conigli scorticati e amici comunisti

Oh bene, dicevamo, il titolo è... solo ridicolo.
E sta parlando dei tre Ministeri della Marina, ricordi?
E lui è sempre Nitti.

solo ridicolo

Questi tre Ministeri non  esistono
in gran parte dei paesi
e qualcuno dei nuovi Ministeri
è solo ridicolo in altri.

Perché si sono creati questi nuovi ministeri?

*
la Marina mercantile (…)
non c’era mai stata come Ministero autonomo,
anche quando vi era una marina,
che ora non esiste.

 


Micheli, Ministro della Marina da Guerra:
Quando c’era lei, c’era De Vito.
Fu sotto di lui che ebbe inizio la Marina mercantile.

Nitti
:
No, è vero perfettamente il contrario.
Non ebbi mai un Ministero speciale per la Marina mercantile e nessuno lo ebbe; vi fu transitoriamente un sottosegretariato.

Una voce:

Questo è disfattismo.

(rumori)

Giannini
:
Questa non è libertà di parola!

(Interruzioni - Rumori - Commenti)

Presidente
:
Onorevole Nitti, continui. Vorrei esortare tutti ad una maggiore serenità.

(Approvazioni).

The Picconator prosegue, off course.

la semplice logica

Perché creare un Ministero dell’aeronautica?

Come volete che in questa dissipazione
si trovi una spiegazione?

Perché mantenere
un Ministero del Commercio estero,
che non ha scopo,
quando la semplice logica dice
di unire il Commercio estero con quello interno
nel Ministero dell’Industria?…

 

(Interruzioni)

Saggin
:
Non si serve l’Italia in questo modo.

(Commenti)

Presidente
:
Onorevole Saggin, la prego di non interrompere.

 

il coniglio ama di essere scorticato vivo

…speravo invece di vedere la fusione
del Ministero del Tesoro col Ministero delle Finanze.

I due Ministri del Tesoro e delle Finanze,
in concorde discordia,
vanno per vie diverse.

Gli onesti,
ma spesso mal congegnati e duri procedimenti
del Ministro delle finanze verso i produttori
fanno qualche volta ricordare
il vecchio proverbio della cucina piemontese
il coniglio ama di essere scorticato vivo”.

Vi sono tormenti inauditi o non necessari.

Perché tenere separati il Tesoro e le Finanze,
quando la loro funzione in quest’ora è comune?

 

il più grande imbecille

non sa nulla e confonde


Il Ministero delle finanze si lasciava in passato
a uomini di poca intelligenza,
perché il vero Ministro
era il Ministro del tesoro: 

il Ministero delle finanze aveva
i migliori capi e grandi direttori generali,
e tecnici di valore,
ma il Ministro aveva poco da fare.

Il Ministero delle Finanze
era il Ministero della riscossione,
che agiva sotto l’indirizzo del Ministero del Tesoro.

Dividerli in questo periodo è grande errore,
perché il Ministro del Tesoro deve
coordinare tutti gli sforzi nella stessa direzione.

Quando si sono creati tanti Ministeri,
valeva, invece, la pena di ricostruire
l’unico Ministero delle Finanze,
come si chiamava prima,
e riunire i Ministeri del Tesoro e delle Finanze
in un  solo Ministero.

Ripeto:
il Ministero delle Finanze
era affidato spesso in passato
- tranne qualche eccezione,
come nel caso del mio amico Meda -
a uomini di scarso intelletto.

Tanto che vi fu a lungo un uomo,
che fu definito il più grande imbecille di tutti i tempi, il Ministro Facta,
che consegnò l’Italia al fascismo...

 

 

 

Una voce:
Anche Lei fu Ministro delle finanze.

(Commenti)

Nitti
:
Lei non sa nulla e confonde.
Io fui Ministro del Tesoro.



Ragazze, che voglia di esserci state!
Si può dire così? Facciamo che sì.
Impareggiabile Nitti, almeno finora.
Ci sei? Resisti almeno fino a domani, allora!
Le prossime sono sempre di Francesco Saverio.
Questa giornata è tutta sua, già detto: 

non è ora materia...

Comunisti, democristiani,
socialisti e repubblicani,
almeno come rappresentanza,
operano insieme nel Governo,
ma operano con attitudini e tendenze
diverse ed in diversa forma.

Alla interruzione dell’onorevole Conti,
che mi parlava della Repubblica,
devo dire che noi dobbiamo essere legati
in questo periodo alla Repubblica,
perché, bene o male che sia stato,
ora non si potrebbe nemmeno dai monarchici
disfare ciò che si è fatto,
senza un’orrenda guerra civile
e senza il sovvertimento dell’Italia.

Questa questione non esiste più.

Non facciamo questione
di Repubblica o di Monarchia;
ciò veramente equivarrebbe
a indebolire la Repubblica.

Dissi anche ieri all’onorevole Conti,
che mi stava vicino,
che io non mi ero alzato quando
qualcuno aveva gridato:
Viva la Repubblica!”,
perché la Repubblica
non è ora materia di discussione quotidiana
da applaudire sul processo verbale,
ma deve essere considerata da noi
come acquisita.



o non sarà

Dobbiamo ora preoccuparci di avere
una buona e onesta repubblica,
che sia rappresentata da governi onesti e intelligenti.

