che Lussu, ragazze!

... cambiando i termini il prodotto non cambia, ed eccoci qua.
Emilio stava parlando della Francia.
E quindi, off course, di libertà.

le libertà         la libertà

Le libertà di un cittadino sappiamo quali siano:
libertà di parlare, di credere,
diritto di vivere da eguale,
diritto alla protezione della legge,
diritto all’integrità della sua persona
e alla sua dignità umana.

Ma per un popolo, una Nazione,
la libertà è la sua indipendenza,
la sua sovranità,
l’integrità del suo territorio nazionale.

che cosa si prepara

Toccherò, se la Camera mi consente un po’ d’attenzione, brevissimamente,
la questione delle colonie.

Di esse si parlerà fra un anno,
e frattanto, nell’attesa, le Potenze occupanti penseranno alla loro amministrazione.

Ma ecco che cosa si prepara.

 

il problema del disastro

Il Times, in una corrispondenza da Tripoli
in data 5 di questo mese pubblica:
“Azam pascià, segretario generale della Lega Araba, non fa mistero del suo compito di armare
la resistenza contro gli italiani.
Se un mandato venisse concesso all’Italia,
una esplosione araba scoppierebbe
in tutto il Medio Oriente;
presso Ibn Saud in Palestina, in Siria, nel Sudan”.

Noi sappiamo che cosa questo significhi
o possa significare.

Io sulle colonie personalmente credo
di non aver proprio nulla da nascondere.

Ho sempre considerato il problema coloniale
come il problema del disastro.



non così dovevamo investire

Ero ancora un giovinetto
quando vi fu la guerra
che portò alla conquista della Libia.

Ma pensavo così fin da allora.

L’Italia era troppo giovane,
nata da troppo poco tempo all’unità nazionale
per affrontare avventure coloniali.

Non così dovevamo investire
i frutti del nostro lavoro.

Con le colonie noi rischiavamo
di perdere anche la Metropoli.
Con le colonie comincia l’idea imperiale,
l’idea delle grandi conquiste
che s’impongono una dopo l’altra.

Come Massaua ha portato Crispi
alla guerra contro l’Abissinia,
e alle leggi eccezionali in Italia,
così la Libia ha portato Mussolini
a una nuova guerra con l’Abissinia
e poi alla guerra mondiale.

avesse fatto una gita di piacere…

Io credo che,
se il giorno in cui
il bastimento della compagnia Rubattino
doveva partire per Assab nel 1883,
Rubattino lo avesse ancorato
nel porto di Palermo
ed avesse fatto una gita di piacere
o di affari in Svizzera,
le fortune del nostro Paese si troverebbero
in migliore stato.


 

È dalla questione coloniale che è dipesa
una serie di disastri per il nostro Paese,
che hanno portato alla situazione odierna.

 

Questa te la dobbiamo dire: Roberta si è appassionata a questa storia di Rubattino e prima o poi tira fuori una cosa. Ohi ohi.

 

in mano di chi

Tuttavia, se questa è l’opinione di
un democratico italiano,
discutibile o accettabile a seconda dei diversi punti di vista, io mi chiedo chi,
in Europa e nel mondo,
può trovare giusta e accettabile
la soluzione che si vuole dare
al problema coloniale italiano.

In mano di chi vanno a finire queste colonie?

Se il problema coloniale doveva essere
affrontato e risolto,
bisogna affrontarlo e risolverlo
nell’interesse della pace durevole,
della ricostruzione comune,
nell’interesse generale,
europeo e universale,
nell’interesse dei popoli colonizzati,
per la loro autonomia,
per il loro auto-governo
con la protezione degli europei
e di alcuni loro diritti,
e non già nell’interesse particolare
di uno o più Stati. 

doveva toccare tutti

La soluzione del problema coloniale
doveva toccare tutti,
inglesi,
olandesi,
francesi,
portoghesi
e non solo gli italiani.
 
  
 
E tanto meno poteva giustificarsi
questa lucrosa soluzione particolaristica,
presentandola come una sanzione
contro il popolo italiano,
quale responsabile del fascismo e della guerra.

