governo della Repubblica Irlandese e ha terminato la sua carriera politica come Presindente della Repubblica.
mac: e questa risposta chi l'ha scritta? il web, da solo?
roc : il web?! Ma no! L'ho scritta io!
Una voce. E sarà la guerra civile.
roc: Ma che sta dicendo?
vivi:Esagerato!
Ma che cosa dice?
Io devo ripetere che noi,
fin dal primo momento,
affermammo la necessità che il nuovo ordinamento siciliano
sia a base repubblicana.
roc: Appunto!
precisazioni
Ma, a questo proposito,
io devo rilevare una dichiarazione,
fatta qualche tempo fa
sul suo giornale di Palermo
dal collega onorevole Natoli,
il quale scrisse che Charles Poletti, Governatore della Sicilia per conto degli Alleati,
aveva proposto a me di fare la Repubblica siciliana
e che io mi ero rifiutato.
Questo annunzio ha avuto qualche eco internazionale
che mi costringe ad una precisazione.
La notizia è completamente destituita di fondamento,
perché non è esatto che l’America,
al momento dell’occupazione,
sostenesse la necessità
di una Repubblica siciliana.

Poletti non affermò altro
che la necessità della permanenza
della monarchia e fu nell’occasione
nella quale apparve
un documento indipendentista
contrario alla monarchia
che io ebbi un dissidio con lui
e gli dissi che
non per mantenere la monarchia
il popolo siciliano aveva agognato
la sua liberazione dal fascismo
e che gli Alleati avevano combattuto
nel nome della libertà
e ci avevano liberati dal vecchio regime.
*
contenuta anche in una lettera
di un egregio uomo politico inglese,
il quale me l’ha confermata ora.
Egli mi scrive: “L’Inghilterra protesse i Savoia
e dovette perciò ottenere
faticosamente
l’aiuto dell’America
perché sperava che la monarchia
fosse di ostacolo alla marcia del comunismo.
Quando gli americani credettero
che dal Nord
poteva forse venire una forma di vera democrazia che desse libertà reali a tutti,
i Savoia furono buttati a mare”.
Ma in quel momento Poletti sosteneva che la monarchia di Savoia
che noi invece combattevamo ad oltranza.
(Commenti)
roc: Hai capito gli Inglesi...
GUERRIERI
Ma non dovete combattere l’unità d’Italia.
(ci sono due Guerrieri tra i costituenti, Emanuele e Filippo, entrambi democristiani).
mac: Chi ha scritto questa cosa sui Guerrieri?
roc: secondo te?
Noi siamo unitari più di lei, e glielo spiegherò. Lei non capisce che…
*
GUERRIERI
Io capisco l’unità.

PRESIDENTE
Non interrompano!
roc: Saragat ci prova ma non è certo facile tenerli a bada... Finocchiaro Aprile (ma non poteva abbreviarsi il nome? Sembra uno scioglilingua...) sta parlando del passato prossimo e gli animi sono ancora molto avvelenati... Vedrete tra poco cosa non succederà... Ci sarà da divertirsi.
FINOCCHIARO APRILE
Noi amiamo l’Italia più di lei.
(Interruzioni – Rumori - Commenti).
*
Agli alleati, quando la Sicilia era occupata, furono prospettate varie possibilità di confederazione.
*
confederazioni
Noi insistemmo per la confederazione tedesca,
quella di Bismarck,
che dal punto di vista giuridico e costituzionale
consideriamo il più perfetto sistema
di confederazione.
Nella confederazione tedesca,
infatti,
tutti gli Stati erano sovrani.
Vi erano i regni di Prussia,
di Baviera,
del Wurtenberg,
di Sassonia e via dicendo.
Vi erano anche le città libere anseatiche di Brema, Lubecca
ed Amburgo.
Ci si è rimproverato dall’onorevole Natoli
di aver suggerito questa
confederazione tedesca,
che fu soprattutto una confederazione di dinastie. Ma a noi tale confederazione
interessava soltanto
dal punto di vista del diritto pubblico,
ed io insisto nell’affermare che essa
fu quella che dette migliori risultati
e che merita di essere presa a modello.
Ora io affermo,
in risposta ai miei interruttori,
che i cittadini della Prussia,
della Baviera,
del Wurtenberg,
della Sassonia,
delle città libere anseatiche erano tutti
cittadini tedeschi
che la Confederazione
univa ed affratellava
in un unico granitico blocco.
roc: E ritorna in auge l'onorevole interruttore...
E se la Sicilia
diventerà
uno Stato libero confederato all’Italia,
non ne risulterà una unione
più salda di quella presente?
Non saranno tutti gli italiani,
pur divisi nella tutela dei loro particolari diritti,
tutti uniti nell’interesse
e per la gloria del nostro Paese?
(Interruzioni - Commenti).
*
L’occasione per la quale avvenne il contrasto
tra Charles Poletti e me
fu precisamente un ordine del giorno
del Comitato dell’indipendenza siciliana,
ordine del giorno nel quale
noi ricordavamo che
la casa di Savoia
aveva acquistato il titolo regale
in Sicilia
con Vittorio Amedeo II,
al tempo del trattato di Utrecht del 1713; ricordavamo che
il Parlamento siciliano
nel Risorgimento
aveva offerto la corona di Sicilia
al figlio Vittorio Emanuele II;
ma ricordavamo anche che
la Casa di Savoia
se ne era sempre infischiata
della Sicilia.
*
MATTARELLA
E perché l’avete sostenuta nelle elezioni?
Siete stati monarchici.
(Commenti).
em: ma lo lasciate parlare?
È una menzogna spudorata.
Siete stati voi che prima avete sostenuto la repubblica
e poi vi siete fatti sostenitori della monarchia.
(Rumori – Interruzioni - Commenti).