Il pericolo della repubblica è solo nei suoi errori.

O la repubblica sarà ordinata,
unitaria e rispettabile
e avrà la forza nel prestigio della sua opera,
o non sarà.

La repubblica non si difende
con le parole, con le grida
e ancor meno col premio della repubblica,
o con l’ingiunzione di gridare o di scrivere
nelle strade “Viva la repubblica!”.

(Commenti - Interruzioni)

Si difende e si afferma con le opere.
La repubblica deve essere ordinata,
ma anche
- non vi scandalizzate della dichiarazione mia -
deve essere conservatrice.

(Commenti)

Voglio dire conservatrice
di quelle forme politiche e sociali
che sono necessarie alle stabilità del potere
ed all’ordinamento delle funzioni sociali.

I principi che adotteremo devono essere applicati
con onestà e con ferma volontà.

 

i miei amici comunisti

Lontano dal bolscevismo per le mie idee,
io riconosco i suoi sforzi di costruzione
anche con il sacrificio di una parte della popolazione.

Io ritengo di avere molti meriti verso il bolscevismo, meriti che penso i miei amici comunisti
non abbiano dimenticato.

Fu per mio merito che l’Italia
non mandò un solo soldato, né un solo fucile
in Polonia contro la Russia.

Io mandai il primo messaggio
- i vostri capi lo ricorderanno -
al Governo dell’URSS per sollecitare
la ripresa dei rapporti
fra la Russia e il resto d’Europa.

Io opposi pubblicamente
al conservatore Tardieu
la necessità di fare una politica senza diffidenza verso le istituzioni bolsceviche,
per non mettere il bolscevismo contro l’Europa,
né l’Europa contro il bolscevismo.

Infine io mi opposi a ogni aggressione alla Russia
e sciolsi la spedizione italiana che nel 1919
prima di me
era stata preparata per occupare ingiustamente
un grande territorio russo,
la Georgia.

 

non è e non fu mai

Ogni paese deve darsi all’interno la forma
che crede la più opportuna
e non importa agli altri
che non hanno né la necessità né la volontà
di farla propria.

L’Italia non ha mai avuto una grande rivoluzione,
né una grande guerra di religione.

Non è fondamentalmente
e non fu mai grande paese rivoluzionario.


il premio della Repubblica


L’onorevole Corbino, che credo di veder qui,
ha consentito
- dopo averlo negato -
a dare quello che si è chiamato
il premio della Repubblica,
cioè un aumento ad operai,
salariati  e funzionari.

Non ci ha presentato ancora
il conto di questa concessione.



Rileviamo dalla registrazione della Camera un temporaneo cambio di Presidenza: è ora Terracini a gestire le picconate di un Nitti in grandissima forma.

tutto color di rosa

È stato inutile?
Era necessario?

L’onorevole Corbino non lo credeva necessario, tanto è stato annunziato che non voleva
e anche opponeva il suo ritiro
e la sua non partecipazione al Governo.

Poi, per una serie di avvenimenti,
l’onorevole Corbino ha partecipato al Governo,
ha ceduto ed ha accettato ciò che non voleva.

L’onorevole Corbino è un uomo di ingegno,
è un uomo che ha preparazione di studi.
Ha però un difetto:
una natura profondamente ottimistica.

Egli vede tutto color di rosa.

Io conto di avere qualche conversazione
con lui sulla situazione economica e finanziaria.

(Si ride).



naturalmente molti malati muoiono

L’onorevole Corbino
ha qualche cosa che
lo avvicina alla Christian Science,
che è una confessione religiosa
diffusissima in America.

Gli aderenti a tale confessione risolvono tutto
con la fede,
con la preghiera.

Hanno un grandissimo giornale che si chiama
il Christian Science Monitor.

Questo giornale è forse uno di quelli che hanno
in America la migliore cronaca di politica estera.

I credenti in  questa religione dicono
che non si guarisce dai mali per mancanza di fiducia.

Chi ha fede guarisce;
ed allora curano tutte le malattie con la preghiera.

Naturalmente molti malati muoiono,
ma la Christian Science vive.

 

con la sola convinzione

Poi vi è in Francia
un  metodo ancora più nuovo,
che si chiama il metodo Coué,
e consiste nell’idea che ogni malato che soffre
deve dire a se stesso e agli altri che tutto va bene
e di non avere sofferenze.

Allora guarisce con la sola convinzione
di non avere malattia.

L’onorevole Corbino ha un po’ del metodo Coué
e della Christian Science.
Il metodo può fare anche del bene,
ma non bisogna abusarne.

Nella nostra tribuna, non si riesce proprio a stare zitte.
Ma lo senti, a chi ti fa pensare?
E dài, non dirmi che nella mente non ti viene nulla ma proprio nulla di recente!? Sstt.. accidente! se no perdiamo il filo! 

Mai

Vorrei vedere l’Italia con tutti i suoi migliori uomini uscire dalle dure difficoltà dell’ora presente
ed è bene che l’onorevole Corbino
dissipi i miei dubbi.

(Commenti).

Mai, dalla fine del secolo decimoquinto a ora,
l’Italia traversò ore più terribili.