 

Certo

Certo, siamo stati liberati,
e i più grandi sacrifici sono stati affrontati
dagli Alleati;
l’Inghilterra ha impegnato tutto
il suo impero nella lotta.




 generosi che mi svaligiano la casa

Ma,
se io sono attaccato
nella mia ricca casa
da una banda di briganti
e faccio appello agli altri,
e li chiamo al soccorso,
ed in mio aiuto viene
un gruppo di generosi
che mi salvano la vita,
ma andando via
mi svaligiano la casa,
io sarò certamente riconoscente
a questi miei salvatori,
ma i miei eredi credo
saranno scarsamente grati
per tanto valoroso salvamento.

Per tanto valoroso salvamento!
Adesso hai capito perchè per noi Emilio è Emilio? Roba da uscire fuori di testa per queste e altre parole. Sssttt, non interrompete.
Tanto, ci sta pensando già un tal Patricolo:

Patricolo (Uomo Qualunque):
Questo è oltraggioso per l’onore del popolo italiano.

Presidente Saragat: Non interrompa!


Ed Emilio placido, tranquillo:

 

onorevole interruttore

Non capisco cosa voglia dire
l’onorevole interruttore.

Io credo di fare un ragionamento abbastanza obiettivo, con assoluta sincerità.

 


Una voce.
Non ha capito niente!

Patricolo: Avete capito bene voialtri!

Continua Lussu, come se niente fosse, e parla di laburisti stavolta.
Senti senti, ti viene in mente qualcosa?

sembrava

Le nostre speranze erano puntate sui laburisti,
sui socialisti inglesi.

La loro vittoria elettorale sembrava
anche la nostra vittoria:
il socialismo è libertà,
è giustizia universale.

Ma mentre
il partito laburista fa,
nella libertà,
un grande esperimento sociale
verso cui è tesa
l’anima di tutti i popoli
e delle classi più sofferenti
che attendono la liberazione
dall’opprimente bisogno e dall’inedia,
la politica estera britannica
è fatta esattamente
sulla falsariga dei predecessori.

Nella libertà... un grande esperimento... sulla falsariga...
Ancora nulla?

la stessa… lo stesso…

Il sig. Attle e il sig. Bevin fanno la politica
del sig. Churchill e del sig. Eden:
la politica del Foreign Office è rimasta la stessa.

Avevamo posto le nostre speranze
nella Repubblica dei Soviet.

Abbiamo avuto lo stesso risultato.

 

alle idee universali

Sembra che
per una legge di natura
alle idee universali
siano fedeli solo
i filosofi
e i piccoli popoli
o i popoli vinti.

la bomba atomica li ha distratti

Avevamo una grande speranza negli Stati Uniti:
ci hanno aiutato enormemente in soccorsi,
poi la bomba atomica li ha distratti.

Ora, anch’essi sono ricaduti nella stessa complicata matassa diplomatica europea,
press’a poco come gli Stati Uniti
del Presidente Wilson,
dopo l’ultima guerra.

Ci sarebbe da dire un fiume di parole su questa cosa delle idee universali, sui filosofi, i popoli piccoli e quelli vinti.
Per non dire di certe distrazioni.
Ma dovrebbero bastare le parole di Lussu. Per pensare.
Piuttosto, che ne dite? Andiamo a guardarci meglio anche Wilson e l'ultima guerra, cioè la prima mondiale?
Oh, no, per carità, ci fidiamo sulla parola.
Ci basta Emilio, anche per quello.

 

freddamente

In queste condizioni che cosa dobbiamo fare?

Credo che il Governo non abbia ancora
una idea precisa;

d’altronde la decisione va presa da quest’Assemblea: o firmare o non firmare.

Bisogna anche esaminare l’eventualità
di non firmare.

Io credo che noi dobbiamo serenamente,
senza frastuono, senza retorica,
senza gesti e senza dimostrazioni,
esaminare freddamente il problema,
anche in seduta segreta.

 

ha anche bisogno

Perché si tratta della nostra vita
e del nostro avvenire;

dell’avvenire di un Paese come il nostro,
che fra qualche anno
avrà cinquanta milioni di abitanti,
e che per riprendere la sua vita,
per riprendere i contatti con il mondo,
per rivivere,
ha anche bisogno del suo prestigio
e del suo onore nazionale.

 

seriamente

Credo che non si debba porre fin da oggi
il problema così:
siamo obbligati e dobbiamo firmare.

È sbagliato.

Noi dobbiamo esaminare il problema
nelle sue due parti;
firmare, se sarà necessario;
vedere seriamente
se si può anche non firmare.

 

altri bravi ragazzi

Non serve tutto il baccano che si fa per le strade.

