Entriamo nel 15 luglio 1946 sentendo le parole di Enrico De Nicola.
La voce è quella di Saragat, perchè è un messaggio...
infrangibile unione
Dobbiamo aver la coscienza dell’unica forza di cui disponiamo: della nostra infrangibile unione.
Con essa potremo superare le gigantesche difficoltà che s’ergono dinanzi a noi: senza di essa precipiteremo nell’abisso per non risollevarci mai più.
I partiti – che sono la necessaria condizione di vita dei governi parlamentari – dovranno procedere, nelle lotte per il fine comune del pubblico bene, secondo il monito di un grande stratega:
marciare divisi per combattere uniti

Non si costruisce un nuovo ordinamento internazionale saldo e sicuro, sulle ingiustizie che non si dimenticano e sui rancori che ne sono inevitabile retaggio.
salutari insegnamenti
La costituzione della Repubblica italiana
- che mi auguro che sia approvata dall’assemblea, col più largo suffragio, entro il termine ordinario preveduto dalla legge -
sarà certamente degna delle nostre gloriose tradizioni giuridiche,
assicurerà alle generazioni future un regime di sana e forte democrazia, nel quale i diritti dei cittadini e i poteri dello stato siano egualmente garantiti,
trarrà dal passato salutari insegnamenti,
consacrerà per i rapporti economico-sociali i principi fondamentali che la legislazione ordinaria
- attribuendo al lavoro il posto che gli spetta nella produzione e nella distribuzione della ricchezza nazionale -
dovrà in seguito svolgere e disciplinare.
(L’assemblea saluta la fine del messaggio con
vivissimi, prolungati, ripetuti applausi.)

Dopo, ancora la voce di Saragat che però ora sta leggendo…

...a testimonianza della indistruttibilità fedeltà alla Madre Patria delle italianissime terre colpite dal verdetto dei Quattro Grandi che chiedono la solidarietà dell’Assemblea Costituente
I Quattro Grandi!
Tra quei telegrammi, ci restano impressi quello del Comitato torinese dell’Unione Donne Italiane e del Comitato di liberazione nazionale della Fiat-Mirafiori. Donne e operai uniti nella lotta!
Non possiamo fermarci a divagare, perchè Giuseppe ne sta leggendo un altro, di…
“La Camera dei deputati del Cile ha deliberato di inviare all’Assemblea Costituente della Repubblica Italiana un cordiale saluto di felicitazioni e fervidi voti perché sia concessa una pace giusta e onorevole a codesta nazione”
Dal Cile?! Cosa ti viene in mente, facendo un salto in avanti di trent’anni o giù di lì? Intanto: che non sono tanti, trent’anni nella storia, ma neanche pochi. Chiediamo venia, ma come si fa a non pensare a quello che in quel Paese è accaduto negli anni settanta? E ancora dopo? E oggi, praticamente giorni fa? Come facciamo a non pensare, con gioia e un po' di sana invidia, alla sua Presidente? La Storia, ragazze! sembra un elastico. Se ci sente uno storico di quelli giusti, che giudizio drastico!
Torniamo nel 46, perchè dopo questi preliminari non possiamo perdere le parole di chi oggi sarebbe chiamato Premier. Altra storia anche questa, quanto a parole. Ma era De Gasperi il cognome.
Mettiti in comodità, Alcide la fa lunga, non poteva altrimenti il Presidente del Consiglio dei Ministri, Ministro dell’Interno e, ad interim, Ministro degli Affari Esteri! 
Il fatto è che molte di quelle parole servono. Servono ancora oggi.
Se è vero che la Costituente ha gettato le basi per una possibile piena democrazia in Italia, è anche vero che dopo una seconda guerra mondiale, da qualche parte, in qualche stanza - che sia Parigi, Londra o Washington non ha importanza - si è deciso tutto o quasi il destino dell’intero condominio.
Ci sono cose che, se non si sanno, si dovrebbero sapere. Se si sono studiate, bisognerebbe “sentirle” ancora con attenzione. Prima di riempirsi la bocca di globalizzazione.
Di qualcuna di quelle, Alcide sta parlando.
Sssttt! Tre titoli in uno, per adesso:
elevata temperatura psicologica
palingenesi profonda
immaginazione creatrice
Il primo governo della Repubblica italiana,
per corrispondere alle aspirazioni
e alle aspettative del popolo
che la Repubblica ha voluto,
dovrebbe poter presentarsi in un momento
di elevata temperatura psicologica,
corrispondente a quella palingenesi profonda
che deve attuarsi
nella volontà nell’immaginazione creatrice,
quando una nazione rinnova da cima a fondo
il suo regime e stabilisce il suo autogoverno.

