riparazioni e terre ai contadini

De Gasperi sta elencando le richieste di riparazioni post-belliche avanzate da Russia, Jugoslavia e Grecia.
E sta dicendo pure che si proverà ad escludere il dovere di Italia a riparare o, per lo meno, si cercherà di avere una presenza…

efficace e protagonista…

di Italia stessa al tavolo delle trattative.

Per quanto riguarda invece la…

la flotta

prima di arrivare a dire cosa…

in pratica tuttavia abbiamo fatto sapere che saremo disposti…

ad accettare, dice che punterà ad un accordo che escluda…

qualsiasi tesi che voglia far apparire la flotta italiana bottino di guerra da ripartire fra vincitori veri o presunti.

Vincitori veri o presunti.
Servono queste parole, servono.

Tali ragionevoli proposte provano la volontà leale dell’Italia di dare, con  proprio sacrificio, un effettivo contributo alla limitazione degli armamenti navali, e di evitare nel contempo di ferire inutilmente e ingiustamente nel suo onore la Marina italiana

Retorica?

No, parole sacrosante.
Perché ciò che conta è quella frase sulla limitazione degli armamenti.
Ricorda che siamo nel 46.

Parole sante, pur con tutto ciò che oggi noi possiamo pensare, dire e praticare intorno a parole quali sacrificio, ferire, onore.
Ma andiamo avanti, il bello deve ancora venire.

Questa, se l’Assemblea vorrà,
sarà la nostra difesa di domani.
Comunque il Governo dichiara che non impegnerà la sua parola prima di aver consultato la Costituente, alla quale ad ogni modo rimane per legge riservato il diritto di decidere sull’accettazione o sul rifiuto del trattato di pace.

Se l’Assemblea vorrà... Comunque il Governo...

Ed era un Governo che doveva decidere subito, in fretta, in un dopoguerra disastroso, con le altre nazioni più o meno democratiche, più o meno vinte o vittoriose, ma tutte già pronte e sedute con la penna in mano al Tavolo della Pace.

Serve ancora oggi leggere questa roba, oggi che un Governo decide da solo o quasi di partecipare a Missioni di Pace? Servono, dopo quella Costituzione e tutti questi anni in mezzo?

Ti lasciamo a pensarci su, un attimino. Che brutta parola: attimino.
Ma sì, un piccolo attimo, come l’attesa per un quiz scemo.
Anche perché, se pure lo sappiamo, non vediamo l’ora di arrivare a sentire, tra qualche tempo, come andrà a finire con quella firma su quel Trattato.

Riparleranno Alcide e altri suoi compagni e saranno parole differenti.
Perfino il tono avvertiremo, assai diverso.
Lo sentirai cambiare anche tu, ci scommettiamo. Ma ora, nel frattempo, tagliamo ancora, senza commento.
Giusto i titoli.

Volto nuovo

Il Governo (…) intende che la Repubblica italiana appaia all’Europa e al mondo col suo volto nuovo, pur solcato dai segni profondi delle sofferenze, ma illuminato dalla speranza in una effettiva e concreta collaborazione dei popoli.

Non intende

L’Italia non intende far parte di blocchi che non siano di leale, aperta, sincera collaborazione internazionale, né di alimentare avversioni fra i popoli, né essere teatro di guerre, né di contrasti economici, preannunciatori di quelle.


Sorelle repubbliche latine americane

Grande conforto morale ci reca l’azione di solidarietà in corso nell’America Latina. Alle sorelle repubbliche latine americane inviamo i sensi della nostra riconoscenza e della nostra speranza.

Assistito da lontano

Il governo rivolge il suo pensiero a tutti gli Italiani all’estero, che hanno assistito da lontano con angoscia fraterna alla tragedia della Patria, ai prigionieri e internati civili che tuttora soffrono nei campi di concentramento…

Non commentiamo, diciamo soltanto che, per fare prima, abbiamo tagliato le interruzioni, sono tantissime e non si contano gli applausi dell’Assemblea, a destra, centro e sinistra, per queste e altre parole.