Anzi, sono convinto che per 50 anni
noi non dovremo mai più fare
dimostrazioni di piazza per la politica estera.

Questi bravi ragazzi che oggi strepitano
per Trieste o per Trento,
ci ricordano quegli altri bravi ragazzi
che strepitavano per l’Abissinia,
o per la Francia.

 

per esempio

Io mi chiedo,
per esempio,
come faranno a firmare
questi rappresentanti
dei partiti di massa,
i cui capi sono stati costretti
dal fascismo a prendere le vie dell’esilio,
o sono morti a causa del fascismo.

 

come fa [ 1 ]

Come fa la Democrazia Cristiana
a firmare, quando don Sturzo
è stato obbligato a partire in esilio, in Francia,
in Inghilterra e poi in America,
mentre De Gasperi che gli è succeduto
è stato arrestato, messo in carcere
e poi obbligato a vivere durante 20 anni
una vita modesta di traduttore di libri
nella Biblioteca del Vaticano.

 

come fa [ 2 ]

Come fa il Partito Socialista,
che dopo Matteotti ha avuto
Turati e Treves morti in esilio,
Buozzi assassinato dai tedeschi alle porte di Roma; Nenni in esilio, rappresentante
della Seconda Internazionale
(e quindi del Partito laburista inglese
e del Partito socialista francese)
combattente nelle brigate nazionali
in Spagna contro il fascismo;
un figlio - mi scuso di doverlo ricordare -
fucilato dai tedeschi a Parigi,
una figlia uccisa
nei campi di concentramento in Germania.

 

come fa [ 3 ]

Come fa egli,
che ha raccolta tanta luminosa eredità,
a firmare così,
semplicemente?

 

come fa [ 4 ]

Come fa il Partito Comunista,
che ha avuto Gramsci,
dopo tanti anni di tortura,
morto in carcere,
che ha avuto Togliatti e tanti altri
ininterrottamente in esilio o in carcere?

 

come fanno [ 5 ]

Come fanno questi Partiti di massa
a firmare per il popolo italiano,
per la parte del popolo italiano,
per la parte del popolo italiano
che essi rappresentano,
cioè ad ammettere che sono
effettivamente responsabili
del fascismo
e della guerra?

 

come fa [ 6 ]

Come fa a firmare,
e a dichiararsi colpevole
il Partito Repubblicano,
che ha avuto per grande capo Eugenio Chiesa,
milionario qui in Italia e morto misero in esilio,
nella più modesta camera
del più modesto albergo di Picardia?

 

come fa [ 7 ]

Come fa a firmare questo Partito la cui eredità,
dopo la morte di Chiesa,
è stata raccolta da Pacciardi,
il quale ha comandato la Brigata Garibaldi in Spagna, alla difesa di Madrid contro i fascisti,
e che è il simbolo dell’antifascismo?

 

come fa quest'Assemblea

E come fanno tutti gli altri partiti,
come facciamo noi tutti,
come fa quest’Assemblea
a dire:
“Firmiamo"? 
come si fa
a decidere una cosa simile
in questa Assemblea,
dove il suo Presidente ha trascorso la vita
in esilio e in carcere,
e si è salvato, a Regina Coeli,
insieme all’on. Pertini
soltanto perché i suoi compagni
hanno preparato un’audace evasione?

 

come si fa a firmare

Come si fa a firmare
in questa Assemblea
in cui sono i figli di Matteotti,
di Amendola, di Treves,
i compagni di Carlo e Nello Rosselli,
gli amici di Gobetti,
in cui sono tante centinaia
i valorosi rappresentanti dell’antifascismo
militante e partigiano,
senza offendere la vita e l’onore del Paese?

servire da sgabello

La Francia dopo il 1870,
ha dovuto firmare sotto la violenza di Bismarck;

ma all’Assemblea di Bordeaux,
se vi erano Thiers, Jules Favre,
Picard, Victor Hugo e parecchi altri
che erano stati sempre avversi
all’avventura di Napoleone e contrari alla guerra,
vi erano anche gli orleanisti, i legittimisti,
i bonapartisti, quelli che
avevano servito da sgabello a Napoleone III,
vi erano anzi in maggioranza
e fu precisamente questa maggioranza
che pochi anni dopo,
nel 1873,
rovesciò Thiers per sostituirlo
con Mac Mahon.