Dai tempi di Clemente VII ad oggi
mai l’Italia ha avuto una così grande umiliazione,
una così grande disgrazia,
come quelle che ora son cadute sul suo capo.

 

il grido che Shakespeare…


In tutti i campi, di fronte allo straniero,
nella vita interna, noi siamo umiliati
e in stato di sofferenza.

Vediamo con dolore la massa delle nostre sventure;
e qualche volta mi viene in mente
il grido che Shakespeare
attribuisce ad Andromaca.

Di fronte alla caduta di tante cose,
all’umiliazione di tanta parte della nostra vita,
viene la voglia di dire con Andromaca:
Piaccia agli dei che io abbia ancora
qualche cosa da temere
”.

 

il coraggio di osare

Noi abbiamo toccato
il fondo di dure sofferenze e di
gravissime umiliazioni.

Dobbiamo ora essere forti,
avere il proposito di tenerci uniti,
vedere il pericolo e avere
il coraggio di osare.

Dobbiamo essere ormai convinti
che la nostra situazione economica e finanziaria
non è senza gravità.

*

È inutile parlare,
nell’ora attuale,
di pareggio del bilancio,
né di rivalutazione della lira;

fino a quando la differenza sarà enorme,
fra entrate e spese,
è inutile sperare in un rapido miglioramento,
ma la lira,
così come è ora ridotta,
deve essere mantenuta con ogni sacrificio.

E la inflazione sotto forma di nuove emissioni di carta deve essere ad ogni costo evitata.

E però nuove spese,
a cui sia impossibile provvedere con mezzi
ordinari e straordinari,
devono essere ad ogni costo evitate.

Ti sembra un po’ pesante come discorso?
Intanto, te lo possiamo anche giurare sulla testa di Saverio, abbiamo tagliato, e tanto!
E poi, se ti sembra pesante questo, aspetta di sentire, di qui a qualche mese, parlare di am-lire!
Ricordati sempre: - ecco, appunto... - che tutto o quasi cominciò lì, e non è ancora finito! Sstt... sta continuando! 

il povero Matteotti

Io ricordo quando venne alla Camera
il povero Matteotti.

Era arrivato assai giovane, pieno di buona volontà. Aveva uno spiegabile orgoglio.


Era presidente del Consiglio provinciale della sua provincia…
aveva dato molto denaro per le cooperative socialiste e…
ne aveva anche perduto.


Era circondato da simpatie.
Giunto alla Camera, fece un amaro discorso finanziario contro di me.

Io dal banco del Governo non lo contraddissi,
non lo interruppi;
presi nota di tutto.

Era caduto in errori di inesperienza,
aveva confuso partite diverse del bilancio,
aveva male interpretato la funzione
dei residui e aveva confuso,
perfino,
alcune cifre dell’attivo con quelle del passivo e viceversa.

Io mi accorsi di ciò e tacqui.
Ma quando gli risposi,
cominciai col lodare la sua intelligenza,
la sua fecondia,
e poi dissi soltanto:
E’ accaduto però che ha confuso
alcune cifre
dell’attivo con il passivo
”.

Fu uno scoppio di risa, di cui dopo mi pentii.

 

grandi, buoni e dolci occhi

Mi aspettavo che l’onorevole Matteotti
mi dicesse delle insolenze,
invece all’uscita mi aspettò serenamente
e con un sorriso.

Aveva grandi, buoni e dolci occhi,
e mi disse:
Io sono stato troppo poco prudente”.

*

si mentisce, perchè non si può

…dobbiamo avere la persuasione
che noi
non possiamo ora tornare alla prosperità,
se non attraverso grandi e lunghi sacrifici.

Quando si dice che bisogna tornare ora alla
situazione dei salari dell’ante guerra,
si mentisce,
perché non si può.

 *

lavorare di più e consumare di meno

Se non si ricostituisce la produzione,
non si potrà mai arrivare a veri e reali miglioramenti.

Io dicevo nel 1919 una frase,
che poi mi fu rimproverata,
anche in forma grossolana:

bisogna lavorare di più
e consumare di meno
”.

Qualche esaltato osò dire che
bisognava invece produrre meno
e consumare di più.

No comment.
Verdad.
No comment.

malata di impecuniosità

L’Italia, per la sua struttura economica,
è paese che più degli altri
deve produrre con ogni sforzo e risparmiare.

Un insigne statistico francese,
Alfred de Foville,
fece al principio di questo secolo
calcoli accurati sull’ammontare della ricchezza nei principali paesi.

Calcolava la ricchezza dell’Italia
a poco più della metà della Francia,
a poco più di un terzo della Germania
e poco meno di un quarto dell’Inghilterra.

Le proporzioni sono poi molto variate.

De Foville diceva,
non senza una certa ironia,
che l’Italia è,
secondo la frase di Rabelais,
malata di impecuniosità.

 

diventare tutti miliardari

Riteneva che in Italia
vi fossero allora 1500 milionari.

 Allora la moneta non si distaccava mai molto dal corso dell’oro.

Ora quanti sono i milionari?
100 mila, 200 mila? Più ancora? Chissà!

Sono in grandissimo numero,
quando si pensa alla svalutazione della moneta.