Tu, se vuoi, puoi sempre andare in quella Camera a leggerle tutte, in fondo.

il nuovo armistizio, le amicizie

Essa [ la pace…] non può attuarsi che nella dignità e nell’indipendenza politica ed economica.
Da tale punto di vista giudicheremo la pace, il nuovo armistizio, le amicizie e le cooperazioni.
Il popolo italiano non è un ingrato, ma (…) solo la coscienza del proprio onore e della propria dignità gli può dare la forza si forgiare - dopo il disastro della guerra fascista - il suo nuovo destino.


Per le questioni strettamente finanziarie

il settore in cui può agire il governo italiano è oggi molto limitato.

Oggi, cioè nel 46.
Cioè ieri, capirai!
Comunque Alcide ci prova, almeno ad elencare.

Gli obiettivi da tenersi presenti ed ai quali devono tendere i nostri sforzi sono:
a) sviluppare e razionalizzare la produzione per fronteggiare la disoccupazione; abbassare i costi e consentire la ripresa delle esportazioni;
b) assicurare agli impiegati, ai salariati ed ai ceti medi sufficienti mezzi di vita;
c) difendere il potere di acquisto della lira avviando il bilancio ordinario dello Stato all’equilibrio e procurando con risorse straordinarie il finanziamento di un vasto programma di lavori pubblici che efficacemente promuova la ricostruzione e assicuri la massima occupazione possibile.

A parte lira e ricostruzione, ti sembrano parole antiche queste? Antichi obiettivi? Se antichi sta per lontani, e lontani sta per non ancora raggiunti, sono antichissimi.



Lo Storico, da qualche parte, si è messo le mani nei capelli, lo vediamo. Ma cosa importa, noi continuiamo.

la fiducia delle forze

Importa, soprattutto, lo spirito con il quale si intende raggiungere tali obiettivi.
Condizione pregiudiziale di una sana politica è la fiducia delle forze che liberamente operano nel Paese.
Ma lo Stato ha il compito di animarle, disciplinarle e, ove sia indispensabile, intervenire con la sua partecipazione ed il suo controllo.

Si dirà: ne è passata di acqua sotto i ponti.
Più che giusto, le partecipazioni statali, che capitolo!
Ora è momento di privatizzazioni e, naturalmente, di libero mercato.
Sarà! A parte il fatto che… ne conosci molte di imprese private italiane che operano in un “vero” libero mercato? Forse solo mafia e camorra.
E anche quelle, più di una volta ce l’hanno avuto, eccome, il  bisogno di uno Stato!

Lo storico di prima, chiuso a piangere nel ripostiglio, sarà stato raggiunto in tutta fretta da un dotto economista! Adesso saranno in due a pensare che qui, almeno in otto, si è del tutto fuori di testa.
E cosa importa 2, la vendetta.

Ma torniamo ad Alcide De Gasperi, chè è meglio.
E alle forze di cui parla.

Buffo, prosegue elencando una serie di sigle e poteri che anche oggi esistono, che anche oggi operano.
Come?
Basta leggere i giornali, sessant’anni dopo, nel 2006.
Saltando qua e là, in quello che dice De Gasperi: C.I.R. (Comitato della Ricostruzione, e vabbè…) I.R.I., Banca d’Italia, Consorzio di Credito Opere Pubbliche, I.M.I., Confederazioni dei Sindacati.
Ohi ohi: iri imi e bancaditalia, detto così sembra uno scioglilingua.
Le parole di De Gasperi, a proposito del C.I.R.:

…dovrà essere potenziato al massimo per divenire (…) l’organo di coordinamento della nuova direttiva del governo democratico, col quale deve tendere a dare agli italiani pane e lavoro ed una più equa distribuzione della ricchezza.