Ora questo senso di consapevolezza,
questa energia di propositi,
questa volontà di rinnovamento
esiste davvero tra noi e fra voi
membri dell’assemblea che siete interpreti fedeli
dei voti e delle aspirazioni popolari,
e ne è prova la stessa struttura del ministero,
il quale, fondandosi sui settori
di più larga base in codesta camera,
accoglie in sé anche i rappresentati
di quella storica corrente che
fino ai tempo del risorgimento ha alimentato
le idealità e le speranze repubblicane.
Quando si dice: lèggere tra le parole.
E aggiungiamo pure che nulla ti diciamo di questo Governo, né dei precedenti, del resto: nulla del Comitato di Liberazione Nazionale, dei Partiti maggiori che vi entrarono.
Né ti diremo di altri nomi, uno fra tutti: Parri.
Do you know Ferruccio? 
Do you remember 8 september?
Ma sì, altrove diamo i numeri, altrove diamo i nomi, se hai voglia di schemini e tavolette, di date e di cognomi. Qui parlano solo loro e chi vuol capire, intenda. A noi scapperà giusto qualcosa, di tanto in tanto, ma sarà un fatto di risuono, un puro incanto. Mescolanza di sensi e di dissensi tra questi del 46 e quelli di un 2006. Non è snobismo puro e neanche pretesa nostalghia. A parte che l’anagrafe dovrebbe parlar chiaro. E poi, l’abbiamo detto, è altro quello che ci muove.
Senti, senti qua: roba da non credere alle orecchie!
simultaneo rinnovamento
giustizia internazionale
insufficiente ossigenazione
Ma parte di queste speranze erano e sono rivolte ad un simultaneo rinnovamento della vita internazionale, e si sono fuse nel corso della storia con le tendenze di solidarietà mondiale delle organizzazioni operaie e sindacali e si sostanziano ora anche del carattere e della funzione universalistica del cristianesimo, irradiante dall’Italia sul mondo.
Ora dobbiamo ammettere che tali speranze di giustizia internazionale sono gravemente minacciate, e la Repubblica Italiana ne soffre come di una insufficiente ossigenazione nel momento stesso in cui essa intraprende il suo nuovo viaggio nella storia nel mondo.

se si tentasse di tarparci le ali
La Repubblica Italiana si attendeva e attende ancora, e spera fino all’ultimo che la democrazia internazionale le sia madrina; le sarà invece noverca? Tuttavia, non verremo meno; il viaggio si farà a qualunque costo anche se si tentasse di tarparci le ali.
scusate l’immagine
Se è in pericolo la nostra speranza nella giustizia internazionale, ferma è la nostra fede nel ritmo possente dei nostri motori (scusate l’immagine) che sono le forze del nostro lavoro e l’energia spirituale della nostra civiltà.
Claudia, peccortesia: ci dici noverca dal tuo dizionario testabile?
Risposta: viene dritto dritto dal latino, e sta per matrigna.
Grazie (e scusate per l’immagine).
Per il resto, nulla. Si comprende tutto.
Prego, non c’è di che.
La Repubblica non vuole essere regime di parte,
ma governo di tutti e il ministero attuale,
se risponde all’impulso
di forze sociali di rinnovamento,
non è rivolto contro nessuno,
se non contro chi volesse insidiare i nostri liberi ordinamenti.
Esso intende consolidare la Repubblica,
ma la difende e la consolida
con una politica costruttiva,
suscitando le libere energie e facendo appello alla solidarietà nazionale.
Purtroppo esso è costretto a fronteggiare subito le difficoltà gravissime della pace.
Ed eccomi a rendervi conto
- riservando alla commissione dei trattati ulteriori particolari -
dei nostri propositi e delle nostre direttive su questo terreno.
lasciando al libero dibattito di codesta assemblea di esprimere l’ansia del Paese, ma una sola assicurazione voglio anticipare:
noi tenderemo tutte le forze alla difesa dell’italianità dalla frontiera orientale;
tutto il popolo italiano è solidale con gli italiani, con tutti gli italiani della Venezia Giulia.
(vivissimi applausi).
Noi chiediamo che essi ci aiutino in uno sforzo di unità e di concordia.
Del pari la nostra solidarietà va agli italiani di altre frontiere e altri territori contestati.
Alcide indica, a questo punto, i criteri di una azione di governo che…
assicuri, come minimo, Gorizia, Trieste e l’Istria occidentale e meridionale
anche per…
riaffermare la nostra volontà di
collaborazione con la Jugoslavia…
mentre, sul versante francese, non si intende demordere, Lui parlerà di 
intransigenza...
su Briga, Tenda e Moncenisio, ferma restando la disponibilità di accordi di...
collaborazione per il bacino idraulico.
Insomma, ogni guerra è uguale alle altre, le questioni erano e restano economiche.