A Roma,
per un piccolo appartamento di 5 stanze,
sono stati pagati 3 milioni
e per un appartamento di una cooperativa
di 8 ne sono stati pagati 5.

Se continua questo stato di cose,
noi saremo tutti milionari
ed avremo poi solo il pericolo
di diventare tutti miliardari
per ulteriore
caduta della moneta.

 

solo la Russia

Si parla con grande facilità
nei discorsi elettorali
di nazionalizzazione e statizzazioni.

Signori, vorrei leggervi un lungo studio
a questo proposito;
mi limito ad affermare che
non esiste in Europa
nessun Paese
che abbia tanto nazionalizzato come l’Italia.

Solo la Russia ha superato l’Italia nelle statizzazioni.

Io feci nel 1911 la più grande statizzazione:
il monopolio delle assicurazioni
e questa fu la più grande
trasformazione
politica ed economica
che sia stata fatta in Italia,
perché metteva lo Stato
in condizione di provvedersi da sé.

Tutto ciò senza nessuna spesa da parte dello Stato.

Le nazionalizzazioni sono cosa
di cui non bisogna abusare.

Si può nazionalizzare quando si ha la certezza
che si potrà far meglio dell’industria privata,
non quando è il contrario.

 No comment 2.

l’iperbole è diventata

Non devo abusare della vostra pazienza.

Devo raccomandare agli amici miei
di lavorare con
senso di continuità.

Non solo nel campo economico
si abusa delle esagerazioni,
ma anche nel campo politico.

L’iperbole è diventata figura letteraria comune.

Si esagerano anche le colpe,
si diffondono i sospetti più gravi,
solo per impressionare il pubblico.

Bisogna non logorare i nervi del paese.
Non si può turbarlo continuamente
con notizie mirabolanti,
soprattutto se non sono vere.

 *

Così per le piccole come per le grandi cose.

*

Te lo abbiamo già detto che ogni stellina è un taglio, o no? 

Ma credete,
onorevoli membri del Governo,
che non sia senza pericolo
abusare dell’attesa del popolo,
ed eccitarlo anche per mezzo
della stampa dei partiti di governo,
lanciando queste notizie
per poi farle scomparire?

Piccoli e grandi errori.

distruzione inutile del vinto
e, poi, danno del vincitore

Noi siamo minacciati dalle più dure prove,
ed ora tra le tante che minacciano
il nostro territorio
vi è anche quella indeterminata minaccia delle riparazioni.

Io combattei sempre le riparazioni di guerra.

Ho avuto il merito,
dopo la vittoria,
di non far mai iscrivere
alcuna cifra di riparazioni nel bilancio italiano
e non ho mai creduto
seriamente alle riparazioni,
con grande scandalo della Francia
e con irritazione di Clemenceau,
al quale dispiaceva quando
io dichiaravo che esse sono
distruzione inutile del vinto
e, poi,
danno del vincitore.

 

che ho visto supplici

Non credetti mai alle riparazioni
e non credo ora a quelle che si chiedono a noi:
non solo dai grandi Stati,
ma anche da piccoli Stati,
poveri Stati,
che ho visto supplici di fronte a noi
e con cui siamo stati benevoli e indulgenti.

 una parte dei suoi insetti

Anche l’Albania chiede riparazioni,
forse per averci dato
una parte dei suoi insetti
e probabilmente una buona dose
di quella grave forma di malaria
che era quasi scomparsa in Italia.

  

e dimentica quando

Tutti osano chiedere all’Italia,
e non ho visto da parte del Governo,
non dico fare delle dichiarazioni altere…

anche l’attuale Presidente della Repubblica austriaca, Renner,

anche il suo governo,
chiede qualche cosa a noi
e dimentica quando nel 1919,
egli e i suoi colleghi del governo vennero
a chiedermi a Roma
e come io li accolsi e li aiutai.

 

Soffro al pensiero che a noi
si possa domandare
anche da chi non ha alcun diritto
e per cui è grave torto chiedere.

alla Sorbonne

In materia di riparazioni
noi dobbiamo dichiarare
che non possiamo darne.

Mi duole molto che queste richieste,
tanto territoriali come patrimoniali,
vengano anche da parte della Francia
che è il paese dove sono nati
quasi tutti i miei nuovi discendenti,
dove un mio figlio
ha fatto una delle scoperte più grandi
della medicina moderna
e dove l’immagine di una mia gloriosa figlia
è alla Sorbonne,
dove ha lasciato il ricordo
della sua virtù e del suo valore. 

 

Non posso parlare della Francia
senza rispetto e affezione.

Non dirò dunque parola alcuna che sia poco amica.

Sono stato e sono amico a tutti i capi francesi e con essi ho avuto vera intimità.

Una voce: Onorevole Nitti, questa è la Costituente!

 

Alla Francia si deve parlare

Ma nemmeno
le riparazioni
sono cose di cui la
Costituente si deve occupare?

 E allora di che si deve occupare?

Alla Francia si deve parlare con lealtà
ed evitare malintesi ed equivoci.

 

 

false leggende

Quante false leggende sono state diffuse!
Dirò che in Francia non si è nel vero
quando si afferma che,
con Mussolini,
l’Italia ha pugnalato la Francia.