Ebbene,
in questo ordine del giorno
noi rimproveravamo
l’abbandono
in cui casa Savoia
aveva tenuto la Sicilia
e noi dichiarammo decaduto
Vittorio Emanuele III
dal trono
e con lui decaduti
i suoi successori.
E poiché si continuava a insistere
in una specie di protezione
della monarchia e del generale Badoglio,
io in una lettera violenta e veemente
che può avere riscontro in quella
del conte Sforza
diretta allo stesso sovrano,
lo invitai ripetutamente
ad abbandonare senz’altro il trono
e a decidersi finalmente ad abdicare.
E qui mi si viene a dire che abbiamo sostenuto la monarchia!
Quando mai lei me lo ha sentito dire?
*
MATTARELLA
Nelle elezioni.

È una menzogna spudorata,
lei mentisce sapendo di mentire.
(Rumori vivissimi – Interruzioni - Commenti).
*
MATTARELLA
Mentisce lei.
A Lercara i suoi mi hanno interrotto
al grido di “Viva i Savoia!”

E che c’entro io in ciò?
Ma la smetta.
Lei è un “intrallazzatore” dell’Alto Commissariato della Sicilia e si è arricchito.
(Rumori vivissimi - Interruzioni -
Commenti animati e prolungati).
vivi: Che saette!
MATTARELLA
Ritiri la parola altrimenti non parlerà più.

PRESIDENTE
Onorevole Finocchiaro Aprile,
lei deve ritirare questa espressione che è inammissibile.
(Approvazioni).

Voci.
Ritiri l’ingiuria!

PRESIDENTE
Onorevole Finocchiaro Aprile,
torno a invitarla nel modo più formale
a ritirare le espressioni inammissibili
di cui lei si è servito.
(Applausi).
*
FINOCCHIARO APRILE
Per la forma ritiro quello che ho detto;
per la sostanza
(Interruzioni)
vi è una precisa accusa formulata
da me
pubblicamente
contro l’onorevole Aldisio
e i suoi complici
in tutte le malefatte
dell’Alto Commissariato.

ALDISIO
Il Commissario Aldisio
ha querelato
con ampia facoltà di prova
il signor Finocchiaro Aprile.
(Applausi al centro).
*
GRONCHI
Chiedo di parlare.

FINOCCHIARO APRILE
Io ho la parola.
*
PRESIDENTE
Onorevole Gronchi, non posso accordarle la facoltà di parlare in questo momento.
![]()
GRONCHI
Onorevole Presidente,
vorrei chiarire le ragioni
della reazione vivace del mio gruppo
e mia personale
al contegno dell’onorevole Finocchiaro Aprile. (Commenti).
*
PRESIDENTE
Le ripeto, che lei non può parlare ora.
*
FINOCCHIARO APRILE
Io ho la parola!
*
Voci. Parli l’onorevole Gronchi!
(Commenti - Rumori)
*
PRESIDENTE
Onorevole Finocchiaro Aprile,
continui!

FINOCCHIARO APRILE
Poiché la mia non fu che una legittima reazione contro un’accusa ingiusta e falsa,
questa mia reazione fu necessariamente vivace.
Se l’onorevole Mattarella
ritirerà l’accusa falsa,
io ritirerò quello che ho detto.
vivi: E adesso non basta con questo tira e molla?
em: e dài fatela finita!!!![]()
MATTARELLA
Siccome la mia accusa non è falsa,
io non la ritiro
e mantengo tutto quello che ho detto.
(Rumori vivissimi - Interruzioni - Commenti animati e prolungati).
*
FINOCCHIARO APRILE
Ed io non ritiro nulla
e mantengo quello che ho detto.
vivi: Finalmente! Secondo me, Finocchiaro Aprile avrebbe potuto sfondare in TV.
em: sì, magari all'isola dei famosi...
PRESIDENTE
Continui,
onorevole Finocchiaro Aprile.