Pane e lavoro. Equa distribuzione della ricchezza.


Forse, a questo punto dobbiamo dirlo:
non siamo tutte comuniste, nella redazione.
Non lo abbiamo mai messo a tema, l’argomento.
Però sì, possiamo dire con una qualche certezza che non siamo tutte comuniste. Non lo siamo, indubbiamente, se sottolineiamo queste parole.

Non lo era neanche chi le pronunciava, se è per questo.
Neanche quando, tra le tante cose che…

bisogna...

fare, anche allo scopo di…


predisporre le misure fiscali necessarie a coprire le spese del bilancio straordinario…

indicherà quella di…

applicare una imposta straordinaria sul patrimonio (…) che risponde ad esigenze di giustizia sociale, dovrà anche fornire i presupposti di una riforma fiscale a base personale.


Non era comunista, già detto.
Nella stessa misura in cui non ha alcunché di bossiano nel dna, se lo sentiamo dire che…

circa i lavori pubblici, un migliore decentramento negli organi statali ed una più stretta cooperazione con i comuni e con le regioni, appaiono indispensabili.

In genere (...)  il governo (...) agevolerà nei suoi provvedimenti una maggiore autonomia dei comuni e ogni possibile avviamento delle autonomie regionali.

E per la politica dei redditi?

è anche ormai sperimentato che un aumento dei salari si annulla rapidamente se esso porta, come finora è avvenuto, ad una ascesa dei prezzi
con il conseguente pericolo dell’inflazione. La politica del Governo deve quindi agire sulla disponibilità e sui prezzi dei beni di consumo.

Lui sta parlando di grano e ammassi, vestiario e manufatti, pasta e pane, ma signore mie, sono parole così lontane?

Lo sono forse per te che, se ti va bene, sarai una co-co-come tanti altri come te?
Lo sono forse per tua nonna che a fine mese avrà solo l’imbarazzo di scegliere una dieta molto moderna e digiunare?
Certo che la Storia deve essere davvero buffa, se dopo tante cose in mezzo, se dopo gli anni da bere, tutto d’un tratto porta dritta dritta la maggioranza - intesa come la maggior parte - di una popolazione a condizioni da dopoguerra, senza una guerra!

C’è stato l’11 settembre! Appunto.
Per alcuni, una benedizione. Almeno come spiegazione.
A quei due nel ripostiglio a disperarsi, si sarà aggiunta una psicologa, forse la Parsi? Suvvia, non esageriamo, ma quale dopoguerra? è mai possibile fare discorsi così tanto terra-terra? si vede bene che i tempi non sono più quelli, pensate a tv, pubblicità, Grandi Fratelli...
Sarà, anche a mia nonna càpita a volte di guardare quel fratello.
A fine mese, però, il discorso non cambia, è sempre quello.

Sssttt. Finito l'intervallo.
Alcide sta chiedendo collaborazione ai sindacati…

affinché non si faccia una politica di salari
di facilità e di illusioni.

Ma aggiungerà subito dopo che…



La scala mobile opportunamente applicata.

Vaghi ricordi.

Vaghe stelle dell’Orsa.



La vasta zona dell’industria è d’altra parte estremamente eterogenea.
Vi sono industrie che possono sopportare aumenti di spesa, altre che si alimentano solo del soccorso dello Stato.
L’eccedenza complessiva della manodopera
crea un’altra disparità tra le industrie che ne potrebbero assorbire di più e quelle che vanno alla rovina per non poter ridurre le maestranze superflue.