Non è vero.
Qualunque giudizio si dia di Mussolini,
la verità è che egli fu sempre  un nemico della Francia.

Lo dichiarò in tutti i modi.
Il suo incontro con Laval,
a Roma, nel gennaio 1935,
non avvenne per amicizia alla Francia.

Fu per una comune azione che avrebbe anche forse soppresso la libertà in Francia
e che avrebbe messo l’Italia e la Francia contro l’Inghilterra.

Così sono false tutte le leggende
sulle colpe
dei militari italiani in Francia.
Essi furono nel complesso onesti e stimati.

Le accuse diffuse nel pubblico sono ingiuste e false.

 

se non siamo della stessa razza

Non è vero
il luogo comune che si ripete sempre:
noi e i francesi,
se non siamo della stessa razza,
siamo della stessa civiltà.

Noi siamo paese di civiltà e di lingua affine,
e quindi vi è una comunità di natura, 
non vi è una comunità di razza.


La Francia e l’Italia sono paesi che per necessità,
nel comune vantaggio,
devono intendersi e vivere
insieme
e d’accordo
se vogliono salvarsi.

 
La Francia può essere molto utile all’Italia,
ma l’Italia può dar molto alla Francia.

La Francia è demograficamente in una situazione assai grave.

 

l’interesse è comune

La Francia salverà più facilmente
il suo avvenire solo
con una unione  intima e cordiale con l’Italia.

Ho esposto tante volte ai capi partiti francesi
questa necessità.

Noi dobbiamo diventare, Francia e Italia,
quasi un solo Paese.

L’interesse è comune.

La Francia non può trovare una massa di lavoratori giovani  capaci e abili se non in Italia.

*


I polacchi trasportati per il lavoro delle miniere non si fusero mai con la popolazione francese.

Gli italiani si fondono quasi immediatamente
e i figli degli italiani diventano
subito francesi.

*


La Francia ha il bisogno, la necessità del nostro apporto.

*

ha più interesse di noi alla ripresa
delle buone relazioni con l’Italia.

antico difetto

I francesi sono un grande popolo,
ma spesso con essi l’intesa non è facile,
hanno un antico difetto:
non vogliono mai essere giudicati
e basta la più piccola osservazione per offenderli.

Bisogna, con i francesi, agire con garbo,
ma bisogna arrivare
al risultato dell’intesa e dell’unione.

 

spero

Ora siamo chiamati a fare la Costituente.

 Imiteremo,
spero,
la Francia in tante cose,
non già nella varietà e molteplicità
delle sue costituzioni!

La Francia è il paese d’Europa
che ha dato il maggior numero di costituzioni.

 

 

 

Dal 1791 fino ad ora,
presso a poco in 150 anni,
la Francia ha mutato 13 volte la sua costituzione, mentre l’America
ha mantenuto la propria dal 1787,
e prima ancora,
dalla costituzione della Virginia;

in Inghilterra vi sono state
quattro costituzioni secolari,
che forse pochi han letto,
ma che durano sempre.

 

Nation volage

Nation volage,
come diceva severamente e ingiustamente Chateaubriand della Francia politica:
cambia spesso di regimi e anche di costituzione.

troppo o troppo poco

Noi abbiamo bisogno di fare
una costituzione adatta a noi,
equilibrata,
senza sogni vani,
che abbia sicura una durata che garantisca
il nostro avvenire.

 Leggo che la costituzione demandata
alla nostra Assemblea
è rinviata ad una Commissione
incaricata di prepararla,
mentre un’altra Commissione
è incaricata di studiare i trattati con l’estero.

 In fondo d’importante non c’è che
la Commissione della Costituzione
che è nello stesso tempo
troppo o troppo poco
numerosa.

 

15 chilogrammi

Io avrei voluto
che i capi dei partiti di massa
avessero espresso le loro idee
sulla forma della costituzione
e sulle linee essenziali.

Non si può sempre improvvisare.

Siamo minacciati di andare a questa Commissione, numerosissima,
che fu formata,
ed in questa Commissione saremo,
a quanto si dice,
raggiunti da pubblicazioni enormi
e che
- mi si assicura -
arrivano al rispettabile peso
di circa 15 chilogrammi.

  

Oportet studuisse, non studere.

Se vi saranno io non le leggerò.

È regola fondamentale:
Oportet studuisse, non studere.

Prendete uno dei questionari.
Quante domande?
Vedete se siete in condizione di rispondere.

Io mi auguro,
signori,
che noi faremo a meno di tutti quei questionari
ed andremo noi stessi
a fissare
le linee principali del nostro lavoro.

Claudiaa...?
Significa più o meno che è necessario avere studiato prima e non doversi mettere a studiare adesso. Più o meno.

la cosa che più desidero

Noi dobbiamo elaborare
la costituzione
in otto mesi.

La dobbiamo votare
e dobbiamo votare nello stesso tempo
- questa è la cosa che più desidero -
la nuova legge elettorale.

Non possiamo andare alle prossime elezioni
per le Camere legislative repubblicane
con una legge così cattiva,
come quella in grazia alla quale siamo qui,
e che veramente non è ammirevole
e non è nemmeno seria.

Quella...
Sssttt!