FINOCCHIARO APRILE
Dopo la nostra dichiarazione
di decadenza
della monarchia di Savoia,
dopo l’invito a Vittorio Emanuele III
di abbandonare il trono,
il Comitato nazionale
fece ripetute affermazioni
nettamente ed inequivocabilmente repubblicane;
ed in tal senso
si pronunziano
solennemente
il Congresso nazionale di Taormina
e poi quello di Palermo.
Però voi dovete rendervi conto che
il Movimento della Indipendenza
non è un partito,
ma abbraccia quasi tutti i partiti
purché indipendentisti.
*
Una voce. No, non è vero!
em: ricominciano?
FINOCCHIARO APRILE
Noi abbiamo comunisti…
ma per favore...
Una voce. Ma dove?
dove?
FINOCCHIARO APRILE
… abbiamo socialisti…
(Interruzioni)
liberali, laburisti, democristiani…
*
Una voce. Nella sua fantasia!
em: ah!... nella fantasia!
FINOCCHIARO APRILE
… e poiché nel Movimento
vi sono anche dei monarchici,
il Comitato nazionale dell’indipendenza,
riunito a Roma,
dichiarò di lasciar liberi
gli indipendentisti
di votare come volevano.
Questa è la manifestazione monarchica.
*
Una voce. Dunque siete repubblicani e monarchici! (Vivi rumori - Commenti).
vivi: Voce, chi tu sia non è dato saperlo, ma hai proprio ragione!
democrazia diretta
In ripetute occasioni noi dichiarammo che
la repubblica da noi desiderata
è la repubblica sociale.
(Commenti - Interruzioni).
Dichiarammo che questa repubblica
dovrà avere un Governo a democrazia diretta.
Perché?
Perché noi siamo decisamente contrari
al regime puramente parlamentare
che ha dato così cattivi risultati in Italia.
(Interruzioni - Commenti).
Perché democrazia diretta?
Perché precisamente il regime parlamentare
dette luogo ad inconvenienti che
molti di voi, specialmente i vecchi,
ricordano.
Quando Don Sturzo, ad esempio,
si intrometteva,
pur non facendo parte della Camera dei Deputati,
nel giuoco delle forze parlamentari,
riusciva persino ad impedire la formazione
di Governi con grave pericolo dell’esistenza dello Stato, e fu parecchie volte colto in fallo.
(Rumori vivissimi - Interruzioni - Commenti animati al centro).
Voci. Legga la storia!

…Pensammo così alla necessità
di sottrarre il Governo alle compromettenti agitazioni parlamentari, le quali saranno rese inoffensive appunto con la democrazia diretta,
mercé la quale il Governo
sarà eletto direttamente dal popolo
e non potrà cedere ad ogni stormire di foglia
per gli isterismi ed i capricci
di questo o quel partito o gruppo politico
rappresentato nell’Assemblea.
Non si verificherà più lo spettacolo inverecondo di allora, per cui ogni sei mesi
bisognava cambiare il Gabinetto,
dando l’impressione che l’Italia
non potesse funzionare in nessun modo.
La ragione della democrazia diretta
da noi vagheggiata è precisamente quella di dare
al popolo la vera sovranità, la sovranità permanente,
non una sovranità che si esaurisce
nel momento stesso in cui l’elettore esprime il voto.
Con la democrazia diretta il popolo
ha permanentemente la sovranità,
sia con il diritto di referendum,
sia con il diritto di iniziativa,
sia con il diritto di revisione.
Il popolo è sempre sovrano,
in qualunque momento della sua vita.
Questa è la vera democrazia
che noi desideriamo in Sicilia
e che auguriamo anche all’Italia.
vivi: Viva la Repubblica popolare sicilana! 
PRESIDENTE.
La prego di concludere.
![]()
anarchie ?
Nel notevole discorso
pronunciato oggi dall’onorevole Lombardi
si è accennato
all’opportunità dell’abolizione dei prefetti;
ma precisamente
in tutti e due i nostri congressi
noi sostenemmo
- e la cosa non è affatto peregrina -
l’assoluta necessità
della soppressione dei Prefetti.
I Prefetti oggi
non sono che gli agenti del Governo,
perché devono esercitare sulle popolazioni
le pressioni, le minacce,
le violenze del Governo.
(Rumori - Interruzioni).
Noi auspichiamo,
con tutte le nostre forze,
la scomparsa dell’istituto prefettizio,
amorfo e pericoloso
(Commenti),
istituto non di schietta origine italiana,
ma di pura imitazione napoleonica e borbonica.
(Commenti).
Una voce. Vuole per caso l’anarchia?
roc: Andrea potrebbe essere tutto tranne che anarchico, vi sembra?
Signori, una delle ragioni per le quali
i democratici cristiani, in Sicilia,
i vescovi, il clero in genere, si accanirono violentemente contro di noi fu questa:
a Palermo, quando noi delineammo lo Stato
che vagheggiamo e che auspichiamo
anche per l’Italia, noi dicemmo
che i contadini e gli operai
devono avere una rappresentanza concreta ed effettiva nei Governi.
Oggi essi non hanno neppure una rappresentanza formale.
Contadini e operai sono al di fuori, per quanto nel Governo siano autorevoli sostenitori dei loro diritti e dei loro interessi.
Ma noi pensiamo che gli operai e i contadini
debbano partecipare direttamente al governo
della cosa pubblica, perché soltanto così essi potranno essere i veri interpreti delle classi lavoratrici siciliane ed italiane.
(Commenti).
Una voce. Ha scoperto l’America!