Non è necessario sapere tutti i meandri della Storia.
Ora, per esempio, basterà appuntarsi nella mente che Emilio sta parlando, anche, di qualcosa che passa molto da vicino a quelli che oggi si chiamerebbero voltagabbana

che io sappia

In questa Assemblea non c’è nessuno,
che io sappia,
che abbia firmato o approvato le leggi fasciste
o la guerra di aggressione.

Che io sappia,
qui dentro nessuno
è responsabile di questo.

Occorre pertanto lungamente e freddamente esaminare l’una soluzione e l’altra.

 

ma nemmeno

A chiusura di queste considerazioni
sulla politica estera io dirò brevemente
all’on. De Gasperi che è giusto
che egli sia rimasto ancora agli esteri.

Egli ha fatto la politica estera ininterrottamente,
col primo Governo Bonomi,
col secondo Governo Bonomi,
col Governo Parri
e poi con l’ultimo Governo da lui presieduto.

La nostra politica estera è
la politica estera fatta dall’on. De Gasperi.

Nessuno può dire che
abbia fatto una politica personale,
ma nemmeno una politica collegiale.

non perché

Mai i grandi problemi di politica estera
sono stati esaminati a fondo dal
Consiglio dei Ministri:
che io sappia, mai.

Eppure è precisamente la politica estera che poneva l’obbligo del maggiore e più vasto controllo;
non perché non si abbia perfettamente fiducia
nella capacità,
nella dedizione al lavoro
e nella fede nei destini del popolo italiano
dell’on. De Gasperi:
tutti riconoscono queste sue grandi qualità
morali e politiche;
ma questo è un grave problema che due o dieci teste potrebbero vedere meglio.

più teste, una testa.

La differenza tra democrazia e dittatura
è appunto questa:
più teste, una testa.

Mai la politica estera è stata approfondita
con un esame collegiale;
bisognava farlo e bisogna farlo,
da oggi in poi, ininterrottamente,
fino a quando la nostra situazione non sarà chiarita.

Io credo che il Governo deve conoscere i problemi nella loro interezza e che i documenti segreti debbano essere portati anche a conoscenza di un collegio di Ministri.

È necessario che più persone
controllino questo problema,
al quale è legata la vita del nostro Paese.

 

e quando

Mentre l’on. Nitti ieri ci raccontava la sua
esperienza vissuta,
io mi sono ricordato del suo libro
“Democrazia” in cui rivela che, in Italia,
la politica estera è stata fatta sempre dal Re,
dal Presidente del Consiglio
e dal Ministro degli Esteri:
solo tre persone.

E quando il Presidente del Consiglio
era anche Ministro degli esteri era fatta
da due persone;
e quando il Presidente del Consiglio
era un uomo piuttosto debole,
era fatta soltanto
da una persona.

Qualcuna, in tribuna, si è messa a ballare l'Alli Galli: ...se prima eravamo in tre a ballare...   adesso siamo in...  
Ok ok. L’emozione può tirare anche certi scherzi. 
 

qualche carta in tavola

Ora,
la politica estera deve ritornare ad avere
un controllo collegiale permanente.

Io credo che debba essere controllata anche
dalla Commissione dei trattati internazionali.

L’on. De Gasperi ha detto altre volte
che non c’erano carte in tavola.

Ebbene
qualche carta in tavola
io credo che ci fosse.

Non c’erano armi da impugnare;
ma
c’erano carte da poter giocare.

Credo che questo fosse veramente
nelle nostre possibilità.

C’erano carte da giocare
sia per le colonie,
sia per la Venezia Giulia,
sia per Briga e Tenda.

ben poca cosa

Credo che si potevano fare parecchie cose
sia presso l’opinione pubblica,
sia presso i dirigenti in Russia,
in Jugoslavia, in Francia, in America.

Io vi chiedo che cosa mai ha fatto
il Governo
per illuminare l’opinione pubblica
e i dirigenti politici
in Francia, in Russia,
in Inghilterra e in America:
si è avuta solo l’opera dei nostri ambasciatori,
che è ben poca cosa.

 

Solo in America
si è avuta una attività straordinaria,
ma lo si deve all’opera volontaria
della nostra grande emigrazione.

Benedetti siano gli Italiani all'Estero, oggi e sempre...
Ssstt.

non è cattivo ma è cresciuto

V’è il problema del Ministero degli esteri.