Eh sì, non c’è punto che non abbia toccato, il Primo Ministro.
Alcune cose, va da sè, sono leggermente datate.
Più avanti parlerà pure di tubercolosi, malaria e altre malattie infettive.
E di premio della Repubblica.
Però, senti un po’ qua, è arrivato ad un…

capitolo molto importante: l’avviamento della riforma agraria.

e gli sentiamo dire che occorre una...

riforma fondiaria che porti ad una più equa ridistribuzione delle proprietà
(…)
efficace solo se preceduta da
(…)
ingenti opere di trasformazione agraria.
(...)
L’espropriazione, anche parziale, delle grandi proprietà a coltura intensiva, non può che per se stessa costituire il primo passo della riforma: ripartire ai contadini la terra non trasformata sarebbe, infatti, condannarli a soccombere.




La terra ai contadini.

Decisamente, un comunista.

Dalla terra il passo è breve, subito dopo lo sentiamo parlare di una irrisolta…


questione meridionale…

E te pareva! Questione vecchia sì, vecchia come il cucco.
Questione che si porta dietro, nelle parole di Alcide…

lavori pubblici, provvidenze fiscali, le condizioni delle masse agricole…



...e il cucco è veramente un povero vecchietto.
Ma almeno oggi avremo il ponte sullo Stretto.
Citte citte, forse ci ha sentite.
Proprio ora sta indicando…


due punti cardinali del nostro orientamento economico:
1°) noi intendiamo suscitare e incoraggiare, non deprimere le iniziative e le intraprese private, creando le possibilità del loro sviluppo: ecco perché, soddisfacendo un legittimo desiderio degli armatori e dei marinai, abbiamo creato un Ministero della Marina mercantile, che dovrà ricostruire i nostri trasporti marittimi;
2°) nello sviluppo del nostro programma economico-ricostruttivo e riformatore, terremo d’occhio particolarmente il Mezzogiorno e le Isole di cui riconosciamo le particolari e più urgenti esigenze.

Nessun commento, sta per finire.
Anche su questo non saremo noi a dire.
Arriveranno i tempi e altre parole.
Qui solo titoli:

dovrebbe... varie correnti... 

Infine un’altra osservazione
che dovrebbe parere superflua.
Anche questo Governo come i precedenti,
non intende spostare come che sia
lo stato giuridico e di fatto esistente
nelle zone ove non si ha coincidenza ideologica
fra le varie correnti rappresentate nel gabinetto.

e non lo può fare

Esso si mantiene entro i limiti
segnati dalle leggi fondamentali
e dai vigenti Patti Lateranensi
e l’entrata di un democratico cristiano
al Ministero dell’istruzione
non sposta tale base,
come non l’ha fatto per il passato
e non lo può fare
la presenza di un comunista alla giustizia.

le quattro libertà di  Roosevelt

Poiché oggi più che mai la Repubblica
nasce facendo appello alla santità dei trattati,
più che mai è doveroso che noi
diamo esempio di reciproca realtà,
ispirandoci nella nostra politica interna
alle quattro libertà di Roosevelt,
che ci proponiamo di invocare e rivendicare
presso nazioni grandi e piccole
nei rapporti internazionali
e nella giusta pace.
(vivissimi prolungati applausi).

Le quattro libertà! Uhm...
Questa ce la segnamo, ci ritorneremo.

Alcide invece ha concluso.



Giuseppe sta dicendo che la discussione sulle sue dichiarazioni…

avrà inizio nella seduta di domani

Non vediamo l’ora, siamo tentate di andarci subito a quel loro domani, a quel 16 luglio del quarantasei. Ma come si fa? c'è Calamandrei!
Si tratta di una questione formale.
Ma come direbbe Piero: la forma è sostanza. E allora, no.
Restiamo ancora un poco in questa stanza.
Quanto ci piacciono le rime in prosa, quanto ci piacciono.
Rimettiti in comodità, questa è tosta.
Ma te lo assicuriamo, vale la posta.



Piuttosto, Calamandrei perdonerà i tagli osceni.
Era un fine giurista, in suo onore dovremmo chiamarli omissis.
Poichè amava anche l’ironia, useremo le stelline.
Titolo? Facile:

i dubbi di Piero

 

 

vai a i dubbi...

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