Non pretendo di scoprire nessuna America,
ma nessuno ha pensato ancora di attuare tali concetti.
La prima manifestazione del Movimento per l’indipendenza della Sicilia
ebbe la partecipazione di numerosissimi operai e contadini siciliani.
Allora io posi il dilemma:
o indipendenza o comunismo!
(Rumori).
Io ho sempre creduto e credo
nell’avvenire del comunismo!
(Applausi a sinistra).
Io non so le ragioni per le quali Togliatti
- che io non conosco -
non ha partecipato al Governo.
Sono certamente delle ragioni che devono meritare la massima considerazione.
Io ignoro se l’onorevole Togliatti si prepara a dare l’assalto alla diligenza ministeriale.
Se lo facesse ne avrebbe pieno diritto,
perché io sono profondamente convinto
che la vera forza efficiente del paese
sia oggi la forza comunista!
(Rumori - Commenti - Interruzioni al centro).
Ma se Togliatti, com’è più probabile,
anziché isterilirsi nella funzione di Governo,
sia pure nella funzione prevalente
di Capo del Governo,
per la quale ha innegabili attitudini,
dovesse ricorrere ad altro sistema,
egli non avrebbe altra scelta
che quella di scendere in piazza:
operai e contadini certamente lo seguirebbero.
Ed allora tutta la vostra maggioranza
- quanti siete? 200? -
A che cosa si ridurrebbe?
Quando gli operai ed i contadini
scendessero in piazza,
che potrebbero fare per opporsi ad essi
le vostre donnaccole dalle quali ripetete il mandato…
(Rumori vivissimi – Interruzioni - scambio di vivaci apostrofi fra il centro e l’oratore - commenti animati prolungati).
vivi: Adesso è diventato un comunista... di sicuro è un provocatore
donnaccole!!!
PRESIDENTE
Onorevole Finocchiaro Aprile,
sono costretto a richiamarla all’ordine.
Le ricordo che a norma del Regolamento,
al secondo richiamo,
sarò costretto a proporre l’esclusione dall’Aula.
(Commenti).
È probabile che i Deputati non si rendano conto
del significato del richiamo all’ordine.
*
Voci. Non deve parlare!