Ora, se sbrighiamo il nostro lavoro,
secondo la disposizione della legge,
in otto mesi,
il 25 febbraio 1947 tutto sarà finito;
in modo che le elezioni si potranno fare facilmente, perché, dopo due mesi,
vi sarà il tempo più favorevole
per i comizi elettorali.

Ti viene in mente qualcosa? Va bene, non si spezzano le frasi.

Se invece si ritarderà di quattro mesi,
le elezioni dovrebbero farsi di estate
e non si potranno fare.

Quindi il nostro desiderio è di
organizzare il nostro lavoro in tal guisa
che la costituzione sia pronta
e possa essere approvata
entro il detto termine
di otto mesi.

 

o, come si dice

Devo ora chiedere all’onorevole De Gasperi
qualche cosa che personalmente lo riguarda.

L’onorevole De Gasperi ha in quest’ora
il peso più terribile.

Egli è Capo del Governo;
è capo del suo partito o, come si dice,
segretario del suo partito

(Interruzioni)

ciò che assorbe gran parte la sua attività.

Egli è Ministro dell’interno ed,
ad interim
(poiché il posto è riservato all’onorevole Nenni),
Ministro per gli affari esteri.

Egli si deve occupare poi di tutte
le questioni della vita nazionale
e di tutti i rapporti essenziali della vita economica
e si deve occupare
soprattutto della pace.

e quante cose crede

In Inghilterra,
il Capo del Governo non ha nessun Dicastero,
perché fa il lavoro di coordinamento;
tanto meno pensa di essere
Ministro degli esteri
e ancor meno Ministro dell’interno;
ma non tutte queste cose assieme.

 E quante cose crede invece di poter fare l’onorevole De Gasperi?

 L’onorevole De Gasperi si dovrebbe sempre muovere e non si può muovere.

Egli è da gran tempo Ministro degli esteri.
È stato Ministro degli esteri nel Gabinetto Bonomi, poi nel Gabinetto Parri,
e poi nel suo stesso Gabinetto.

Errore!
Il capo del Governo
non deve essere mai Ministro degli esteri.

Lunga esperienza dimostra che
il Capo del Governo,
nelle ore difficili,
deve essere sempre pronto
a sacrificare il Ministro degli esteri
e il Ministro degli esteri deve sempre
poter ricorrere al Capo del Governo,
al Presidente del Consiglio nei casi dubbi
e nei casi in cui non vuole,
o non può
dare risposta a rappresentanti stranieri.

De Gasperi: È una disgrazia che capita anche in Francia.

 

non poco danno

E la Francia non è l’esempio migliore;
essa ha avuto da questa confusione non poco danno.

Ora, l’onorevole De Gasperi unisce
a tutto questo qualcosa che non si verifica in Francia, cioè la direzione del partito più numeroso
che controlla la vita italiana.

(Interruzioni)

Unisce nello stesso tempo
la direzione di questa Costituente,
presso di cui egli rappresenta il Governo
ed in cui viene con i pieni poteri
che gli sono conferiti dalla legge
e con funzione molto importante.

 

mai avuto alleati

L’onorevole De Gasperi
come Ministro degli esteri
avrebbe dovuto assai volte muoversi e viaggiare.

L’onorevole De Gasperi
doveva fare quello che non ha fatto.

Noi non abbiamo mai avuto alleati dopo la guerra.

Questa degli alleati è una bugia che è stata diffusa nel nostro Paese.

Non c’è mai stato nessun atto formale e politico che ci dia diritto di parlare di alleati.

Abbiamo vincitori diffidenti od ostili, e qualcuno soltanto benevolo.

L’onorevole De Gasperi doveva muoversi:
otto mesi fa, dieci mesi fa,
prendendo qualsiasi occasione
per andare in Francia e in Inghilterra.

Ora è troppo tardi.

Doveva stabilire dei contatti personali.

  

anche un esule

Io parlo per diretta conoscenza:
so quanto contino in questa materia
i rapporti personali.

Quando giungevo in Inghilterra
nella mia qualità di Presidente del Consiglio
ero oggetto di manifestazioni ufficiali
da parte del Governo e dei suoi capi.

Ma quando ero esule ero accolto come
l’amico desiderato.

Lloyd Gorge voleva che andassi a colazione
con lui e con i suoi colleghi più eminenti
a Westminster.

 

Il capo dei laburisti Mac Donald
volle perfino offrirmi una colazione anche lui
in una sala di Westminster
con l’intervento di tutti gli uomini politici
più importanti del suo partito.

Un giorno Mac Donald mi fece un brindisi
che fu riportato
da tutta la stampa inglese
ed ebbe grande eco.

Disse che presto io dovevo tornare in Italia
e diventare capo del Paese
al posto che m’era dovuto.

Come vedete
anche un esule
poteva trovare rispetto personale
da parte di un grande capo.

l’anima inglese

L’onorevole De Gasperi
avrebbe dovuto trovare in questo tempo
il modo di stabilire dei contatti
in Francia e in Inghilterra
o farci apprezzare
e far sentire la voce del suo Paese.

Sì, tutta la diffidenza degli alleati
o non mai alleati
io conosco,
ma l’onorevole De Gasperi
poteva aver modo di andare
e di dire quelle parole
che potevano penetrare l’anima inglese.