Io credo che l’on. De Gasperi
non avrà molto tempo da dedicare
alle riforme da introdurre
in questo Ministero degli Esteri,
il quale è in mano ad un personale
che non è cattivo ma è cresciuto
nell’ambiente fascista ed è,
anche senza rendersene conto,
imbevuto di fascismo,
di criteri nazionalistici,
non democratici.

 

A Palazzo Chigi, al centro,
e nelle sue diramazioni diplomatiche e consolari,
il personale del Ministero degli esteri
è lo stesso che ha rappresentato l’Italia
durante il regime fascista.

Bisogna riformare tutto.

Bisogna adattare la nostra diplomazia alle esigenze della nuova Repubblica,
che non fa una politica nazionalistica
e imperialistica.

non per punire, sia ben chiaro



I nostri diplomatici e i nostri agenti consolari,
in fondo,
sono lo specchio attraverso il quale
i popoli e i governi presso i quali sono accreditati vedono il volto del popolo italiano e del suo regime.

È quindi necessario fare opera di trasformazione
non per punire, sia ben chiaro.

È un dovere che deve essere compiuto
nell’interesse superiore dello Stato e del Paese.

 

sarà per un’altra volta

Accennerò a qualche altro problema, brevissimamente,
poiché mi accorgo
d’aver impiegato troppo tempo
per esporre quanto credevo poter dire
più succintamente.

Avevo dedicato una parte particolare a voi

(Accenna all’estrema destra),

ma sarà per un’altra volta.

 

sarebbe stato forse meglio

L’attuale Governo doveva essere composto
dei tre partiti di massa.

Nella presente situazione nessuna altra combinazione era possibile.

Il Governo dei tre partiti di massa
era indispensabile.

Si è voluto aggiungere
anche
il Partito Repubblicano,
ma sarebbe stato forse meglio
se esso fosse rimasto da parte
a controllare lo sviluppo
della nascente Repubblica,
in una posizione di critica.

Oh, siamo arrivate ai Partiti.
Occhio alle parole: indispensabile, normale, omogenea.

omogenea

Chi attacca il Governo a tre
vuol dire che non si rende conto
della situazione che si è creata.

Questo Governo,
se indispensabile,
non è però Governo
di democrazia normale,
perché in esso non vi è
una maggioranza omogenea,
né ha un fronte di minoranza omogenea.

 

crisi permanente

La minoranza attualmente è eterogenea, scompaginata.
In fondo, si continua, in altra forma,
un pò [*] più accentuata,
la stessa politica del Governo dei sei partiti,
che era in crisi permanente
perché in esso si era tre contro tre.

Po’ si scrive con l’apostrofo!
Questa è sempre Claudia che corregge.
Ok, my darling, anche stavolta son loro a scrivere così e noi per fedeltà... Però, hai ragione, qui ci andrebbe decisamente il cadmio.

se dovesse continuare

Anche qui, i contrasti interni sono evidenti.

E questa minoranza non potrà mai essere maggioranza.

Se dovesse continuare in Italia questo Governo,
se si avesse una formazione di questo genere per anni e anni, si arriverebbe alla dittatura
o all’anarchia permanenti.

Se dovesse continuare?
Anarchia o dittatura? 

democrazia normale

Questo invece deve considerarsi
come uno sforzo necessario
di avviamento alla democrazia normale.

 

tuttavia capace

È chiaro che noi dobbiamo prepararci
ad una formazione politica
in cui vi sia una maggioranza da una parte
ed una minoranza dall’altra;
una minoranza che sia tuttavia capace
di diventare maggioranza e prendere il potere
quando con la sua forza
avrà rovesciato la maggioranza.

 

rispettando sempre

Questo si avrà solo il giorno in cui vi saranno,
se non come in Inghilterra ed in America,
per esempio, due grandi partiti,
due grandi schieramenti di partiti:
uno di destra e uno di sinistra che,
nell’ambito delle leggi e della Costituzione,
si alternino al potere,
rispettando sempre la libertà di minoranza.

 

io vedo

Queste sono le possibilità future
di una normale vita democratica.

Io vedo
questo schieramento di domani,
attraverso due grandi formazioni,
una di destra e una di sinistra,
quella di destra imperniata
sul partito della Democrazia Cristiana
con i partiti minori e affini.

(Commenti).