PRESIDENTE
Fò notare agli onorevoli colleghi che
l’onorevole Finocchiaro Aprile
richiamato all’ordine,
ha diritto di continuare a parlare.
(Applausi).
*
FINOCCHIARO APRILE
La Balcania e la Germania
sono omai bolscevizzate.
Il passo verso l’Europa occidentale è breve.
È inutile tentare di opporsi
all’avanzata trionfale dl comunismo.
(Commenti - Interruzioni).
Io ero legato di amicizia personale con Cicerin
che conobbi a Genova.
Fu una delle persone più care della mia vita.
Io fui illuminato da lui sul pensiero di Lenin.
Me lo illustrò e mi commentò i suoi scritti.
Io vi dico che non so se fosse più
il pensiero di Lenin trasfuso nella mente di Cicerin
o più il pensiero di Cicerin
trasfuso nella mente di Lenin.
roc: Non so cosa c'entri Cicerin in questa storia...
Saranno state le evoluzioni mentali di Andrea?
PRESIDENTE
Resti all’argomento, e lasci stare Cicerin!
roc: Appunto, bravo Saragat, non ci perdiamo in chiacchere e torniamo a noi. Sono curiosa di sapere come va a finire. Finora è stato fantastico. Non so voi ma io mi sono calata in quell'Aula da qualche finestrella laterale e non riesco ad uscirne...
amicizie
Noi abbiamo i nostri amici socialisti.
Io ho molta simpatia per i socialisti.
(Commenti).
Sono stato molto vicino a loro nel passato.
Quando sorgeva su quei banchi
la magnifica figura di Filippo Turati,
la sua parola illuminava i nostri spiriti.
Noi apprendevamo da lui quella che era la scienza della vita, che erano le probità e l’onestà politica.
Noi ricevemmo insegnamento da
Filippo Turati e diventammo tutti,
chi più chi meno, socialisti.
Voi comprendete, quindi,
la mia simpatia per il partito socialista.
Vi aggiungo che dei voti da me riportati in Sicilia,
e specialmente a Catania,
la maggior parte è dei socialcomunisti indipendentisti.
vivi: una sviolinata ai socialisti?
destini
Filippo Turati ebbe il grave torto di non andare
al potere quando noi lo scongiuravamo di andarvi
e lo scongiuravamo a nome di Francesco Nitti,
che lo stimava, lo apprezzava,
lo amava.
Se i socialisti fossero andati al Governo,
molto probabilmente non avremmo avuto l’onta del fascismo.
Penso che il partito socialista sia destinato
- adesso spero che non strillerete voi di questa parte sinistra dell’Assemblea -
a scindersi, perché non pochi socialisti
- ritengo sia questo il pensiero del Vicepresidente del Consiglio onorevole Nenni
– andrà(nno?) verso il comunismo
(Interruzioni- Commenti),
mentre molti altri dovranno andare a costituire
un nuovo partito di centro.
roc: Prima i comunisti, poi i socialisti. Ha ammirazione un pò per tutti..
Che cosa penserà mai dei democristiani?
em: citta, che la cosa è interessante.
metodi
Rimane il terzo partito,
il più numeroso, o meglio quello che tale appare:
la democrazia cristiana.
La democrazia cristiana
è l’ultima Thule della borghesia italiana
e non tarderà a perdere le sue penne maestre.
(Commenti).
Vedete!
Io modestamente considero un grave errore
quello vostro di essere venuti qui
in così larga misura.
(Commenti).
I metodi elettorali
non davvero commendevoli del clero italiano e vostri, messi in rilievo l’altro giorno dall’onorevole Lussu, sono metodi che sono stati applicati dappertutto, specialmente in Sicilia.
E voi non vi siete ancora accorti che,
precisamente in conseguenza di tali metodi,
che vi hanno portato qui così numerosi,
è venuto formandosi in Italia ed in Sicilia
un notevole spirito di reazione anticlericale.
(Commenti).
anticlericali
Gli episodi sono noti:
un pò qui e un pò là i preti sono stati insultati,
schiaffeggiati, feriti, cosa che dispiace a chiunque abbia senso di umanità.
Ora, quando furono attuati i Patti lateranensi,
le ultime tracce dell’anticlericalismo nostrano
sono venute sensibilmente attenuandosi
e molti che erano al di là della trincea
ricomposero il loro spirito verso
una maggiore serenità di coscienza.
L’anticlericalismo finì.
Non so ora che cosa avreste
voi democristiani da guadagnare
da un risorgere violento
dell’anticlericalismo:
credo che non provvedereste
né agli interessi del vostro partito,
né a quelli dell’Italia.

Io torno a quello che dicevo in rapporto al comunismo.
Vi potrà essere una qualche cosa veramente deprecabile e deprecata da noi che potrà ritardare
il fatale evolversi degli avvenimenti:
una guerra, la guerra fra l’Inghilterra e la Russia.
A questo proposito, io devo dirvi qualcosa che ha inciso profondamente sull’avvenire della mia terra,
della mia Sicilia.
Perché non domandammo mai nulla agli alleati.

indipendenza
Noi crediamo che il popolo siciliano
l’indipendenza dovrà sapersela conquistare da sé
e che se la conquisterà.
Ma, al di fuori di ogni azione,
avvenne questo che sia l’America sia l’Inghilterra
avevano cominciato a mettere seriamente
gli occhi addosso alla Sicilia ed alla Sardegna.
Voi sapete che nei due trattati di pace,
l’uno americano, l’altro britannico,
era compresa
- e non so se vi sia ancora compresa -
la clausola di smilitarizzazione
delle due maggiori isole mediterranee.
*
le due grandi potenze
si erano divise i porti e gli aeroporti,
avevano cominciato a comprare terreni,
avevano mandato persino funzionari,
molti funzionari siculo - americani
che non avevano taciuto
lo scopo della loro venuta in Sicilia.
Io seppi che il Governo italiano,
nell’imminenza del trattato di pace,
che avrebbe dovuto essere stipulato
alla fine di settembre del 1945,

Orbene la Russia capì
che la questione della smilitarizzazione
avrebbe finito con lo sboccare
fatalmente in un diverso ordine politico,
costituzionale e statale
della Sicilia e della Sardegna,
e così il signor Molotov avanzò
alla conferenza di Parigi
che si teneva in quei giorni
la richiesta dell’amministrazione fiduciaria
esclusiva della Libia.
Perché a Yalta, se non sbaglio,
vi era già stato un accordo che
l’amministrazione fiduciaria della Libia
avrebbe dovuto essere a quattro,
cioè dell’America, dell’Inghilterra,
della Russia e della Francia.
*
Come mai la Russia
si decideva allora a domandare l’amministrazione fiduciaria per sé sola?
Voleva la Russia dei compensi nel Medio Oriente,
voleva dei compensi nel Dodecanneso?
È probabile;
ma è molto più probabile
che la Russia manovrasse al fine di disinteressare
l’America e l’Inghilterra della loro influenza
nelle isole del Mediterraneo.
vivi: Senti, senti...
Fu allora, signori Deputati,
che gli angloamericani si ritirarono in buon ordine
e la questione siciliana
fu tolta dal tappeto internazionale
dove era stata posata per tanto tempo
e ritornò sul terreno interno.
A noi la cosa è rimasta perfettamente
indifferente.