 

 

tutta la stupidità di Mussolini

Ci voleva tutta la stupidità di Mussolini per dire che l’Inghilterra è il nostro eterno nemico.

La verità è il contrario.

Nella sua storia l’Inghilterra non ha mai
partecipato ad alcuna guerra
contro l’Italia
e sempre che ha potuto
ha aiutato il nostro Paese.

a questo riguardo

Sono sicuro che
se l’onorevole De Gasperi,
anche dopo la politica criminale di Mussolini,
avesse saputo arrivare agli Inglesi
e avesse spiegato tante cose

(so quello che mi si dirà a questo riguardo
e so quello che devo rispondere)

molti avvenimenti sarebbero stati diversi.

 

vittima di se stesso

L’onorevole De Gasperi
si è lasciato prendere dagli avvenimenti
della politica interna
anche quando era soltanto Ministro degli esteri.

È duro essere a capo di un’organizzazione
e di vedere tutto questo attraverso
quella organizzazione.

 Si diventa vittima di se stesso.

Avere nello stesso tempo la Presidenza,
il Ministero dell’interno
oltre ad essere Ministro degli esteri ad interim…
e segretario del partito.

Voci: Basta! Basta!

De Gasperi: Lasciate dire! Io risponderò poi.

Una voce.
Dovremo chiedere i pareri a lei!

 

la cupola di San Pietro

Volentieri:
sono,
se volete,
a vostra disposizione.

L’onorevole De Gasperi
è certamente un uomo intelligente;

ma oso dire che
nemmeno Cavour,
assistito da uomini come
Talleyrand,
Sir Robert Peese
e Bismarck,
potrebbe adempiere simile compito.

Non gli basterebbe neanche un cervello più grande della cupola di San Pietro

(Si ride)

 

per caricarsi di un simile lavoro.

Io invito l’onorevole De Gasperi
- ed è questo un invito che
voglio fargli alla fine del mio discorso -
a pensare che noi siamo vana cosa,
piccoli uomini che
scompariremo più presto che
non crediamo dalla scena politica

(Commenti)

                        

e che dobbiamo dare conto
di quello che facciamo
e di quello che vogliamo fare.

Pensi, onorevole De Gasperi,
che questo è un consiglio da amico.

Ripeto ancora che non aspiro ora a nulla.

(Rumori).

 


Chieffi: Speriamo che l’Italia non abbia più bisogno di lei!

(Commenti).

 

Chieffi Francesco, per noi Carneade… chi è costui?
Andiamo a vedere: sardo, democristiano, 40 anni.
Un altro giovin figliuolo, con la puzza sotto il naso però, economista, dirigente industriale. Ohi ohi! Siamo ignoranti, senza dubbio, avrà già fatto e ancor più farà per l’Italia intera: è un economista, siccome e allora lo diamo per… scontato. Scusaci ancora, Francesco Saverio, prosegui pure. Ma tanto non bada a Chieffi, figurarsi a noi!

 

soprattutto nel dolore

Una rispettosa e ferma richiesta
all’onorevole De Gasperi:
conservi la Presidenza del Consiglio,
dia a questo ufficio
la dignità che è necessaria,
mista a fermezza e a coraggio;

mostri di fronte ai vincitori
non linguaggio flebile e incerto,
ma sicuro e chiaro,
non sia disposto ad inutili concessioni,
ma abbia contegno fiero.

 Bisogna, anche nel dolore,
e soprattutto nel dolore,
avere fierezza.

Ma l’onorevole De Gasperi non può,
senza la rovina di tutti,
e del suo stesso partito,
essere nello stesso tempo Capo del Governo,
Capo del partito,
Ministro dell’interno,
Ministro degli esteri.

(Interruzioni-Rumori).

 

grandezza e modestia allo stesso tempo

Tutte queste funzioni
non aumentano il prestigio di chi le ha,
ma lo diminuiscono.

Ed io,
rivolgendo questa rispettosa preghiera
all’onorevole Presidente del Consiglio
(preghiera che non ha nessun carattere di diffidenza e non contiene nessun sentimento
che non sia volto all’interesse del Paese),
spero che ascolterà il mio invito.

Io vi prego,
onorevole De Gasperi,
di pensare in questo momento
soltanto all’Italia
e vi invito
a compiere quell’atto di grandezza e di modestia,
allo stesso tempo,
che vi ho chiesto.

(Applausi)

 

Ha concluso.
Ciao Francesco Saverio, alla prossima.
Dì la verità, tu che stai leggendo, hai bisogno di una pausa? Concessa. La faranno anche loro. Testualmente, dal verbale: 

(La seduta, sospesa alle 18,45, è ripresa alle ore 19,15).

Dopo la pausa, l’onorevole Bencivenga a dispetto del suo cognome porterà scompiglio. Ne dirà di pesanti e grosse, e Terracini (il Presidente ora è lui) sarà costretto ad intervenire. Ma sentiamo.