Noi invece siamo ammutolite.
O meglio, si sprecano i no comment.

piuttosto artificiale

E si andrà verso la scomparsa dei piccoli partiti
a vitalità piuttosto artificiale.
A Roma, per esempio,
durante le ultime elezioni del 2 giugno,
vi erano 27 partiti,
e Roma ha battuto Napoli
che ne aveva 23.

 

impronta e prestigio

Con amarezza ho constatato il modo
con cui il Partito Socialista ha condotto
e risolto la crisi di governo.

Un Partito Socialista
che non ha
il Ministero dell’Interno,
che non ha
il Ministero della Pubblica Istruzione
è in fondo un partito che non riesce a dare
a questo Governo la sua azione
e con questa la sua impronta politica
e un maggiore prestigio.

Aspetta, non ha ancora finito.
E' in arrivo su questi schermi... prestigio2, la vendetta.

si riprenda

Io  spero,
nell’interesse della democrazia,
che il Partito socialista si riprenda
e si dia una più viva azione politica
e un maggiore prestigio.

L’avvenire della democrazia,
con la considerazione dovuta ai partiti minori,
è basato principalmente
sulla forza del Partito socialista.



il Partito Comunista non molto soddisfatto

Il Partito Comunista anch’esso
non è uscito molto soddisfatto dalla crisi,
perché, alla fine, l’on. Togliatti ha deciso
di non partecipare al Governo.

 

un solo partito... Democrazia Cristiana

La verità è che chi è uscito bene
da questa crisi è un solo partito,
è il partito della Democrazia Cristiana:
ha vinto nelle elezioni del 2 giugno,
ha stravinto in questo Governo.

Questo è niente, Emilio, vedrai tra due anni.
Vedrai che 48.

come una sconfitta

Però l’on. De Gasperi non si faccia molte illusioni.

Questa vittoria è molto preoccupante,
e a mio parere dovrebbe preoccuparlo
come una sconfitta.

Non è a caso quello che è accaduto
l’altra sera,
ed io voglio rammentarvelo.

Questi avvenimenti sono pubblici
e bisogna quindi parlarne pubblicamente
per trarne degli insegnamenti.

 

tanto più... quanto più

Avant’ieri,
quando il Presidente del Consiglio,
l’on. De Gasperi,
Capo della Democrazia Cristiana,
è entrato in questa aula
e quando ha fatto
le dichiarazioni del Governo,
è stato applaudito
solo dal settore della Democrazia Cristiana,
tanto più calorosamente
quanto più glaciale
era la riservatezza e la compostezza
di tutti gli altri settori.

che pure appartengono

Non hanno applaudito neppure i socialisti,
neppure i comunisti e i repubblicani,
che pure appartengono alla coalizione governativa.

 

senso del pudore

Queste cose devono preoccupare l’on. De Gasperi.

Perché egli che ha tanta simpatia
in ogni settore di questa aula, 
egli che annovera tanti amici che lo stimano,
è stato accolto così?

Perché non è stato rispettato il senso della misura: quello che nella vita privata
si chiama senso del pudore,
e si è troppo esagerato.

 

antenne molto sviluppate 

L’on. De Gasperi, che ha le antenne della sensibilità politica molto sviluppate,
cercherà di ripararle man mano che vedrà
le cause che hanno creato
questo ambiente di freddezza.

 

un grande scandalo

Se andrà a fondo si accorgerà che una delle cause è da ricercarsi nelle elezioni.

Il modo in cui queste sono fatte ha creato una forma di irrequietezza e di preoccupazione nel Paese,
un po’ dappertutto,
ma specie nel Mezzogiorno e nelle Isole.

Se l’on. De Gasperi controllerà,
vedrà che
nelle elezioni del Mezzogiorno e delle Isole
è avvenuto un grande scandalo.

  

per esempio

Tutti i parroci di Sardegna,
per esempio,
tranne una ventina
(si conoscono tutti),
hanno fatto propaganda
contrariamente rispetto alla legge,
all’articolo contemplato
nella legge elettorale politica
che commina una grave sanzione penale
per i sacerdoti che nell’esercizio del loro ministero fanno propaganda a favore di una lista.

(Interruzioni).

 

terrore spirituale

Nelle chiese, nel confessionale,
nella spiegazione del Vangelo,
i parroci hanno obbligato esercitando
un vero e proprio terrore spirituale,
a votare per una lista:
quella della Democrazia Cristiana.

(Interruzioni - Commenti).

