|
La citta citta grande dice che possiamo, in anteprima... ndr: vai a squotiamola |
L’UDI - Unione Donne in Italia si trova oggi in una fase di compimento e di verifica dell’assetto politico e degli obiettivi scaturiti dal 14° Congresso.
Nel corso dell’ultima Autoconvocazione, novembre 2006, è stata formalmente promossa un’azione politica, denominata 50E50, che si appresta ad essere, per il 2007, una vera campagna nazionale, unificante delle varie fisionomie e delle finalità essenziali della nostra Associazione, che peraltro ha riletto e modificato, con motivazioni politiche, il suo stesso nome.
La valenza nazionale di questa azione politica dell’UDI non è dovuta alle iniziative diffuse al riguardo in varie regioni o alla sua capacità di mobilitare un grande numero di donne, quanto alla modalità con cui essa intende istruire le questioni che oggi toccano tutte noi.
Sarà nazionale se saremo anche capaci di sperimentare nuove relazioni politiche con le quali ragionare sulle condizioni da costruire oggi nel campo dei diritti, della rappresentanza politica, del lavoro e della sicurezza, perché si possa parlare di effettiva libertà delle donne.
L’opzione del 50E50 ovvero di una rappresentanza paritaria di donne e uomini in tutti gli organismi elettivi di governo del paese è pertanto il passo conseguente a questa comune lettura del fenomeno .
Ma è anche la risposta minima e allo stesso tempo irrinunciabile per denunciare uno squilibrio e promuovere una parità.
Si tratta di un minimo approccio nella direzione di scardinare un deficit di democrazia per denunciare l’indecenza di un sistema politico e culturale che discrimina le cittadine di sesso femminile in quanto tali.
Si intende andare incontro alla voglia di fare politica istituzionale e alla legittima ambizione di alcune di entrare in quei luoghi dove alcuni sono già presenti da tempo.
In cosa consiste il 50E50.
Si chiede ad una legge dello Stato di imporre meccanismi paritari nella indicazione delle candidature, attraverso una raccolta di firme per la presentazione di una proposta in tale direzione.
Il 50E50 non è una proposta per rappresentare di più e/o meglio le donne in Italia.
Se per rappresentanza delle donne intendiamo quante sono - e quante invece noi vogliamo che siano - le donne presenti in un luogo decisionale, siamo tutte d’accordo.
Siamo anche d’accordo sul fatto che la quantità, anche da sola, col tempo, sposta equilibri, cambia agende, impone modalità differenti.
L’obiettivo del 50E50, in qualunque organismo elettivo o consultivo, di fatto, condizioni la nostra vita, consiste nell’iscrivere nell’orizzonte della politica non tanto le nostre tematiche quanto le nostre modalità di istruzione delle sue questioni e delle sue priorità.
Ogni luogo di rappresentanza politica costituito per metà da donne non va visto, infatti, come un accomodamento o una spartizione in grado di abolire l’antagonismo tra i generi, ma come uno spazio in cui, contando anche numericamente, non più solamente reclamare o negoziare, ma costruire delle risposte.
Questo scenario presuppone una comunicazione tra donne che garantisca anche la possibilità di fronteggiarci senza disconoscerci nell’identità collettiva e una comunicazione con gli uomini che non eluda l’antagonismo tra i generi, ma lo usi come modalità non distruttiva di confronto e scambio di esperienze, punti di vista e modalità di intervento sul mondo.
Nell’incontro del 2 dicembre 2006 abbiamo cominciato a predisporre le iniziative opportune e i materiali necessari per avviare il nostro lavoro che vedrà coinvolta l’Associazione tutta e quante vorranno lavorare insieme a noi.
Prevediamo un Convegno in febbraio per lanciare pubblicamente la campagna e un avvio su tutto il territorio per l’8 marzo 2007.
ndr:
per contattare l'Udi:
UDI Nazionale
via dell’Arco di Parma 15, Roma
udinazionale@tin.it
www.udinazionale.org
50E50UDINAZIONALE@gmail.com