pervicacemente
Noi affermammo
- all’inizio ve l’ho detto,
rivolgendoci al Generale Alexander
il 23 luglio 1943 -
la necessità che la Sicilia diventasse uno Stato libero
da confederare con lo Stato
o con gli altri Stati italiani o, eventualmente,
mediterranei ed europei.
La stessa affermazione noi abbiamo fatto durante i comizi e la stessa affermazione facciamo
oggi qui. Come ho detto,
noi nulla chiedemmo agli alleati.
Un collega, di cui non conosco il nome,
diceva testé: ma perché vi siete rivolti agli alleati?
La questione è che noi libertà non ne avemmo mai;
il Governo ce la negò sempre,
pervicacemente.

libertà
Soltanto ora, in questi giorni,
c’è stato dato il permesso di pubblicare un settimanale.
Noi abbiamo fatto la campagna elettorale
senza un giornale.
Noi ci rivolgemmo agli alleati per avere le nostre libertà, tutte le nostre libertà,
come gli altri cittadini,
e ci rivolgemmo agli alleati dopo di avere
ripetute e ripetute volte rivolto i nostri appelli,
ma invano, al Governo italiano.
Del resto, rivolgersi agli alleati
significava non rivolgersi a degli stranieri,
ma rivolgersi a coloro che avevano e che hanno
l’effettiva sovranità sull’Italia.
*
La piena sovranità non è del Governo italiano,
la sovranità è degli alleati e noi avevamo
il diritto e il dovere di rivolgerci ad essi.
E ci rivolgevamo ad essi per protestare contro il trattamento iniquo, ignobile, infame
che ci veniva fatto dal Governo.
roc: Scoppierà la guerra, in Aula? Sento aria di sollevazione generale...

idee di pazzi
Noi ci riunivamo pacificamente
nelle nostre sedi
per discutere le idee che vi ho espresse,
idee che non sono affatto blasfeme,
che sono le idee che hanno cementato
per tanti e tanti anni i più grandi paesi del mondo.
Ma soltanto perché erano affermate in Sicilia,
le idee confederative
dovevano essere considerate come idee di pazzi,
di gente che doveva essere messa al bando;
e così le nostre sedi erano devastate,
erano distrutte;
i nostri ragazzi martoriati, presi a calci di fucile.
Quanti, quanti sono stati
i nostri giovani oltraggiati,
percossi e feriti!
Le nostre sedi erano saccheggiate
dai carabinieri in uniforme
per ordine di Salvatore Aldisio,
come disse un colonnello dei carabinieri.
*
ALDISIO
È una pura invenzione,
come tutte quelle che sono uscite
dalla vostra bocca.
*
È la sacrosanta verità:
siete il responsabile
di tanto scempio,
siete un traditore della Sicilia!
(Commenti vivissimi - Interruzioni - Commenti animati)