 

Cremaschi : Non è vero!  

il dovere

Io ho il dovere in questa Assemblea politica,
che non ha funzioni giurisdizionali,
di ricordarlo.

 

Cremaschi: È falso.
Non si possono tollerare tali insulti da nessuna parte.

Oh, dunque... vediamo.
In Camera di Cremaschi ce n'è due.
Uno è Carlo, bergamasco, insegnante di lettere, classe '17, 29 anni oggi, abbastanza probabile la turbolenza.
L'altro di nome fa Olinto, di Soliera di Modena, agricoltore, classe '99. Ehilà, sarà stato anche lui uno di quei famosi Ragazzi?
Oggi di anni ne ha 47, Olinto.
Uhmm, aspetta aspetta, il secondo viene proclamato eletto a settembre, convalidato a dicembre addirittura.
No, non può essere Olinto, senza ombra di dubbio.
Olinto ancora non c'era entrato in quella Stanza.
Comunque, giusto per la cronaca, l'insegnante Carlo era democristiano, Olinto l'agricoltore invece... indovina un po'....?
Brava, con l'apostrofo. 

 anche tutti i vescovi

Tutto quello che dico è documentato.

(Interruzioni - Commenti).

I parroci hanno fatto propaganda elettorale
e violato la legge,
ma aggiungerò che anche tutti i vescovi
hanno violato la stessa legge.

(Approvazioni - Commenti - Interruzioni al centro).

 

 

 Una voce: Hanno fatto il loro dovere!
(Commenti - Interruzioni). 

 

pubblicamente incitato

Aggiungerò che parecchi vescovi
hanno pubblicamente incitato il loro clero
a violare la legge.
(Commenti).

 

nulla di personale

Io credo, on. De Gasperi,
che in questa mia critica
non vi sia nulla di personale.

È una critica che ha la relativa
documentazione precisa. 

 Nulla di personale, infatti. A proposito di documentazioni e preti, avremmo da farti vedere qualcosa anche noi, di più recente.
D'accordo, vuoi mettere un... Bondì di oggi con un qualsiasi democristiano di quei tempi? E che ci possiamo fare, oggi questo passa il convento. Oggi, piuttosto, questa è la fine che fanno certi comunisti della domenica. Oggi, se mai, si salva qualche prete.
Facciamo così, tra un po' metteremo un link dal titolo: Bondi e quel prete. Ok? Più in là.

freddezza glaciale

Ma io credo che in queste cose bisogna vedere
una di quelle cause della freddezza glaciale
di cui ho parlato prima.

(Interruzioni).

Ecco perché parecchi qui dentro sono preoccupati
e per il Ministero dell’Interno,
reclamato dall’on. De Gasperi,
e per il Ministero della Pubblica Istruzione,
anch’esso reclamato dalla Democrazia Cristiana.

 

Una voce: Dovevamo darlo a voi?

 

gerarchie responsabili

Questa preoccupazione è tanto più forte
quanto più noi tutti sappiamo che la Chiesa Cattolica non è un’organizzazione anarcoide,
ma ha le sue gerarchie responsabili.

 

non vivendo a Roma

Quindi il Paese è giustamente preoccupato
e saranno maggiormente preoccupati
gli onorevoli rappresentanti in questa Assemblea,
compresi quelli della Democrazia Cristiana,
specie gli onorevoli colleghi
che non vivendo a Roma
hanno difficoltà di controllare i giornali esteri, quando sapranno che
in Francia il Capo del Governo,
signor Bidault
(che è stato il capo della resistenza
ed è il capo della Democrazia Cristiana in Francia,
come l’on. De Gasperi lo è in Italia)
ha dato i dicasteri dell’Interno
e della Pubblica Istruzione
ai socialisti.

(Commenti al centro).

 

per quanto

Vado verso la fine,
per quanto su questo argomento
vi sarebbero parecchie altre cose da dire.

(Commenti).

Chiedo scusa di aver così a lungo
intrattenuto l’Assemblea:
mi riservo di sollevare la questione
in un altro momento.


non è questione

Mi sia consentito di fare un accenno
all’Uomo Qualunque,
senza spirito polemico e con la massima
serenità possibile.

Non vi può essere un democratico responsabile
che non desideri che
l’Uomo Qualunque diventi un partito,
anche un grande partito della democrazia.

Ma oggi,
il partito dell’Uomo Qualunque
non è un partito della democrazia.

