Alcide De Gasperi

A vederlo qui in piedi, a prendere la parola nella veste di Capo del Governo provvisorio, mi viene un rimescolio di ammirazione e un po’ di soggezione. Chi è mai quest’uomo su cui converge in questo momento la fiducia di tutti, da destra e da sinistra? Ha 65 anni, Alcide De Gasperi, e la sua voce mi sembra risuonare in quest’aula calma, sicura e con misurata passione. Un timoniere alla guida del suo vascello in un mare tempestoso. Forse il montanaro Alcide avrebbe preferito una metafora meno marittima, ma tant’è…

Montagne e montagne
Non so il mare, ma le montagne le conosceva bene, montagne reali e metaforiche, per averne scalate tante fin da quando bambino andava a scuola fra le valli e le cime del suo Trentino e fin da quando nel parlamento viennese per dieci anni sostenne il progetto della cessione del Trentino all’Italia da parte dell’Impero Austro Ungarico. E infine l’Austria, nel tentativo di evitare la guerra, si era dichiarata disposta a farlo. Poi la storia prese altre vie.
Non c’è che dire, Presidente, veramente belle montagne!

Vocazione
Lo avevano messo a studiare nel collegio vescovile, perché nella sua riservatezza scorgevano i germi di una santa vocazione. A 16 anni, in effetti, prese in mano la sua vita e chiarì a tutti che l’amore di Dio non lo portava fra gli incensi dell’altare, ma fra la polvere degli uomini. La sua carriera, la sua missione era già la politica.
Così, dopo essere stato l’anima dei movimenti studenteschi a Trento e ad Innsbruk, dopo un decennio da parlamentare rampante a Vienna, eccolo a 25 anni punta di diamante del mondo politico trentino. Sono gli anni in cui don Sturzo, Murri, Toniolo con le loro proposte democratiche scandalizzano il papa e i cattolici conservatori intransigenti.
La sua vita è tutt’uno con l’affermarsi del PPI: sarà lui a guidare il partito dopo il ritiro forzato di don Sturzo e sempre lui ad accettare in un primo momento la collaborazione col primo governo Mussolini.  Ma è ancora lui che, all’apparir del vero, quello stesso 17 novembre a Mussolini che minaccia di fare del Parlamento un bivacco per i suoi soldati, risponde: «A noi non fa impressione la frase detta dal Presidente del Consiglio, di una Camera passibile di scioglimento fra due giorni o fra due anni...Fra due giorni o fra due anni, il Gruppo Popolare sarà pronto alla sua civile battaglia».
E battaglia fu. Ma non di Gruppo.

Mille lire al mese
Prima lo scioglimento del Ppi, poi l’isolamento dagli amici, incarcerazioni, persecuzioni, violenze, contro di lui e contro la sua famiglia e infine 20 lunghissimi anni da fuoruscito nell’Archivio e nella Biblioteca Vaticana. Per beneficiare dell’extraterritorialità. Per 2 lire la pagina, traduce dal tedesco la grande Storia dei papi del Pastor.
Vittore Branca, che in quegli anni l’ha conosciuto, se lo ricorda dentro un abito grigio liso e fané, seppure in ordine, e con le allora emblematiche soprammaniche, un modesto impiegato di quelli a mille lire al mese, tutto riservata gentilezza di marca austriaco-vaticana. Infallibile nei meandri degli antichi codici e nei misteri della diplomazia vaticana.

Liberi non sarem se non siam uni
Nonostante le apparenze non è proprio un topo di biblioteca. Da clandestino rifonda la Democrazia Cristiana, è un membro autorevole del CNL e, caduto il fascismo, esce anche ufficialmente dalla Biblioteca ed entra nei due governi Bonomi, nel Governo Parri ed ancora alla Consulta e alla Costituente. Ama ripetere col Manzoni «liberi non sarem se non siam uni». La sua attività politica in questi giorni è febbrile, da infaticabile mediatore. Noi la scopriremo tra poco dalle sue stesse parole e da quelle dei suoi colleghi, tutti impegnati a discutere le condizioni del Trattato di pace che si vuole imporre agli italiani.

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De Gasperi parla il:
28 giugno 1946 >>> chi all'estero e chi fuori di testa
15 luglio 1946 p.1 > alcide e compagni
15 luglio 1946 p.2 > riparazioni e terre ai contadini
17 luglio 1946 >>>> ragazze, che Lussu!
19 luglio 1946 p.3 > dalla sicilia con furore

Viene citato il:
16 luglio 1946 p.2 > il giorno del picconatore 
16 luglio 1946 p.3 > conigli scorticati e amici comunisti
17 luglio 1946 p.2 > che Lussu, ragazze!
18 luglio 1946 >>>> mica uno qualunque!
18 luglio 1946 p.2 > fuoco d'artificio
19 luglio 1946 p.2 > virilità di una repubblica
20 luglio 1946 p.2 > leo il temporeggiatore
22 luglio 1946 p.2 > a scuola di libertà

 

 

(continua)


 

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