Bencivenga esordisce dicendo che sarà brevissimo, ed in effetti, al cospetto di chi l’ha preceduto, anche vista l’ora, questa cosa almeno la dice giusta. Non ci viene nessun titolo per le sue parole.
Sarà la stanchezza, sarà quel che sarà.
Non le vediamo neanche centrate, già è tanto se le mettiamo al centro.
In ogni caso, parte commentando il risultato delle elezioni del mese precedente:  

È innegabile che esse hanno segnato
la condanna dell’operato dei governi del Comitato di Liberazione Nazionale.
La nostra opera non era dunque opera di faziosi!


Di fatto, nonostante che le elezioni siano state fatte sulla base di una legge arbitrariamente architettata al fine di conservare il potere:
nonostante tutti i mezzi messi in opera dal Governo
per realizzare questo fine, tre dei partiti
- quelli non retti da rigida disciplina -
sono miseramente crollati;
e, ciò che è più significativo,
si è che taluni dei capi più rappresentativi e che tennero alte cariche di governo, non hanno ottenuto neppure il suffragio degli elettori.


Egli è che tutta la responsabilità delle tristi condizioni
- sia nel campo della politica interna sia in quello internazionale -
nelle quali si trova oggi il nostro Paese ricadono sui governi del Comitato di Liberazione Nazionale.

(Interruzioni- Rumori- Commenti).

 

Su di essi ricade la grande responsabilità di aver disorganizzato l’ordinamento dello Stato...

(Interruzioni)

...virtualmente eliminandone il Capo;
quella di aver perseguito all’interno una politica di vendette e di persecuzioni,
gravemente compromettendo l’unità morale del popolo italiano...

(Interruzioni)

...quella soprattutto
- nel balordo intento di colpire il fascismo -
di aver ammesso la piena responsabilità del popolo italiano nello scatenamento della guerra.

 

Non giova, onorevole De Gasperi, battersi il petto e recitare il mea culpa.

La Germania, che pur aveva piena consapevolezza di aver scatenato la guerra nel 1914, non volle mai ammettere la sua responsabilità; ed ottenne maggior rispetto!

Una voce: Non è vero!

Per due anni, noi non abbiamo avuto un Capo dello Stato.

Non il sovrano, coi poteri inerenti alla sovranità, non un Presidente di repubblica, sia pure provvisorio, che quei poteri esercitasse!

Si ebbe, per contro una vera e propria dittatura di uomini, che non ebbero alcuna investitura legittima di potere.

Essi non ebbero così l’autorità ed il prestigio che da una regolare investitura consegue;
ebbero per contro il discredito derivante dal sospetto di una investitura,
od almeno del consenso dello straniero!
 

Ed in realtà, se si pensa al numero degli emigrati che ne fecero parte - autorevole per giunta! -
non vi è da meravigliarsi che tali governi risvegliassero il ricordo di quei governi della Restaurazione in Francia dopo il crollo dell’impero napoleonico!

Come gli emigrati della rivoluzione francese, i nostri rientrarono in Patria al seguito delle armi straniere.

 

(Rumori vivissimi - Scambio di
vivacissimi apostrofi -  Agitazione
)

E in effetti, fino all'ultima stoccata, noi stesse potevamo vedere nelle parole di questo... Bencivenga un legittimo scambio di vedute, magari un tantino liberal-nazionaliste, ma sempre nell'ambito parlamentare...
Ma queste ultime parole no, non le avremmo sopportate neanche noi! 
Senti un po' cosa gli mandano a dire, incluso il Presidente: 

Tonello:
Che cosa dice?
Insultatore, bestemmiatore della verità!
I profughi entrarono a testa alta in Italia!

Una voce:
Abbiamo fatto tutto noi!
Abbiamo avuto i nostri morti per lottare contro il fascismo!
Ritiri le accuse!

Presidente:
Sono convinto che le parole dell’onorevole Bencivenga hanno tradito il suo pensiero.
Lo invito perciò a rettificare; poiché si è espresso certamente in termini inammissibili.

(Vive approvazioni).

Tonello: Ritiri quello che ha detto!

E l'altro, di rimando, sempre in barba al cognome: 

Non ho niente da dire.
Il discorso era quello che era.

Se mi avessero lasciato continuare, gli onorevoli colleghi avrebbero sentito che non c’era offesa per nessuno.

Rinuncio perciò alla parola.

 

(Rumori vivissimi - Commenti).

Presidente: L’onorevole Bencivenga ha dichiarato che non voleva offendere nessuno.

Siccome le espressioni da lui usate sono, tuttavia, offensive, devo ritenere che esse, per lo meno, non siano state felici.

(Commenti).


Solo queste ultime del Bencivenga, le mettiamo al centro, con tanto di titolo:

E se domani

Domani,
se il Presidente crede,
farò una dichiarazione sul processo verbale,
dalla quale si potrà trarre la deduzione
che io non intendevo
offendere nessuno.

 

(Rumori vivissimi)

Una voce: Il discorso è scritto!

(Rumori).

Presidente: Prendo atto della dichiarazione dell’onorevole Bencivenga.

La seduta è tolta.

Per essere tolta, la seduta è tolta. Questo è sicuro.
Almeno per il momento, perché domani, visto che un processo verbale lo si deve pur approvare, si tornerà eccome sull’argomento.

Ma domani, con calma, sentirai anche altre parole.
Ragazze, che Lussu si è preso la Storia...

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