Voci. Adesso basta!
em: Già! Adesso basta!
ricordare con orrore
Ebbene, questo trattamento
fu veramente turpe,
ve lo dico senza nessun risentimento,
perché non ho amarezza personale verso alcuno;
ma queste cose avevo il dovere di dire all’Assemblea Costituente, ai rappresentanti del popolo italiano.
Gli indipendentisti sono stati trattati
in Sicilia come nessun Governo
austriaco o borbonico mai trattò i nostri conterranei.
Il fascismo non giunse mai a tanta vergogna.
(Interruzioni - Commenti).
Io ho la documentazione di tutto.
I nostri ragazzi, portati nelle carceri,
vennero seviziati e torturati.
C’era un maresciallo dei carabinieri,
un certo Leone, un’infame aguzzino,
il quale ricorreva a tutti i bassi sistemi di tortura:
metteva i nostri ragazzi
nelle famose cassette a scale;
faceva orinare in bocca;
metteva sull’ombelico dei giovani detenuti
degli scarafaggi.
Questo ha potuto fare il Governo
che è venuto dopo la guerra
per liberare la Sicilia, per liberare l’Italia.
Io non posso ricordare ciò che con orrore.
E si venne agli ultimi tempi,
che rivelarono come questa non fosse che una ignobile e turpe speculazione elettorale.
Si temeva il successo degli indipendentisti,
si aveva paura di loro.
Aldisio aveva bisogno ed urgenza di eliminarli.
(Interruzioni - Commenti).
E allora, suggestionato da Aldisio,
intervenne quel piccolo Salazar
che ha fatto ridere l’Italia alle nostre spalle,
Parri, ad iniziare il fosco periodo del terrore.
Orbene, fu applicata
a noi una disposizione fascista;
a noi che, come disse alla Consulta Nazionale
Vittorio Emanuele Orlando,
eravamo l’espressione del più puro antifascismo,
perché il Movimento fu l’accolta
dei maggiori esponenti dell’antifascismo siciliano.
Questo disse Vittorio Emanuele Orlando.
Orbene, noi fummo arrestati come dei delinquenti comuni. Varvaro ed io fummo arrestati da Agnesina,
quel turpe funzionario contro il quale
i nostri patrioti gridavano tutte le sere a alla radio:
“Al muro, Agnesina!”.
Ci avete fatto arrestare da questo fiero mascalzone.
roc: Varvaro... Chi era costui?
Il vento dell’indipendentismo siciliano era capeggiato da Andrea Finocchiaro Aprile e da Antonio Varvaro e sorretto dalla formazione guerrigliera dell’EVIS (Esercito Volontario per L’Indipendenza Siciliana) messa su nella Sicilia Orientale dal professore universitario Antonio Canepa, ucciso il 17 Giugno 1945 a Randazzo. Per debellare il separatismo siciliano incalzante, il Governo Italiano adottò diverse strategie, rivelatesi efficaci e proficue. Tra queste la più efficace è stata quella attuata la notte del 1° Ottobre 1945 consistente nell’arresto realizzato con le modalità di un vero e proprio rapimento di Finocchiaro Aprile e di Varvaro, nonché di Francesco Restuccia ritenuto erroneamente comandante dell’EVIS.
Risultato?
Si decapitò il movimento indipendentista e se ne dispose la chiusura delle sue sedi con conseguente scompiglio della sua organizzazione.
Il nostro Andrea e l'amico Varvaro vennero tenuti prigionieri per sei mesi nell’Isola di Ponza e poi vennero rilasciati senza subire inspiegabilmente alcun processo.
Saranno scesi a compromessi? Può essere...
Andrea ha detto più volte che l’autonomia costituiva un primo passo da fare verso la futura indipendenza, che veniva così accantonata ed allontanata sine die nel tempo. Il 15 Maggio 1946, e cioè prima ancora del referendum istituzionale e dell’elezione dell’assemblea costituente con cui si doveva stabilire l’assetto interno dell’Italia postbellica, venne emanato lo statuto autonomistico siciliano con cui si veniva a creare una specie di Stato federato, ma che doveva restare scritto sulla carta, come poi è successo...
PRESIDENTE
Moderi il suo linguaggio!

clemenze
Ebbene, si ebbe
la tracotanza di parlare di internamento,
si ebbe la spudoratezza di applicare a noi
il decreto emesso da Mussolini
nel 1940 contro gli antifascisti,
per toglierli dalla circolazione
senza le formali garanzie del procedimento per il confino, decreto che Mussolini stesso
si vergognò di applicare,
decreto che era già decaduto
per le dichiarazioni Poletti
“che tutte le leggi fasciste dovevano considerarsi abrogate”, decreto che era implicitamente abrogato
per il fatto che era completamente
contrario al nuovo regime di libertà e di democrazia
instaurato in Italia.
Bel Governo di libertà e di democrazia!
E perché fummo liberati?
Per clemenza? Bella clemenza!
Noi non fummo liberati dal Governo,
noi fummo liberati perché ricorremmo
al Consiglio di Stato,
il quale fece sapere al Ministro dell’Interno Romita…

ROMITA
L’avevo deciso.
*
spargimenti
Non avevi deciso niente;
che liberale sei?
Che democratico sei? Che socialista sei?
Tu dovevi immediatamente
liberarci il giorno stesso che avevi preso possesso del Ministero dell’Interno.
Questo era il tuo dovere!
(Rumori - Commenti).
Ebbene,
noi siamo usciti perché il Consiglio di Stato si persuase che quella era stata commessa verso di noi era un’ignominia ed un’infamia.
Cari colleghi di questa parte
(Accenna a sinistra),
fieri avversari di quest’altra
(Accenna al centro),
io vi dico che il popolo siciliano indipendentista
è molto più generoso di quello che voi credete.
Il popolo siciliano indipendentista ha perdonato,
ma non dimenticherà mai l’oltraggio che,
attraverso i suoi rappresentanti,
è stato fatto a tutta la nostra terra.
Noi, nonostante tutto,
abbiamo sempre raccomandata la calma.
Non c’è nessuna manifestazione ed incitamento ostile che si possa attribuire a noi,
perché noi sappiamo che cosa significa turbamento dell’ordine pubblico in Sicilia.
Se ci furono dei giovani che
in seguito a tutti i martiri loro inflitti
dovettero darsi alla montagna,
ciò fu per sottrarsi alla persecuzione
della più ignobile e turpe polizia
che esiste in Europa, quella italiana.
Il popolo siciliano ha perdonato,
ripeto, ma non dimenticherà.
Noi indipendentisti continueremo,
impavidi, la nostra strada.
Noi non temiamo nulla:
se dovete arrestarci, arrestateci;
se dovete spargere il nostro sangue,
spargetelo!
(Interruzioni - Commenti).
Già perché non è stato sparso?
Noi abbiamo cinque eroi che sono stati massacrati dalla mitraglia della sbirraglia italiana.
(Rumori vivissimi - Interruzioni - Commenti).

