Il 138 recita...
Le leggi stesse
(di revisione della Costituzione)
sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione,
ne facciano domanda
un quinto dei membri di una Camera
o cinquecento mila elettori
o cinque Consigli regionali.
La legge sottoposta a referendum
non è promulgata,
se non è approvata dalla maggioranza
dei voti validi.
Non si fa luogo a referendum se
la legge è stata approvata
nella seconda votazione
da ciascuna delle Camere
a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.

Parliamo dell'articolo 138 della Costituzione Italiana, off course...
Il 17 novembre 2005 l’allora Governo di centro-destra ha approvato una riforma costituzionale con i soli voti della maggioranza, intitolata "Modifica alla parte seconda della Costituzione".
In seguito a questa riforma è nato, su iniziativa dell’ex-Presidente della Repubblica nonché Costituente Oscar Luigi Scalfaro, un Comitato per la Costituzione e il conseguente appello Salviamo la Costituzione!
Questo Comitato, a cui hanno aderito sindacati, l'associazione Giustizia e Libertà e vari componenti di quella che viene chiamata "società civile", ha raccolto le firme necessarie per chiedere l’indizione del referendum e si batte perché vinca il NO! alla modifica della Costituzione.
E intanto i "grandi" del Parlamento, tutti paladini della Costituzione, si lanciano in un coro di recriminazioni... sei stato tu, no hai cominciato prima tu!
E ci si domanda: ma quale Costituzione?