Non è questione dei malcontenti
e di quelli che non hanno mai fatto politica.

 

Piove, governo ladro

Il partito del malcontento
è sempre esistito in Italia,
anche in Roma
attorno a Pasquino e a Marforio.

Credo che in tutta Italia vi sia stato sempre questo grande movimento o partito senza tessera dei malcontenti e dei critici,
che si sarebbe potuto chiamare movimento o partito “Piove, governo ladro”.

In fondo, se ne sarebbe potuto fare
non un piccolo,
ma un grande partito.

Anche questa, per chi non la sa, è carina.
Te la racconteremo un giorno, la storia di Pasquinio e Marforio. Promesso. Come? Con un link, semplice! Diciamo... dopo Pasqua.

si sta ricostruendo

Ma ho l’obbligo di dire
(ed il Governo ha l’obbligo di provvedere)
che si sta ricostruendo il fascismo.

Vi sono fascisti che si riorganizzano:
hanno vere e proprie sezioni che organizzano dimostrazioni capeggiate da ex–podestà, da ex–segretari politici,
da fascisti della prima ora.

 

sanzioni mai applicate

Anche gli ex federali si sono messi in agitazione, specie dopo il 31 marzo,
epoca in cui l’epurazione si è chiusa con sanzioni
che non sono mai state applicate.

gli strati più sensibili

Io chiedo a voi, on. De Gasperi,
se avrete mai tempo e la volontà di andare a fondo
su questa questione.

Il Paese è preoccupato
negli strati popolari più sensibili,
specialmente dopo il decreto di amnistia
che ha voluto essere generoso
e che ha ridato vita al fascismo.


orgoglio di essere fascisti

I fascisti tornano già a casa ostentando
l’orgoglio di essere stati e di essere fascisti.

Finché ci saranno uomini in Italia che si dichiarano orgogliosi di essere stati fascisti e di esserlo ancora,
non vi può essere riconciliazione seria.

 

solo dalla giustizia

Il Governo ha il dovere di andare a fondo
perché c’è una legge che stabilisce che
il partito fascista non si può ricostruire.

Finora, non si è fatto nulla per porre riparo
contro questo ritorno fascista,
mentre l’epurazione è in gran parte fallita
e l’amnistia ha sconvolto e non unito.

La pietà nasce solo dalla giustizia.

 

io la vedo grave

La situazione generale
io la vedo grave;
trascuro di toccare altri problemi,
quello della disoccupazione,
della moneta,
della vita impossibile,
del mezzogiorno e delle isole
che la fanno apparire ancora più grave.

 

devozione

Non pertanto dobbiamo avere  fiducia in noi stessi.

L’on. Nitti ha ieri parlato a lungo.

Verso di lui va la devozione di molti in questa Aula, comunque la mia,
anche per la comunanza ideale di vita
che mi legava ai suoi due grandi figli,
morti così giovani in esilio.

 

devo dire

Ma devo dire all’on. Nitti:
Voi siete stato un uomo di stato,
un onesto uomo di stato.

Ma non avete mai avuto fiducia
nella grande capacità del popolo italiano,
nella sua capacità di ricostruzione e di rinascita.

Non l’aveste dopo l’altra guerra
e non l’avete nemmeno ora.

 

io credo

Dobbiamo invece credere
nella vitalità del nostro popolo,
nelle sue possibilità di ripresa,
dobbiamo aver fiducia in noi e nel nostro Paese.

Io credo che il nostro popolo,
col lavoro dei suoi operai, dei suoi contadini,
con il gioioso lavoro dei suoi artigiani,
il talento creatore dei suoi tecnici
e dei suoi scienziati,
col suo pensiero universale possa illuminare di sé, ancora una volta
- come spesso gli è capitato nella storia -
la civiltà del mondo.

(Vivi applausi).

             

Presidente: Ha facoltà di parlare l’on. Labriola.

Direttamente dalla pagina di Acrobat, senza ritaglio.
La sensazione era quella giusta: ancora nessun taglio.
Cosa si può dire, in conclusione?
Ciò che s'è detto prima: le parole di Lussu parlano da sole.
A noi fanno venire molte cose in mente, le troverai più in là in cittadinanze, perchè sono cose d'oggi, o giù di lì.
Ma non in ricostituente. Dove parlano solo Loro.
Hai sentito il Presidente?
Senza pausa, oggi facciamo il pieno...
Tocca a Labriola!

 

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