Una voce.
E i carabinieri che avete massacrato voi?

PRESIDENTE
Onorevole Finocchiaro Aprile,
le sue espressioni sono inammissibili.
La richiamo all’ordine per la seconda volta.
(Vive approvazioni).
*
FINOCCHIARO APRILE
Noi abbiamo i nostri martiri:
Turri, Rosano, Giudice, Ilardi, Di Liberto,
i quali sono morti col nome della Sicilia
sulle labbra, avvolti nella gloriosa bandiera rossa e gialla dei Vespri,
inneggiando all’indipendenza siciliana;
i loro nomi e le loro memorie sono nei nostri cuori. Noi continueremo a lavorare
per il raggiungimento del nostro scopo
ed io vi ripeto che ciò faremo,
come ieri e come oggi,
nell’interesse della Sicilia,
ma soprattutto nell’interesse dell’Italia,
(Vivi rumori - Interruzioni)
perché siamo profondamente convinti che
soltanto col sistema confederativo
noi potremo realizzare
quella unità dei popoli di lingua italiana
che il sistema unitario del 1860 non ha realizzato.
Questo per l’onore,
per la fortuna e per la gloria d’Italia.
(Rumori - Commenti).
*
PRESIDENTE
Ha chiesto di parlare.
l’onorevole Presidente del Consiglio.
Ne ha facoltà.
*
DE GASPERI
(Vivissimi applausi).
Mi riservo di rispondere o di prendere in considerazione gli argomenti,
per quanto lo meritano,
esposti dall’onorevole Finocchiaro Aprile
circa la sua tesi indipendentistica,
autonomista, ecc.,
e le critiche al mio ed ai Governi passati.
Però fin da ora debbo deplorare
amaramente che egli abbia usato
contro organi dello Stato
espressioni che noi non possiamo assolutamente accettare.
Quando, in generale, si qualificano gli organi dello Stato, gli organi del pubblico ordine,
i carabinieri, come “sbirraglia italiana”,
ricordo una sola cosa:
che io recentemente a Palermo,
entrando nella caserma dei carabinieri
ho visto una lapide dalla quale risultano
i numerosi feriti e morti
del corpo dei carabinieri,
nella lotta in Sicilia.
E devo aggiungere che in quella occasione
ho fatto soprattutto la commemorazione
di otto carabinieri massacrati da uomini,
i quali, senza dubbio avevano affinità politiche
con l’oratore precedente.
(Applausi).
Aggiungo di aver sentito con una estrema amarezza
- e mi riservo di controbatterle -
le erronee affermazioni fatte
circa l’atteggiamento del Governo italiano
in una certa fase di politica estera
nel settembre dell’anno scorso
di cui sarei io responsabile.
Aggiungo però - a parte le dichiarazioni che a tale riguardo mi riservo di fare -
aggiungo la mia viva deplorazione,
il mio accoramento, nel sentire un oratore italiano qui, nella Costituente italiana,
reclamare il diritto,
e di difenderlo, del ricorso agli alleati e agli occupanti contro il proprio Governo nazionale.
(Vivissimi applausi - Grida di: Viva l’Italia!).

GUIDI ANGELA MARIA
Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE
Lo indichi.
*
GUIDI ANGELA MARIA
L’onorevole Finocchiaro Aprile,
nel suo discorso, ha avuto una parola
atrocemente offensiva nei riguardi delle donne democratiche cristiane.
em: e vai!
PRESIDENTE
L’ho già richiamato all’ordine per questo fatto.

GUIDI ANGELA MARIA
Io, come le mie colleghe,
sento di rappresentare una larga massa
di donne democratiche cristiane e simpatizzanti, perciò protesto vivamente perché in questa aula
si sia tollerata una parola così brutta,
così volgare,
e che si riflette su tutte le donne italiane,
madri, spose, figlie, sorelle, giovani,
che hanno dato tanta parte di loro generosamente,
coraggiosamente, eroicamente,
in questi lunghi anni di sofferenze e di dolori.
vivi: Complimenti Angela, ci voleva proprio una risposta alla provocazione di Finocchiaro-Aprile.
PRESIDENTE
Non si è tollerato nulla!
Ho richiamato per ben due volte all’ordine l’oratore. Evidentemente non tutti gli onorevoli Deputati conoscono la gravità di questa sanzione.
(Vivissimi applausi).
roc: Povero Saragat, l'hanno fatto un pò alterare oggi...e anche noi ci sentiamo un pò stanche.
Ma vedrai, la prossima seduta non sarà da meno...
vai a botta e risposta
torna in non solo costituzione