Idem per le colonie, su cui…
lasciandone nel frattempo l’amministrazione alla potenza occupante.
ed ancora, che è stata…

Rinvio che...
dovrebbe in ogni caso permetterci, sia pure sotto il controllo della potenza occupante, la possibilità di una ripresa di contatto colle nostre colonie.

Oh, le colonie. Vediamo un po’ di capirci qualcosina, bell’abissina.
L’Italia - che fin dal 1919 aveva promulgato in Tripolitania e in Cirenaica ordinamenti costituzionali ispirati al principio democratico di una forma di governo largamente rappresentativa,
appoggiandola in Cirenaica anche ad accordi liberali e di reciproca convenienza con la Confraternita dei Senussi - dichiara oggi nel modo più esplicito di accettare senza riserve i principi stabiliti nella Carta delle Nazioni Unite,
e di voler a tali principi inspirare la propria azione politica e amministrativa in Libia e nelle altre colonie.

Claudiaaa! La Confraternita dei Senussi?
Risposta: datemi un po’ di tempo.
Ok, si vadi avanti!
prosperità sempre maggiore
Ciò allo scopo di avviare la loro popolazione – cui la uniscono tanti vincoli di sangue e di cultura,
e alla cui coesione e socialità le varie decine di migliaia di italiani stabiliti in quelle terre hanno portato e porteranno un valido e fraterno contributo – verso quelle forme di autogoverno che dovranno assicurare loro una prosperità sempre maggiore, guidandola al tempo stesso verso la libera e cosciente determinazione dei suoi destini.
Questo – nell’interesse del lavoro italiano e delle popolazioni native – diremo con fermezza alle 21 Nazioni se vorranno ascoltare la nostra difesa.
Uhmm... la nostra difesa.
Capisci ora quanto è costata una cosa chiamata Fascismo?
Non stiamo parlando solo in termini di denari.
Ci pensi al Centro Africa di oggi e di ieri? Se ce la fai, salta con la mente, tanto che importa, non siamo storiche, possiamo approssimare.
Continua a viaggiare, dall'Africa centrale prova a salire su. Attenzione al traffico delle banane, mi raccomando, attraversa il Deserto e arriva a certe sponde. Pensa alla Libia o all’Algeria di ieri e di oggi.
Continua con la mente, viaggia pure. Pensa anche a dove e a quanti esperimenti nucleari sono andate a fare certe potenze democratiche uscite vittoriose da un conflitto mondiale. Pensa alle guerre dimenticate, all’Africa di serie A e a quella di serie B.
Piano, non diciamo che il colonialismo di certuni fu migliore di quello di altri, figurarsi. Ci hanno già pensato certi storici doc a praticare questo sport. Noi pensiamo ad altro, pensiamo a come, a quando e a chi può mai decidere un bel giorno di andare per il mondo, lì a seminar germogli di democrazia con bombe intelligenti, lì ad affamare bambini a fin di bene, per impiantare pozzi!
Finiti distinguo e sottigliezze varie, mio caro Storico al soldo di altre Menti, parliamo - e siamo sempre noi otto - di un’unica, indistinta mandria di pazzi.
Tu che leggi, ci stai pensando?
Bene, però continua a sentire.
vai a riparazioni e terre ai contadini
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